Lettera del Segretario cittadino Donatello De Mercurio pubblicata su 7 giorni, il giornale locale
sabato 31 gennaio 2009
sabato 17 gennaio 2009
GIORNALINO GENNAIO 2009
pagine 2 e 3
pagine 1 e 4
Se sei interessato ad una copia del nostro gionalino di sezione, vieni a trovarci!
Siamo in Piazza Verga, 2 a Peschiera Borromeo negli orari di apertura della sezione che vedi in testa alla pagina 1 oppure ....... telefonaci per un appuntamento al 3388178792 o scrivici a: dodemer@libero.it
SE SEI UN VISITATORE CAPITATO QUI PER CASO..... SAI COSE' LA PADANIA?
La Repubblica Federale Padana è una Repubblica Democratica Federale, si ispira alla Confederazione Elvetica e si basa sui Diritti Naturali dei Popoli, delle Comunità Locali, delle famiglie e degli individui. La Federazione Padana è anti-nazionalista, anti-centralista e anti-assolutista.
PADANIA LIBERA!_______________
TESSERAMENTO 2009

Tipo Tessera:
Socio Sostenitore(1)
Socio Sostenitore(1)
€ 10,00
S.O.M. (Militante)-Giovane o Pensionato(2)
S.O.M. (Militante)-Giovane o Pensionato(2)
€ 15,00
S.O.M. (Militante)-(2)
S.O.M. (Militante)-(2)
€ 30,00
(1) -I Soci Sostenitori possono acquisire la qualifica di S.O.M. (Militante) solo dopo aver svolto un periodo di attività volontaria della durata di non meno di sei mesi. Dopodichè, possono presentare domanda alla Sezione in cui sono iscritti. Il Socio Sostenitore non ha alcun tipo di voto, nè diritto elettorale all'interno del Movimento, nè il dovere di partecipare attivamente alla vita politica. Si tratta di un sostegno economico al alla nostra Sezione e al Movimento.
(2) Socio Ordinario Militante (S.O.M.) ha il dovere di partecipare attivamente alla vita associativa del Movimento. Gode del diritto di parola, di voto e di elettorato attivo e passivo, secondo le norme previste dallo Statuto della Lega Nord e dai Regolamenti. Il Socio Ordinario Militante deve essere iscritto presso la sezione comunale dove svolge la militanza attiva e volontaria.
(1) -I Soci Sostenitori possono acquisire la qualifica di S.O.M. (Militante) solo dopo aver svolto un periodo di attività volontaria della durata di non meno di sei mesi. Dopodichè, possono presentare domanda alla Sezione in cui sono iscritti. Il Socio Sostenitore non ha alcun tipo di voto, nè diritto elettorale all'interno del Movimento, nè il dovere di partecipare attivamente alla vita politica. Si tratta di un sostegno economico al alla nostra Sezione e al Movimento.
(2) Socio Ordinario Militante (S.O.M.) ha il dovere di partecipare attivamente alla vita associativa del Movimento. Gode del diritto di parola, di voto e di elettorato attivo e passivo, secondo le norme previste dallo Statuto della Lega Nord e dai Regolamenti. Il Socio Ordinario Militante deve essere iscritto presso la sezione comunale dove svolge la militanza attiva e volontaria.
Il tesseramento può essere effettuato, oltre che ai gazebo ch saranno allestiti in diverse zone di Peschiera Borromeo, anche presso l'ufficio della nostra sezione:
Lega Nord Peschiera Borromeo in piazza Verga, 2
tel 338 8178792 - e-mail: dodemer@libero.it
orario di apertura al pubblico: martedì dalle ore 9 alle 11 e dalle ore 21 alle 22 - sabato dalle ore 10 alle 12

Chiediamo il tuo contributo chiaro e trasparente per finanziare la grande battaglia federalista per la Libertà della Padania! (U.Bossi)
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lunedì 12 gennaio 2009
ELEZIONI COMUNALI A PESCHIERA BORROMEO

ELEZIONI COMUNALI PESCHIERA BORROMEO:
si voterà il 6 e 7 GIUGNO 2009
Bene!! Via libera all'Election day. Il Consiglio dei Ministri ha deciso di accorpare le Elezioni Amministrative e quelle Europee. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Si voterà pertanto il pomeriggio di sabato 6 giugno e per tutta la giornata di domenica 7. Le elezioni amministrative, ha spiegato il titolare del Viminale, coinvolgono 4.000 comuni e 63 province.
Lùnedì dudès de Genàr Dòmilanoev
sabato 3 gennaio 2009
FOTO STORICHE DELLA SEZIONE
MALPENSA 2008
Bel gruppo eh?
MALPENSA 2008
Malpensa è l’hub che serve un sistema economico, commerciale e imprenditoriale, ben più ampio
della Lombardia.
Quindi, le decisioni assunte da Alitalia si ripercuotono negativamente non solo sull’aeroporto di Malpensa ma, soprattutto, sullo sviluppo della parte più produttiva del Paese e sulla competitività di tutto il sistema aeroportuale del Nord.
E avranno, purtroppo, fortissime ripercussioni sociali. Per questi motivi, la Lega Nord per prima si è mossa a difesa dell’aeroporto di Malpensa, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e lo sviluppo del sistema imprenditoriale del Nord.
Tutti i nostri esponenti nelle istituzioni, dal Parlamento, alle Regioni, agli Enti Locali, avevano immediatamente chiesto al Governo Prodi di rivedere la scelta di trattare in via esclusiva la vendita di Alitalia con il vettore Air France – Klm o, almeno, di concedere una moratoria al trasferimento dei voli da Malpensa a Fiumicino e di consentire l’utilizzo degli slot. (*)
Ricordiamo, innanzitutto, la mozione presentata dall’on. Maroni alla Camera dei Deputati, l’ordine del giorno presentato in Regione Lombardia, le numerosissime mozioni presentate nelle Province e nei Comuni.
Ma, vogliamo sottolineare, anche le ferme prese di posizione dei rappresentati della Lega Nord di
tutte le Regioni del Nord, la mobilitazione territoriale e la manifestazione della Lega Nord del 17 febbraio proprio presso l’aeroporto di Malpensa a cui si riferiscono le fotografie che vedete sopra).
Per comprendere la situazione, bisogna fare qualche passo indietro e sottolineare che, negli ultimi
anni, gli accordi sottoscritti da Alitalia erano rimasti disattesi.
Ciò era avvenuto, ad esempio, per il trasferimento da Roma a Milano, stabilito nel febbraio 2007, di circa 1.500 dipendenti Alitalia, trasferimento che avrebbe comportato una rilevante diminuzione di costi per la compagnia e al quale non si è dato seguito.
Così come non ha avuto riscontro l’accordo tra Alitalia e Sea in cui la compagnia definiva “elemento fondamentale della sua strategia industriale lo sviluppo della propria presenza sull’aeroporto di Malpensa” e, in conseguenza del quale Sea, che è la società che gestisce l’aeroporto di Malpensa, ha programmato importanti investimenti.
La situazione si era ulteriormente aggravata quando il Consiglio di Amministrazione di Alitalia aveva approvato, il 30 agosto 2007, le “Linee Guida del Piano Industriale 2008-2010” e il Governo Prodi aveva scelto di trattare in esclusiva la vendita di Alitalia con il vettore Air France-Klm. Cosa prevedeva il Piano Industriale?
Il Piano Industriale 2008 – 2010 stabilisce una riduzione dei voli intercontinentali (da 17 a 3) che
saranno spostati da Malpensa a Roma e prevede il consolidamento su Malpensa dell’attività low cost e cargo a danno di altri aeroporti della Lombardia.
Ma, il Piano Industriale 2008-2010 appare irrazionale: per salvare Alitalia si colpisce Malpensa.
Mentre bisognerebbe distinguere la situazione economico – finanziaria di Alitalia dalla questione Malpensa.
Infatti, Alitalia perdeva 1 milione di euro al giorno e, nel 2008, si erano previsti almeno 200 milioni di euro di perdite in più a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, che avrebbero portati le perdite del 2008 a 600 milioni di euro.
Le sorti di Alitalia sono legate ad una cattiva gestione che si protrae da anni, tanto che a Malpensa Alitalia gestisce 13 mila voli mensili con un ventesimo del personale di Fiumicino (10 mila voli mensili gestiti dal 95% del personale).
In questa situazione, lo spostamento dei voli Alitalia da Malpensa a Roma - Fiumicino non risponde a criteri di mercato.
Infatti, al Nord viene venduto il 70% dei biglietti aerei per tratte internazionali e si può contare su un bacino di utenza di 15,5 milioni di abitanti contro 11,3 milioni di Fiumicino.
L’hub di Malpensa è al centro di un’area che è il motore economico del paese, con 1 milione e 361
mila imprese contro le 957 mila di Fiumicino e le maggiori direttrici di trasporto europeo pongono
Malpensa in posizione strategica sull’incrocio del Corridoio 5 e del Corridoio Genova-Rotterdam.
La riduzione dei voli che gravitano sull’aeroporto di Malpensa, secondo previsioni certe, comporterebbe un costo compreso tra i 1,2 e 1,5 miliardi di euro in termini di minori ricavi con una perdita di circa 7 milioni di viaggiatori.
Di conseguenza, con il ridimensionamento di Malpensa l’economia del Nord subirebbe gravi danni
e, secondo le ricerche effettuate, solo quella lombarda perderebbe 15 miliardi di euro l’anno.
Inoltre, le scelte del Piano Industriale vanificheranno il più grosso investimento fatto al Nord nel campo delle infrastrutture pari a circa 1 miliardo e 500 mila euro oltre ad un ulteriore miliardo di
euro in autofinanziamento da parte della società di gestione Sea (**).
Dal punto di vista economico le ripercussioni negative sono veramente gravi, tanto che Sea SpA ha chiesto ad Alitalia i danni per 1.250 milioni di euro.
Ma, la scelta politica di ridimensionare l’hub di Malpensa, al di là dei numeri e delle percentuali,
avrà una forte ricaduta sociale e occupazionale.
A Malpensa lavorano 18.000 persone e il 30% rischia di rimanere a casa e, in tutto il Nord, è prevista una perdita di posti di lavoro, considerando l’indotto, quantificabile in circa 100.000 unità.
Non si possono ignorare le conseguenze delle scelte effettuate dal Governo Prodi!
La Lega Nord, come sempre, è stata, è in prima linea a difesa del territorio e della gente del Nord.
(*) Per slot si intende il periodo di tempo entro il quale un aeromobile ha il permesso al decollo.
(**) Sea SpA è la società di gestione aeroportuale per gli scali di Linate e Malpensa. Sono azionisti di Sea SpA, il comune di Milano con l’84,56%, l’ASAM con il 14,56% e piccoli azionisti pubblici e privati con lo 0,88%.
Si ride ad una battuta di Bossi
Lorella con Renzo Bossi
Una ns militante
MALPENSA 2008
Malpensa è l’hub che serve un sistema economico, commerciale e imprenditoriale, ben più ampio
della Lombardia.
Quindi, le decisioni assunte da Alitalia si ripercuotono negativamente non solo sull’aeroporto di Malpensa ma, soprattutto, sullo sviluppo della parte più produttiva del Paese e sulla competitività di tutto il sistema aeroportuale del Nord.
E avranno, purtroppo, fortissime ripercussioni sociali. Per questi motivi, la Lega Nord per prima si è mossa a difesa dell’aeroporto di Malpensa, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e lo sviluppo del sistema imprenditoriale del Nord.
Tutti i nostri esponenti nelle istituzioni, dal Parlamento, alle Regioni, agli Enti Locali, avevano immediatamente chiesto al Governo Prodi di rivedere la scelta di trattare in via esclusiva la vendita di Alitalia con il vettore Air France – Klm o, almeno, di concedere una moratoria al trasferimento dei voli da Malpensa a Fiumicino e di consentire l’utilizzo degli slot. (*)
Ricordiamo, innanzitutto, la mozione presentata dall’on. Maroni alla Camera dei Deputati, l’ordine del giorno presentato in Regione Lombardia, le numerosissime mozioni presentate nelle Province e nei Comuni.
Ma, vogliamo sottolineare, anche le ferme prese di posizione dei rappresentati della Lega Nord di
tutte le Regioni del Nord, la mobilitazione territoriale e la manifestazione della Lega Nord del 17 febbraio proprio presso l’aeroporto di Malpensa a cui si riferiscono le fotografie che vedete sopra).
Per comprendere la situazione, bisogna fare qualche passo indietro e sottolineare che, negli ultimi
anni, gli accordi sottoscritti da Alitalia erano rimasti disattesi.
Ciò era avvenuto, ad esempio, per il trasferimento da Roma a Milano, stabilito nel febbraio 2007, di circa 1.500 dipendenti Alitalia, trasferimento che avrebbe comportato una rilevante diminuzione di costi per la compagnia e al quale non si è dato seguito.
Così come non ha avuto riscontro l’accordo tra Alitalia e Sea in cui la compagnia definiva “elemento fondamentale della sua strategia industriale lo sviluppo della propria presenza sull’aeroporto di Malpensa” e, in conseguenza del quale Sea, che è la società che gestisce l’aeroporto di Malpensa, ha programmato importanti investimenti.
La situazione si era ulteriormente aggravata quando il Consiglio di Amministrazione di Alitalia aveva approvato, il 30 agosto 2007, le “Linee Guida del Piano Industriale 2008-2010” e il Governo Prodi aveva scelto di trattare in esclusiva la vendita di Alitalia con il vettore Air France-Klm. Cosa prevedeva il Piano Industriale?
Il Piano Industriale 2008 – 2010 stabilisce una riduzione dei voli intercontinentali (da 17 a 3) che
saranno spostati da Malpensa a Roma e prevede il consolidamento su Malpensa dell’attività low cost e cargo a danno di altri aeroporti della Lombardia.
Ma, il Piano Industriale 2008-2010 appare irrazionale: per salvare Alitalia si colpisce Malpensa.
Mentre bisognerebbe distinguere la situazione economico – finanziaria di Alitalia dalla questione Malpensa.
Infatti, Alitalia perdeva 1 milione di euro al giorno e, nel 2008, si erano previsti almeno 200 milioni di euro di perdite in più a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, che avrebbero portati le perdite del 2008 a 600 milioni di euro.
Le sorti di Alitalia sono legate ad una cattiva gestione che si protrae da anni, tanto che a Malpensa Alitalia gestisce 13 mila voli mensili con un ventesimo del personale di Fiumicino (10 mila voli mensili gestiti dal 95% del personale).
In questa situazione, lo spostamento dei voli Alitalia da Malpensa a Roma - Fiumicino non risponde a criteri di mercato.
Infatti, al Nord viene venduto il 70% dei biglietti aerei per tratte internazionali e si può contare su un bacino di utenza di 15,5 milioni di abitanti contro 11,3 milioni di Fiumicino.
L’hub di Malpensa è al centro di un’area che è il motore economico del paese, con 1 milione e 361
mila imprese contro le 957 mila di Fiumicino e le maggiori direttrici di trasporto europeo pongono
Malpensa in posizione strategica sull’incrocio del Corridoio 5 e del Corridoio Genova-Rotterdam.
La riduzione dei voli che gravitano sull’aeroporto di Malpensa, secondo previsioni certe, comporterebbe un costo compreso tra i 1,2 e 1,5 miliardi di euro in termini di minori ricavi con una perdita di circa 7 milioni di viaggiatori.
Di conseguenza, con il ridimensionamento di Malpensa l’economia del Nord subirebbe gravi danni
e, secondo le ricerche effettuate, solo quella lombarda perderebbe 15 miliardi di euro l’anno.
Inoltre, le scelte del Piano Industriale vanificheranno il più grosso investimento fatto al Nord nel campo delle infrastrutture pari a circa 1 miliardo e 500 mila euro oltre ad un ulteriore miliardo di
euro in autofinanziamento da parte della società di gestione Sea (**).
Dal punto di vista economico le ripercussioni negative sono veramente gravi, tanto che Sea SpA ha chiesto ad Alitalia i danni per 1.250 milioni di euro.
Ma, la scelta politica di ridimensionare l’hub di Malpensa, al di là dei numeri e delle percentuali,
avrà una forte ricaduta sociale e occupazionale.
A Malpensa lavorano 18.000 persone e il 30% rischia di rimanere a casa e, in tutto il Nord, è prevista una perdita di posti di lavoro, considerando l’indotto, quantificabile in circa 100.000 unità.
Non si possono ignorare le conseguenze delle scelte effettuate dal Governo Prodi!
La Lega Nord, come sempre, è stata, è in prima linea a difesa del territorio e della gente del Nord.
(*) Per slot si intende il periodo di tempo entro il quale un aeromobile ha il permesso al decollo.
(**) Sea SpA è la società di gestione aeroportuale per gli scali di Linate e Malpensa. Sono azionisti di Sea SpA, il comune di Milano con l’84,56%, l’ASAM con il 14,56% e piccoli azionisti pubblici e privati con lo 0,88%.
Renzo Bossi e Lorella
Febbraio 2008
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