lunedì 24 gennaio 2011

SCUOLA: TUTTE LE BUGIE DELLA SINISTRA E DEI SINDACATI

La sinistra e i sindacati stanno trasformando la scuola in un terreno di scontro ideologico, utilizzando DATI FALSI, strumentalizzando i BAMBINI e terrorizzando le FAMIGLIE.

Ecco le bugie della sinistra:

“Il governo cancella il tempo pieno”. FALSO.
Con il ritorno al maestro unico ed eliminando le compresenze degli insegnanti, il tempo pieno non solo non sarà tagliato, ma verrà addirittura potenziato laddove è necessario. Nel piano programmatico è chiaramente scritto che le famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore.

“Con il maestro unico si perde in qualità”. FALSO.
Verranno mantenuti gli insegnanti di religione ed inglese. Gli insegnanti elementari sono abilitati con un’unica classe di concorso proprio perché possono insegnare tutte le materie.
“I moduli sono migliori del maestro unico”. FALSO.
Il sistema a moduli è un’anomalia tutta italiana, nata in un momento di calo della natalità. Quando c’era il maestro unico la scuola elementare italiana era ra le prime tre in Europa.

“Verranno tagliati gli insegnanti di sostegno”. FALSO.
Né il decreto, né il piano programmatico parlano di riduzione degli insegnanti di sostegno.

“Verranno chiuse le scuole di montagna”. FALSO.
Il piano programmatico prevede “il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e a sezioni staccate con meno di 50 alunni” ma specifica che ciò riguarda “territori non ubicati nelle comunità montane”.

“Il governo non pensa ai precari”. FALSO.
Il governo ha riaperto le graduatorie di insegnamento anche per il 9° ciclo delle Ssis (Scuole di
specializzazione per l’insegnamento alle superiori), che invece il governo Prodi aveva escluso.
Ecco invece le verità sulla riforma della scuola:

“Sinistra e sindacati hanno trasformato la scuola in uno stipendificio”. VERO.
Abbiamo 200 mila insegnanti più che in Germania (che ha una popolazione di 20 milioni di persone superiore alla nostra) con una media di 1 docente ogni 9 alunni contro una media Ocse di 1 a 12, ma pagati male (30 mila euro all’anno contro i 50 mila della Germania). Il risultato è un corpo docente poco motivato, poco rispettato dagli studenti, ma anche dai genitori.

“Più bidelli che Carabinieri”. VERO
In Italia ci sono più bidelli (167 mila) che Carabinieri (118 mila) eppure le pulizie sono appaltate ad aziende esterne, con un notevole aggravio di costi.

“Il governo vuole insegnanti più preparati e pagati meglio”. VERO
Il 30 per cento dei risparmi che deriveranno da una migliore organizzazione della scuola saranno
utilizzati per aumentare gli stipendi premiando chi fa formazione e raggiunge i risultati: meno insegnanti ma più preparati.

“La Lega vuole insegnanti del territorio”. VERO
Basta insegnanti che arrivano da altre Regioni, passano davanti ai residenti e chiedono il trasferimento magari dopo qualche mese. Grazie alla Lega Nord le graduatorie per le scuole elementari sono tornate su base provinciale e non nazionale. Abbiamo inoltre presentato un progetto di legge per il reclutamento regionale di tutti gli insegnanti.

“Grazie alla Lega Nord, meno spese per i libri di testo”. VERO
Le scuole devono adottare i libri il cui editore si impegna a mantenere il testo invariato per 5 anni e il testo deve durare per l’intero ciclo scolastico.

“Torna il voto in condotta per combattere il bullismo nelle scuole”. VERO
Occorre riaffermare una cultura dei diritti ma anche dei doveri, perché i nostri giovani capiscano fin dalla scuola che esistono delle regole che devono essere rispettate.

Afghanistan, fuori dalle ipocrisie vicini ai nostri militari

''Dobbiamo prendere atto che questo attentato rappresenta rispetto agli altri una novità. Si tratta di una particolare insidia, subdola per i nostri militari, perché toglie loro la sicurezza che pensavano o pensano di avere quando sono all'interno di queste basi. Ho sentito il Presidente del Consiglio, subito dopo l'attacco, facendo una riflessione a voce alta, chiedere perché dobbiamo restare in quei territori. Io lo dico in maniera serena; riteniamo che sia corretto restare lì ed essere leali nei confronti degli alleati, e che sia corretto far capire ulteriormente ai militari italiani la nostra grande vicinanza e la volontà di portare a termine in maniera concreta la questione''. Cosi' la Lega Nord in Senato con il capogruppo in commissione Difesa, Giovanni Torri dopo l'informativa del ministro La Russa sull'attentato avvenuto in Afghanistan e dove ha perso la vita l'alpino Sanna. ''I nostri ragazzi e le nostre ragazze che hanno scelto di andare in Afghanistan - ha detto il sen. Torri - sono coscienti dei rischi che ci sono ma questo non puo' esentarci dal pensare che dobbiamo mettere in campo ulteriori metodi di difesa e di sicurezza''. Dopo aver apprezzato le parole del ministro La Russa nei confronti del comandante alleato ''nel teatro delle operazioni'', Torri ha chiesto ''che vengano prese tutte le misure atte e opportune per poter dare ulteriore sicurezza''. La Lega Nord chiede al governo italiano di fare ''pressioni'' nei confronti di Kabul per accelerare tutte le fasi politiche, istituzionali e militari per ''poter dare all' Afghanistan la totale di liberta' di potercela fare da solo'', Torri ha ricordato come questo 2011 e' iniziato male: ''lL 3 gennaio siamo dovuti andare al funerale di un altro nostro militare e domani, a distanza di 15 giorni, saremo ancora coinvolti nello stesso scenario. Credo che in un momento come questo, a prescindere da quello che succede, dal chiacchiericcio che si è formato sul Governo italiano che distrae molto da questioni importanti come questa, dovremmo fare una riflessione completa. Quando vado a questi funerali - ha sottolineato - vedo che di colleghi parlamentari ce ne sono molto pochi; bisogna allora uscire dall'ipocrisia: è importante colpire il Governo perché ci sono dei problemi con i giudici o è importante che su alcune vicende vi sia chiarezza e solidarietà nei confronti dei nostri militari? Propendo per la seconda risposta - ha concluso - perché, fino a prova contraria, una vita umana vale molto di più del nostro seggio qui''.


(20/01/2011)

Ddl sicurezza, presentati gli emendamenti della Lega

"Mentre altri si perdono in chiacchiere e in questioni assolutamente secondarie, noi della Lega Nord confermiamo il nostro impegno per aumentare la sicurezza dei cittadini contrastando con misure ancora più dure e incisive la criminalità". Lo dichiara Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Madama che ha partecipato oggi pomeriggio, insieme con il capogruppo in commissione giustizia Sandro Mazzatorta, all'incontro al Viminale con il ministro Roberto Maroni, il ministro Alfano e i rappresentanti del Pdl. Il vertice è stato occasione per la presentazione, da parte della Lega Nord, degli emendamenti al disegno di legge sulla sicurezza attualmente all'esame delle commissioni affari costituzionali e giustizia del Senato. "Oltre a ulteriori norme per il contrasto alle mafie chiediamo - spiega Bricolo - l'estensione del 41 bis per i reati più efferati, l'aumento delle pene per chi commette furti negli appartamenti, l'obbligo della videosorveglianza notturna nelle stazioni di servizio con spese a carico delle compagnie petrolifere, l'istituzione del referendum nelle zone dove si intende costruire una moschea o un altro luogo di culto di confessioni religiose non riconosciute e la creazione di una graduatoria differenziata che privilegi i residenti nell'assegnazione delle case popolari. Proporremo inoltre il ripristino del principio che prevede l'espulsione dei clandestini anche se senza reddito per superare gli effetti devastanti di una recente sentenza della Consulta. "Ringraziamo il ministro Maroni per aver convocato questo tavolo importante di discussione che è stato per noi occasione per ribadire l'assoluta fermezza nel mettere in campo ogni azione per combattere la delinquenza e la criminalità. Al tempo stesso - conclude Bricolo -intendiamo portare avanti coerentemente con quanto abbiamo fatto fin'ora ogni sforzo per tutelare l'identità e i diritti dei nostri cittadini".


(19/01/2011)

Il federalismo passerà, altrimenti si va dritti al voto

Sul via libera al federalismo "sono fiducioso", ma "se non avviene, torniamo alle urne, ci facciamo dare il voto dagli italiani e ricominciamo a lavorare per farlo succedere. Il federalismo non puo' piu' aspettare: deve diventare operante, altrimenti l'Italia va a rotoli". Lo dice il leader del Carroccio Umberto Bossi in un'intervista al settimanale 'Oggi', in edicola da domani Bossi ricorda che "Cavour e' morto troppo presto e non ha fatto in tempo a finire tutto il disegno. Il Risorgimento e' cominciato con lui, ma per completarlo ci voleva una forza come la Lega. E noi siamo arrivati. Un secolo dopo, ma siamo arrivati. Abbiamo capito che occorreva valorizzare il lavoro e il ruolo degli Enti locali, la politica del territorio sul territorio. Ecco: per me, l'attuazione del federalismo e' il passo definitivo del Risorgimento. Il Risorgimento degli Enti Locali, finalmente".


(19/01/2011)

Rinunciare al federalismo sarebbe dissennato

Rinunciare al federalismo “rinviando per l’ennesima volta la soluzione dei problemi, rappresenterebbe una scelta dissennata di cui il Paese, temo, pagherebbe pesantemente le conseguenze”. Lo afferma il presidente della commissione Bilancio della Camera Giancarlo Giorgetti, intervenendo ad un convegno sul federalismo. L’esponente della Lega Nord assicura quindi che, “in un arco di tempo ragionevole, i nuovi meccanismi di responsabilizzazione degli amministratori connessi al federalismo fiscale comporteranno ad una razionalizzazione della spesa pubblica, ad suo impiego più efficace ed efficiente, creando le condizioni per una riduzione della pressione fiscale”. Senza autonomia fiscale, oltre che autonomia di spesa, “non esiste -spiega il deputato leghista- una vera autonomia politica ed amministrativa degli enti locali e territoriali, una autonomia che significhi anche responsabilità politica delle proprie scelte da parte degli amministratori”. Giorgetti assicura quindi che non ci sarà alcun aumento della spesa pubblica o della pressione fiscale: “elementi sui quali abbiamo posto paletti fermi ed invalicabili al di la di quanto possano sostenere sulla stampa i detrattori del progetto”. Il federalismo fiscale, prosegue il deputato leghista, “è la riforma virtuosa sotto il profilo finanziario che, nel riconoscere potere, responsabilità ed autonomia agli enti territoriali, chiede loro di incrementare l’efficacia, l’efficienza e la razionalità della spesa pubblica”. “Nessuno nega le difficoltà del percorso intrapreso, la necessità di disporre del tempo necessario a sciogliere nodi complessi e ad individuare le soluzioni più idonee”, ammette Giorgetti.


(19/01/2011)