L’identità e la tradizione di un popolo meritano apprezzamento, riconoscimento, rispetto, tutela e salvaguardia. La decisione europea di cancellare a tavolino con un provvedimento impopolare il simbolo per eccellenza della nostra tradizione cristiana è drastica e preoccupante poiché mina l’essenza della millenaria tradizione cattolica cristiana del nostro popolo. Sopprimere l’icona, il simbolo che ha formato la nostra cultura e la nostra identità è oltraggioso! La presenza del crocefisso nei luoghi istituzionali rappresenta la tradizione e la volontà del popolo; non può dunque essere sottoposto a giudizio. Nessuno è legittimato a fare 'tabula rasa' delle radicate tradizioni religiose di un popolo, specialmente quando tali tradizioni si ispirano, insegnano e infondono negli animi l’amore per il prossimo. Il crocefisso è un’icona che non offende e non viola il cuore né il pensiero di alcuno! Esistono molti modi per favorire l’integrazione e la formazione di una società multiculturale, ma certamente il processo che meno garantirà la fusione è l’azzeramento delle reciproche tradizioni o ancora peggio l’annullamento delle tradizioni di una sola delle etnie. Il punto di unione va trovato all’interno delle diversità che contraddistinguono i popoli. L’omologazione che nasce dall’annientamento delle radici di un popolo non è presupposto per promuovere crescita culturale né pacifica convivenza. O l’Europa rivendica con orgoglio le sue radici cristiane oppure è destinata a fallire. Se l’Europa non sarà cristiana, allora sarà una costruzione tecno-burocratica senza senso. La sentenza della Corte è un atto grave che tende a minare le fondamenta stesse della nostra civiltà. Ringrazio il Sindaco per il suo intervento e l’affermazione decisa che i crocefissi resteranno appesi nelle nostre scuole. Nessuno li rimuoverà. Il nostro Governo cittadino, come quello Centrale, fa quadrato e reagisce compatto di fronte alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel giro di poche ore dalla comunicazione del verdetto della Corte di Strasburgo i ministri hanno risposto quasi unanimemente. Anche la Lega Nord e ricordo che esiste al suo interno il Movimento Cattolici Padani, qui a Peschiera, per prima è intervenuta, inizialmente con le parole, poi con i fatti.
Segretario cittadino della Lega Nord
Domenico Facchi
Segretario cittadino della Lega Nord
Domenico Facchi
