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venerdì 28 dicembre 2012
Con Maroni la Lega parla una nuova lingua.
Il partito più antico, tra le principali formazioni in campo alle prossime elezioni, è la Lega Nord. E il nuovo leader, Roberto Maroni, ha voluto scegliere una strategia di comunicazione che strizzi l'occhio alle origini, quando quelli della Lega non se li filava nessuno. Per questo ha preferito auto-emarginarsi, puntando sulle realtà dove la comunicazione è disintermediata: e cioè la comunicazione diretta sul territorio e quella sui social network. «Solo in questo modo», spiega Patrizia Carrarini, a.d. dell'agenzia Pubblica amministrazione (gruppo Qubit) che cura la campagna di Maroni candidato presidente della regione Lombardia, «si riesce a parlare direttamente a un target forte e attivo, alle cosiddette truppe cammellate, ai militanti che poi traducono il tutto in voti nelle urne».
Strategia comprensibile per un movimento, la Lega, che ha bisogno di rinserrare le fila dopo anni bui e insuccessi di governo a ripetizione. «Ma Maroni non intende isolarsi, anzi, il suo motto è abbassare i ponti levatoi, e non rinnega neppure la Lega delle barbe e delle corna o dei trattori. Però sta spingendo per la valorizzazione di una classe dirigente più preparata, più vicina al mondo imprenditoriale (gli Stati generali a Torino, con 100 imprenditori non leghisti, sono stati una novità assoluta, ndr). Insomma, ha mutato linguaggio, con uno stile decisamente diverso da quello del padre fondatore Umberto Bossi. La Lega è l'unico partito che si è rinnovato tantissimo, che ha cacciato chi ha sbagliato, ma non ha cambiato né il nome né il logo. Si cambia la forma ma si tiene la sostanza: riscattare il territorio dal centralismo statale».
In effetti il cerchio magico sembra diventato un gioco in scatola da relegare in soffitta, il Trota se ne è andato nei campi, l'ex capogruppo alla camera, Marco Reguzzoni, si diverte ora con gli aerei come presidente del museo del volo Volandia Malpensa, e lo stesso senatur Bossi è poco più di uno stendardo da esibire di tanto in tanto. La Lega di Maroni, cioè, sta provando a superare il modello di partito con leadership carismatica. Cosa che, per esempio, non è riuscita al Pdl, che propina ancora la minestra di Silvio Berlusconi.
«La Lega è invece passata da una leadership carismatica come quella di Bossi a un leader molto diverso come Maroni, che condivide ogni passo e ogni scelta con la squadra, con la dirigenza, con il movimento. Per le elezioni regionali lombarde il primo flight della campagna di comunicazione ha come slogan «La Lombardia in testa». Prevale il colore blu, poiché promuove la lista civica che appoggia Maroni, e cha fa riferimento all'intera area del centro-destra, non solo alla Lega. Il media mix è molto vasto», aggiunge Carrarini, che fa da consulente della Lega da undici anni ed è pure responsabile comunicazione di Andrea Gibelli, vicepresidente di regione Lombardia e assessore alle attività produttive, «e va dalle affissioni agli spot su tv e radio locali, fino al web, alle vele su quattro ruote e agli eventi. Il 15 e 16 gennaio, per esempio, a Como ci sarà la chiusura del momento di ascolto iniziato con gli Stati generali di Torino, con una sintesi delle proposte arrivate dagli imprenditori».
C'è il territorio, e poi, come detto, ci sono i social network. Che, ovviamente, non vanno sopravvalutati quanto a capacità penetrativa né usati con troppa superficialità: «I politici, tutti, devono ricordarsi che i follwers di Twitter non sono i militanti, le truppe cammellate che poi vanno a votare e fanno campagna sul territorio. Quindi, per esempio, anche Mario Monti non deve illudersi che il buon seguito su Twitter sia sinonimo di successo. Altrimenti», sottolinea Carrarini, «il Papa potrebbe ambire a diventare il dittatore del mondo, visto il boom del suo account su Twitter. Il mio consiglio è che i social network vengano usati per quello che sono. Non c'è un mezzo che escluda gli altri, più il media mix è vasto, più si possono raggiungere potenziali elettori. La lezione del presidente Usa, Barack Obama, ci ha insegnato che il microtargeting è vincente: il politico deve parlare direttamente a tizio e caio, non a elettori indistinti. Su Twitter si parla, in prevalenza, a giornalisti e personaggi della comunicazione».
Certo, uno può dare consigli. Ma poi l'account di Maroni è personale, e quindi lui ne fa quello che vuole. «La cosa positiva del social è che comunque il packaging non nasconde mai la persona che c'è dietro. Qualcuno, magari, aveva forgiato un certo packaging social per Roberto Formigoni», commenta Carrarini, «ma poi è venuto fuori lui, di per sé, con la sua personalità (le interpretazioni di Formigoni sul web, e i suoi tweet più recenti sono veramente fenomenali, ndr). Lo stesso sta accadendo, per fare un altro esempio, con Monti: sono bastati tre tweet per identificarlo: elitario, distaccato, arrogante, lontano».
Maroni, in effetti, proprio su Twitter si è detto fiero di essere stato l'unico, tra i leader più importanti, cui Monti non ha telefonato per gli auguri di Natale. E ha spiegato che intende combattere sia Monti, sia i montini Albertini e Ambrosoli. Ma il Maroni musicista soul? «Maroni è una persona molto riservata», conclude Carrarini, «e ha deciso di non fare mai venire fuori il suo privato. Io stessa ho scoperto che ha tre figli solo un mese fa. Di certo è finito il momento di personalizzazione estrema nelle campagne elettorali».
Articolo on-line da "ItaliaOggi"
MARONI PRESIDENTE? Tutti i perchè!
Cinto d'assedio dai giornalisti ha rilasciato un'unica dichiarazione: «La decisione sull'alleanza tra Pdl e Lega non slitta, non bisogna continuare a prendere tempo e la data rimane quella di venerdì•. Parole di Roberto Maroni al Grand Hotel et de Milan, ospite ieri sera alla presentazione ufficiale della lista civica "Maroni Presidente• che lo affiancherà nella corsa al Pirellone. Lista capeggiata dal professar Stefano Bruno Galli che già ieri aveva anticipato a la Padania i contenuti sostanziali di un progetto proveniente dalla società civile. Ma la presentazione della lista, ieri, seguiva un altro appuntamento importante: il taglio del nastro virtuale di Lombardiaintesta.com e maronipresidente.com, i due siti web che testimonieranno su Internet il percorso della lista civica capeggiata da Galli. Ma, come detto, ieri sera, a Milano, l'incontro ufficiale tra gli aspiranti consiglieri regionali e lo stesso leader della Lega Nord per definire gli ultimi dettagli della collaborazione tra la lista civica e Maroni: ovviamente, la curiosità legata ai nomi era molto alta. Nomi che, negli ultimi giorni, sono circolati tra molte indiscrezioni e inesattezze e che, comunque, appartengono a candidati che il professar Galli, nell'intervista pubblicata ieri su La Padania, aveva definito «eterogenei».
Personaggi legati al mondo delle professioni, dell'impresa, molti giovani, qualche nome noto, tutti accomunati dalla voglia di far crescere la propria terra, la Lombardia. Una squadra composta di persone che ritengono Roberto Maroni – in tre concetti sintetici - credibile, affidabile e di grande capacità e che hanno, dunque, scelto di impegnarsi direttamente nell'affermazione di valori e principi dai quali è stato elaborato un vero e proprio manifesto in più punti. Tutti i perché di "Maroni Presidente" (è questo il nome della civica) sono contenuti in un documento del quale La Padania aveva dato ieri anticipazione. I "perché" più significativi sono presto elencati: «Perché la macroregione del Nord nella prospettiva dell'Europa delle Regioni rappresenta la soluzione più credibile alla Questione settentrionale e la risposta più concreta alla crisi economica che si è abbattuta sulle famiglie e sulle imprese del Nord»; «Perché il principio che le risorse debbano essere trattenute sul territorio lombardo che le ha generate è irrinunciabile»; «Perché la sicurezza e l'immigrazione controllata, nell'ambito della legalità, rappresentano dei valori in eludibili per le comunità territoriali»; «Perché bisogna erigere un muro contro la criminalità organizzata e le degenerazioni malavitose»; «Perché il futuro è dei giovani e deve essere facilitato il loro ingresso nel mondo del lavoro, arginando la disoccupazione». Più che un programma, quindi, la lista civica "Maroni Presidente", propone un manifesto di valori e principi ai quali Galli e la squadra credono con forza e determinazione per affrontare il problema storico della Questione Settentrionale e trovare soluzione alle istanze che giungono dai cittadini lombardi. Tra i motivi che hanno ispirato i promotori della civica, la creazione della macroregione del Nord, lo slancio verso un'autonomia sempre più spinta, la battaglia affinché le risorse rimangano sul territorio. «Maroni e nessun altro – sosteneva ieri il professar Galli – incarna i principi ai quali ci ispiriamo». Da qui l'appello: «Ci rivolgiamo a chiunque creda nell'autonomia, nella necessità di istituire al più presto la macroregione del Nord, a chi si trova d'accordo sul fatto che le risorse prodotte da un territorio debbano rimanere per larga parte nel territorio medesimo. Insomma, all'intera società civile, perché il futuro della Lombardia è solo della Lombardia». La corsa verso il successo è ancora lunga ma la strada, considerando l'entusiasmo di Galli e di chi condivide il progetto della civica, è sicuramente in discesa.
“Andrea Ballarin”
“La Padania 20.12.2012”
“La Padania 20.12.2012”
venerdì 14 dicembre 2012
Vogliono rubarci il S.Natale, le nostre tradizioni di sempre
Parlamento Europeo, nei biglietti di auguri scompare la Natività.
"È ormai sistematico il tentativo di scristianizzare l'Europa. Ma non ci arrenderemo mai! Burocrati e parlamentari atei vengano a lavorare il 25 dicembre!"
BRUXELLES, 14 DIC. -
"Il tentativo di scristianizzare
l'Europa è ormai sistematico; a questo punto, abbiamo anche finito le parole per
commentare questa sensazione di deriva, scaturita dall'abbandono e dalla
distruzione di ogni riferimento a quelle che sono le tradizioni, le basi, le
radici del Vecchio Continente. Ma non ci arrenderemo mai". Con queste parole,
Lorenzo Fontana - capo della delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo -
commenta amareggiato la caduta di stile di Bruxelles che, nella realizzazione
delle sei versioni cartacee dei biglietti per gli auguri natalizi, non ha
inserito nessuna raffigurazione della Natività; assenza di riferimenti anche per
quanto riguarda le varianti in formato elettronico, dieci in tutto. "Il motto
che l'Europa propugna - spiega l'On. Fontana - è «unita nella diversità»: è
veramente un peccato che siano soltanto parole al vento, visto che, neppure in
occasione di una Festività sentita e condivisa come quella natalizia, le
istituzioni comunitarie sono state in grado di riflettere la sensibilità dei
suoi cittadini, la cui stragrande maggioranza è di fede cristiana. Sembra quasi
che questo motto voglia far apparire diversi quanti si sentono ancora legati ad
un Natale con un significato profondamente religioso. Dispiace notare che,
nonostante le versioni per i biglietti di auguri siano molteplici, nessuna di
esse ricordi la Natività, trasmettendo l'idea della perdita di riferimenti e lo
svilimento delle coscienze". Fontana conclude affermando che "se per i burocrati
e gli europarlamentari atei il Natale rappresenta una ricorrenza che non ha
particolari significati religiosi, queste persone farebbero meglio a
presentarsi al lavoro la mattina del 25 dicembre".
Elezioni: Boldi, scandalosa intromissione elites europee
Speriamoo che i cittadini
italiani, tutti, reagiscano nelle urne, a questo tentativo ormai evidente di
colonizzazione da parte dell'Europa
ROMA, 14 DIC -
''Il tentativo di indirizzare le scelte dei cittadini alle
prossime elezioni da parte delle élites europee è scandaloso e insopportabile.Da
Merkel, a Holland, a Shultz, si è perso ogni pudore e abbandonato i valori su
cui dovrebbe essere fondata l'Unione Europea''. Lo afferma la presidente della
Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato, Rossana Boldi della Lega
Nord che, stigmatizzando tali intromissioni ricorda come ''mai visto nulla del
genere, nel corso della storia della costruzione europea''. ''Con atteggiamenti
di questo tipo - ribadisce la parlamentare della Lega Nord - aumenta il deficit
di democrazia, che è la vera malattia di questa Europa. Spero che i cittadini
italiani, tutti, reagiscano nelle urne, a questo tentativo ormai evidente di
colonizzazione''. Infine, riguardo le regioni del Nord, sottolinea come ''la
Lega parla per difendere soprattutto gli interessi del Nord, ma mi domando dove
sono finiti tutti quelli che per anni ci hanno assordato con la necessità di
salvaguardare l'interesse nazionale''.
L.Stabilità: Garavaglia, barricate Lega su emendamento Imu
Questo
Governo dei tecnici prima di andar via vuol fare terra bruciata del
Nord'.
ROMA, 14 DIC. -
'Siamo pronti a
salire sulle barricate per bloccare lo scandaloso emendamento presentato dal
Governo sull'Imu nella parte che penalizza aziende e comuni del Nord'. Lo
dichiara Massimo Garavaglia a proposito di un emendamento presentato dai
relatori alla legge di stabilita' all'esame della commissione Bilancio del
Senato.
'La proposta del Governo prevede
che l'Imu sui capannoni industriali sia destinata unicamente allo Stato. Questo
costringera' i comuni ad aumentare fino al 10,6 l'aliquota se vogliono
recuperare qualcosa dalle imposte e portera' quelle poche aziende che ancora
resistono al fallimento. E' chiaro che queste norme penalizzano soprattutto il
Nord perche' volente o nolente e' proprio da noi che c'e' la maggiore
concentrazione di aziende'.
'Se aggiungiamo a questo la voce che
gira in queste ore - dice il vicepresidente della commissione bilancio - sulla
intenzione del Governo di aumentare ancora l'aliquota Irpef regionale per
compensare i tagli fatti alla sanità allora il quadro è completo: questo
Governo dei tecnici prima di andar via vuol fare terra bruciata del
Nord'.
giovedì 13 dicembre 2012
Elezioni: Dozzo, Berlusconi faccia un passo indietro, attendiamo fino a lunedì
ROMA,13 DIC. -
"Berlusconi: faccia un passo indietro. Questa è la nostra proposta, poi si vedrà. Stiamo attendendo la risposta". Lo ha detto Gianpaolo Dozzo, ospite a 'Unomattina'. "Noi abbiamo fatto a Berlusconi una proposta seria, di non fare il candidato premier. Ieri ha fatto una affermazione contraddittoria rispetto alla riunione con noi della sera prima -ha aggiunto il capogruppo della Lega alla Camera-. Attendiamo una risposta: lunedi' abbiamo in Consiglio federale e decideremo cosa fare. Siamo in attesa". Dozzo ha chiarito: "Berlusconi deve rendersi conto che in questo momento, non solo dai militanti ma da molti cittadini al nord, non è che sia cosi' ben visto. Dal punto di vista politico, quindi, ognuno in questo momento deve fare la propria parte. Che poi Berlusconi candidi Monti a premier sapendo che noi da un anno siamo sempre stati all'opposizione...Mi sembra ci siano situazioni da chiarire in questi giorni.
Fino lunedi'".
Dozzo comunque non scommette su una discesa in campo del premier: "Monti non si candidera', ha l'obiettivo di diventare presidente della Repubblica e sa che deve avere i voti del centrosinistra e di parte del centrodestra. Ho la netta sensazione che se ne resti li' buono buono e termini il suo mandato".
Sviluppo: Fava, Con questo Governo Paese al collasso
I Miliardi di € si trovano solo per salvare il Monte dei Paschi di Siena.
La Tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf), che secondo un ordine del giorno approvato alla Camera dovrebbe applicarsi proprio ad ogni transazione, secondo il progetto illustrato dall'esecutivo in Senato nelle riunioni di questi giorni, va corretta proprio per escludere i derivati.Tornano anche i 3,9 miliardi all'istituto senese
Vergogna!!
ROMA, 13 DIC -
''La fase uno di questo Governo era quella del rigore e ha colpito duramente famiglie e imprese. Se la fase due e' quella contenuta nel decreto Sviluppo, per il Paese ci sarebbero state poche speranze e avremmo rischiato il collasso. Ma per fortuna gli incubi hanno una fine e fra poco i cittadini torneranno alle urne. Non e'possibile che in questo decreto, spacciato come un provvedimento sulla crescita, non sia prevista alcuna soluzione al vero problema che attanaglia le imprese e le famiglie, ossia l'accesso al credito. La realta' e' che questo Esecutivo e' stato riconoscente solo con chi lo ha sostenuto ad occhi chiusi e lo ha dimostrato trovando quattro miliardi per salvare Mps, la banca cara al Partito Democratico.
Lo ha detto Gianni Fava, intervenendo in Aula sul decreto Sviluppo.
Fare chiarezza su utilizzo pneumatici da neve
Per noi che di neve ne abbiamo e ne avremo in abbondanza....
ROMA, 13 DIC -
Fare chiarezza, e subito, riguardo l'utilizzo di pneumatici da neve invece delle catene a bordo per gli automobilisti italiani. Non si puo' piu' tollerare una situazione d'incertezza che crea allarme fra i cittadini, pronti a sostenere nuove spese per adeguarsi alla normativa e ad acquistare pneumatici da neve, quando non risultano assolutamente necessari. Non e' sufficiente la precisazione del sottosegretario ai Trasporti Guido Improta, il Governo deve dire una volta per tutte che si possono montare gomme da neve o avere a bordo le catene, non c'e' nessuna differenza, in entrambi i casi sarebbero in regola con la normativa e non rischierebbero di incorrere in sanzioni. La presa di posizione della Lega Nord si e' resa necessaria a seguito delle modifiche apportate in Senato al decreto Sviluppo, che danno facolta' agli enti proprietari o gestori delle strade di imporre l'uso esclusivo di pneumatici da neve, rendendoli obbligatori per tutti gli automobilisti.
Lo chiedono i parlamentari Jonny Crosio,Gianpaolo Dozzo e Gianni Fava, che hanno presentato un ordine del giorno al decreto Sviluppo, accolto dal Governo.
Uniti si vince!
LEGA: MARONI, SE CONQUISTIAMO NORD CONDIZIONIAMO QUALSIASI GOVERNO
"Il Nord unito, le istituzioni del Nord, se riescono a fare un'azione comune, condizionano qualsiasi governo: di destra, di sinistra, di centro".
Lo ha detto il segretario della Lega, Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei cronisti sulla presenza del Carroccio alle prossime elezioni politiche.
Maroni a Bossi: Chiama Berlusconi e digli cosa deve fare
Siparietto alla Camera tra i due: Tu hai influenza su Silvio
"Tu che hai influenza su di lui, chiamalo e digli cosa deve fare".
Roberto Maroni si rivolge così, davanti ai giornalisti in Transatlantico alla Camera, a UmbertoBossi. Si parla, manco a dirlo, di Silvio Berlusconi. Il segretario della Lega non vuole aggiungere altro alle dichiarazioni fatte ieri sul Cavaliere mentre il Senatur non commenta "tutte le balle che ha detto ieri" l'ex premier: "E' un uomo saggio - si limita a sostenere - non avrebbe mai fatto quello che ha fatto Monti seguendo le direttive bancarie. Si sarebbe fermato".
mercoledì 12 dicembre 2012
E' provato: lo spread un imbroglio dei tedeschi.
Votate qualcuno che abbia un'idea diversa del senso dell'economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini.
All'origine dell'impennata dello spread ci fu Deutsche Bank, che nel luglio 2011 vendette una quantità ingente di Btp, Si parla anche di 7 miliardi. Un rilascio sul mercato di queste dimensioni avrebbe fatto innalzare perfino la temperatura delle calotte polari. Ora sappiamo anche perché: il 20 ottobre 2011 Deutsche Bank presenta un lungo lavoro al Governo tedesco e alla Troika (Fmi, Bce e Ue), intitolato "Guadagni, concorrenza e crescita", nel quale chiede esplicitamente che vengano privatizzati i sistemi welfare e i beni pubblici di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Prima mettono nel mirino i Paesi da invadere, poi li mettono in crisi, aumentando artificialmente gli interessi sul debito pubblico, poi mandano la cura, presentandola coma la sola possibilità. La terza guerra mondiale è servita, senza spargimento di sangue: un bottino facile facile, ottenuto con la complicità dei servi schiocchi e mediante l'introduzione di un cavallo di Troia.
Il Governo dei nani e delle ballerine non fu certo un esempio nella storia di questa travagliata Repubblica, ma ciò non toglie che Berlusconi dica il vero quando indica nella Germania il braccio armato e l'utilizzatore finale di una crisi creata ad arte per rimpiazzare i vertici istituzionali con altri più compiacenti, chiamati a liquidare il nostro patrimonio. Di fronte a questi dati, chiunque difenda ancora la Germania come esempio di virtù e di buon governo non solo dice il falso, ma è contro gli interessi del suo Paese e deve assumersene la responsabilità.
Nell'era digitale, dove ogni cosa è ormai immateriale tranne la pagnotta a fine mese, le crisi le creano i tiranni dell'economia e della finanza. Le banche, soprattutto quelle centrali, sono una lobby che persegue unicamente il mantenimento dello status quo e congela ogni forma di progresso per il popolo. Parola di un ex banchiere centrale belga: Bernard A. Lietaer. I miliardi degli aiuti girano in tondo, facendo un lungo giro dell'Oca, vengono creati dal nulla e poi ritornano al punto di partenza, ma durante il percorso qualcuno si impoverisce e qualcun altro si arricchisce. E quelli che si arricchiscono non siamo noi.
Bisogna cambiare. Il voto è alle porte. Votate qualcuno che dica basta a questo scempio, che dica basta a questi signori, denunciati perfino all'Aia per crimini contro l'umanità, a partire da Christine Lagarde ad Angela Merkel, da Wolfgang Schäuble a José Barroso passando per Hermann Van Rompuy, nella lunghissima denuncia di una cittadina tedesca, Sarah Luzia Hassel-Reusing, che cita anche Mario Monti come persona informata sui fatti.
Votate qualcuno che abbia un'idea diversa del senso dell'economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini. Qualcuno che non viva unicamente per spostare capitali finanziari di banca in banca, di fondo in fondo, con l'unico obiettivo di ingrossarli durante il loro movimento, come una slavina che rotola a valle e travolge tutto il paese. Qualcuno che sia ancora un essere umano, possibilmente.
Maroni: Monti si dimette, EVVIVA! Fine di un'anomalia democratica |
Monti si dimette, EVVIVA!!!
Fine dell'anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti cosí, fino in fondo''. Cosi'Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter
Fine dell'anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti cosí, fino in fondo''. Cosi'Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter
Legge di Stabilità: Lega, Governo difensore supercasta burocrati, alla faccia dei pensionati
'Il governo si conferma per quello che è: difensore della stracasta dei burocrati. L'emendamento dei relatori 1.201, infatti, toglie la piccola sforbiciata che era stata fatta ai trattamenti fine rapporto dei grandi burocrati della pubblica amministrazione con redditi superiori ai 90 mila euro e soprattutto superiori ai 150 mila euro''. Lo rende noto la Lega Nord con il senatore Massimo Garavaglia, responsabile fisco e finanze e vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato secondo cui questo è ''un colpo di spugna che costa 20 milioni di euro l'anno da qui all' eternità . Uno schiaffo ai pensionati che - ribadisce infine il sen. Garavaglia - si sono visti tagliare le già misere pensioni''.
martedì 11 dicembre 2012
ALLEANZA CON PDL RIPETIBILE A CERTE CONDIZIONI
MARONI, ALLEANZA CON PDL RIPETIBILE A CERTE CONDIZIONI
'La Lega non rinnega l'alleanza con il Pdl, insieme abbiamo fatto tante cose buone, si puo' ripetere ma a certe condizioni. E tra queste ce ne sono di irrinunciabili come l'Euroregione e fare restare al Nord almeno il 75% delle tasse' . Lo ha detto Roberto Maroni intervistato dal direttore de La Stampa Mario Calabresi.
Per il segretario federale del Carroccio, il Pdl 'dovrebbe seguire l'esempio della Lega e rinnovarsi. Abbiamo rinnovato l'offerta politica e investito sui giovani, il Pdl non ha fatto altrettanto, dovrebbe investire in questa direzione'.
Sarò senza paracadute!
Maroni: Se perdessi in Lombardia, no mi candido a politiche
Sarò senza paracadute
"Non mi candiderò alle politiche anche se dovessi perdere in Lombardia". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, questa sera a Torino, intervistato dal direttore de 'La Stampa' alla presentazione del suo libro. "Saro' senza paracadute - ha concluso -perchè è giusto che sia così".
"Mi guardo bene da valutazioni su Berlusconi ma serve ricambio"
Asiago (Vi), 11 dic. - "La Lega il suo travaglio lo ha già vissuto. Confermo la nostra corsa solitaria". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando le tensioni politiche in atto e il ritorno in campo di Silvio Berlusconi.
"Mi guardo bene dal fare valutazioni su Berlusconi come persona - ha proseguito Zaia - perchè non le ho mai fatte, ma viviamo in un contesto di ricambio, di giovani che si affacciano alla politica.
Renzi ne è un esempio, ma ce ne sono tanti altri".
Secondo il governatore leghista "il popolo vuole rinnovamento in tutti i partiti". Zaia mette un punto su presunte indiscrezioni che lo vorrebbero candidato premier della Lega Nord: "Io questi pensierini non li faccio: i veneti hanno votato un governatore a tempo pieno, perchè pensi 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, alla sanità, alle opere pubbliche". Per il presidente del Veneto, dunque, "ok Tosi, ok chi sceglierà il movimento, ok chi sceglierà Maroni. Le mie preoccupazioni sono altre, come i disoccupati", ha concluso.
SOLDI NOSTRI? .... ALMENO IL 75% RESTI IN LOMBARDIA
LOMBARDIA: MARONI "MAFIOSI, CAMORRISTI E 'NDRANGHETISTI FORA DI BALL"
"Al governo della Lombardia per realizzare finalmente, assieme a Zaia e Cota, l'EuroRegione Nord ideata da Gianfranco Miglio". Lo scrive su Twitter il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, che in altri due tweet aggiunge: "Al governo della Lombardia per tenerci le tasse pagate dai lombardi, SOLDI NOSTRI, e diventare finalmente PADRONI A CASA NOSTRA. Al governo della Lombardia per mandare mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti fora di ball!!! PRIMA IL NORD".
mercoledì 5 dicembre 2012
Una scelta diversa è possibile?
Sì, certo, non solo è possibile, è anche doverosa.
È una scelta di coraggio, di lucidità e di responsabilità.
Di coraggio, perché è una scelta eretica, che sfida l’ortodossia del pensiero economico dominante.
Di lucidità, perché è una scelta libera da pregiudizi e da scorie ideologiche, ma ancorata alla realtà fattuale.
Di responsabilità, perché si preoccupa seriamente del futuro dei nostri figli ai quali dobbiamo lasciare un patrimonio di opportunità.
Questa leva ci consentirebbe, una volta per tutte, di rilanciare gli investimenti che, in Italia, negli ultimi cinque anni, sono crollati del 20%.
Minori investimenti significano minore sviluppo interno e minore competitività sui mercati internazionali.
Mai come in questa fase storica gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori (dei produttori, appunto) coincidono.
Nulla impedirebbe di pensare ad un meccanismo per adeguare i salari dei lavoratori produttivi e dei pensionati a un tasso in linea con una eventuale inflazione.
È una scelta di coraggio, di lucidità e di responsabilità.
Di coraggio, perché è una scelta eretica, che sfida l’ortodossia del pensiero economico dominante.
Di lucidità, perché è una scelta libera da pregiudizi e da scorie ideologiche, ma ancorata alla realtà fattuale.
Di responsabilità, perché si preoccupa seriamente del futuro dei nostri figli ai quali dobbiamo lasciare un patrimonio di opportunità.
Fare una scelta diversa significa dire basta a una politica economica fatta di aumento sistematico delle imposte e di tagli alla spesa sociale: questi interventi costituiscono infatti una spinta inesorabile verso la depressione. Fare una scelta diversa significa invece dare nuovo impulso al sistema economico dell’Italia e dell’Europa.
Oggi abbiamo un solo strumento per portare il Paese fuori dalla crisi economica: creare moneta per lo sviluppo.
Dobbiamo consentire alla Banca Centrale Europea di fare quello che è concesso (e che è richiesto) alle grandi banche centrali del mondo nei periodi di recessione economica: stampare moneta e immetterla nel sistema produttivo.
Questa leva ci consentirebbe, una volta per tutte, di rilanciare gli investimenti che, in Italia, negli ultimi cinque anni, sono crollati del 20%.
Minori investimenti significano minore sviluppo interno e minore competitività sui mercati internazionali.
Ecco perché la parola d’ordine oggi non dovrebbe essere ridurre il deficit pubblico ad ogni costo, ma far ripartire gli investimenti e questi non torneranno a crescere fino a quando a ripartire non saranno i consumi. Ecco perché l’unica strada per rimettere in moto l’economia sarebbe immettere denaro sul mercato in forti quantità, come sta avvenendo negli Stati Uniti, grazie agli interventi della Federal Reserve.
Mai come in questa fase storica gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori (dei produttori, appunto) coincidono.
Nulla impedirebbe di pensare ad un meccanismo per adeguare i salari dei lavoratori produttivi e dei pensionati a un tasso in linea con una eventuale inflazione.
Smettiamola di credere che la crisi si possa superare attraverso manovre “lacrime e sangue”: non c’è manovra economica che oggi ci possa consentire di ripagare un debito pubblico che per l’Italia sfiora i 2mila miliardi di Euro. Tutto quello che è stato fatto fino ad oggi dimostra che la politica “lacrime e sangue” deprime ancora di più l’economia e peggiora la situazione debitoria del Paese.
L’unica strada – e non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi d’Europa che oggi attraversano la crisi – è puntare su un ritorno alla crescita del prodotto interno lordo, non su un taglio del debito.
Vogliamo capire perchè si debbano distruggere le intercettazioni di Napolitano
CORTE COSTITUZIONALE, DISTRUGGERE LE INTERCETTAZIONI DI RE GIORGIO
Si sta parlando di quello che si son detti, in segreto, quegli EX MINISTRI degli Interni di SINISTRA che rispondono ai Mancino e ai Napolitano?
NON è stato durante il mandato di uno di loro, che la Polizia invece di andare ad arrestare i Mafiosi e a sequestrare i loro Beni, è stata mandata a perquisire Bellerio: la sede di un Partito presente democraticamente in Parlamento?
Se penso che in quella incursione di stampo prettamente fascista, si è cercato di mettere nei guai giudiziari, proprio quel Politico che alcuni anni più tardi, PER LA PRIMA VOLTA IN 60 anni della Repubblica, ha dimostrato che i Mafiosi non solo si possono anche arrestare ma, si possono anche sequestrare i loro Beni, invece che andare a patti... beh, io qualche domanda me la faccio a differenza degli i-tagliotti di sinistra!
Ragazzi, vogliamo cercare di capire?
PRIMA IL NORD vuol dire bloccare la Legge di Stabilità del governo MontiQUESTI SONO I SEGANLI CHE PIACCIONO AL NS SEGRETARIO BOBO MARONI
Abbiamo un Segretario al passo con i tempi e con l'evoluzione tecnologica: Bravissimo Maroni!!!
BASTA TASSE!!!!
Questi sono i "segnali" che mi piacciono ... La continua evoluzione del movimento: il cambiamento che passa attraverso i militanti nelle piazze, ai gazebo, alle riunioni, alle nostre feste e .... l'utilizzo delle tecnologie !!! PRIMA IL NORD!
Giovedì 6 dicembre, il primo hangout del Carroccio in diretta su Youtube, Radio Padania Libera con Matteo Salvini.
Per la prima volta una video-chat verrà trasmessa in contemporanea sulle frequenze di Radio Padania Libera, sul canale Lega Nord Padania di Youtube e sul sito streamit.it.
Chiunque, collegandosi dalla proprio pc o tablet, potrà vedere e ascoltare il segretario nazionale della Lega Lombarda intervistato sui più attuali temi del dibattito politico da cinque giornalisti: Federica Valenti (AGI), Marco D'Auria (TMNews), Alessandro Franzi (ANSA), Davide Vecchi (il Fatto) e Aurora Lussana (laPadania).
Restate CONNESSI al MOVIMENTO!
E... certamente lo faremo!!! grazie Segretario
martedì 4 dicembre 2012
E' entrato in servizio nelle scorse settimane il cane Xeno, la nuova unità cinofila della Polizia Locale di Peschiera Borromeo.
Xeno, il pastore tedesco grigio ( agli scettici dico che, per quanto riguarda i criteri di purezza della razza, tra i colori ammessi, si annovera anche il grigio), è il nuovo "agente" antidroga della Provincia di Milano (città di Milano esclusa) e del Lodigiano,... è, appartiene, alla Polizia Locale del Comune di Peschiera Borromeo. E' bravissimo: ha già contribuito all'arresto di due spacciatori e ci aspettiamo che contribuisca alla grande alla cattura di tutta la feccia che professa questa attività!! Fantastica, bravissima, la sua accompagnatrice, la guardia municipale Antonella Cirlicione che svolge questo ruolo con impegno e, soprattutto, ....amore per gli animali!
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Maroni riaccende la Lega: "E' come nel'94 da Genova la spallata per far cadere il governo"
Per definire il governo Monti usa una crasi grillina: il “fallimonti”. Berlusconi? “Lo vedo bene sulla panchina. Del Milan”. Il ministro Grilli? “Ci ha imbrogliati, presenteremo una mozione per mandarla casa”. Arrivano cinquanta bus da tutto il nord più auto private e diversi pullman: così la Lega Nord
si riprende Genova per qualche ora —invadendo il Porto Antico—mentre per buona parte della mattinata la polizia fa da cuscino tra un centinaio di anarchici, fermati alla fine di Via San Lorenzo, e un gruppo di leghisti, alcuni dotati anche di vistose corna nibelunghe, contenuti invece ai Magazzini del Cotone. Dentro, è un Maroni-show era il 6 novembre del 1994 quando Bossi al Porto Antico genovese fece cadere il primo governo Berlusconi, ora che sono passati quasi vent’anni prova— inutilmente — Maroni a far lo stesso col governo Monti. C’è un tentativo evidente di collegarsi ad Alfano (“Angelino, approvate la legge di stabilità e poi staccate la spina a Monti e andiamo tutti al voto il 10 febbraio, cosi risparmiamo cento milioni’) e una gran voglia di prendersi la Lombardia, dopo il Piemonte e il Veneto. Circa mille i militanti presenti, in prima fila c’è Umberto Bossi che, salito sul palco, definisce Monti”un bauscia senza coraggio” e riceve in cambio valanghe di applausi.
Il pubblico rumoreggia: “Secessione, secessione”. Il nome di Belsito neanche viene citato: la segretaria della Lega Nord Liguria Sonia Viale ricorda che “anche nella nostra regione qualcuno ha pensato di toglierci dignità ma noi abbiamo dimostrato che la non è fatta di persone, è fatta di idee, di progetti, che non moriranno mai. Conta il progetto, come ci ha insegnato Umberto Bossi: siamo persone che non hanno paura e non saranno certo quattro scalzacani dei centri sociali a farci paura”. I “quattro scalzacani”, in realtà, sono un paio di centinaia di militanti che urlano ‘Centro storico libero dal razzismo” ma vengono accolti da fittissimi cordoni di agenti in assetto da guerra.
Dentro i Magazzini del Cotone il presidente della Regione Piemonte Cota rincara la dose: “Tutti gli Stati centralisti quando stanno per tramontare fanno vedere il volto più duro, aumentando le tasse, Monti vuole spremere il Nord come un limone, fino a farlo morire. Ma ora basta”.
A Genova per scaricare Monti, intervista al Segretario Federale Roberto Maroni - La Padania Domenica 2-12
«Si è aperta una nuova va fase politica Il mondo sta cambiando. Quello che conoscevamo prima non esiste ormai più. Non passa giorno che decine di imprese non chiudano i battenti; i dati sulla disoccupazione sono devastanti, soprattutto tra i giovani. Ora è il momento del coraggio.
Di capire e agire che se non si dimezzano le tasse alle nostre aziende per almeno due anni, qui fallisce tutto. E i soldi ci sono. Basterebbe lasciare sul territorio il 75 per cento delle tasse». li leader della Lega Roberto Maroni arriva- puntuale alle 18 al Palazzo del Parco, nel cuore di Bordighera, per l’incontro col mondo imprenditoriale femminile ligure organizzato dall’ex sottosegretario Sonia Viale. Una puntualità “svizzera”. Come ci ricordano alcune signore: anche perchè sorridono - «le donne non si fanno mai aspettare..» , Una battuta apprezzata da Maroni che proprio qui, l’anno scorso, da ex ministro deill’Interno, usò il pugno di ferro commissariando il Comune di Bordighera per presunte infiltrazioni con la n’drangheta («ln fondo non ho fatto altro che il mio dovere spiegherà poco dopo). E non mancherà il tempo per parlare di legalità in una terra, la Liguria, che in quel 2011 si sveglio improvvisamente sotto i riflettori di cronache fino ad allora sconosciute. Prima però c’è da tirare qualche legnata al governo Monti «bravo solo a tassare le imprese»; a «creare disoccupati» e a «deprimere i consumi». Maroni ha le idee chiare: due le priorità per il Nord. Si chiamano fisco e accesso al credito. Il primo «troppo pesante da sostenere», il secondo odore ormai di sogni. «L’Europa scelse di dare alle banche migliaia di euro perché venissero investiti nell’economia locale. Non è successo nulla di tutto questo. Quelle risorse — annota con amarezza il leader del Carroccio - sono state investite per acquistare i titoli di Stato. Non un euro e andato alle famiglie o alle imprese. Con un governo che continua a guardare senza mai intervenire» Poi si scopre che il Monte dei Paschi di Siena riceve da Roma 4 miliardi di euro in prestito a tasso zero «senza in cambio fare il proprio mestiere» Tradotto. «prestare i soldi». Maroni sottolinea più volte la parola “prestare”. «Nessuna impresa chiede regali, tanto meno aiuti di Stato. Chiede un accesso al credito oggi diventano impossibile Lo pretende come pretende che si abbassi la pressione fiscale». I numeri di Confartigianato danno ragione all’ex ministro del Welfare: 122 miliardi di euro investiti dalle banche per l’acquisto di Bot e cct. Di contro 48 miliardi di euro in meno di finanziamenti a imprese e famiglie. E questo solo nell’ultimo anno. Cifre drammatiche di un governo e di banche che «hanno chiuso i rubinetti al mondo produttivo e stanno facendo morire il Nord». Non è un caso che “Bobo”, come lo chiamano gli amici più vicini, torni più volte su un numero ben preciso 75. «La percentuale di tasse che deve restare su ogni territorio» Da qui si può e si deve ripartire. Dal «blocco del Nord: Lombardia, Piemonte, Veneto governate da tre leghisti ( io corro per vincere») e anche la Liguria». Perche «la gente è stanca di pagare per tappare i buchi degli altri. E se riusciremo a rattenere il 75 per cento delle tasse allora si che si potranno aiutare quelle piccole e medie imprese vero cuor pulsante del Paese». Quelle imprese a cui Maroni, da ministro del Welfare, attribuì un forte ruolo sociale «Non danno solo uno stipendio a una famiglia. Hanno una funzione educativa e formativa straordinaria. Oggi invece assistiamo alla loro umiliazione» Troppe tasse, zero accesso al credito. E giù le saracinesche. quando invece bisognerebbe puntare tutto «sulla valorizzazione del territorio. Anche con l’idea di appalti a km zero Basta aziende che arrivano da fuori che prendono i soldi e per poi fallire il giorno dopo». Le idee ci sono. i progetti pure. «Ora andiamo a vincere in Lombardia e cela faremo. Stiamo chiudendo le ultime liste. Poi si parte col programma definitivo», E Berlusconi? «Lo vedo bene sulla panchina del Milan», scherza Maroni che si dice poco interessato alle eventuali primarie nel centrodestra, meno ancora a quelle del Pd: «Meglio Renzi o Bersani? Guardate che non vado a votare...». sorride ancora. C’è spazio per parlare dei sindaci baluardi a difesa del territorio alle prese con pesanti tagli e un «patto di stabilità mortificante». Poi, poco prima delle 20, i saluti a una sala stracolma dove si riconoscono i volti di alcuni parlamentari donne della Lega da Maria Piera Pastore a Laura Molteni fino a Emanuela Munerato. C’è solo il tempo per ricordare la grande manifestazione di domenica 2-12 a Genova (ore 11.30 ai magazzini del Cotone antico porto): «Dalla Liguria si era aperta una brutta pagina per il nostro movimento. Da qui, da Genova, si volta definitivamente pagina per fare della Lega il primo partito del Nord».
lunedì 3 dicembre 2012
IL 15 e 16 dicembre gazebata per Maroni Presidente
Il 15 e 16 dicembre la Lega Nord lancerà la campagna per 'Maroni presidente' con una serie di gazebo nelle piazze in tutta la Lombardia. Ad annunciarlo è stato il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini.
''Ormai - ha scritto sul suo profilo Facebook - è chiaro che la battaglia per guidare la Regione Lombardia sarà fra Maroni e Ambrosoli.
Il 15 dicembre la sinistra lombarda farà le sue 'primarie', il 15 e 16 dicembre la Lega sarà in piazza coi gazebo per lanciare la campagna per Maroni presidente''.
Secondo Salvini, sarà un fine settimana ''politico importantissimo'', per cui sta cercando volontari che passino qualche ora nei ''tantissimi gazebo'' che saranno allestiti. ________________________
Noi, qui a Peschiera Borromeo, allestiremo il nostro gazebo sabato 15 al mercato settimanale di via Matteotti, dalle 8 alle 13!
Se non condividi alcunchè con la sinistra.... passa da noi! Sarai in buona compagnia con il nostro gruppo Consiliare e tanti militanti e sostenitori per parlare di alternativa a questa politica sinistra che ci sta affamando mentre noi stiamo lottando per mantenere il Lombardia il 75% delle nostre tasse!
TI ASPETTIAMO
MARONI O MAI PIU' !!
Permettetemi di fare un po' di propaganda seria per questioni che ci riguardano da vicino... le prossime regionali rappresenteranno un vero e proprio referendum per noi lombardi!... la domanda referendaria alla quale noi risponderemo con una X, sarà: vuoi trattenere il 75% delle tue tasse in Lombardia? Vota Roberto Maroni!!
Ad oggi Regione Lombardia gestisce per il proprio territorio un bilancio annuo pari a circa 20 miliardi, regalando allo Stato (leggasi cassa del mezzogiorno), sottoforma di contributi vari, circa 60 miliardi di euro all'anno di nostre tasse...
Trattenere il 75% delle risorse che la nostra Regione incassa dalle nostre tasse significherebbe che la Lombardia si troverebbe in cassa circa 60 miliardi annui, cioè triplicherebbe i miliardi che fino ad ora aveva a disposizione... .. a questo punto scatta la considerazione... se Regione Lombardia è, in fattore di servizi erogati alla cittadinanza, la più virtuosa d'Italia, quella in cui si vive meglio, triplicando il bilancio a disposizione, quindi trovandosi in cassa 60 miliardi da gestire, che cosa potrà fare? Beh, potrebbe decidere di dimezzare le tasse ai lombardi perchè avrebbe bisogno solamente della metà per gestire e sviluppare i già ottimi servizi che offre? Potrebbe investire sulle nostre imprese? potrebbe investire in maniera considerevole nel sociale? potrebbe quindi migliorare la qualità del nostro stile di vita? io credo proprio di si!
Per cui... al di la di quello che accade a Roma, perchè a noi lombardi non cambia comunque nulla se non solo l'entità della continua penetrazione nel nostro deretano, iniziamo a considerare le opportunità che la politica nostrana ci offre! sfiliamocelo quel cazzo di bastone e iniziamo a volerci bene!... La lega ha sempre detto queste cose?... Si ma non ha mai avuto i numeri per poter "fare"... quindi lombardi! alle prossime regionali, con il vostro consenso, con il vostro voto, date a Maroni l'opportunità di realizzare ciò che ha sempre detto e ciò che avrebbe sempre voluto fare!
INSOMMA...VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE MARONI PRESIDENTE !!
Il metodo Maroni applicato all’università
Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dal Mup – Movimento universitario padano di Bergamo nell’ultima tornata elettorale. I voti ottenuti confermano che anche in ambito universitario la Lega c’è, è più che mai viva, e un numero sempre maggiore di giovani si riconosce nel Movimento». Lo dichiara Andrea Zanchi, coordinatore del Mup di Bergamo, all’indomani delle elezioni universitarie che hanno visto la lista Universitari Bergamaschi conquistare il 45 per cento dei voti, con l’elezione di 10 candidati in quasi tutte le facoltà: da Economia e Giurisprudenza, da Ingegneria a Lingue e letterature straniere. L’ottimo risultato ottenuto consente alla lista di avere rappresentanti nei principali organi centrali: Cda, Senato e Cus – Centro universitario sportivo. «Inoltre – rileva Andrea Zanchi –, la candidatura di alcuni eletti in più ruoli attuata dalle altre liste e la conseguente incompatibilità delle cariche, potrebbe portare ad accrescere ulteriormente il numero dei rappresentanti della lista Universitari Bergamaschi, permettendoci di essere ancora più protagonisti in università».
I risultati ottenuti vanno oltre le nostre aspettative e ci rendono particolarmente soddisfatti, considerando anche il fatto che la scuola è da sempre uno straordinario termometro politico per il futuro – dichiara Simone Parigi, coordinatore del Movimento Giovani Padani di Bergamo -. Un ringraziamento va a tutti i giovani che sono impegnati e che hanno permesso di ottenere questo ottimo risultato. A loro va anche il mio in bocca al lupo: il lavoro da fare è tanto ma so che anche in questo caso si impegneranno al massimo per essere degli ottimi rappresentati del Nord».
Se qualcuno sognava una Lega in fin di vita, questa è la nostra risposta - aggiunge il bergamasco Lucio Brignoli, coordinatore federale del Movimento giovani padani -. I risultati nelle elezioni universitarie danno atto alla Lega e ai Giovani padani della bontà dell’operazione di rinnovamnto e continua formazione. Anche in questi ambienti storicamente lontani dalla Lega, dimostriamo che la parola “Prima il Nord” è la condizione necessaria per migliorare le nostre comunità,a partire dalle università».
NO AL PACTE FISCAL, INDEPENDENCIA
LA LIBERTA’ NON SI ARRESTA, ADESSO TOCCA AL VENETO
Si è tenuta la più importante consultazione elettorale europea, da Maastricht ad oggi. Non mi riferisco alle primarie del Partito Democratico italiano, il cui esito, per molti scontato, dipende dalla capacità dei burocrati, vecchi e nuovi, e delle lobby economico- finanziarie, collegati ai diversi contendenti, di convogliare al seggio militanti e cittadini, sulla cui buona fede non discuto. Parlo delle elezioni di Catalogna: condivisa da numerosi osservatori internazionali, nonché dallo stesso primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, questa opinione non “buca” gli schermi delle televisioni italiane. Il perché è noto. Con il voto di domenica la Spagna e l’Europa intera, così come l’hanno costruita i burocrati di Bruxelles, rischiano di perdere un pezzo pregiato. Troppo perché se ne parli. E, quel che è peggio per chi intreccia e dispone i destini di tutti noi, manovrando le politiche di stati cosiddetti sovrani, costretti dalla crisi a cedere sovranità senza passare per le urne, la vittoria degli indipendentisti potrebbe innescare un processo a catena. Al di là delle legittime aspirazioni di libertà e indipendenza del popolo catalano, infatti, la consultazione mette radicalmente in discussione l’ideologia dello stato nazione, dell’assoggettamento dei popoli a patrie che esistono solo nelle prebende degli impiegati di governo e nelle clientele che coltivano per assicurarsi anni di pacifica sottomissione dei contribuenti. L’ordine innaturale dei confini fra stati, che hanno più tratti in comune con l’esterno piuttosto che con l’interno, potrebbe mutare. La libera circolazione delle merci e delle persone, dopo 150 anni di segregazione, potrebbe compiersi davvero, e non solo nelle visioni solidaristiche di politici che hanno fatto dell’assistenza del cosiddetto diverso il loro 'core business'. Soprattutto, e questo è fondamentale per il Veneto e per i veneti, troppo spesso offesi nella loro specificità culturale e linguistica dai “vicini” italiani, si libererebbero le identità dei popoli e delle comunità europee, tenute in naftalina da costituzioni e leggi centraliste, più preoccupate di non perdere qualche pezzo, che non di garantire la libertà. In Catalogna la componente indipendentista è riuscita a conquistare ben 87 seggi su 135. Forte di una maggioranza assoluta, potrebbe addirittura anticipare la convocazione di un referendum sull’indipendenza della Regione addirittura al 2014. Referendum che, con quello Scozzese, costituirebbe un ulteriore precedente da prendere a modello anche in Veneto. Sì, perché il Veneto e la Catalogna, più che la Scozia, hanno tratti comuni; in primis il fatto di subire, in quanto periferia produttiva, un trattamento fiscale predatorio da parte dello Stato centrale. Ogni anno ciascun catalano versa al governo di Rajoy 2000 euro di tasse che non torneranno indietro. La cifra, se paragonata al residuo fiscale Veneto, è comunque bassa: ogni nostro concittadino paga a Roma tre volte tanto. Sulla scorta di quanto accaduto in Catalogna, è ora che i veneti, rivelata queste ed altre ingiustizie, lavorino perché l’estorsione fiscale tenda allo zero e l’autodeterminazione diventi realtà".
sabato 1 dicembre 2012
SINTESI SUL GOVERNO MONTI!
Scusatemi se mi ritengo all'altezza di giudicare l'operato del governo Monti ma credo che non occorra troppa scienza per capire e distinguere il bene dal male. E voler fare una sintesi sul governo Monti :
1 ) - MALE ha fatto male il napoletano a nominare un governo tecnico sapendo che lo stesso non ha potere di legiferare se non con l'approvazione del parlamento dove siedono tuttòra gli stessi pa rlamentari di ieri;
2 ) - Monti ha tartassato i meno abbienti lasciando incolumi i ricchi ( PATRIMONIALE ECC.. ), anzi, continuando a finanziare chi non avrebbe dovuto e facendo leggi che aggravano la situazione dei lavoratori; tanto che abbonDano gli scioperi di tutte le categorie di lavoratori;
3 - ha poca importanza che Monti, a livello diplomatico, abbia salvato la faccia dell'ItaGlia quando, a causa delle sue leggi, non si intravede minimamente la ripresa economica finanziaria;
4 ) - se la tiri troppo LA CORDA si rompe e se si rompe vengono travolti anche i cosiddetti ( FURBI-RICCHI );
5 ) - la ripresa economica potrà riprendersi soltanto se i lavoratori, che sono la stragrande maggioranza del popolo, saranno messi nella condizione di spendere;
6 ) - lo stato deve imporre le tasse eque per tutti sufficientemente per sopperire soltanto a tutte le esigenze di carattere pubblico, ripeto : soltanto esigenze di carattere pubblico e smetterla di finanziare chi non dovrebbe, cioè: ( QUALSIASI ENTE DI CARATTERE PRIVATO );
7 ) - non è difficile capire perchè si verifica nello stato una crisi economica: sono due le cause: o siamo stati governati da incompetenti o da ladri, PROPENDO NEL PENSARE CHE SIANO QUESTE 2 CAUSE;
venerdì 30 novembre 2012
Maroni dice addio al Parlamento. E costringe Bossi a fare lo stesso
Il segretario federale ha deciso: dopo vent’anni in Parlamento torna a casa. Andrà a Milano. Spera da presidente della Regione Lombardia. Un ricambio generazionale che obbliga a farsi da parte anche Bossi, Calderoli, Castelli. La nuova Lega riparte dai territori. A Roma rimarrà una piccola delegazione parlamentare.
29 November 2012 - 19:35
Il segretario della Lega Nord Roberto Maroni saluta Roma. Tra qualche mese se ne andrà. A vent’anni esatti dal suo ingresso a Montecitorio è pronto a lasciare il Parlamento. Per sempre. E con lui potrebbe andare via dalla Capitale - più o meno spontaneamente - buona parte del gruppo dirigente del Carroccio.
«È arrivato il momento di svecchiare il gruppo. Largo ai giovani». Così avrebbe detto ai fedelissimi l’ex ministro dell’Interno. Una decisione legata alla necessità di un ricambio generazionale. Ma non solo. Dietro al progetto di abbandonare Roma c’è un preciso disegno politico. Dopo la Lega del folklore e quella della deludente esperienza di governo, il Carroccio 2.0 del nuovo segretario cambia rotta. Il rilancio del partito che fu di Umberto Bossi riparte dal territorio.
Roberto Maroni conta di diventare il nuovo presidente della Regione Lombardia. Ma anche se le elezioni dovessero andare male, si trasferirà a Milano. Nessun paracadute romano. La ridotta lombarda, il Pirellone, sono le nuove stanze da dove far ripartire l’operato della Lega Nord. L’obiettivo è quello di presidiare il territorio in ogni modo, anche all’opposizione. «Ho salvato il partito, di questo mi venga dato atto», dice spesso Maroni in questi giorni, dopo che lo stesso Bossi sembra aver capito che una stagione politica si è conclusa.
La Lega Nord non dice definitivamente addio a Roma. In Parlamento rimarrà un gruppo parlamentare. Una delegazione - a giudicare dai sondaggi molto ridotta rispetto a quella attuale - formata da giovani deputati e senatori. La decisione definitiva sarà presa durante l’assemblea federale che si riunirà a gennaio. I nomi di chi rimarrà a Montecitorio e Palazzo Madama ancora non circolano. Più facile immaginare chi sarà fatto fuori. Nessuna epurazione, per carità. Ma la linea dettata dal segretario è destinata ad avere conseguenze rilevanti. Il caso più eclatante è quello di Umberto Bossi. Il presidente leghista è in Parlamento da più tempo di Maroni. Il suo arrivo nella Capitale risale al 1987. Dopo la decisione del suo successore, il destino parlamentare del Senatùr sembra segnato. Così come quello del senatore Giuseppe Leoni, anche lui a Roma da un quarto di secolo. Ore contate anche per Roberto Calderoli e Roberto Castelli (che in realtà avrebbe già assicurato di non volersi ricandidare). Entrambi sugli scranni parlamentari fin dal 1992. Torneranno quasi sicuramente in Padania anche il capogruppo Gianpaolo Dozzo e il deputato Stefano Stefani (alla Camera dal 1994). Ma anche Giancarlo Giorgetti e il nuovo responsabile della comunicazione leghista Davide Caparini. A Montecitorio dal 1996.
E così - ecco il paradosso - in via Bellerio si guarda con maggiore attenzione alla compilazione delle liste per le Regionali lombarde che non a quelle per il Parlamento (ancora in attesa di capire quale sarà la nuova legge elettorale). Un seggio al Pirellone diventa improvvisamente il premio più ambito. L’ultimo giorno in Regione, quando il governatore Formigoni aveva dichiarato sciolto il Consiglio, tra i banchi del Carroccio era corsa voce che tutti si sarebbero potuti ricandidare. Ora, però, l’aria sembra cambiata. C’è qualche indagato, come Davide Boni, che deve chiarire la sua posizione. C’è qualcuno che in passato è stato troppo vicino all’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni o al Trota Renzo Bossi, come Giangiacomo Longoni. Adesso Maroni punta su una nuova classe dirigente, più giovane, preparata, che dovrà uscire dalle scuole di formazioni politica di Federico Caner.
Anche per questo motivo c’è particolare attenzione al modo in cui saranno scelti gli alleati in vista delle Regionali. L’appoggio di Silvio Berlusconi non è ben visto, ma quello di alcuni pidiellini, magari anche moderati, sì. In questo senso Gabriele Albertini non fa paura. Eppure a via Bellerio si osserva con attenzione l’attivismo dell’ex sindaco di Milano, che sta cercando di coinvolgere il mondo moderato attorno alla sua candidatura.
Ad ogni modo la scelta è fatta. A prescindere dall’esito delle elezioni lombarde, a Roma Maroni non tornerà. Il segretario ha scommesso su una crisi economica che porterà l’Europa a dividersi in due. L’Italia del Nord, come teorizza il professore Stefano Bruno Galli, dovrà legarsi a realtà come quelle della Baviera se non vuole fare la fine della Grecia. Un motivo in più per lasciare la Capitale e ripartire dai territori. Nella speranza di tornare a essere la «potentissima», come Bobo chiama spesso il suo partito
L. Stabilità: Bricolo, umilia e mette in ginocchio i territorio
ROMA 29 NOV
"Ieri abbiamo ascoltato le drammatiche considerazioni dei governatori e oggi il grido d'allarme dei sindaci che hanno confermato le dimissioni in massa se il Governo continuerà a essere cieco e sordo rispetto alle richieste dei territori che si trovano in una situazione sempre più drammatica. Sono necessarie e urgenti modifiche radicali e profonde alla legge di stabilità perché a causa dei tagli, Regioni e Comuni sono in ginocchio e presto non saranno più in grado di erogare servizi essenziali ai cittadini a cominciare da quelli socio sanitari".
"Faremo di tutto - prosegue Bricolo annunciando la presentazione da parte del Carroccio di emendamenti alla legge di stabilità - per cambiare profondamente un testo che così com'è è inaccettabile, umilia i territori, non dà le risposte necessarie e urgenti agli enti locali e alle Regioni e non dà prospettive di crescita ai settori economici e produttivi del Paese"
COSTI DELLA POLITICA
INTERVENTI DI ALCUNI NOSTRI PARLAMENTARI
ROMA, 29 NOV - ''Nonostante noi non abbiamo fatto ostruzionismo, il Governo è riuscito a pasticciare a tal punto da rendere necessario il rinvio del voto. I professori insomma stanno dimostrando ben poca professionalità: non s'era mai visto che durante la sessione di bilancio ci fossero in discussione ben sei decreti. Inutile lamentarsi se poi salta qualcosa''. Lo dice il senatore della Lega Nord, Massimo Garavaglia, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato. ''Come se non bastasse - ribadisce Garavaglia - a fare le spese delle valutazioni sbagliate possono essere i cittadini già colpiti dal terremoto dell'Emilia che si troveranno le tredicesime azzerate per l'insipienza del Governo che non è stato in grado di reperire le risorse necessarie per mantenere in vigore ancora la norma per il rinvio dei pagamento dei contributi e tasse''.
ROMA, 29 NOV "Oggi nell'Aula del Senato il Governo ha fatto l'ennesima brutta figura dimostrando ancora una volta i suoi limiti e penalizzando i terremotati ai quali vengono negati quegli aiuti troppo da tempo promessi ma ancora invano attesi ". Lo dichiara Federico Bricolo, presidente della Lega Nord a Palazzo madama in riferimento allo slittamento della fiducia sul decreto sugli enti territoriali.
"L'esecutivo è arrivato oggi in Aula con una relazione tecnica sbagliata che è stata la causa del rinvio alla prossima settimana del voto sul provvedimento. Allo stesso tempo ha tolto dal testo approvato dalla commissione gli emendamenti approvati all'unanimità a favore dei terremotati e delle imprese presenti sui territori colpiti".
Così in una nota il vice segretario federale e deputato della Lega Nord, Giacomo Stucchi.
ROMA, 29 NOV "Quando si tratta di allargare i cordoni della borsa e usare i soldi del Nord per elargire denaro pubblico a chi dovrebbe invece rispondere per averlo sperperato a piene mani, Pd e Pdl si ritrovano alla grande".
"Il dibattito in Parlamento per l'approvazione del decreto sui costi della politica - continua l'esponente del Carroccio - ha messo in chiara evidenza la matrice assistenzialista che accomuna governo e maggioranza e che porterà, ancora una volta, le realtà territoriali più sane e virtuose a dover pagare per le inefficienze amministrative di altri. In particolare, alcune norme del suddetto decreto prevedono più soldi ai Comuni in rosso, ed un anticipo di 50 milioni alle Regioni con squilibri finanziari. Qui non si tratta di nord o sud, e specificarlo non è mai superfluo, ma di incapacità, o peggio di incoscienza, da parte di amministratori che hanno assolto nel peggiore modo possibile al mandato affidatogli dai loro concittadini e che adesso, ironia della sorte, vengono quasi premiati dal governo con anticipazioni economiche".
giovedì 29 novembre 2012
MGP Intervento a Cambiago dell’ Assessore Donatello De Mercurio lezione sulla sicurezza
Sono grato a chi mi ha voluto coinvolgere, ma contento di trovarmi tra un gruppo di rappresentanti dei Giovani Padani. Posso immaginare che vi aspettiate certe informazioni sconosciute anche da un assessore comunale con delega alla sicurezza. La curiosità ritengo sia peraltro giustificata dal fatto che si tratta di un ruolo abbastanza nuovo contemplato ormai in diverse giunte comunali anche di piccole dimensioni. Voglio intanto precisare che questa mia nuova esperienza è partita tre anni e mezzo fa. Il mio mestiere non è mai stato l’insegnamento nel vero significato del termine quindi, non attendetevi una lezione particolare, ma la volontà, quella si, di aiutarvi a comprendere un certo tipo di percorso che non sarà ovviamente esaustivo. Lascerò alla fine la facoltà di pormi eventuali domande con la speranza di rispondervi in modo soddisfacente.
Il mio modo di operare che andrò a descrivere a grandi linee, è un modello, non il modello per antonomasia. Farò riferimento al comune di Peschiera Borromeo dove abito e opero.
L’obbiettivo principale che mi sono posto fin dal primo giorno con deleghe a me affidate: Sicurezza, Polizia locale e Protezione Civile, è stato quello di calarmi subito nel contesto che mi attendeva e pormi il seguente obiettivo: cercare di raggiungere la maggiore tranquillità possibile alla cittadinanza e mantenerla. Peschiera Borromeo, per la verità, è sempre stata una cittadina tranquilla: dieci anni fa circa veniva influenzata anch’essa per via di un certo fenomeno sociale che andava aumentando e che tutti noi conosciamo (basta seguire la cronaca) oggi ancora più preoccupante per la recessione economica in atto e l’attuale Governo tecnico (che tanto tecnico non è), che continua tagliare anche nel campo della sicurezza.
Detto ciò ho incominciato porre la mia attenzione su uno spiacevole fenomeno noto più o meno a tutti: lo scarso rispetto della “libertà degli altri”, evidenziata dalla prepotenza verso i più deboli, e lo scarso rispetto dei beni pubblici, tradotto, la cosiddetta microcriminalità che tanto micro non è, perché spesso accompagnata anche da atti di vandalismo, scippi, soprusi di ogni genere, se non qualcosa di ben più serio. In sostanza, l’abbruttimento della città. Il mio sforzo è cercare di capire cosa fare per contenerla, con quale sistema di prevenzione, tenendo ben presente e in considerazione l’apporto insostituibile e determinante delle forze di Polizia. Potrei tradurre il tutto con un’unica definizione: “Controllo del territorio e ripristino della legalità, attraverso l’educazione comportamentale”. Entrerò nel merito più avanti…
Come dicevo ognuno può mettere in campo le più svariate iniziative pur di raggiungere lo scopo, senza mai perdere d’occhio ovviamente le regole della legalità, ma anche costi e mezzi non sempre disponibili.
Ora entro nel vivo: il comune di Peschiera Borromeo (c.ca 25.000 abitanti, con l’adiacente aeroporto di Linate, il fiume Lambro che l’attraversa in buona parte, sette frazioni che la compongono, grande area vegetativa naturalistica all’interno del Parco Agricolo Sud Milano. Il nostro comune è situato all’interno di un vasto territorio che comprende mote altre municipalità per lo più governate dalla sinistra. Affrontate le amministrative del 2009, dopo circa sessant’anni siamo riusciti, seppure in coalizione, entrare nel governo della città. I tre consiglieri eletti e i due assessori (uno di questi il sottoscritto), non avevano in precedenza accumulato nessuna esperienza amministrativa in Enti locali. La volontà di capire il funzionamento della macchina comunale e di intraprendere, sono state le caratteristiche che ci hanno contraddistinto, rimboccandoci le maniche fin dal primo giorno come usa fare la maggior parte della gente del nord.
Nello stesso anno, alla vigilia delle elezioni amministrative, a capo del Ministero dell’Interno figurava il nostro attuale Segretario Federale Roberto Maroni. Qualcuno ricorderà che da Ministro aveva predisposto il cosiddetto “pacchetto sicurezza” assai gradito alla stragrande maggioranza dei Sindaci, anche di sinistra. Tra l’altro concedeva ai borgomastri strumenti utili, immediati per fronteggiare direttamente i problemi della sicurezza qualora si fossero presentati, attraverso la pubblicazione di ordinanze mirate. Peccato che a distanza di qualche mese, dopo sentenza della Corte Costituzionale, veniva decretato l’annullamento.
Nello stesso periodo, dopo il riscontro del risultato elettorale, ricevetti dal nostro Segretario Provinciale una raccomandazione: oltre ai tre consiglieri, dovevamo imporre altre due figure. Ci accordammo con gli attuali alleati per due assessorati. La scelta delle deleghe dovevano cadere tra Servizi sociali; Bilancio; Sicurezza: cadde su Servizi sociali e Sicurezza. Quest’ultima, senza entrare nei particolari e qualche notte insonne, l’assunsi io; immaginate con quale stato d’animo, cosciente di non avere avuto in precedenza nessuna preparazione specifica ma, come ho avuto modo di dire a qualcuno di voi, come un soldato risposi all’ appello. Ebbene, non sarò io dirvi se ho operato finora bene, tutto è certamente migliorabile, ma una cosa vorrei sottolineare e consigliare: la forza di volontà, la tenacia e l’impegno aiutano tantissimo, guai adagiarsi sugli allori.
Le mie prime incertezze le ho affrontate calandomi subito nel ruolo che mi attendeva, i rapporti nuovi che avrei dovuto intraprendere con i 21 agenti della Polizia locale, molti di essi veterani, in particolare la ricerca fiduciaria con il Comandante, così con l’organizzazione del C.V.P.C. (una sessantina), ma anche con il Comandante della nostra Stazione dei Carabinieri. Dovevano diventare da subito i punti principali di riferimento e di confronto.
Insomma, una sorta di “full immersion” che non ho mai smesso allo scopo di crearmi una specifica “cultura” e “farmi” altre esperienze, letture varie sempre a tema, anche di cronaca nera con gli eventuali risvolti giudiziari, la partecipazione a vari convegni quando condotti da esperti delle Forze dell’ordine, di Protezione civile dei VV.F, ecc. Il collegamento ad alcuni siti Ministeriali, certamente quello del Ministero dell’Interno per le ultime informative.
Un’altra riflessione che dovrebbe essere tenuta in conto: a Peschiera, come in altre realtà, il gruppo Lega Nord figura essere minoranza dentro la maggioranza e i nostri sforzi per far digerire certe istanze non sempre riescono nei tempi auspicati... Alle volte altri ostacoli si possono interporre, come la scarsa volontà partecipativa di qualche capo Settore e/o funzionario abituato per tanti anni a muoversi in altro modo, peggio ancora se di idee politiche contrapposte. Questi sono freni da superare con astuzia, attraverso il controllo continuo, con il fiato sul collo. Un altro elemento basilare su cui operare, come ho già accennato, è il fattore PREVENTIVO; dovrebbe essere il fulcro, la base di partenza su cui operare, da dove fare partire le idee da sviluppare, da mettere in campo. Ho accennato alla microcriminalità, ma un’altra realtà può incunearsi anche nelle strutture dei piccoli comuni: i tentacoli delle organizzazioni criminali mafiose, pertanto attenzione particolare a questo tipo di infiltrazione, a certe tipologie d’ appalto, a certe attività commerciali, ecc.
Alla base di tutto non può mancare il lavoro di gruppo, quindi con i responsabili delle forze dell’ordine e di volta in volta, secondo necessità, con quasi tutti gli altri Settori comunali.
Un altro fattore importante dovrebbe essere quello di rendersi conto delle forze in campo, le attrezzature strumentali, gli automezzi, le motociclette, oltre al numero degli uomini della Polizia locale e del C.V.P.C. , ma anche le nuove necessità che possono essere richieste, esaminarle e cercare di soddisfarle.
Organico P.L. mediamente 1 agente ogni mille abitanti (siamo sotto organico, ci vorrebbero agenti qualificati in polizia giudiziaria)
L’attività della P.L. si attua a diversi livelli: il primo correlato al codice della strada, ma anche il controllo dei cantieri con l’apporto dell’ASL, controlli commerciali (vedi ad esempio certe pizzerie), il mercato ambulante settimanale, appartamenti e/o capannoni sospetti, insomma attività di Polizia giudiziaria.
Come mi sono mosso:
Di tanto in tanto uscite periodiche con la pattuglia della P.L. anche notturne e posti di blocco…
(Al cuni esempi: furti quasi sempre portati a compimento da stranieri (è la realtà!!) 40% nelle carceri per furti appartamento/villette/negozi/farmacie/box/spaccio di droga/prostituzione per fare degli esempi). Ora attenzione alle assicurazioni e patenti. Poi:
Collaudo dello “Sportello illegalità” c/o il comando della P.L….omertà
Serata “Droga” Maresciallo della GdF, con prove di ritrovamento fatte da alcuni cani addestrati. Fatto seguire brochure distribuite anche nelle scuole.
La formazione di un gruppo dei cosiddetti “Nonni vigilanti”…
La firma al Protocollo d’intesa con la Prefettura sulla legalità in ambito di appalti pubblici chiesto e voluto da Maroni quando era Ministro, specialmente in ambito di rifiuti; movimento terra; trasporti ecc. Attenzione agli sconti…
Sito web del comune, con il continuo inserimento e aggiornamento del link “Sicurezza”…così raccomandazioni fornite dai VV.FF sul periodo ad esempio di fine anno: alberi e addobbi sicuri; giocattoli sicuri; botti sicuri. Ultimamente un collegamento particolarmente rivolto ai giovani in quanto utenti sensibili del web e collegamenti su facebook attraverso www.pazienti.it/soccorso. Così altre brochure scaricabili sulla sicurezza che potete prendere in esame.Vedi ora dalla Provincia precauzioni su eventuale terremoto…
A seguito l’ondata di calore arrivata la scorsa estate, su raccomandazione della Prefettura, riunione urgente con alcuni settori: Servizi sociali; Anagrafe; P.L.; Comunicazione; responsabili della P.C. per definire, stampare e affiggere manifesti nei luoghi sensibili come, scuole, cimiteri, parchi cittadini, ASL.
Ciò che di più mi ha soddisfatto:
L’avere portato a termine il nuovo regolamento di Polizia Urbana leggi alcune novità inserite nel testo e (scuola/amministratori di condominio)…
L’unità cinofila antidroga...entra in funzione ufficialmente a giorni…
La delibera recente per l’installazione della nuova moderna centrale operativa di videosorveglianza all’interno del comando di P.L. (300.000 euro)
ZTL in tre zone della città, in attesa di autorizzazione ministero delle infrastrutture e viabilità (vedi furti in città a San Bovio) e “Controllo di vicinato” attivo+ Vigile di quartiere (crollo dei furti) Estate tranquilla!
Installazione delle telecamere per gli edifici scolastici
L’appalto biennale di manutenzione delle video camere (prima dovevo assistere al palleggiamento del controllo tra PL e resp. Comunale di P.C.)
Ampliamento della palazzina del comando della Polizia locale che ospita anche il magazzino e uffici della P.C. con la custodia degli automezzi.
Ora vorrei approfondire ciò che ha messo in campo il sindaco Fusco a Opera (scuola di investigazione “Scientifica” per alcuni agenti della P.L.).
In programma l’approfondimento di alcune problematiche di cui si parla molto:
“Sale da gioco”…usura/dipendenza….(parole di un procuratore generale che condivido: ”l’’ndrangheta si alimenta con l’usura e le estorsioni e conta sulla paura dei cittadini onesti. Noi siamo qui per dire che i cittadini onesti non devono avere paura e devono denunciare alle forze dell’ordine“ ma anche un’occhio a Compro-vendo oro”…
Contraffazione altra piaga…schiavitù…attività illegale sommersa…l’acquisto va ad alimentare un mondo sommerso e mette in crisi il sistema produttivo che opera nel rispetto delle regole…controllo mercato ambulanti…
Auspicabili corsi di difesa personale specie per le donne…
Preparazione in ambito di Protezione Civile per sviluppare la simulazione di un incidente industriale rilevante…(vedi il COC)…
Infine vi invito a collegarvi al nuovo sito Lega Nord Padania. Cliccare sul link “Le idee” poi il sotto link giustizia/sicurezza/immigrazione…sottocategorie carceri/criminalità organizzata/ordinamento giudiziario.
Chiudo con alcuni passaggi pronunciati ultimamente dal Presidente del FISU (Forum Italiano Sicurezza Urbana) che non mi risulta essere componente della Lega:
“ Sicurezza non è soltanto difesa dalla criminalità, è anche controllo della sporcizia, dei campi nomadi, delle cattive frequentazioni nei locali pubblici e dell’illuminazione notturna nei quartieri. Sono tante le componenti che possono essere inserite nel concetto di sicurezza. Oggi sono due le principali tendenze: una spinta verso la cittadinanza attiva e il coinvolgimento degli enti locali. L’idea di fondo che bisogna sviluppare è molto semplice: la sicurezza non è più solo un valore da difendere ma è un requisito positivo della vita quotidiana. La società si deve organizzare per produrla in prima persona. Su questa base si sviluppa una politica integrata di sicurezza. Perché sicurezza non è solo applicazione di sanzioni ma è, soprattutto, introduzione di elementi positivi per il benessere dei cittadini…il governo nazionale riconosca i governi locali e regionali quali attori fondamentali nello sviluppo delle politiche di sicurezza urbana, promuove iniziative volte alla realizzazione di un sistema integrato di sicurezza delle città e del territorio fondato sull’integrazione tra azioni di prevenzione, contrasto e riduzione dei fenomeni di criminalità, inciviltà e di disordine urbano diffuso”.
Assessore De Mercurio Donatello
Lega Nord e gli inquinamenti ambientali
L’azione di contrasto agli inquinamenti in atmosfera, nel suolo, nei bacini idrici, ecc. rappresenta una priorità nelle politiche della Lega Nord. La salute della popolazione viene sicuramente prima di tutto; occorrono perciò azioni strutturali, che però evitino di determinare svantaggi a cittadini e imprese, promuovendo altresì una estesa cultura ambientale che favorisca il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
L’analisi della qualità dell’aria e la determinazione degli inquinanti presenti costituiscono azioni indispensabili alla protezione della salute della popolazione e alla salvaguardia dell’ambiente che deve essere attuato attraverso un costante monitoraggio delle emissioni in atmosfera delle sostanze nocive provenienti dalle industriale, dalle abitazioni civili e dal traffico veicolare.
Nell’ambito della tutela dei suoli, delle falde acquifere e dei corsi d’acqua risultano essenziali le indagini e la vigilanza delle attività industriali, agricole, ecc., e degli scarichi incontrollati.
In materia di inquinamento elettromagnetico accurati controlli devono essere effettuati sulle strutture di telecomunicazione, per garantire i cittadini che da elettrodotti, impianti di diffusione radiotelevisiva e di telefonia cellulare, non provengano emissioni superiori ai limiti di legge, e assicurando al riguardo, una specifica attenzione ai siti sensibili quali scuole, ospedali e nuclei insediativi intensamente abitati.
Un’attenta azione di vigilanza e controllo deve essere esercitata anche nei confronti dei fenomeni rumorosi e dell’alterazione luminosa, coordinando gli interventi delle amministrazioni locali con il supporto delle Agenzie per l’ambiente, in modo da contrastare il disturbo alle attività umane e scongiurare pericoli per la salute degli ecosistemi.
Gli investimenti economici, attraverso un’ottica green, a tutela dell’ambiente costituiscono un meccanismo virtuoso determinante non solo per la qualità della vita ma anche come efficace fattore di sviluppo.
Giustizia: D'Amico, Diventeremo meta ambita dei criminali
ROMA, 29 NOV -
Lo dichiara il ns parlamentare Claudio D’Amico, sindaco di Cassina de Pecchi
Con il salva-delinquenti il nostro Paese diventerà una meta ancora più ambita dai criminali di tutto il mondo. Mentre nella maggior parte dei Paesi da cui provengono i tanti immigrati che commettono reati a casa nostra le pene sono molto dure, noi facciamo come i genitori con i figli indisciplinati: li mettiamo a casa in castigo.
Con questo provvedimento scellerato il Governo incentiva gli immigrati a delinquere.
Lo dichiara il ns parlamentare Claudio D’Amico, sindaco di Cassina de Pecchi
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