Da un po' di tempo la Lega Nord è oggetto di critiche furiose da parte di chi si dice deluso dalle posizioni assunte dai nostri dirigenti, soprattutto dopo l'approvazione della manovra economica. Sono un leghista convinto ed orgoglioso di esserlo, quindi le mie opinioni non sono per nulla imparziali, ma voglio provare a parlare da cittadino apartitico. La Lega Nord, in base alla legge elettorale, ha scelto di allearsi al PDL con il quale ha sottoscritto un programma elettorale, nel quale erano contenuti vari obiettivi tra cui il federalismo fiscale, la lotta alla criminalità ed all'immigrazione clandestina. Il risultato elettorale leghista è stato dell'8%. A 3 anni dalle elezioni mancano solo pochissimi decreti attuativi per l'ultimazione della prima riforma federalista, sono stati ottenuti enormi risultati contro le criminalità organizzate, per la prima volta sono stati approvati tagli agli stipendi ed ai privilegi della politica a partire dalla prossima legislatura (che verranno parametrati alla media europea) ed alle pensioni d'oro, si sono iniziate ad affrontare questioni impopolari ma necessarie che si trascinavano da decenni. Non possiamo però nascondere che i poteri forti, i quali se ne fregano dell'interesse comune, e tutti coloro che campano grazie alle sconcezze di questo paese sono ben rappresentati da una parte trasversale del Parlamento, che lotta con le unghie e con i denti affinchè nulla cambi. Finora abbiamo scelto d 'ingoiare alcuni rospi schifosi, e l'alternativa sarebbe togliere l'appoggio al Governo per aprire le porte alle elezioni anticipate, o peggio a Governi incolori che vrebbero il solo obiettivo di far sbollire gli animi con l'uso di paroloni vecchi, e fermare la rivoluzione in atto per quanto lenta. I Parlamentari della Lega Nord, in caso di nuove elzioni, raccoglierebbero i voti di noi leghisti oltre a quelli di chi premierebbe lo sgambetto all'odiato Berlusconi, quindi avrebbero la "poltrona" quasi sicuramente confermata. Altrettanto quasi sicuramente il governo verrebbe consegnato al centro sinistra, rappresentato da una coalizione che ha già dato dimostrazioni di litigiosità ed incapacità, e da politicanti che in passato hanno creato sprechi e privilegi, che hanno consegnato intere regioni alle mafie favorendo il diffondersi di questi fenomeni anche nelle regioni Padane, hanno revocato il regime di carcere duro 41bis a centinaia di boss, hanno fatto entrare gli studi di settore ed una serie di balzelli, hanno combattuto le leggi contro l'immigrazione clandestina ed a favore della sicurezza, continuano a schierarsi dalla parte degli immigrati per ostacolare ogni tentativo d'affermare il principio secondo cui prima di tutto bisogna garantire i servizi ai cittadini italiani. Non ho in tasca risoluzioni soprannaturali, ma sono convinto che le riforme necessarie non verrebbero mai portate avanti da chi ha lasciato andare in cancrena i mali che hanno portato all’ indebolimento le nostre categorie produttive e rispettose delle regole. Sono anche convinto che i proclami dei sovversivi da bar o da angolo cottura, pronti a nascondersi dietro all'anonimato per paura di metterci la faccia, e decisi solo quando c'è da scegliere di godersi il tempo libero piuttosto che scendere in piazza, non debbano essere presi troppo sul serio nè tantomeno debbano farci paura o condizionarci. Come sostengo da parecchi anni, solo il tracollo economico delle proprie tasche potrà convincere molti parolai ad alzare il culo, ed a pretendere un vero cambiamento senza guardare in faccia nessuno.
mercoledì 12 ottobre 2011
“Voi non lavorate, siete dei cretini!"
A proposito di precari che non vogliono un lavoro, ma desiderano piegare la pubblica amministrazione a riserva di disoccupati e inoccupati.
Un ottimo ministro che si contrappone ad eserciti di giovani che aspettano che il lavoro cada dall'alto. In nessun paese europeo esiste una gioventù così disgraziata, così idiota e così compromessa con il proprio futuro. Rappresentano sicuramente l'italia peggiore, senza alcun dubbio, sono un peso impossibile da sostenere per il paese, mentre dovrebbero esserne il motore propulsivo. Brunetta è un grande ministro, incompreso ed incomprensibile alla massa di sciagurati nati e cresciuti come bamboccioni senza palle e senza un futuro che dovrebbero cercare e costruire e non attendere all'infinito.
I giovani sono la risorsa di un paese e non dovrebbero rappresentarne un gravissimo limite. Tranne nel caso italiano e in quello greco, dove erano tutti dipendenti pubblici ed andavano in pensione prima dei 50 anni. Ed ora, devono elemosinare il pane quotidiano da tutto il mondo. Volete fare quella fine? Siamo sulla strada giusta, siamo esattamente nel solco giusto.
Un ottimo ministro che si contrappone ad eserciti di giovani che aspettano che il lavoro cada dall'alto. In nessun paese europeo esiste una gioventù così disgraziata, così idiota e così compromessa con il proprio futuro. Rappresentano sicuramente l'italia peggiore, senza alcun dubbio, sono un peso impossibile da sostenere per il paese, mentre dovrebbero esserne il motore propulsivo. Brunetta è un grande ministro, incompreso ed incomprensibile alla massa di sciagurati nati e cresciuti come bamboccioni senza palle e senza un futuro che dovrebbero cercare e costruire e non attendere all'infinito.
I giovani sono la risorsa di un paese e non dovrebbero rappresentarne un gravissimo limite. Tranne nel caso italiano e in quello greco, dove erano tutti dipendenti pubblici ed andavano in pensione prima dei 50 anni. Ed ora, devono elemosinare il pane quotidiano da tutto il mondo. Volete fare quella fine? Siamo sulla strada giusta, siamo esattamente nel solco giusto.
L’OPPOSIZIONE SMETTA DI FARE STRATEGIA
Il Governo è andato sotto per un voto?
E chissenefrega!! Tremonti, Scajola? E chissenefrega!!
Nuova fiducia? VA BENE!!! NIENTE ALLARGAMENTI DELLA MAGGIORANZA E....
AVANTI CON LE RIFORME!!!
IN FRETTA!!!
Confessiamo la difficoltà a capire la strategia che sottintende alla richiesta di dimissioni del Governo da parte del Terzo Polo e del Pd con la complicità dell’Idv che è anche andata oltre avanzando la richiesta di elezioni anticipate. Come se queste forze politiche, che in passato non hanno certo brillato nelle loro performance al governo, sul piano dell’affidabilità, avessero la bacchetta magica per cambiare il difficile contesto nel quale ci troviamo ad operare. In realtà, la situazione economica negli Stati Uniti, con l’approvazione in extremis del piano anti-default, richiederebbero una maggiore coesione di tutte le forze politiche intorno al Governo.
Succede anche questo: Maroni li rimpatria, la sinistra lo denuncia
Che Maroni sia il miglior Ministro degli Interni da quando esiste lo Stato Repubblicano è fuor di dubbio ma che si arrivi a denunciarlo perche compie bene il suo dovere.. beh, c’è molta differenza. Sì! II ministro Maroni ha rim¬patriato gli immigrati e la sinistra lo ha denunciato. "Sequestro di persona" e "violazione dei diritti fondamentali": questi i reati ipotizzati in un esposto, alla Procura di Agrigento e in un ricor¬so alla Corte europea dei diritti dell'uomo an¬nunciati dall'Arci.
I legali dell'associa¬zione "ricreativa e cul¬turale" di estrema si¬nistra hanno ricevuto mandato di procedere per vie legali dopo aver raccolto la testimonian¬za di tre tunisini che, sbarcati illegalmente a Lampedusa, sono stati prima reclusi nel Cen¬tro di prima accoglienza e soccorso (Cpsa) sull'isola e poi ricondot¬ti in patria via mare. Le iniziative legali prendo¬no di mira proprio le operazioni di rimpatrio forzato, compiute secondo tale associazione su «navi-prigione» e in «condizioni disumane». Poco ci manca che il Viminale finisca accu¬sato di deportazioni pa¬ragonabili a quelle com¬piute da Stalin e dai nazisti. mI tre tunisini risultava¬no essere approdati a metà settembre a Lampedusa. Rinchiusi nel Cpsa sino agli scontri (provocati dagli stessi immigrati clandestini) che hanno provocato la distruzione del Centro, i nordafricani sono stati quindi trasferiti su na¬vi, come prevede la pro¬cedura seguita dal Vi¬minale dalla nomina di Maroni a ministro dell'Interno. Ma sulle navi che li riportavano in patria, accusa l’associazione, i tre migranti «sono stati sottoposti a trattamenti disumani e degradanti: stipati in cento per una settimana in un salone, costretti a dormire per terra. La possibilità di usufruire dei servizi igienici - prosegue l'Arci - veniva decisa dalle for¬ze dell'ordine che ac¬compagnavano i mi¬granti spintonandoli e minacciandoli con i manganelli. Trattati co¬me bestie, provocati e offesi da chi li sorve¬gliava, gli veniva dato da mangiare buttando il cibo a terra». Ma cari lettori che avete richiesto il mio parere, diciamocela tutta: le accuse mosse dall'Arci ci lasciano quanto meno perplessi. Al di là delle umiliazioni e delle sco¬modità del viaggio - tut¬te da accertare - stu¬pisce che questo sia du¬rato una settimana per coprire il breve tratto di mare che separa le co¬ste meridionali della Pe¬nisola dalla Tunisia. Mi sono informato presso organi del nostro Movimento e, l'impressione per tutti noi è che l'Arci si sia fatta por-tavoce delle accuse di alcuni migranti senza sottoporle ad alcuna ve¬rifica circa la loro fon¬datezza. Intanto il pol¬verone è già alzato. Cittadini di Peschiera, non c’è bisogno che ribadiamo certi concetti che con voi abbiamo già approfondito ai nostri gazebo o agli incontri periodici cui partecipate, e che affondiamo quindi il coltello nella piaga; è ben nota la simpatia dell'Arci e di altre associazioni o movimenti o partiti, per chi sceglie la strada dell'illegalità per entra¬re nel nostro Paese. Nel 2009 saltò fuori che al¬cuni clandestini, du¬rante la traversata del Mediterraneo verso la Sicilia, disponevano di telefoni satellitari e di numeri italiani da chiamare in caso di neces¬sità, fra i quali - guarda caso - il numero verde dell'Arci. Come mai? Chi aveva dato loro quel numero, e perché? Do¬mande che a due anni di distanza attendono ancora una risposta. Il mandato di Roberto Maroni è stato dal suo insediamento ad ora caratterizzato da un forte contrasto alla criminalità organizzata con leggi durissime (auspicate da Falcone, come ricordato anche dal Capo della Polizia Manganelli) e numerosissimi arresti e confische (con percentuali di crescita rispetto alla scorsa legislatura piuttosto imbarazzanti per il centrosinistra). Molti però, a prescindere che siano tra i sostenitori del centrosinistra in realtà pur se piccolo-borghesi come la nostra peschierese, dimostrano che al di là delle ideologie padane o di classe che siano, la lotta alla criminalità organizzata non deve avere colori e se un ministro agisce bene e in modo continuato contro le mafie, la criminalità che favorisce gli sbarchi clandestini va solo apprezzato (pur continuando a far notare gli errori o le incoerenze, come ad esempio alcuni aspetti della legge sulle intercettazioni). Lo capirà anche la sinistra che per fare opposizione a tutti i costi riuscì a votare no alle norme antimafia presenti nei decreti sicurezza, pur avendo la possibilità di astenersi? Chissà!
I legali dell'associa¬zione "ricreativa e cul¬turale" di estrema si¬nistra hanno ricevuto mandato di procedere per vie legali dopo aver raccolto la testimonian¬za di tre tunisini che, sbarcati illegalmente a Lampedusa, sono stati prima reclusi nel Cen¬tro di prima accoglienza e soccorso (Cpsa) sull'isola e poi ricondot¬ti in patria via mare. Le iniziative legali prendo¬no di mira proprio le operazioni di rimpatrio forzato, compiute secondo tale associazione su «navi-prigione» e in «condizioni disumane». Poco ci manca che il Viminale finisca accu¬sato di deportazioni pa¬ragonabili a quelle com¬piute da Stalin e dai nazisti. mI tre tunisini risultava¬no essere approdati a metà settembre a Lampedusa. Rinchiusi nel Cpsa sino agli scontri (provocati dagli stessi immigrati clandestini) che hanno provocato la distruzione del Centro, i nordafricani sono stati quindi trasferiti su na¬vi, come prevede la pro¬cedura seguita dal Vi¬minale dalla nomina di Maroni a ministro dell'Interno. Ma sulle navi che li riportavano in patria, accusa l’associazione, i tre migranti «sono stati sottoposti a trattamenti disumani e degradanti: stipati in cento per una settimana in un salone, costretti a dormire per terra. La possibilità di usufruire dei servizi igienici - prosegue l'Arci - veniva decisa dalle for¬ze dell'ordine che ac¬compagnavano i mi¬granti spintonandoli e minacciandoli con i manganelli. Trattati co¬me bestie, provocati e offesi da chi li sorve¬gliava, gli veniva dato da mangiare buttando il cibo a terra». Ma cari lettori che avete richiesto il mio parere, diciamocela tutta: le accuse mosse dall'Arci ci lasciano quanto meno perplessi. Al di là delle umiliazioni e delle sco¬modità del viaggio - tut¬te da accertare - stu¬pisce che questo sia du¬rato una settimana per coprire il breve tratto di mare che separa le co¬ste meridionali della Pe¬nisola dalla Tunisia. Mi sono informato presso organi del nostro Movimento e, l'impressione per tutti noi è che l'Arci si sia fatta por-tavoce delle accuse di alcuni migranti senza sottoporle ad alcuna ve¬rifica circa la loro fon¬datezza. Intanto il pol¬verone è già alzato. Cittadini di Peschiera, non c’è bisogno che ribadiamo certi concetti che con voi abbiamo già approfondito ai nostri gazebo o agli incontri periodici cui partecipate, e che affondiamo quindi il coltello nella piaga; è ben nota la simpatia dell'Arci e di altre associazioni o movimenti o partiti, per chi sceglie la strada dell'illegalità per entra¬re nel nostro Paese. Nel 2009 saltò fuori che al¬cuni clandestini, du¬rante la traversata del Mediterraneo verso la Sicilia, disponevano di telefoni satellitari e di numeri italiani da chiamare in caso di neces¬sità, fra i quali - guarda caso - il numero verde dell'Arci. Come mai? Chi aveva dato loro quel numero, e perché? Do¬mande che a due anni di distanza attendono ancora una risposta. Il mandato di Roberto Maroni è stato dal suo insediamento ad ora caratterizzato da un forte contrasto alla criminalità organizzata con leggi durissime (auspicate da Falcone, come ricordato anche dal Capo della Polizia Manganelli) e numerosissimi arresti e confische (con percentuali di crescita rispetto alla scorsa legislatura piuttosto imbarazzanti per il centrosinistra). Molti però, a prescindere che siano tra i sostenitori del centrosinistra in realtà pur se piccolo-borghesi come la nostra peschierese, dimostrano che al di là delle ideologie padane o di classe che siano, la lotta alla criminalità organizzata non deve avere colori e se un ministro agisce bene e in modo continuato contro le mafie, la criminalità che favorisce gli sbarchi clandestini va solo apprezzato (pur continuando a far notare gli errori o le incoerenze, come ad esempio alcuni aspetti della legge sulle intercettazioni). Lo capirà anche la sinistra che per fare opposizione a tutti i costi riuscì a votare no alle norme antimafia presenti nei decreti sicurezza, pur avendo la possibilità di astenersi? Chissà!
Inaccettabile divario sulle rette fra Nord e Sud
In merito alla ricerca effettuata da Federconsumatori sulle tasse universitarie, sono intervenuti il coordinatore del Movimento Universitario Padano (MUP) della Lombardia, Alberto Ribolla e il Presidente della I Commissione Bilancio in Regione, Fabrizio Cecchetti.
I dati resi noti da Federconsumatori nell’ambito del “Primo Rapporto Nazionale sui costi degli atenei italiani” dimostrano per l’ennesima volta che le preoccupazioni sollevate dalla Lega Nord e dal MUP sono concrete e necessitano di risposte reali. La ricerca evidenzia il grande divario esistente fra le rette delle università meridionali e quelle del Nord. Per citare qualche numero è possibile dire che gli atenei settentrionali sono più cari del 32% rispetto alla media nazionale; la percentuale può salire addirittura all’89% se rapportata con le tasse pagate al sud. L’importo medio delle rette pugliesi sulla fascia alta è infatti pari a 976,55 euro, mentre in Lombardia la cifra sale a 3.085,76 euro: una situazione di questo genere risulta insostenibile per gli studenti e le famiglie del Nord.
Oltre a tutto ciò non va scordato che le università meridionali, che certamente non brillano per efficienza, sono generalmente sovrafinanziate dallo Stato, mentre università come il Politecnico di Milano, riconosciute anche a livello europeo, sono costrette a forti tagli su servizi e attrezzature.
I parlamentari della Lega Nord, nonostante le resistenze di altri gruppi politici, hanno agito nella direzione di ridurre questo gap che penalizza e discrimina le regioni più produttive del Paese.
Purtroppo quanto evidenziato dal rapporto di Federconsumatori rappresenta solo una parte del problema. Gli studenti del Nord non soltanto sono costretti a pagare tasse universitarie nettamente più elevate rispetto a quelli del Sud, ma vengono anche discriminati per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi e l’attribuzione delle borse di studio. Queste sono le motivazioni per cui in Regione, nel Piano Regionale di Sviluppo approvato di recente, è stato fatto un richiamo esplicito al diritto allo studio per gli studenti lombardi. Attendiamo quindi la piena attuazione del federalismo fiscale e istituzionale che riteniamo essere gli unici strumenti capaci di mettere la parola fine alla disparità di trattamento che i nostri studenti sono costretti a subire.”
I dati resi noti da Federconsumatori nell’ambito del “Primo Rapporto Nazionale sui costi degli atenei italiani” dimostrano per l’ennesima volta che le preoccupazioni sollevate dalla Lega Nord e dal MUP sono concrete e necessitano di risposte reali. La ricerca evidenzia il grande divario esistente fra le rette delle università meridionali e quelle del Nord. Per citare qualche numero è possibile dire che gli atenei settentrionali sono più cari del 32% rispetto alla media nazionale; la percentuale può salire addirittura all’89% se rapportata con le tasse pagate al sud. L’importo medio delle rette pugliesi sulla fascia alta è infatti pari a 976,55 euro, mentre in Lombardia la cifra sale a 3.085,76 euro: una situazione di questo genere risulta insostenibile per gli studenti e le famiglie del Nord.
Oltre a tutto ciò non va scordato che le università meridionali, che certamente non brillano per efficienza, sono generalmente sovrafinanziate dallo Stato, mentre università come il Politecnico di Milano, riconosciute anche a livello europeo, sono costrette a forti tagli su servizi e attrezzature.
I parlamentari della Lega Nord, nonostante le resistenze di altri gruppi politici, hanno agito nella direzione di ridurre questo gap che penalizza e discrimina le regioni più produttive del Paese.
Purtroppo quanto evidenziato dal rapporto di Federconsumatori rappresenta solo una parte del problema. Gli studenti del Nord non soltanto sono costretti a pagare tasse universitarie nettamente più elevate rispetto a quelli del Sud, ma vengono anche discriminati per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi e l’attribuzione delle borse di studio. Queste sono le motivazioni per cui in Regione, nel Piano Regionale di Sviluppo approvato di recente, è stato fatto un richiamo esplicito al diritto allo studio per gli studenti lombardi. Attendiamo quindi la piena attuazione del federalismo fiscale e istituzionale che riteniamo essere gli unici strumenti capaci di mettere la parola fine alla disparità di trattamento che i nostri studenti sono costretti a subire.”
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