mercoledì 12 ottobre 2011

Succede anche questo: Maroni li rimpatria, la sinistra lo denuncia

Che Maroni sia il miglior Ministro degli Interni da quando esiste lo Stato Repubblicano è fuor di dubbio ma che si arrivi a denunciarlo perche compie bene il suo dovere.. beh, c’è molta differenza. Sì! II ministro Maroni ha rim¬patriato gli immigrati e la sinistra lo ha denunciato. "Sequestro di persona" e "violazione dei diritti fondamentali": questi i reati ipotizzati in un esposto, alla Procura di Agrigento e in un ricor¬so alla Corte europea dei diritti dell'uomo an¬nunciati dall'Arci.
I legali dell'associa¬zione "ricreativa e cul¬turale" di estrema si¬nistra hanno ricevuto mandato di procedere per vie legali dopo aver raccolto la testimonian¬za di tre tunisini che, sbarcati illegalmente a Lampedusa, sono stati prima reclusi nel Cen¬tro di prima accoglienza e soccorso (Cpsa) sull'isola e poi ricondot¬ti in patria via mare. Le iniziative legali prendo¬no di mira proprio le operazioni di rimpatrio forzato, compiute secondo tale associazione su «navi-prigione» e in «condizioni disumane». Poco ci manca che il Viminale finisca accu¬sato di deportazioni pa¬ragonabili a quelle com¬piute da Stalin e dai nazisti. mI tre tunisini risultava¬no essere approdati a metà settembre a Lampedusa. Rinchiusi nel Cpsa sino agli scontri (provocati dagli stessi immigrati clandestini) che hanno provocato la distruzione del Centro, i nordafricani sono stati quindi trasferiti su na¬vi, come prevede la pro¬cedura seguita dal Vi¬minale dalla nomina di Maroni a ministro dell'Interno. Ma sulle navi che li riportavano in patria, accusa l’associazione, i tre migranti «sono stati sottoposti a trattamenti disumani e degradanti: stipati in cento per una settimana in un salone, costretti a dormire per terra. La possibilità di usufruire dei servizi igienici - prosegue l'Arci - veniva decisa dalle for¬ze dell'ordine che ac¬compagnavano i mi¬granti spintonandoli e minacciandoli con i manganelli. Trattati co¬me bestie, provocati e offesi da chi li sorve¬gliava, gli veniva dato da mangiare buttando il cibo a terra». Ma cari lettori che avete richiesto il mio parere, diciamocela tutta: le accuse mosse dall'Arci ci lasciano quanto meno perplessi. Al di là delle umiliazioni e delle sco¬modità del viaggio - tut¬te da accertare - stu¬pisce che questo sia du¬rato una settimana per coprire il breve tratto di mare che separa le co¬ste meridionali della Pe¬nisola dalla Tunisia. Mi sono informato presso organi del nostro Movimento e, l'impressione per tutti noi è che l'Arci si sia fatta por-tavoce delle accuse di alcuni migranti senza sottoporle ad alcuna ve¬rifica circa la loro fon¬datezza. Intanto il pol¬verone è già alzato. Cittadini di Peschiera, non c’è bisogno che ribadiamo certi concetti che con voi abbiamo già approfondito ai nostri gazebo o agli incontri periodici cui partecipate, e che affondiamo quindi il coltello nella piaga; è ben nota la simpatia dell'Arci e di altre associazioni o movimenti o partiti, per chi sceglie la strada dell'illegalità per entra¬re nel nostro Paese. Nel 2009 saltò fuori che al¬cuni clandestini, du¬rante la traversata del Mediterraneo verso la Sicilia, disponevano di telefoni satellitari e di numeri italiani da chiamare in caso di neces¬sità, fra i quali - guarda caso - il numero verde dell'Arci. Come mai? Chi aveva dato loro quel numero, e perché? Do¬mande che a due anni di distanza attendono ancora una risposta. Il mandato di Roberto Maroni è stato dal suo insediamento ad ora caratterizzato da un forte contrasto alla criminalità organizzata con leggi durissime (auspicate da Falcone, come ricordato anche dal Capo della Polizia Manganelli) e numerosissimi arresti e confische (con percentuali di crescita rispetto alla scorsa legislatura piuttosto imbarazzanti per il centrosinistra). Molti però, a prescindere che siano tra i sostenitori del centrosinistra in realtà pur se piccolo-borghesi come la nostra peschierese, dimostrano che al di là delle ideologie padane o di classe che siano, la lotta alla criminalità organizzata non deve avere colori e se un ministro agisce bene e in modo continuato contro le mafie, la criminalità che favorisce gli sbarchi clandestini va solo apprezzato (pur continuando a far notare gli errori o le incoerenze, come ad esempio alcuni aspetti della legge sulle intercettazioni). Lo capirà anche la sinistra che per fare opposizione a tutti i costi riuscì a votare no alle norme antimafia presenti nei decreti sicurezza, pur avendo la possibilità di astenersi? Chissà!

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