lunedì 30 agosto 2010

INTERVISTA AL PRESIDENTE DAVIDE BONI

Davide Boni (Lega) ad Affaritaliani.it: “Bossi sindaco di Milano. E’ il nostro Ibra”
Lunedí 30.08.2010 12:15

"Bossi è il protagonista principale della politica italiana degli ultimi trent'anni. La sua candidatura a sindaco di Milano è simile all'arrivo di Ibrahimovoc al Milan. Non puoi far giocare Borriello, con tutto il rispetto che ho verso di lui. Tradotto: nutro grande stima per la Moratti ma è ancora tutto da decidere". Davide Boni (Lega), presidente del consiglio regionale della Lombardia, sceglie Affaritaliani.it per rilanciare la candidatura del Senatùr a sindaco di Milano. L'alleanza con l'Udc in Comune riproposta da Salvini? "Faccio fatica a pensarla. Le politiche dell'assessore Verga sulle case popolari non mi piacciono molto. Avrei voluto un leghista al suo posto".

Sia Formigoni che Podestà spingono affinché l'Udc rimanga in giunta a Milano nella prossima legislatura. La Lega è d'accordo?
"L'Udc è una forza di opposizione. Poi capisco che in vista delle Comunali si cerchi a tutti i costi di portare più gente possibile sotto l'egida della Moratti. Sta di fatto che è difficile andare d'accordo con un partito che a Roma fa una maniera e a Milano in un'altra. Alla fine però decidono Bossi e Berlusconi. Poi bisogna capire a chi ubbidiscono i rappresentanti dell'Udc: a Casini o a loro stessi?

Sarebbe a dire?
"La questione non riguarda l'uomo in sé, ma l'appartenenza di partito. In passato ho lavorato con Marcora, Quadrini e Scotti: persone simpaticissime di cui ho grande rispetto, ma appartengono a una formazione che non lavora per le riforme".

Non crede che il Pdl tenti questa alleanza per diminuire il peso della Lega al Pirellone ei Comune?
"Il Carroccio ha venti consiglieri, un grande vicepresidente della Regione, quattro assessori e il presidente del consiglio. Ci manca solo il presidente della Regione. I numeri sono questi. Pensare a delle scorciatoie non fa bene a nessuno".

Salvini ha detto che l'Udc in Comune ha lavorato bene e che si può pensare ad un'alleanza in vista del 2011...
"E' naturale che Matteo abbia un rapporto diverso con l'Udc. Ma al di là di tutto le politiche dell'assessore Verga sulle alle case popolari non mi piacciono molto,. Avrei voluto un leghista al suo posto. Comunque stimo tantissimo Matteo e se ha questa visione ci fideremo di lui. Ma alla fine sceglierà Bossi. Anche se dobbiamo fare attenzione a una cosa...".

Quale?
"I centristi hanno una capacità incredibile di moltiplicazione all'interno degli enti. Non vorrei che la posizione dell'Udc fosse di facciata pur di avere qualche poltrona in più".

Capitolo Comunali. Bossi è il vostro candidato?
"In nostro segretario federale è il protagonista principale della politica italiana degli ultimi trent'anni. La sua candidatura a sindaco di Milano è simile all'arrivo di Ibrahimovic al Milan. Non puoi fare giocare Borriello, con tutto il rispetto che ho verso di lui. Tradotto: nutro grande stima per la Moratti ma è ancora tutto da decidere".

La candidatura di Bossi non è un modo per ottenere il vostro reale obiettivo: quello del vice sindaco di Milano?
"Può essere. E' naturale che o il sindaco o il vice spetti alla Lega".

Salvini sarebbe un bon vice sindaco?
"Conosco Matteo da vent'anni. Ha una grande esperienza e fa parte di quella classe dirigente che può ricoprire questo ruolo".

Daniele Riosa

lunedì 23 agosto 2010

''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc

Sale la tensione tra i due partiti dopo il veto del Senatur e il ''trafficone'' all'indirizzo di Casini. I centristi intervengono con una nota: ''Gli insulti fanno capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere". Casini: ''Non corriamo il rischio di trovarci insieme''. Berlusconi: ''Prepariamoci al voto'' e, deciso, dice ai finiani: ''Non negoziabili i 5 punti programmatici''. Ed ha confermato le tesi che sottendono all'azione del suo governo a proposito della giustizia e della costituzione «materiale» che non deve permettere alcun tipo di ribaltone in Parlamento. In sintesi: o i punti programmatici avranno una congrua maggioranza, oppure sarà necessario andare alle urne.
Ma vediamoli questi 5 punti programmatici, punti chiave del programma di rilancio dell'azione di governo «da realizzare nei restanti tre anni della legislatura», sul quale «verrà chiesta la fiducia in Parlamento», elencati in un lungo documento di dieci pagine lette dal premier:

1- federalismo
2- riforma fiscale con riduzione della pressione fiscale complessiva e revisione delle imposte che «progressivamente diminuiranno»
3- piano per il Sud: rilancio dei lavori pubblici con il ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno-Reggio Calabria; banca del Sud per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali
4- giustizia: riforma complessiva della giustizia civile e penale con il "giusto processo", processi più veloci e separazione delle carriere dei magistrati; tutela giudiziaria per le alte cariche dello Stato; riforma costituzionale del Consiglio superiore della magistratura; approvazione «al più presto» del ddl intercettazioni, anche se, ha detto Berlusconi, «con questa legge il problema delle intercettazioni non si risolve affatto»
5-sicurezza: lotta «senza tregua» alla criminalità organizzata, proseguimento del dispiegamento dei militari nelle grandi città; respingimento degli immigrati illegali.

VOTO - Se su questo programma, «sul quale non accetteremo trattative come avvenuto in passato», il governo non otterrà la fiducia, Berlusconi ha detto di «essere pronto alle elezioni, anche a dicembre». Il presidente del Consiglio ha detto di attendersi «una maggioranza non risicata» sul documento e comunque di non temere le urne: «Se ci fossero le elezioni, l'alleanza Pdl-Lega otterrebbe un grande risultato con percentuali oltre il 50%». Se non c'è la maggioranza si può votare entro dicembre? gli è stato chiesto. «Assolutamente sì - ha risposto Berlusconi - . Ogni tempo in più sarebbe tempo perso, negativo per il Paese».

Certo i costi saranno notevoli ma non ci sarà altra scelta!!

Secondo noi però si arriverà a marzo 2011!

Al Sud evasione fiscale macroscopica, ma nessuno si muove

Leggo sul Sole di oggi un titolo che, in riferimento alla lotta all’evasione, recita “A Milano record di reati tributari”. Pertanto il lettore poco attento potrebbe essere indotto a pensare, come il titolo inequivocabilmente dichiara, che la maggior parte dell’evasione del nostro Paese alligni in Lombardia. Cosa che contrasta con realtà, come tutti gli studi più seri riconoscono. La verità è un’altra, e cioè che a Milano e in Lombardia la magistratura e la Finanza combattono l’evasione fiscale e quindi scovano gli evasori, mentre nelle regioni in cui l’evasione è elevatissima, come ad esempio in Calabria, nessuno fa niente. Questo fenomeno è una vera e propria attitudine sociale. Bisognerà che anche in altre parti del Paese le autorità preposte si diano da fare, di fronte a fenomeni macroscopici di evasione, a cominciare dall’abusivismo edilizio.

domenica 22 agosto 2010

IL FEDERALISMO SPAZZA VIA TASSE E FALSI INVALIDI!!

Il centralismo italiano preleva più soldi di quanto riceviamo rispetto a tedeschi e francesi Esplode intanto ancora al Sud il fenomeno pensioni d’invalidità: il 58% in più che al Nord..

più tasse meno servizi. Non è lo slogan paradossale partorito da un disegnatore satirico che vuole dileggiare la politica.
È l’amara realtà alla quale il sistema centralista ha condannato l’Italia.
Uno stato dell’arte certificato da uno studio della Cgia di Mestre, che palesa come il rapporto peso fiscaleprestazioni pubbliche, sia migliore in realtà storicamente federali come la Germania e persino in paesi “intermedi” come la Francia il cui sistema di autonomie si è solo recentemente ampliato.

Federalismo, Calderoli a Bagnasco: con la riforma nessuna disgregazione

Sul federalismo il Cardinal Bagnasco può stare tranquillo: la riforma che noi proponiamo e che stiamo realizzando è quella di un federalismo che storicamente ha unito quello che era diviso o ha impedito, attraverso la valorizzazione delle diversità, della responsabilità e della trasparenza, ineludibili processi di disgregazione. A suo tempo con il ministro Umberto Bossi abbiamo portato e illustrato allo stesso Cardinal Bagnasco la legge delega sul federalismo fiscale, mentre alla ripresa dei lavori chiederemo un nuovo incontro con lo stesso Presidente della Cei per presentare i decreti delegati di attuazione della legge delega, che rappresentano la vera ricchezza richiamata dal Cardinale e la soluzione sia della questione settentrionale che di quella meridionale. La mancata attuazione del federalismo, invece, porterebbe alla disgregazione e quindi a quel disvalore sempre da lui richiamato”. Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e


Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, sen. Roberto Calderoli .

mercoledì 4 agosto 2010

Scuola, Pittoni: test regionali contro le valutazioni "furbette"

«In un territorio così disomogeneo, la strada per non vedere discriminati i più bravi è la regionalizzazione. In particolare per quanto riguarda la selezione degli insegnanti, a contare non possono più essere i pezzi di carta, ma una approfondita valutazione del candidato, direttamente nel territorio ove intende avviare la propria attività professionale, a parità di condizioni con i candidati del posto». Questo il commento del senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, sugli ultimi dati della maturità, che evidenziano una mappa nell'"Italia dei cento e lode" sempre più sbilanciata verso Sud. Al primo posto assoluto c'è infatti la Puglia con 631 studenti d'eccellenza, mentre la prima posizione in percentuale è occupata dalla Calabria con 362 "lodi": ben il 2,1% sul totale dei diplomati, contro l'esiguo 0,5% della Lombardia, che con una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti vanta solo 256 "lodi". «E' evidente che nelle valutazioni qualcosa non va - aggiunge Pittoni-, Invalsi e studi europei arrivano a conclusioni opposte. Si tratta di una questione importante sulla quale non si può sorvolare. Come ha detto qualcuno, rischiamo "impatti devastanti sullo sviluppo economico-sociale". Come Lega Nord, per quanto riguarda la selezione degli insegnanti, ci siamo già mossi. Nell'articolato (ancora riservato) che abbiamo messo a punto sugli albi regionali dei docenti, non varrà più la valutazione, spesso "extra-large", spuntata sul proprio territorio. Si verrà valutati nella regione di arrivo, sottoponendosi a quello che abbiamo chiamato "test di preparazione", a parità di condizioni con i locali. La graduatoria per l'assegnazione delle cattedre verrà stilata sommando i punti del test a quelli del successivo concorso. Qui sta la differenza: la Lega chiede parità di condizioni nella valutazione dei candidati all'insegnamento, cosa che a livello nazionale - nonostante innumerevoli tentativi - non si è mai riusciti a ottenere. La nostra proposta anticipa quello che già avviene nei Paesi più avanzati, dove il titolo di studio non ha valore legale e si trova spazio in rapporto al livello concreto di preparazione. Il sistema attuale, avvantaggiando chi può contare su supervalutazioni, ha di fatto precluso l'accesso a tanti potenziali bravi insegnanti, originari magari di quelle zone disagiate di montagna da dove scappa appena possibile chi non ha legami con il territorio, generando un turnover che sfiora ormai il 100%. Gli albi regionali - conclude Pittoni - possono garantire maggiore continuità didattica, oltre a un adeguato livello qualitativo conseguente allo smascheramento dei "furbetti"».
4 agosto 2010

Piano anti-mafia, grazie a Maroni più forti contro la criminalità

"Il piano straordinario contro le mafie che abbiamo approvato è la dimostrazione che questo Governo lavora senza sosta nel contrasto alla criminalità organizzata attraverso la realizzazione di supporti e strumenti efficaci e sempre più adeguati a disposizione della magistratura e delle forze dell'ordine". Lo dichiara Federico Bricolo commentando il piano antimafia approvato dall'Aula di Palazzo Madama. "Un ringraziamento particolare - prosegue Bricolo - va al ministro Roberto Maroni che con questo provvedimento pone un ulteriore tassello nella strategia complessiva nella lotta alla criminalità di stampo mafioso. Il piano si collega all'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia perché fornisce al Governo la possibilità di scrivere e rivedere le misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare - dice il capogruppo leghista al Senato - il provvedimento agisce con una stretta delle regole per la confisca dei beni, che è uno degli ambiti più efficaci insieme con gli arresti dei latitanti per combattere la criminalità organizzata".
3 agosto 2010