domenica 29 luglio 2012

Intervento approvazione PGT consiglio Comunale 27/7/ 2012



Approviamo oggi il Piano di Governo del Territorio modificato sulla base delle osservazioni. “Questo Piano nasce dall’ascolto della città: abbiamo definito il disegno urbanistico della Peschiera Borromeo dei prossimi anni a partire dalla considerazione delle tante osservazioni presentate da cittadini, associazioni, operatori, ecc.
I punti più rilevanti contenuti nel Pgt, sono senza dubbio aver pensato ad una città come bene comune, con diminuzione delle possibilità di edificazione, più servizi accreditati e convenzionati, maggiore tutela per la nostra grande area verde con nessuna possibilità di costruire nel Parco Agricolo Sud Milano, le nostre cascine inserite nel patrimonio storico-rurale, riduzione del traffico su quattro ruote, rilancio della mobilità ciclabile, rafforzamento della rete del trasporto pubblico.
Questo PGT è l’orizzonte politico e culturale adottato dal nostro Comune per riformare il governo della città e rilanciarne lo sviluppo civile, economico, sociale e ambientale.  Il lavoro compiuto sul Pgt si ispira a questo profilo, tiene conto della difficile condizione economica, trattata dal consigliere Grosso e che mi vede perfettamente d’accordo, cerca di porre rimedio alle numerose ferite da tempo aperte nel corpo della ns. città da parte di chi ci ha preceduto.
In questa prospettiva, la trasformazione e lo sviluppo urbano sono espressione di una concezione alta della regia pubblica: non ideologica, ma realistica e perciò sobria, ispirata unicamente al conseguimento dell’interesse generale della comunità. Una regia capace di generare e di condividere una visione moderna e aperta della città, e nel contempo di confrontarsi con i mutamenti già in corso e con le istanze più urgenti, sia di piccola che di grande scala.  Il lavoro è stato sostenuto da una fase di ascolto che si è articolata in una fitta serie di incontri pubblici nelle frazioni, rivolti a tutti: dalle istituzioni e operatori di associazioni (ambientaliste, sindacali, professionali, culturali). Questi incontri hanno costituito un'importante occasione per individuare la praticabilità delle soluzioni e delle scelte che emergevano dalla lettura delle osservazioni alcune accolte e che porteranno minimi cambiamenti relativamente alla superficie territoriale complessiva degli ambiti di trasformazione individuati, ma principalmente sono afferenti a cambi di destinazione d’uso.
Adottato  il 27 febbraio, il ns. PGT è stato discusso ampiamente ‘stasera per la sua approvazione, ricordiamolo, è lo strumento urbanistico più importante che definirà l'assetto futuro della nostra città.
Rendere Peschiera più vivibile, tenendo fuori dai confini cittadini il traffico di attraversamento che crea ingorghi e problemi, collegando le frazioni con mezzi pubblici più efficienti e puntando sui servizi di qualità. E' l'impegno che il ns. PGT si assume con tutti noi cittadini. Tante le novità, ma la più importante è la creazione di una città davvero sostenibile attraverso la definizione di servizi importanti e centrali per la qualità della vita di tutti noi cittadini - come l'ampliamento del Centro Sportivo Borsellino, la costruzione di scuola materna  san Bovio, una struttura per i disabili, la riqualificazione delle strade, un polo scolastico e tanto altro ancora - che renderanno Peschiera una città con una qualità della vita ancora più alta, dove i servizi saranno a portata di mano e a misura di cittadini. Sarà un Pgt in controtendenza quello abbiamo voluto per la nostra città e che segnerà un nuovo passo per tutti noi. Non costruiremo case e quartieri, non ci saranno colate di cemento e il Parco Agricolo Sud Milano, che è un vero e proprio gioiello ambientale, verrà tutelato per consegnare alle generazioni future un patrimonio verde di pregio. È inutile nascondere che quello che il Paese intero sta attraversando è un momento difficile, di grandi sacrifici economici e rinunce, ma abbiamo voluto puntare sull'abbattimento dei costi della macchina amministrativa, spendendo bene e senza sprechi le risorse che abbiamo a disposizione. Il primo impegno , ci è stato detto dal sindaco, sarà il miglioramento della viabilità, per rendere gli spostamenti più funzionali e per collegare anche le frazioni più lontane con mezzi pubblici diretti ai servizi comunali più importanti. Finalmente, sarà più comodo raggiungere con gli autobus la metropolitana di San Donato, la futura M4 di Linate e la linea Atm che arriva da Milano e attraversa la dorsale centrale di Peschiera. La strada provinciale 160 verrà valutata nelle sue modifiche proprio in quest'ottica: non per dare spazio a nuove costruzioni, ma per non tagliare fuori San Bovio dalla rete di collegamento dei mezzi pubblici che realizzeremo in tutte le frazioni di Peschiera. Il traffico di attraversamento, quello che da troppi anni porta sotto le nostre case lunghe code nelle ore di punta e inquinamento, verrà dirottato all'esterno della città. Proteggeremo la vivibilità delle frazioni con zone a traffico limitato e telecamere intelligenti per mantenere alta la soglia di sicurezza di strade e quartieri. Sogniamo una città bella e accogliente ed è per questo che abbiamo invertito la rotta.

venerdì 27 luglio 2012


"Quando Regione Lombardia alza la testa e dice a Roma 'adesso basta, ci auto gestiamo i tagli e ci mettiamo a lavoro con Piemonte e Veneto', per la Lega, e' un discorso che fila e va avanti",
ha detto Salvini al termine dell'incontro di stamane tra una delegazione della Lega Nord (guidata dal segretario federale, Roberto Maroni e composta dal segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, dal vice governatore, Andrea Gibelli, e dal capogruppo leghista in consiglio regionale lombardo, Stefano Galli) e il governatore lombardo, che a sua volta ha assicurato: "Abbiamo messo a punto politiche innovative per lavoro, welfare e sanità"
 
 se vuoi approfondire.. segui il linK : http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/07/27/750040-formigoni_lega_avanti_uniti.shtml
 
 
 

Intervento e dichiarazione di voto in Consiglio Comunale del 26/7/2012


 PII BELLARIA: annullamento parziale
Che dire.... anche per noi il secondo lotto, il 40%,  del Piano integrato di intervento di Bellaria non deve essere edificato. Siamo qui in Consiglio Comunale, e con questa delibera di annullamento si è riaperto nuovamente, in realtà mai chiuso, il caso delle costruzioni nella nostra frazione di Bellaria al confine con la Mapei, e, nuovamente, così come lo abbiamo  ascoltato dal nostro Sindaco, anche noi ribadiamo la nostra ostilità a tale progetto. Il Piano integrato di intervento, ormai tutti lo sanno, è un gigantesco insediamento che comprende oltre 500 abitazioni - che avrebbero dovuto essere  mitigate ma la Mapei questo non lo sapeva,.... e opere di pubblica utilità, come una scuola materna e un parco pubblico cittadino proprio a ridosso  del confine dell’azienda chimica, vogliamo ricordarcelo, classificata a rischio Seveso 2. Ma... signori questo anche a noi non sembra normale perchè..... Bisognava intervenire prima di iniziare a costruire A volere, a trasformare con  sollecitudine la destinazione dell'area che ha avuto una notevole rivalutazione in quattrini, e ad iniziare le costruzioni è  stata ce lo siamo detto e ridetto, la passata giunta di centro sinistra. Ecco, noi consiglieri siamo chiamati, ci si chiede di votare per l’annullamento parziale del PII di Bellaria: un passo dovuto per la tutela di chi ormai già ci abita e ivi abiterà, verso l’annullamento del progetto del parco e della grande scuola materna, due strutture, lo ripeto,  che pongono un rilevantissimo problema di salute pubblica. I tecnici e il responsabile di settore, hanno fatto una analisi dettagliata, minuziosa e le loro conclusioni sono svincolate da qualsiasi valutazione politica: hanno valutato che in quell’area non ci sono gli elementi perché sorgano una scuola materna e un parco pubblico. E pur se qualcuno sostiene di avere tutte le carte in regola, tanto dal punto di vista delle garanzie sulla soglia di inquinamento acustico, quanto da quello della sicurezza nel caso di un incidente alla Mapei, lo abbiamo sentito…non è così!!  Per quel che riguarda la soglia di rumore, abbiamo tutti letto nella relazione, nel 2007, quando tutto è cominciato i risultati dei rilievi acustici erano ben  già sopra la media consentita: 55 decibel invece di 45. Sembra poi, dico sembra perché non ce n’è traccia, che ci fosse un accordo verbale tra i costruttori e la società Mapei affinché l’azienda chimica si impegnasse a schermare alcune cabine così da abbassare la soglia di rumore. Ripeto, … sarebbe stato, …. se c’è stato, un accordo verbale. Ma…. chiediamocelo, ponetevi la domanda persone del pubblico in sala e a casa per chi ci sta seguendo… voi avreste cominciato a costruire quel numero di appartamenti solo sulla base di un accordo verbale? Non avreste pensato che si sarebbe dovuti intervenire prima, con un piano di mitigazione! Inoltre ce lo siamo domandati tutti….spero… in caso di incidenti rilevanti, ci sono delle garanzie? Ebbene pare proprio di NO!! Perché, secondo i rilievi del CTR, il Comitato tecnico regionale se ci dovesse essere un’esplosione, questo scoppio coinvolgerebbe  il parco. E non solo: è già stato detto, che nel 1997 la Regione aveva stabilito che quel terreno fosse agricolo e non residenziale, e neppure commerciale. Poi, nel 2004, la giunta e il  sindaco di allora (era la Giunta Malinverno), la rese edificabile per un volume di 85mila metri quadri quindi, nel 2007, la giunta successiva, la rese ulteriormente edificabile per un volume di 126mila metri quadri. L’operatore (IdeAFimit), nei suoi ricorsi al Tar, parla di «palese capovolgimento logico» e accusa l’Amministrazione di voler mettere in cattiva luce la precedente Giunta accanendosi contro chi subisce l’inquinamento, cioè contro gli edificatori, invece che contro chi lo produce, ossia Mapei. E il Tar pare ne abbia accolto in parte le ragioni non ostacolando di fatto la ripresa dei lavori.  Ma siamo d’accordo con il Sindaco perché il Tar non dà torto al Comune ma gli impone di pronunciarsi in maniera definitiva sulla sospensione dei lavori entro 90 giorni. E così siamo qui oggi e sarà. Stiamo parlando di un problema serio, pertanto si sta procedendo, nei termini richiesti all’annullamento dei permessi sul parco e sulla scuola materna perché in quel posto lì non ci possono stare, per la sicurezza, per la tutela di chi avrebbe dovuto frequentare l’uno e l’altro. L'ho già detto ma lo ripeto, i costruttori devono capire e realizzare opere di mitigazione perché ne va della salute e della qualità di vita di chi vi risiederà, di chi già ci abita. Nessuno pero, tranne un mio accenno nel passato Consiglio ha accennato alla speculazione legata alla realizzazione dei box sotterranei (mi riferisco alla legge regionale Tognoli (I Parcheggi Tognoli sono quelli  regolati dall’omonima legge del 1989  nella quale si impone un legame tra il posto auto o box e l’appartamento. Per capirci meglio, sono tutti quei box che possono essere costruiti all’interno del cortile, o interrati, del condominio, e pare invece che in quel luogo li si conceda in diritto di proprietà perpetua, con grave danno erariale per le finanze dell’ amministrazione pubblica.)  Questi sono solo alcuni esempi. Recentemente è arrivata in Comune anche una lettera anonima – ci è stato detto - molto, molto inquietante e circostanziata, che se i fatti riportati fossero veri, aprirebbe nuovi scenari su questa vicenda di Bellaria. Anche stamattina ci è pervenuta urgente inviata via telefax e a firma presidente dell’assemblea dei quotisti del fondo Atlantic 6, che mette fortemente a disagio perché tenta di intimidire questo consiglio volendo interferire con le attività della stessa Amministrazione. A  questo  punto, una classe politica seria e responsabile non deve fare altro che aspettare il risultato di queste indagini della Procura e le decisioni del Tar. Smettendo di sollevare disordini che avrebbero come risultato quello di confondere i cittadini e ostacolare l’accertamento della verità!
Non si può tollerare! Inoltre, lo abbiamo sentito, o letto, il Tar ha respinto  la richiesta di risarcimento danni di 20 milioni di € avanzata dai costruttori ma attenzione qui si mette in discussione anche la lievitazione delle volumetrie che tale progetto ha subito nel corso di pochi anni: ce lo ricordiamo o no che le palazzine avrebbero dovute essere di 5 piani? E poi, grazie all’approvazione dell’esecutivo della Giunta precedente, si è arrivati a 7 piani, nessuno, pur se qualcuno ha tentato di spiegarcelo in maniera confusa, riesce a farcelo capire, nessuno ce lo dice, concedendo agli operatori un bonus volumetrico per arrivare fino a 8 piani! I cittadini, quelli semplici,  vogliono saperlo.  E.. il tutto approvato in Giunta senza alcun passaggio in Consiglio Comunale. Vedremo cosa risponderà la Procura della Repubblica a seguito dell’esposto proprio in merito a questo ultimo aspetto. Il Politecnico intanto su incarico del Comune ha redatto uno studio particolareggiato sulla criticità di tale area a partire dall’inquinamento acustico sul lato Paullese che abbiamo potuto valutare nei risultati poco fa’.

DICHIARAZIONE DI VOTO
Grazie presidente.
Concordo con l’onestà del collega Brunet: interpellati i cittadini, di qualunque estrazione o orientamento politico, hanno definito obbrobrio e speculazione quell’insediamento.
Ringrazio e non condivido l’ordinaria lezione di geometria della consigliera  Colombo circa i volumi in quella lievitazione ma… sono ben altre le motivazioni e spiegazione che vorremmo!!
Della lettera anonima, io non l’ho letta, ma leggo i giornali locali quando intravedo qualcosa che non sia spazzatura, se pur satinata e …. qui l’ho sentito come tutti noi questa sera!
Tutto quanto gira intorno al Pii di Bellaria sta mostrando in modo inequivocabile, che su  questo Piano d’intervento (ma ci viene il dubbio, forse, anche in altri) la passata amministrazione non certo ideologicamente vicina alla nostra, ha dato il massimo di se stessa nell’ organizzare e approvare tutta una serie di atti amministrativi, quasi tutti da chiarire e dei quali si stanno interessando il Tar e la Procura della Repubblica.
L’ho anticipato ma comunque, ci tengo a ribadirlo, a rimarcarlo: il sindaco Falletta non sta  prendendo posizione contro la passata giunta prendendo come capro espiatorio l’operatore per una sua rivincita, per mera battaglia politica; il sindaco è l’istituzione, crede che i suoi cittadini debbano essere tutelati e protetti.
Un'area agricola mai dismessa la si è trasformata in residenziale, accanto a una azienda ad alto rischio rilevante. Forse per questo motivo, prima di approvare il Pii, non è stata fatta neppure la VAS; magari, si sarebbe capito subito che quell'area non poteva essere trasformata da agricola in residenziale.

Questa è l’unica cosa che conta per noi che voteremo a favore di questo annullamento parziale. (d.facchi)

I Comuni hanno sempre meno soldi e dovremo tagliare sanità, assistenza sociale e trasporto pubblico.

Ciambetti “Ci trattano come fossimo una colonia: con la nuova spending review le nostre imprese perdono il 10,71 per cento dei compensi Iva, i Comuni hanno sempre meno soldi e dovremo tagliare sanità, assistenza sociale e trasporto pubblico. Vince il regno delle cicale, stanno arrivando le locuste”


“Ci trattano come se fossimo una colonia. Vince il regno delle cicale: siamo davanti alla locuste dell’abisso” Le notizie che arrivano dalla Commissione Bilancio del Senato secondo l'assessore regionale del Veneto al Bilancio Roberto Ciambetti "aprono una stagione drammatica, appunto quella delle locuste che assaltano le finanze del Veneto, impoveriscono i Comuni come i cittadini e piegano le nostre imprese - ha detto Ciambetti - Ci trattano come solo i peggiori colonialismi e come il più' infame imperialismo hanno fatto: a Monti e soci non interessa nulla del destino del Veneto, delle nostre imprese e della nostra gente e pur di sopravvivere loro e far sopravvivere le terre di mafia, 'ndrangheta e camorra, ci sottraggono quelle risorse che ci permetterebbero di rimanere nell'Europa dell'Euro forte. I tagli ai nostri Comuni, gli aggravi che i cittadini dovranno pagare, la diminuzione verticale di assistenza sociale e di servizi ad iniziare dal Trasporto pubblico locale - ha continuato Ciambetti - sono il pizzo che andiamo a pagare alle cavallette del ventunesimo secolo. Veniamo defraudati con la complicità di quelle forze politiche che scendono a patti con le Mafie, che, da sinistra a destra, danno vita al partito del sacco del Nord e dello spreco e ingiustizia al sud, che collaborazionisti anche veneti prendono dalle nostre tasche per gli sprechi del sud. I dati parlano chiaro anche se non sono affatto chiari, anzi rimangono avvolti nel mistero, i meccanismi con cui lo stato ha fatto i calcoli: è da giovedì mattina che chiedo a Roma al ministero, alla Commissione Bilancio del senato, ai tecnici vari, quale sia il criterio applicato, la logica usata, la ‘ratio’ nella redistribuzione di 800 milioni ottenuti diminuendo per 300 milioni i finanziamenti ai Comuni virtuosi e per 500 milioni i rimborsi che lo stato deve alle aziende. Nessuno sa darmi una spiegazione - ha sottolineato con forza Ciambetti – e allora viene da pensare il peggio possibile. Con le nuove modifiche fatte alla spending review in base alla ripartizione, calcolata appunto con criteri da misteri dei ministeri, degli 800 milioni come margine aggiuntivo di spese sul Patto di stabilità a noi veneti viene riconosciuto solo il 3,26%, mentre le nostre imprese perdono, in termini di minori compensazioni Iva, qualcosa proporzionalmente come il 10,71 (circa 50 milioni sui 500 spostati) e secca è anche la perdita per i Comuni, che si vedono decurtati i finanziamenti. Come regione siamo al secondo posto come contribuenti dopo la Lombardia, siamo al quinto posto in Italia per dimensione demografica, la popolazione straniera, alla quale garantiamo servizi e assistenza, da noi assomma a circa 500 mila unità, più degli abitati dell’intero Molise, contribuiamo a oltre il 10 per cento del Pil nazionale e abbiamo un residuo fiscale di migliaia di € pro-capite: cosa vogliono di più da noi le locuste dell’abisso? I cittadini – ha concluso Ciambetti – devono capire che stiamo pagando soldi veri tutti, paghiamo un pizzo incredibile: qui non è che la Regione prende meno, qui la Regione rischia di tagliare la sanità, l’assistenza sociale, il trasporto pubblico, tutte cose per le quali i cittadini dobvranno poagare di più. Pagare di più guadagnando meno, q1uesto è quello che ci attende. Le aziende che perdono i rimborsi Iva, perdono soldi veri, come perdono soldi veri i Comuni che dovranno tagliare i servizi. Si tratta di perdite secce, imposte dal governo, approvate dai partiti romanocentrici, per salvare i conti delle terre di ‘ndrangheta, camorra e mafia. Locuste o colonialisti, vogliono metterci in ginocchio”

Immigrazione: Maroni, sanatoria per 400mila? Sara' guerra totale

ROMA, 27 LUG ''Sanatoria per 400.000 clandestini? No Grazie. Guerra totale contro questo ennesimo atto criminale del governo. Prima Il Nord!''.
Lo scrive Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, sulla sua pagina
Facebook.



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Dozzo a Schifani: rifarsi alla sovranità popolare non è mai irresponsabile

“Credo che sia poco istituzionale che la seconda carica dello Stato giudichi irresponsabile chi chiede semplicemente che si torni al più presto al rispetto della volontà popolare e al ripristino di una normale democrazia in cui siano gli elettori, e non altri, a decidere da chi essere governati”.
 
Lo afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo, che replica alle affermazioni del Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani.
  
“Già da tempo – continua Dozzo – il presidente della Camera confonde il suo ruolo istituzionale con quello più squisitamente politico e partitico e ci spiacerebbe constatare che anche il suo omologo al Senato si lasci andare a comportamenti e dichiarazioni poco consone al delicato ed imparziale ruolo che ricopre”.

venerdì 20 luglio 2012

Test invalsi, il Nord stacca il Sud

La relazione dei tecnici del ministero dell'Istruzione: le regioni settentrionali sopra la media, quelle meridionali sotto


IL sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero, al di sotto della linea rossa.



Per la verità alcune regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata e Puglia) sono riuscite a risalire parzialmente la china. Ma nel complesso la macchina non sembra proprio nelle condizioni di colmare le differenze socio-economiche-culturali delle diverse aree del paese. Anzi, le accentua man mano che la carriera scolastica degli alunni si dipana. I test sondano la preparazione degli alunni di seconda e quinta elementare, di prima e terza media e degli studenti del secondo anno delle scuole superiori.

In Italiano, in seconda elementare, tutte le aree geografiche italiane (Nord-Est, Nord-Ovest, centro, Sud, Isole) sono abbastanza vicine. Posta a 200 punti la media nazionale, gli alunni delle regioni settentrionali si collocano sopra la media: 204 punti per quelle del Nord-Ovest e 201 per le regioni poste a Nord-est). Anche i piccoli delle regioni centrali sono ben piazzati (204 punti) mentre i piccoli meridionali arrancano: 196 punti per quelli del Sud e 195 per i bambini delle due isole maggiori. Divario che è quasi nullo in Matematica: 199 e 198 punti rispettivamente per le regioni del Nord-Est e del Nord-Ovest, 202 per quelle centrali e del Sud, e 198 per i piccoli delle isole.

Una forbice che cresce in Italiano se si analizzano i risultati degli alunni più grandi e che assume proporzioni consistenti per gli studenti delle seconde classi delle scuole superiori. Che al Nord, sempre con la media nazionale posta a quota 200, raggiungono 211 punti, lasciando indietro tutti: 197 per gli studenti di Toscana, Lazio, Umbria e Marche, 194 per i ragazzi delle regioni meridionali e addirittura 185 punti per quelli di Sicilia e Sardegna. Mentre in seconda elementare il divario tra Nord e Sud è di 9 punti, dopo otto anni si è dilatato a 26 punti. "In altri termini - sottolinea il rapporto - l'operare del sistema scolastico non sembra in grado di contrastare tali divari, che risultano anzi acuiti col progredire della carriera scolastica degli alunni".

Eppure, nell'ultimo triennio le regioni meridionali hanno recuperato qualcosa, ma evidentemente non basta. Per viale Trastevere, quella pubblicata oggi "è una fotografia accurata della scuola italiana e, più in particolare, dei livelli di apprendimento raggiunti dagli studenti nella comprensione della lettura e nella matematica, quella che emerge dai primi risultati delle prove Invalsi 2012. Dati che confermano, almeno in parte, quanto già emerso nelle rilevazioni degli anni precedenti, con le regioni del Nord che registrano risultati migliori rispetto al Mezzogiorno. Anche se non mancano al Sud regioni come Puglia, Abruzzo e Basilicata che presentano risultati decisamente incoraggianti".

Il monitoraggio ha coinvolto 2 milioni e 900 mila alunni italiani di 141 mila classi. Lo scopo dichiarato "è quello di migliorare e rendere più omogenea la qualità della scuola italiana, elaborando valutazioni oggettive e mettendo a disposizione delle istituzioni e delle singole scuole i risultati. In particolare, nel caso dei singoli istituti, questo meccanismo dà la possibilità di avviare processi di valutazione e autovalutazione, individuando sia gli elementi positivi da conservare, sia quelli negativi sui quali intervenire per risolverli", si legge nella nota diramata dal ministero.

Ma per il Pd le cose stanno diversamente. "Anche quest'anno - commenta Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd - le prove Invalsi certificano che i cronici divari nord-sud del paese nascono già sui banchi di scuola. Per questo non ci stanchiamo di ricordare che ciò dipende dalla cronica mancanza di servizi educativi di qualità dalla tenera età che affligge il mezzogiorno del paese. Tutto ciò che un bambino non apprende da zero a sei anni, non lo apprenderà più nella vita". Ma non solo. "E quello svantaggio educativo rispetto al coetaneo del nord - secondo la Puglisi - il bambino del sud se lo porterà come un macigno sulle spalle per tutto il proprio percorso scolastico. La scuola - conclude - ha urgente bisogno di investimenti, per zone di educazione prioritaria, che non sono solo il sud, ma anche le periferie delle grandi città del nord e le zone economicamente depresse, per ricostruire un'Italia unita e dare nuovo impulso allo sviluppo"

martedì 17 luglio 2012

Borghezio: “Noi chiusi ai gay? Per niente. La Lega deve essere aperta a tutti."


Gay, Borghezio: “La Lega apra alle associazioni omosex”

(IRIS) ROMA 16 LUG – “Noi chiusi ai gay? Per niente. La Lega deve essere aperta a tutti, anche agli omosessuali e alle loro associazioni. Non abbiamo preclusioni per nessuno, men che meno per loro. Pensi che ci sono anche i leghisti comunisti, lontanissimi dal mio modo di pensare, ma che comunque hanno diritto di cittadinanza nella Lega”.

Lo ha dichiarato l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio, ospite di una puntata del programma televisivo “KlausCondicio”, in onda su You Tube (www.youtube.com/klauscondicio).

E, alla domanda di Klaus Davi “Sarebbe favorevole alla ricostituzione di Los Padanos?”, Borghezio ha risposto: “Che si tratti di Los Padanos o di altre associazioni di gay leghisti, non avrei nessun pregiudizio. In linea di principio, qualunque associazione che parta dalla nostra identità e rivendichi l’orgoglio di appartenenza alla civiltà padana, anche se lo fa in nome di una minoranza, ha ragion d’essere, quindi c’è spazio per tutti. Contrariamente all’immagine di xenofobi, intolleranti e persecutori delle minoranze che la politica ha voluto darci, noi leghisti rappresentiamo invece l’anima profonda di un popolo che accoglie tutti quelli che rispettano il nostro territorio, le nostre tradizioni, il nostro modo di vita e, quindi, ovviamente rispettiamo a nostra volta tutte le minoranze, non solo sessuali, ma anche religiose, etniche e culturali. Direi che questa cultura del rispetto degli altri è una delle caratteristiche più profonde della Padania”.

Punti salienti conferenza stampa di Roberto Maroni

Maroni: conclusa la Segreteria politica, oggi ci siamo occupati di questioni organizzative e alcune questioni rilevanti: legge elettorale, province e spending review.

- Siamo d'accordo con i tagli, ma non con i tagli lineari. Basti pensare ai dati dei dipendenti pubblici in Sicilia a confronto con la Lombardia.

- Taglio dell'IRES di 15 punti per le piccole e medie imprese

- Le banche non possono avere soldi in prestito all'1% ed investire al 2% per patrimonializzarsi. Soldi alle imprese.

- Se il governo vuole tagliare le Province, tagli in egual misura le Prefetture.

- Sulla legge elettorale, noi proponiamo la preferenza, e il premio di maggioranza che noi chiamiamo premio di governabilità. Inoltre, noi proponiamo lo sbarramento.

Vogliamo portare con la legge elettorale chiarezza e semplicità facendo perno sul principio che le maggioranze si scelgono prima e non dopo, l'elettorato deciderà quindi il premier e la maggioranza.

Proponiamo lo sbarramento, nella legge elettorale, al 4% nazionale alla Camera e del 6% al Senato. Questo vale per tutte le forze politiche, anche quelle che si presentano in coalizione.

- Sulle alleanze, Berlusconi o meno, sono in fondo alla mia agenda delle cose da fare. Ora, La Lega lavora per gli stati generali del Nord. Il nostro obbiettivo è diventare il partito egemone del Nord.

- Sulla crisi economica noi proponiamo per prima cosa la compensazione tra debiti e crediti fiscali, e il taglio di 15 punti dell'ires. Inoltre, le banche che non usano il denaro ricevuto dalla Bce per dare credito alle piccole e medie imprese devono essere commissariate.

- Abbiamo proposto, per le grandi riforme costituzionali, il Senato federale, l'elezione diretta del presidente della repubblica e la riduzione sostanziale del numero dei parlamentari. La riforma è in discussione al Senato, e se c'è la volontà politica, si può approvare in tempi rapidi, ben prima della fine della legislatura.

SVILUPPO: LEGA, RISORSE UE DEVONO ANDARE AL NORD


(ANSA) - ROMA, 16 LUG - 'Le risorse per i piani di industrializzazione e sviluppo devono essere investite nelle zone produttive del Paese. C'è una condizione di grave crisi che sta colpendo le imprese del Nord e il governo è fermo a una logica burocratica e matematica degli investimenti per cui l'85 per cento dei fondi Ue non può essere destinato a quei comparti produttivi del Nord che oggi stanno scomparendo'.

Lo scrivono in una nota congiunta i deputati della Lega Nord, Maurizio Fugatti, Gianni Fava e Jonny Crosio, intervenuti durante la discussione sul decreto Sviluppo nelle commissione riunite Finanze e Attività produttive.

'Il Sud non ha le risorse e le capacità per sfruttare quei fondi, per cui - sottolineano - è necessario capire quali sono le moralita' inadeguate a gestire determinate risorse e quali, invece, quelle amministrazioni virtuose adatte a ripartire gli investimenti in maniera opportuna e trasparente'

Governo: Dozzo (Lega Nord), intensificare opposizione a Monti



(ASCA) - Roma, 16 lug - ''Da qui alla fine della Legislatura, Pd e Pdl saranno sempre più impegnati a dirimere le beghe interne che non ad occuparsi dei provvedimenti che vara il Governo, il quale sarà lasciato ancora di più libero ed indisturbato di fare ciò che vuole. Ragion per cui la Lega Nord deve intensificare la propria opposizione a Monti''. Lo afferma, in una nota, il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo.
Gli altri partiti, aggiunge, ''sono distratti, stanno già pensando alla campagna elettorale, Monti lo sa e ne approfittera' per adottare misure ancora piu' dure, ma recessive ed inefficaci, di quanto gia' non abbia fatto.
Intanto, nel silenzio generale, lo spread è salito a 495 punti, un livello così alto che non si registrava dal 16 gennaio scorso''.

16 Luglio 2012 -

mercoledì 4 luglio 2012

INTERVENTO SU MOZIONE DI SFIDUCIA AL MINISTRO

Signor Presidente, Onorevoli Colleghi!


A guardare i numeri iniziali, l’esito di questa votazione sembra scontato.

La mozione di sfiducia individuale che abbiamo presentato nei confronti del ministro Fornero porta la firma dell’intero gruppo parlamentare della Lega Nord, dei deputati dell’Italia dei valori e di 2 deputati del Popolo delle Libertà: in tutto 78 firme.

78 deputati che chiedono di sfiduciare un ministro che noi riteniamo non all’altezza del suo compito, di fronte ai restanti 552 che invece, evidentemente, la ritengono capace e meritevole di essere alla guida di un dicastero così strategico come quello del welfare, importante specie in questo momento di gravissima crisi economica e sociale.

E allora, Onorevoli colleghi, di fronte a questa sproporzione di forze in campo, mi sono chiesto quali fossero gli argomenti più opportuni per convincervi della necessità di approvare la nostra mozione di sfiducia.

Del resto le nostre motivazioni le conoscete bene: le ha espresse brillantemente ieri, in discussione generale, il collega Massimiliano Fedriga.

Mi sono chiesto, dunque, quali parole adoperare per essere così persuasivo da farvi cambiare idea.

E alla fine, onorevoli colleghi, le ho trovate! E non avrei potuto trovarne di migliori.

Non avrei potuto trovare parole e ragionamenti più idonei per voi perché, colleghi, sono le vostre parole e i vostri ragionamenti che avete usato dentro e fuori di quest’Aula nei confronti del ministro Fornero e del suo operato.

Quindi non vi chiedo di dare ragione a noi della Lega, perché non vorremmo sembrare troppo presuntuosi, ma vi chiediamo semplicemente di ascoltare voi stessi, ciò che avete detto e che pensate nei riguardi della Fornero e della sua riforma del Lavoro.


• Onorevole Renato Brunetta, responsabile dei dipartimenti del Pdl

“Io voterò quattro volte no alla fiducia sulla riforma Fornero perchè è una cattiva riforma, un cattivo compromesso, una riforma che non serve al nostro mercato del lavoro e che non serve a dare un segnale all’Europa. E’ un pasticcio inaccettabile e non serve a nessuno. Io voto in dissenso dal mio gruppo, però da vecchio professore di economia del lavoro le ho detto: “No Elsa, questa riforma non te la voto perchè è una cattiva riforma”.

• Onorevole Fabio Granata, vice coordinatore di Fututo e Libertà.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro ... Ma la Fornero non conosce la Costituzione Italiana? E su cosa ha giurato?”

Dichiarazione fatta in risposta dell’affermazione fatta dal ministro “che il lavoro non è un diritto”.


• Onorevole Giorgio Merlo, PD, vicepresidente della Commissione di Vigilanza della Rai.

Sulla vicenda degli esodati è grave il comportamento del Ministro Fornero. Non si può non condividere la vibrata protesta contro il Ministro per come ha gestito la vicenda degli esodati.

Se è vero, com’è vero, che la stragrande maggioranza degli esodati risiede nel Nord, e in particolare in Piemonte, è indispensabile attivare subito un’iniziativa concertata tra le istituzioni per evitare che questa brutta vicenda, gestita in modo pessimo dal Ministro Fornero, abbia dei risvolti gravi e drammatici”.

• Onorevole Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Fli.

“Sugli esodati in un paese normale non va a casa il vertice dell’Inps ma la Fornero, andrebbe esodata lei”.

• Onorevole Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera.

“Dato che il governo dei tecnici è stato costretto a chiamare altri tecnici in soccorso di alcuni ministri, non sarebbe inopportuno se Monti prendesse in considerazione la nomina di un nuovo consulente da affiancare questa volta al ministro Fornero, la aiuterebbe a trovare finalmente una soluzione al problema degli esodati.

Ancora più grave è che la Fornero, in costante contrasto con l’Inps, non conosca ancora il numero preciso degli esodati.

A questo punto è tutto da decidere chi andrebbe sfiduciato, se i vertici dell’Inps, come sollecitato dal ministro, o non piuttosto il ministro stesso”.


° Onorevole Cesare Damiano, Pd, ex ministro del Lavoro.

“Le scelte della Fornero sugli esodati e sulla riforma del lavoro sono profondamente sbagliate e vanno modificate. Il ministro deve cambiare direzione.

Il guaio è che il ministro non ha ascoltato abbastanza le parti sociali, tanto è vero che la sua riforma del lavoro non piace nè a Confindustria, nè ai sindacati e ha finito per lasciare nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori.

Noi chiediamo solo la verità sui numeri, l’abolizione dell’anzianità si sta traducendo in un gigantesco pasticcio e in una inaccettabile ingiustizia per moltissime persone.


• Onorevole Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl.

“Esistono alcune questioni aperte che noi chiediamo vengano risolte, non formalizzandoci sullo strumento legislativo da utilizzare: prima qustione l’esistenza di limiti inaccettabili alla flessibilità in entrata per ciò che riguarda il mercato del lavoro, seconda la questione dei cosiddetti esodati.

Per superare questi vincoli abbiamo consegnato al Ministro Fornero precise proposte da cui ci aspettiamo precise risposte.

Ci aspettiamo che nella giornata di domani il Governo trovi il modo di dare risposte positive ai problemi da noi posti”.

Onorevole Cicchitto, ha pronunciato questa parole il 19 giugno, oggi siamo al 4 di luglio e non mi pare che le vostre richieste perentorie alla Fornero abbiano sortito buon esito. Diciamo pure che la Fornero non vi ha tenuto minimamente in considerazione e siete stati costretti a votare la riforma così com’era. E che fate oggi, le date ancora fiducia?


• Onorevole Beppe Fioroni, ex Ministro, deputato del Pd

“Gli interventi sulla questione esodati e le critiche delle parti sociali, impongono al governo e al ministro Fornero una profonda riflessione su come modificare sostanzialmente alcuni indirizzi ed interventi oppure di trarne le conseguenze.

La responsabilità impone fatti e non parole”.

Onorevole Fioroni non mi pare che la Fornero abbia modificato alcunché e abbia tratto alcuna conseguenza.


° Onorevole Pierluigi Bersani, segretario del Pd.

“Noi siamo disposti ad accelerare l’approvazione della legge ma siamo determinati a ottenere risposte concrete.

Dal ministro Fornero sul ddl lavoro si sono sentite parole chiare.

Vediamo nelle prossime ore quali sono i fatti”.


Beato lei che si accontenta delle parole, onorevole Bersani, ma vada a chiedere agli esodati se anche a loro bastano le parole, visto che non hanno né stipendio né pensione.

Lei si aspettava risposte in poche ore, ma forse l’hanno presa in giro visto che questo suo ultimatum alla Fornero è datato 20 giugno.


Stendiamo un velo pietoso sulle dichiarazione dell’on. Pezzota, una persona che è stata a capo di un sindacato dei lavoratori e che ora sostiene un Ministro che messo sulla strada migliaia di persone.


Mi fermo qui, per ragioni di tempo e chiedo scusa per tutte quelle critiche dei deputati della maggioranza contro la Fornero che non sono riuscito a citare, non vorrei che qualche collega se ne abbia a male.


Ministro Fornero, prenda atto che in quest’Aula, così come nel Paese, Lei non gode di alcuna stima, considerazione e fiducia.

E’ un ministro che ha solo record negativi, non è un ministro del lavoro ma della disoccupazione.

E’ stata arrogante con i sindacati, superficiale con il Parlamento, contraddittoria con l’Inps e colpevolmente indifferente verso i lavoratori.


Lei forse non più fare a meno della sua poltrona ma, mi creda, il Paese può fare benissimo a meno di Lei.


Quanto ai colleghi della maggioranza, le loro critiche che ho citato pocanzi sono eloquenti.

Chiediamo loro solo di essere consequenziali, null’altro, e di votare secondo quello che pensano.

Altrimenti abbiano almeno la dignità e il buongusto di tacere, perché è inammissibile che ci siano tanti deputati che sfiduciano la Fornero sui giornali, e poi le votano la fiducia in Parlamento.

O l’una o l’altra cosa: non è possibile farle entrambe.

In conclusione, onorevoli colleghi, sul piatto della bilancia davanti a noi ci sono da una parte i lavoratori e dall’altra i professori, da una parte la Fornero e dall’altra gli esodati.

Noi già sappiamo con chi stare.

Voi non lo so.