martedì 27 settembre 2011

Deputati a 18 anni, bene la nuova legge

Bene l’approvazione del ddl costituzionale che equipara l’età dell’elettorato attivo e passivo dando la possibilità di diventare deputati a 18 anni e senatori a 25. Ad oggi il nostro Paese si è dimostrato poco attivo e poco propenso a favorire i giovani in tutte le loro attività. E’ arrivato il tempo di cambiare”. A dichiararlo è il deputato Pierguido Vanalli che a nome del gruppo della Lega Nord è intervenuto oggi in aula per la dichiarazione di voto sul ddl costituzionale. “La norma - spiega Vanalli - afferma che quando con il tuo voto eleggi un senatore puoi anche essere eletto membro di Palazzo Madama e altrettanto a Montecitorio. Il nostro movimento – sottolinea il deputato della Lega - anche se politicamente è il più vecchio in questo Parlamento è anche quello che ha gli amministratori e rappresentanti più giovani perché noi crediamo nelle loro capacità”. Alle critiche di chi vede in questa modifica la paura di trovarsi un 18enne in Parlamento che non sia in grado di svolgere pienamente il suo operato Vanalli risponde ricordando “come pochi anni fa fosse un comportamento assai più riprovevole accompagnare in Aula persone quasi centenarie a votare per forza”. Sulla possibilità dei giovani di fare politica Il deputato leghista propone una ulteriore modifica “in considerazione del fatto che vi è la possibilità che un 25enne diventi anche Presidente del Senato e potrebbe capitare anche che faccia funzione di Presidente della Repubblica, perché non pensare che il Presidente della Repubblica possa avere meno di cinquant’anni?” Parole alle quali sono aggiunte quelle del deputato leghista e presidente del Movimento giovani padani, Paolo Grimoldi: "I mal di pancia provati vergognosamente da qualche deputato dopo la prima approvazione del ddl Meloni sono la dimostrazione che questo provvedimento è una prima risposta concreta contro la casta. I giovani sono il sale della democrazia, e la Lega ha sempre creduto in loro, esprimendo il più giovane gruppo parlamentare della storia repubblicana. Il Movimento giovani padani ringrazia il ministro Meloni per essersi spesa in prima persona in questa fondamentale battaglia".

martedì 13 settembre 2011

FINIAMOLA DI PROVOCARE! CI SONO ANCORA ALCUNE COSE DA PORTARE A CASA!

A chi, fratelli padani, o finti padani, o ex leghisti, o chicchessia, insiste nel dirmi "Domenico, meglio uscire che stare al Governo, sia centrale che locale", cioè qui, a Peschiera Borromeo, dove vivo e partecipo come posso all'attività politica, con tante, tante difficoltà e contraddizioni, dico che ancora qualche ns obbiettivo a livello parlamentare, ma anche locale, territoriale, da aggiungere, meglio forse da raggiungere, ancora c'è! Qualche grosso rospo ancora da ingoiare c'è e poi... si vedrà! Ovviamente è troppo facile essere leghisti in momenti di consenso generale. Il ns motto è da sempre "mai mulà, tegn dur!" ! Al resto bisogna contribuire attivamente, non con BLA, BLA BLA! Padania libera!

COMUNICATO PRESIDENTI DI PROVINCIA DOPO INCONTRO CON MINISTRI BOSSI E CALDEROLI

Alla presenza del Segretario Federale e Ministro per le Riforme per il Federalismo, on.Umberto Bossi, del Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Ministro per la Semplificazione Normativa, sen. Roberto Calderoli, del sottosegretario agli Interni, on. Michelino Davico - e dei rappresentanti delle Regioni del Nord, Roberto Cota presidente della Regione Piemonte, Andrea Gibelli, vice presidente della Regione Lombardia, Roberto Ciambetti, Assessore al Bilancio ed enti locali della Regione Veneto si è tenuto un incontro con i 13 presidenti di Provincia della Lega Nord.
Durante la suddetta riunione è stato ribadito che per la Lega Nord è importante difendere e garantire l'identità e l'autonomia dei territori.
La Lega Nord vede nella riforma costituzionale una grande opportunità per rendere più efficienti gli enti locali, per definire le funzioni fondamentali e per dare un ulteriore input alla riforma federalista.
Infatti mai come in questo momento è necessario un ente di area vasta, disciplinato dalle Regioni, che abbia un limite di trecento mila abitanti e tre mila chilometri quadrati e che preveda l'elezione diretta del presidente.
Questo rappresenta un concreto esempio di Federalismo, che mira a riordinare ed accorpare anche tutti gli enti e organismi intermedi, con l'obiettivo di rafforzare i servizi per i cittadini.
I presidenti di Provincia ringraziano per la disponibilità i ministri Bossi e Calderoli ed attendono fiduciosi l'esame parlamentare del disegno di legge, auspicando che le future Province regionali possano avere dignità finanziaria.



Lo dichiarano i presidenti di Provincia della Lega Nord