sabato 26 novembre 2011

FATECI VOTARE!

TASSARE E’ DA IRRESPONSABILI VUOL DIRE GETTARE L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE VUOL DIRE UCCIDERE L’ECONOMIA ITALIANA Spetta al popolo decidere se rimanere o meno nell’euro e nell’Unione Europea. Spetta al popolo scegliersi un governo con libere elezioni. IL PDL STACCHI SUBITO LA SPINA A QUESTO GOVERNO NON ELETTO DAL POPOLO, tassaiolo e antipopolare. Altrimenti il PDL si rende complice di questa mazzata letale alla nostra economia e della depredazione fiscale dei risparmi delle famiglie. Il PDL deve scegliere se stare dalla parte del popolo, dei suoi elettori, o di oscuri poteri forti mondialisti e anti-italiani. Il Prof. Monti vuol mettere al centro della sua politica l’Europa. Ma siamo tanto sicuri che rimanere nell’Unione Europea e nell’euro in particolare sia l’interesse del popolo italiano? Già l’euro ci ha dimezzato il potere d’acquisto e il valore dei risparmi. Ora Germania (col rifiuto egoistico e testardo degli eurobond) e Francia, per difendere il LORO euro vogliono farci ripagare in pochi anni il nostro debito pubblico, accumulato in oltre mezzo secolo. Questo vuol dire per noi gente comune SEMPRE PIU’ TASSE, ci ammazzeranno di tasse, gettando la nostra economia in una recessione IRREVERSIBILE. Quando c’era la lira si era creato un equilibrio di sopravvivenza: gli Italiani prestavano i soldi allo stato comprando BOT e CCT e ricevendone in cambio un buon interesse, soldi che spendevano in consumi, trainando l’economia. Al grosso debito pubblico si rimediava ogni tanto con una svalutazione della lira, che faceva respirare le nostre industrie esportatrici. Tutti sopravvivevamo. Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari? Un suggerimento: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI DI PDL E LEGA favorevoli alle nuove tasse: quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA e/o ALLA PATRIMONIALE ,... nonché i traditori che hanno fatto cadere Berlusconi. Alle prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’. Gli elettori del centrodestra non vogliono una destra alla Sarkozy o alla Merkel o alla Cameron, non vogliono una destra asservita a oscuri poteri forti internazionali e anti-italiani, non vogliono una destra statalista, dirigista, antidemocratica e tassaiola come la sinistra. Gli elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o una Merkel. NO AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA NO ALLA PATRIMONIALE NO AL PRELIEVO – FURTO SUI CONTI CORRENTI SI A TAGLI DECISI E MASSICCI ALLA SPESA PUBBLICA FATECI VOTARE! LADRI DI DEMOCRAZIA, PREDATORI FISCALI DI SOLDI ALTRUI.

venerdì 25 novembre 2011

BARBARI SOGNANTI

Quello della Lega Nord è un popolo di barbari, ma di barbari sognanti!
Le sue genti hanno un grande sogno: la Padania libera ed indipendente.
Non amamo i benpensanti fasulli che giudicano, che ridono di loro!!
Quello della Lega Nord è un popolo di barbari, ma di barbari sognanti!
Sono sognatori.
Lasciamoli sognare!
Lasciamoli sperare!
(RM)

IL GOVERNO MONTI? ANOMALO E INADEGUATO


Lo avevamo detto sin dal primo momento e lo ribadiamo ora che il governo Monti è pienamente operativo: molte cose di questo esecutivo ci lasciano perplessi. In primo luogo, l’atteggiamento dei ministri. I responsabili dei dicasteri, infatti, o stanno in silenzio stampa, seguendo uno stile che in una società democratica non è proprio il più indicato, oppure parlano (come ha fatto ilministro della Salute, Renato Balduzzi, ospite di ‘Otto e mezzo’) in astratto e non di cose concrete. Tanto che viene da chiedersi se la scelta della sobrietà, anche nella comunicazione, non sia dettata dall’incertezza sulle cose da dire. In secondo luogo, non si era mai visto (almeno a mia memoria) un Parlamento così silente, ma anche inerte, in attesa di esaminare provvedimenti sui quali, per avere maggiori informazioni, i parlamentari possono solo leggersi le indiscrezioni sui giornali. E’ singolare poi il fatto che i dirigenti dei partiti di maggioranza (Pd, Pdl, Udc, Fli e Api), che sino a questo momento alla Camera e al Senato non hanno ancora cominciato a discutere di nulla, siano costretti a parlarsi tra loro quasi in clandestinità. Perché sanno che se lo facessero alla luce del sole, e cioè in Parlamento, potrebbero suscitare la legittima ira dei rispettivi elettorati che, di certo molto più coerenti dei dirigenti dei loro partiti, proprio non ci stanno a mettere nel cassetto i loro programmi in nome di un governo di tecnici e di banchieri. A giudicare dagli effetti sui mercati non pare proprio che il governo Monti stia tranquillizzando gli investitori, anzi la volatilità economica e finanziaria cresce e si allarga anche ai titoli degli altri Paesi dell’Eurozona, dimostrando così che il governo Berlusconi non c’entrava nulla con la crisi che era, e rimane, globale. Si dice che sia passato poco tempo dall’insediamento del nuovo governo per vedere provvedimenti concreti e quindi i primi risultati, almeno di un’inversione di
tendenza. Vero, ma solo in parte. In primis, perché di un probabile governo Monti si parlava già da settimane, e forse anche mesi, e quindi sarebbe stato opportuno che almeno il professore della Bocconi sapesse già cosa fare una volta insediato in tutta fretta a Palazzo Chigi. Inoltre, la situazione di emergenza, in nome della quale Monti è diventato presidente del Consiglio (che ha anche visto qualche strattone alle regole della democrazia parlamentare), avrebbe richiesto di adottare provvedimenti in due o tre giorni. Invece non è stato così. Le borse e lo spread rimangono sulle montagne russe, di contro sono già numerose le deroghe al principio, sacrosanto, che questo governo avrebbe dovuto occuparsi solo dell’emergenza economica. Basti pensare alle misure già adottate per Roma Capitale o a quelle annunciate sulla cittadinanza agli immigrati: forse Monti ha discusso anche di questo coi suoi colleghi a Bruxelles e a Strasburgo. La verità è che con il passare dei giorni i nostri timori sull’inadeguatezza di questo governo ad affrontare la crisi stanno, purtroppo, trovando puntuale conferma e le forze politiche che lo stanno appoggiando se ne assumeranno la responsabilità dinanzi al Paese. (G.Stucchi)

Immigrati, Napolitano sbaglia ancora

“Napolitano sbaglia ancora e con le sue esternazioni si accoda al Pd e al terzo Polo. Le priorità sono l’economia che stenta, i nostri giovani che non trovano lavoro, i nostri anziani in difficoltà, le nostre piccole e medie imprese che chiudono e non certo la legge sulla cittadinanza”. Così Alessandro Montagnoli, vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord, commenta le dichiarazioni del Presidente della Repubblica sulla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. “Già siamo di fronte all’anomalia di un governo tecnico, voluto da banchieri e finanzieri, che si è sostituito ad un governo politico eletto dal popolo. Non vorremmo che ora – conclude Montagnoli – chi è chiamato dalla Costituzione a fare l’arbitro entri impropriamente in gioco favorendo una delle squadre in campo”.
25/11/2011

Crisi, speriamo esista un "piano B"

Si diceva, dopo la legge di stabilità che la montagna ha partorito un topolino, purtroppo dobbiamo constatare che anche la Trilaterale tra Monti, Sarkozy e Merkel ha partorito un ennesimo topolino e uno spread btp-bund oltre i 510 punti. Ormai è chiaro che il no della Germania agli eurobond e alla possibilità per la Bce di stampare moneta mette l'Euro nell' angolo. Ma chiediamoci se vale la pena di imporre gli ennesimi ulteriori sacrifici ai soliti che le tasse le pagano se l'Euro salta lo stesso? Oppure non è il caso di tenere fieno in cascina per il cosiddetto 'Piano B' di cui nessuno parla ma che speriamo sia almeno pronto in un cassetto?
25/11/2011

Giornata contro la violenza sulle donne non sia solo una ricorrenza

Il 25 novembre è una giornata importante per tutte le donne del nostro paese e non solo. E’ una ricorrenza simbolica che ricorda autentiche battaglie delle donne a difesa dei loro diritti ed è alquanto triste però constatare che oggi la violenza è ancora la prima causa di morte delle donne nel mondo e che una donna su tre in Italia ne è vittima. Molto spesso le donne sono anche vittime della violenza economica. Per le donne della Lega Nord è violenza anche negare il naturale diritto di integrazione nel tessuto sociale e professionale del gentil sesso che spesso è stata negata a causa di una comunicazione che parla per stereotipi. Pericolosi sono i valori imposti da un’educazione retrograda e ottusa di fronte alla dignità, alla potenza creativa e rivoluzionaria delle donne che in alcune parti del nostro paese e all’estero vengono negate. La nostra speranza è che non vengano disattese le promesse fatte durante il discorso di insediamento dal Presidente Monti che ha promesso incentivi per le donne, da lui giustamente definite una risorsa per il nostro Paese. La Lega c’è con le sue proposte, le donne ci sono con la loro tenace volontà. La nostra speranza è che, le altre forze in campo, siano esse sociali che politiche ci siano, al fine di assegnare al mondo femminile le giuste chance, facendo si che le donne da “sesso debole” nel mercato del lavoro, possano invece, costituire un importante momento di crescita, di ricchezza e di sviluppo per la nostra economia.
25 novembre 2011

mercoledì 23 novembre 2011

Spread al massimo storico: l'effetto Monti non poteva essere peggiore

“Purtroppo siamo costretti a constatare che non vi è nessun effetto Monti. Anzi, con il governo dei banchieri, siamo caduti dalla padella nella brace”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni, in merito ai dati che vedono il rendimento dei Btp a due anni oltre il 7,2% e lo spread a 700 punti, massimo storico raggiunto dal 1990. “I dati di oggi – prosegue la nota – sconfessano quei politici che, improvvisatisi economisti, fino a tre settimane fa dicevano che il problema era nella credibilità del governo precedente. Se questo poi è l’effetto degli incontri europei fra il Presidente Monti e i suo colleghi direi che peggio di così non poteva andare”.

Rifiutare lo ius soli non è una follia

"Egregio Presidente Napolitano, leggo che Lei ha definito follia negare la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Ne deduco che chi, come me, non la pensa in questo mondo, è da lei considerato un folle. Le devo confessare che non mi sento affatto tale. Devo altresì dire che ritengo la sua esternazione al limite della costituzionalità, atteso che la Costituzione prevede precisi strumenti per comunicare con le Camere e non è previsto che il Capo dello Stato dia indicazioni di natura politica ai parlamentari. Aggiungo che la sua mi sembra una posizione anche anti libertaria nei confronti di quei bambini e di quei genitori stranieri a cui Lei fa riferimento, che si vedrebbero privati della libertà di una scelta. Onestamente, se io avessi dovuto vivere all'estero per esempio per lavoro e lì fossero nati i miei figli, non avrei assolutamente voluto che essi diventassero cittadini, che so, brasiliani o statunitensi. Ritengo pertanto, anche in nome della libertà individuale, che gli stranieri nati in Italia debbano avere il diritto di essere cittadini del loro Paese d'origine".

Lo dichiara il senatore della Lega Nord Roberto Castelli.

LEGA ALL'OPPOSIZIONE? - NECESSARIA E LEGITTIMA!

Non saranno certo le dichiarazioni di qualche transfuga del Pdl, oggi tra i più accaniti sostenitori di un governo Monti e tra i più restii a ridare la parola al popolo, a turbare i nostri sonni. Al contrario, più si fanno pressanti le richieste alla Lega Nord di non rimanere all’opposizione, maggiore è la nostra convinzione di essere dalla parte del giusto. Fanno poi sorridere i falsi benpensanti che si scandalizzano per la convocazione del Parlamento della Padania per il prossimo 4 dicembre. In primo luogo, perché il Carroccio non ha mai interrotto, né annacquato, la lotta per il raggiungimento dell’indipendenza della Padania. Obiettivo per raggiungere il quale abbiamo sempre continuato la nostra battaglia, pacifica e alla luce del sole, garantendo anzi che legittime aspettative di milioni di uomini e donne rimanessero sempre nell’alveo del dibattito e delle istituzioni democratiche. Inoltre, perché a scandalizzare davvero dovrebbe essere non il nostro Parlamento, che funge da cinghia di trasmissione tra la base e le rappresentanze parlamentari e amministrative, ma il governo di tecnici, scelto dai banchieri e dai partner europei, che potrebbe insediarsi a breve a Palazzo Chigi! Questo sì che costituisce uno scandalo e che ci fa vivere sentimenti contrastanti: sollievo, per la decisione della Lega Nord di collocarsi all’opposizione, ma preoccupazione, e tanta, per i popoli Padani. Quando a Roma si parla di sacrifici e di risanamento del debito pubblico, dove pensiate che li prendano i soldi se non dalle tasche di coloro che producono e lavorano senza nulla chiedere? Ecco perché la convocazione del Parlamento della Padania è quanto mai opportuna e necessaria, per far capire al “manovratore” che questa volta non si potrà contare sulle nostre imprese e sui nostri lavoratori per porre rimedio ai disastri fatti sia dai burocrati di Bruxelles, dall’introduzione dell’euro in poi, sia da una classe politica romanocentrica che non riesce proprio a vedere al di là del proprio naso. Non avevano detto, i vari Bersani, Di Pietro, Fini e Casini, che le dimissioni di Berlusconi si sarebbero tradotte nel ribasso immediato dello spread di qualche centinaio di punti? Dove sono adesso certi osservatori ed economisti da strapazzo che, anziché passare il loro tempo in televisione, farebbero bene a studiare ed approfondire le materie sulle quali pretenderebbero di dare lezioni? Costoro ci spieghino adesso perché, nonostante le dimissioni del premier, chieste a gran voce per mesi e mesi, le borse continuano ad essere ballerine? Anche alla luce di questi fatti riteniamo quindi legittimo, ma anche un nostro preciso dovere, diffidare di qualsiasi ipotesi di governo privo di legittimazione popolare e, quindi, senza titolo per chiedere alcunché ai cittadini.

MA QUALE GOVERNO TECNICO? SERVE SOLO A DIVIDERE!

Un movimento come la Lega Nord, che ha sempre dato voce e speranza ai popoli che non ne possono più di subire il centralismo romano, attraverso gli strumenti della democrazia e del libero dibattito politico e istituzionale, non poteva che stare all’opposizione di un governo tecnico insediatosi a Palazzo Chigi senza avere il voto dei cittadini ma con il piglio di chiederà, e tanto, al popolo senza poi doverne rendere conto. Non poteva andare diversamente, del resto, se si pensa al paradosso che stiamo vivendo: mentre ad un governo legittimato dal voto popolare, qual è stato quello presieduto dal premier Berlusconi, le forze politiche di opposizione e l’informazione schierata con la sinistra, davano addosso ad ogni semplice annuncio di decisioni, forse difficili ma necessarie per affrontare la crisi, a Monti invece, per il quale nessun cittadino ha dato una preferenza nell’urna elettorale, è tutto concesso. Aumento dell’Iva e dell’Ici, patrimoniale, abolizione delle pensioni di anzianità (non già allo scopo di mettere in sicurezza il sistema pensionistico, che anche grazie alla riforma Maroni, è già sicuro, ma per far cassa!), sono infatti solo alcune delle pietanze che i tecnici di Monti, e lui stesso, potrebbero servire molto presto sulla tavola dei cittadini. Niente di personale nei confronti del presidente del Consiglio, e dei suoi ministri, chiamati forse a fare un “lavoro sporco” per conto altrui, ma è innegabile come, al momento, le soluzioni proposte per uscire dalla crisi consistano solo nell’aumento della pressione fiscale. Ma c’è un altro aspetto paradossale di questo governo che va sottolineato. Nato, ufficialmente, per unire le forze politiche e i cittadini in uno sforzo comune per uscire da una situazione difficile, in realtà il governo Monti, a giudicare dalle sue prime mosse, più che unire a noi sembra che stia già contribuendo a dividere il Paese. Divide e non unisce l’approvazione del provvedimento su Roma capitale, perché arriva nei tempi e nei modi sbagliati, ma anche perché segue la soppressione del ministero delle Riforme e le scarne e poco rassicuranti dichiarazioni governative sul destino del federalismo fiscale; divide e non unisce la procedura seguita per la formazione del governo, sostenuto da forze politiche che, come si è visto già durante il voto di fiducia, fanno finta di essere accomunate dall’interesse supremo del Paese ma in realtà litigano per le poltrone, nel più classico stile Prima Repubblica (alla faccia della sobrietà!). Con queste premesse è probabile che le contraddizioni e le incongruenze che hanno portato alla nascita di questo governo verranno a galla molto presto. Un motivo in più per rimanerne all’opposizione ma sempre pronti, vigili e determinati, a fare di tutto per impedire che siano sempre i soliti, cittadini ed imprese del nord, a dover pagare per tutti.

(g.stucchi)

giovedì 10 novembre 2011

PAZZESCO, ERA TUTTO PREVISTO!!

Vietato tornare a votare! Vietato restituire la parola al popolo!


A decidere, INVECE, deve essere il Palazzo!! I vecchi democristiani, divisi nei vari schieramenti, frazionati in una moltitudine di partiti antitetici tra loro, tornano a remare tutti nella stessa direzione. E per la stessa barca. Quella della poltrona, o meglio del mantenimento della poltrona. Additando all’opinione pubblica uno spettro da scongiurare, quello delle elezioni anticipate.
E così - mentre il centrosinistra comincia a dover fare i conti con le prime lacerazioni, con la voglia di urne degli alleati già diventati scomodi, Italia dei Valori e Sel - nell’area del centro gli eredi della defunta Balena Bianca sono tornati ad aggregarsi e a muoversi compatti.


IN PRATICA ........ E'....



IL NUOVO CHE AVANZA!!!


CHE CORAGGIO AVERCI IMBROGLIATO,TUTTI, IN QUESTO MODO!!

mercoledì 9 novembre 2011

DOPO IL TRADIMENTO DI ESPONENTI DEL PDL LA LEGA DICE.....

NO AD UN GOVERNO TRUFFA


BOSSI RIBADISCE, CONVINTO CHE LA LEGA NORD E' PRONTA PER SCHIERARSI ALL’OPPOSIZIONE!!


Aumenterebbero le tasse, metterebbero mano alle pensioni di anzianità.


EL NOSTER SENATUR EL DìS : «Se sono così fessi, ci rifacciamo la verginità».


CALDEROLI e REGUZZONI SONO D'ACCORDO NEL DIRE CHE..." contro i pastrocchi, la parola và al popolo che ha eletto questa maggioranza!!"


10/11/2011

E' morto Marco Fabio Sartori, il cordoglio della Lega

Si è spento nella notte Marco Fabio Sartori, presidente dell'Inail. Cordoglio e vicinanza ai famigliari è stata espressa dai massimi rappresentanti della Lega Nord e da numerosi esponenti del mondo politico e sociale. Sartori era nato a Busto Arsizio il 31 maggio 1963. All'Inail era stato prima nominato presidente e commissario straordinario nel 2008; poi presidente dal 31 maggio 2010. Laureato in Scienze politiche, con tesi in Storia dei movimenti sindacali, Sartori è stato deputato nella XI e XII legislatura e ha svolto l'attività parlamentare nella XI Commissione Lavoro, di cui è diventato presidente durante la XII legislatura. E' stato relatore della legge di riforma delle pensioni (n.35/8 agosto 1995) e di altri importanti provvedimenti legislativi. Oltre ad essere stato capo segreteria del ministero del Welfare, Sartori è stato componente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale (dal 2002 al 2006) e vice commissario nella procedura di amministrazione straordinaria Volare-Air Europe Airlines (dal 2004 al 2005). Dal 2002 è stato consigliere di amministrazione di Italia Lavoro spa, di cui nel 2005 è diventato presidente.

(08/11/2011)

Dalla crisi si esce solo con le riforme

Il mostruoso debito pubblico che ci portiamo dietro non è opera del governo Berlusconi, così come il ritardo sulle riforme strutturali non è certo addebitabile ad un esecutivo che proprio sui grandi cambiamenti (a cominciare dal federalismo fiscale) ha improntato la sua azione di governo. Se non partiamo da questi punti fermi rischiamo davvero di non venirne più fuori. Tutti quanti i protagonisti dell'opposizione dai sindacati ai segretari di partito, dagli osservatori agli intellettuali, sembrano invece marciare nel senso opposto. Il crollo della borsa di martedì scorso, che non ha riguardato solo il nostro Paese ma il mondo intero, e che ha avuto come probabile causa determinante l'annuncio della Grecia di voler indire un referendum, la dice lunga su quanto siano strumentali le posizioni della sinistra. Anche i più distratti capiscono infatti che in una fase di estrema volatilità del sistema economico e finanziario planetario, che purtroppo dura ormai da mesi, qualsiasi parola o annuncio da parte dei governanti europei può determinare vere e proprie tempeste sui mercati di tutto il mondo. Ed è per questo che bisogna dimostrare coi fatti, e non solo a parole, come è solita fare l'opposizione, di volere approvare quelle riforme che sono indispensabili al Paese per tirarlo fuori dai guai.



2/11/2011

Maroni firma protocollo per legalità e sicurezza imprese

Prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione criminale nel tessuto economico e imprenditoriale, garanzie agli imprenditori contro la criminalità organizzata e la criminalità diffusa. Sono questi gli obiettivi del protocollo quadro per la legalità e la sicurezza, siglato oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e dalla Confcommercio-Imprese per l'Italia. "Un impegno forte e concreto sul piano sociale che fara' in modo che le imprese collaborino con noi per il contrasto dei patrimoni della criminalità organizzata", ha salutato l'accordo il ministro. Tra gli impegni previsti nel protocollo siglato oggi anche la promozione dell'etica della responsabilita' che consentira' la costituzione di parte civile nei processi legati alla criminalità organizzata e l'espulsione o la sospensione degli imprenditori condannati per reati ad essa connessi. "Finalità importante dell'accordo -ha evidenziato ancora il titolare del Viminale- sarà quella di consentire agli imprenditori di operare in sicurezza secondo principi etici".

Maroni firma protocollo per legalità e sicurezza imprese

Prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione criminale nel tessuto economico e imprenditoriale, garanzie agli imprenditori contro la criminalità organizzata e la criminalità diffusa. Sono questi gli obiettivi del protocollo quadro per la legalità e la sicurezza, siglato oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e dalla Confcommercio-Imprese per l'Italia. "Un impegno forte e concreto sul piano sociale che fara' in modo che le imprese collaborino con noi per il contrasto dei patrimoni della criminalità organizzata", ha salutato l'accordo il ministro. Tra gli impegni previsti nel protocollo siglato oggi anche la promozione dell'etica della responsabilita' che consentira' la costituzione di parte civile nei processi legati alla criminalità organizzata e l'espulsione o la sospensione degli imprenditori condannati per reati ad essa connessi. "Finalità importante dell'accordo -ha evidenziato ancora il titolare del Viminale- sarà quella di consentire agli imprenditori di operare in sicurezza secondo principi etici".