martedì 6 dicembre 2011

UNA MANOVRA NE' STRUTTURALE NE' SOSTENIBILE

In questa manovra del governo Monti, sulla quale il Capo dello Stato ha già dato il suo assenso, non c’è nulla da salvare: le misure varate servono solo a far cassa e non hanno un ottica di largo respiro. La sensazione è che tutti i sacrifici che si stanno chiedendo ai cittadini siano finalizzati solo a “scioccare” i mercati, per convincerli che il governo italiano è pronto a tutto, anche ad affamare la gente, pur di far abbassare il differenziale di rendimento tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi. Si tratta però di una partita molto pericolosa, per le conseguenze economiche, politiche e sociali che ne potrebbero derivare, che Monti sta giocando sulla pelle dei cittadini.
L’approccio freddo e ragionieristico alle misure economiche messe in campo, mitigato appena dalle lacrime della ministro del Welfare Elsa Fornero nella conferenza stampa di presentazione della manovra, non tiene infatti nel dovuto conto la volatilità degli indici finanziari. In altre parole lo spread, come abbiamo ormai imparato, può aumentare o diminuire indipendentemente dalle politiche economiche o sociali del nostro Paese. Sono quindi del tutto fuori luogo le argomentazioni di chi già parla di un suo ribasso grazie ad un effetto Monti, perché se dovesse aumentare di nuovo che farà il premier? Farà andare in pensione i cittadini a ottant’anni o toglierà del tutto le prestazioni previdenziali? A meno che qualcuno non pensi che la crisi in atto non sia mondiale e dipenda solo da ciò che fa (o non fa) il nostro Paese, il punto è che da questa situazione se ne esce solo con provvedimenti coraggiosi ma che siano anche strutturali e soprattutto sostenibili. E’ sostenibile impedire di andare in pensione a chi ha maturato quarant’anni di contributi, magari con un lavoro usurante come quello in fabbrica, e chiedergli di restare al lavoro ancora per anni? Oppure, è sostenibile chiedere ai proprietari di un immobile adibito ad abitazione principale, che grazie al governo Berlusconi non hanno più pagato un euro dal 2008, tornare (sia pur con una piccola detrazione di 200 euro) a pagare una tassa che peraltro, nel caso di una seconda casa, costituirà un vero e proprio salasso? E’ sostenibile poi il nuovo regime di bollo sugli strumenti finanziari che, secondo le prime interpretazioni, dovrebbe riguardare anche i conti correnti e le polizze vita? Al premier Monti non viene il dubbio che queste misure, unitamente all’annunciato aumento dell’Iva e al conseguente aumento dei beni di consumo, non faranno altro che far entrare definitivamente in recessione il Paese? Noi pensiamo che qualche dubbio, se non proprio al premier, di certo stia venendo in mente ai leader dei partiti che appoggiano questo governo. Ed è davvero singolare, in tal senso, la corsa dei dirigenti dei partiti di governo e dei sindacati a rivendicare la paternità delle misure meno “dolorose” per i contribuenti. I vari Alfano, Bersani, Casini, Fini e Rutelli sono infatti impegnati in queste ore ad intestarsi o il mancato aumento delle aliquote Irpef (sostituito peraltro con l’incremento delle addizionali regionali), nel caso del Pdl, o la tassazione dei capitali rientrati con lo scudo fiscale, nel caso del Pd. Si tratta di una patetica rappresentazione che però non potrà impedire alla verità di venire a galla. Le bugie infatti hanno le gambe corte e la più grossa detta sino a questo momento e che "si sarebbe pensato anche alla crescita". Per il momento, però, l’unica cosa che crescerà, con le misure adottate dalla manovra varata da questo governo, sono le entrare delle banche. Grazie alle commissioni per le transazioni e i pagamenti oltre i mille euro, che tutti i cittadini saranno obbligati ad effettuare con bancomat o carta di credito, gli istituti bancari saranno infatti gli unici a brindare per le feste di fine anno.

giovedì 1 dicembre 2011

Maroni:noi vogliamo l’indipendenza della Padania.In Catalogna referendum per indipendenza…e dopo la Catalogna arriva la Padania!

Milano, 28 novembre 2011 -
Roberto Maroni è tornato a ribadire che l’indipendenza della Padania è “l’obiettivo finale della Lega Nord” come recita l’art.1 dello statuto del movimento. Per l'ex ministro dell’Interno, inoltre, i tempi sono cambiati visto quello che sta succedendo in Spagna con le rivendicazioni indipendentiste della Catalogna e dei Paesi bassi.“E’ li che sta succedendo il miracolo - ha osservato durante un comizio a Milano - stanno iniziando a pensare il referendum per l’autodeterminazione”. “Se vince il sì all’indipendenza della Catalogna, si innesca un processo che non si fermerà più e, dopo la Catalogna, arriva la Padania”.“Noi andiamo avanti rispetto all’obiettivo finale che è la Padania”, ha continuato. “Rispetto al 1996 - ha spiegato - le condizioni sono molto, molto diverse: allora non c’era l’euro, e oggi c’è...ne vediamo i danni”. “E non c’era - ha proseguito - l’ossessione della burocrazia europea per i conti, dimenticando le persone”. “La conferma che il nostro progetto di sempre e’ l’indipendenza della Padania, che è nell’art.1 dello statuto”. “Oggi sono certo - ha concluso - che si stanno verificando le condizioni più favorevoli, ma dovremo giocare bene perché avremo tutti contro”.La Lega Nord è “unita”, ed ha un “futuro garantito”, anche se ha “tutti contro”, dagli altri partiti ai media. L’ex ministro dell’Interno si è detto “fiducioso” e ha sostenuto che “la Lega può prendere e prenderà il doppio, anche il triplo di voti con le sue battaglie”. “Mi sembra di ritornare al ‘92, quando eravamo percepiti come dei barbari” ha affermato, tra gli applausi dei militanti. “Dobbiamo tornare ad essere dei barbari, con la differenza che i barbari vennero sconfitti dai romani e noi dobbiamo vincere, perché noi abbiamo un grande sogno: siamo barbari sognanti”, ha concluso, citando il suo discorso di Pontida.

sabato 26 novembre 2011

FATECI VOTARE!

TASSARE E’ DA IRRESPONSABILI VUOL DIRE GETTARE L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE VUOL DIRE UCCIDERE L’ECONOMIA ITALIANA Spetta al popolo decidere se rimanere o meno nell’euro e nell’Unione Europea. Spetta al popolo scegliersi un governo con libere elezioni. IL PDL STACCHI SUBITO LA SPINA A QUESTO GOVERNO NON ELETTO DAL POPOLO, tassaiolo e antipopolare. Altrimenti il PDL si rende complice di questa mazzata letale alla nostra economia e della depredazione fiscale dei risparmi delle famiglie. Il PDL deve scegliere se stare dalla parte del popolo, dei suoi elettori, o di oscuri poteri forti mondialisti e anti-italiani. Il Prof. Monti vuol mettere al centro della sua politica l’Europa. Ma siamo tanto sicuri che rimanere nell’Unione Europea e nell’euro in particolare sia l’interesse del popolo italiano? Già l’euro ci ha dimezzato il potere d’acquisto e il valore dei risparmi. Ora Germania (col rifiuto egoistico e testardo degli eurobond) e Francia, per difendere il LORO euro vogliono farci ripagare in pochi anni il nostro debito pubblico, accumulato in oltre mezzo secolo. Questo vuol dire per noi gente comune SEMPRE PIU’ TASSE, ci ammazzeranno di tasse, gettando la nostra economia in una recessione IRREVERSIBILE. Quando c’era la lira si era creato un equilibrio di sopravvivenza: gli Italiani prestavano i soldi allo stato comprando BOT e CCT e ricevendone in cambio un buon interesse, soldi che spendevano in consumi, trainando l’economia. Al grosso debito pubblico si rimediava ogni tanto con una svalutazione della lira, che faceva respirare le nostre industrie esportatrici. Tutti sopravvivevamo. Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari? Un suggerimento: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI DI PDL E LEGA favorevoli alle nuove tasse: quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA e/o ALLA PATRIMONIALE ,... nonché i traditori che hanno fatto cadere Berlusconi. Alle prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’. Gli elettori del centrodestra non vogliono una destra alla Sarkozy o alla Merkel o alla Cameron, non vogliono una destra asservita a oscuri poteri forti internazionali e anti-italiani, non vogliono una destra statalista, dirigista, antidemocratica e tassaiola come la sinistra. Gli elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o una Merkel. NO AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA CASA NO ALLA PATRIMONIALE NO AL PRELIEVO – FURTO SUI CONTI CORRENTI SI A TAGLI DECISI E MASSICCI ALLA SPESA PUBBLICA FATECI VOTARE! LADRI DI DEMOCRAZIA, PREDATORI FISCALI DI SOLDI ALTRUI.

venerdì 25 novembre 2011

BARBARI SOGNANTI

Quello della Lega Nord è un popolo di barbari, ma di barbari sognanti!
Le sue genti hanno un grande sogno: la Padania libera ed indipendente.
Non amamo i benpensanti fasulli che giudicano, che ridono di loro!!
Quello della Lega Nord è un popolo di barbari, ma di barbari sognanti!
Sono sognatori.
Lasciamoli sognare!
Lasciamoli sperare!
(RM)

IL GOVERNO MONTI? ANOMALO E INADEGUATO


Lo avevamo detto sin dal primo momento e lo ribadiamo ora che il governo Monti è pienamente operativo: molte cose di questo esecutivo ci lasciano perplessi. In primo luogo, l’atteggiamento dei ministri. I responsabili dei dicasteri, infatti, o stanno in silenzio stampa, seguendo uno stile che in una società democratica non è proprio il più indicato, oppure parlano (come ha fatto ilministro della Salute, Renato Balduzzi, ospite di ‘Otto e mezzo’) in astratto e non di cose concrete. Tanto che viene da chiedersi se la scelta della sobrietà, anche nella comunicazione, non sia dettata dall’incertezza sulle cose da dire. In secondo luogo, non si era mai visto (almeno a mia memoria) un Parlamento così silente, ma anche inerte, in attesa di esaminare provvedimenti sui quali, per avere maggiori informazioni, i parlamentari possono solo leggersi le indiscrezioni sui giornali. E’ singolare poi il fatto che i dirigenti dei partiti di maggioranza (Pd, Pdl, Udc, Fli e Api), che sino a questo momento alla Camera e al Senato non hanno ancora cominciato a discutere di nulla, siano costretti a parlarsi tra loro quasi in clandestinità. Perché sanno che se lo facessero alla luce del sole, e cioè in Parlamento, potrebbero suscitare la legittima ira dei rispettivi elettorati che, di certo molto più coerenti dei dirigenti dei loro partiti, proprio non ci stanno a mettere nel cassetto i loro programmi in nome di un governo di tecnici e di banchieri. A giudicare dagli effetti sui mercati non pare proprio che il governo Monti stia tranquillizzando gli investitori, anzi la volatilità economica e finanziaria cresce e si allarga anche ai titoli degli altri Paesi dell’Eurozona, dimostrando così che il governo Berlusconi non c’entrava nulla con la crisi che era, e rimane, globale. Si dice che sia passato poco tempo dall’insediamento del nuovo governo per vedere provvedimenti concreti e quindi i primi risultati, almeno di un’inversione di
tendenza. Vero, ma solo in parte. In primis, perché di un probabile governo Monti si parlava già da settimane, e forse anche mesi, e quindi sarebbe stato opportuno che almeno il professore della Bocconi sapesse già cosa fare una volta insediato in tutta fretta a Palazzo Chigi. Inoltre, la situazione di emergenza, in nome della quale Monti è diventato presidente del Consiglio (che ha anche visto qualche strattone alle regole della democrazia parlamentare), avrebbe richiesto di adottare provvedimenti in due o tre giorni. Invece non è stato così. Le borse e lo spread rimangono sulle montagne russe, di contro sono già numerose le deroghe al principio, sacrosanto, che questo governo avrebbe dovuto occuparsi solo dell’emergenza economica. Basti pensare alle misure già adottate per Roma Capitale o a quelle annunciate sulla cittadinanza agli immigrati: forse Monti ha discusso anche di questo coi suoi colleghi a Bruxelles e a Strasburgo. La verità è che con il passare dei giorni i nostri timori sull’inadeguatezza di questo governo ad affrontare la crisi stanno, purtroppo, trovando puntuale conferma e le forze politiche che lo stanno appoggiando se ne assumeranno la responsabilità dinanzi al Paese. (G.Stucchi)

Immigrati, Napolitano sbaglia ancora

“Napolitano sbaglia ancora e con le sue esternazioni si accoda al Pd e al terzo Polo. Le priorità sono l’economia che stenta, i nostri giovani che non trovano lavoro, i nostri anziani in difficoltà, le nostre piccole e medie imprese che chiudono e non certo la legge sulla cittadinanza”. Così Alessandro Montagnoli, vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord, commenta le dichiarazioni del Presidente della Repubblica sulla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. “Già siamo di fronte all’anomalia di un governo tecnico, voluto da banchieri e finanzieri, che si è sostituito ad un governo politico eletto dal popolo. Non vorremmo che ora – conclude Montagnoli – chi è chiamato dalla Costituzione a fare l’arbitro entri impropriamente in gioco favorendo una delle squadre in campo”.
25/11/2011

Crisi, speriamo esista un "piano B"

Si diceva, dopo la legge di stabilità che la montagna ha partorito un topolino, purtroppo dobbiamo constatare che anche la Trilaterale tra Monti, Sarkozy e Merkel ha partorito un ennesimo topolino e uno spread btp-bund oltre i 510 punti. Ormai è chiaro che il no della Germania agli eurobond e alla possibilità per la Bce di stampare moneta mette l'Euro nell' angolo. Ma chiediamoci se vale la pena di imporre gli ennesimi ulteriori sacrifici ai soliti che le tasse le pagano se l'Euro salta lo stesso? Oppure non è il caso di tenere fieno in cascina per il cosiddetto 'Piano B' di cui nessuno parla ma che speriamo sia almeno pronto in un cassetto?
25/11/2011

Giornata contro la violenza sulle donne non sia solo una ricorrenza

Il 25 novembre è una giornata importante per tutte le donne del nostro paese e non solo. E’ una ricorrenza simbolica che ricorda autentiche battaglie delle donne a difesa dei loro diritti ed è alquanto triste però constatare che oggi la violenza è ancora la prima causa di morte delle donne nel mondo e che una donna su tre in Italia ne è vittima. Molto spesso le donne sono anche vittime della violenza economica. Per le donne della Lega Nord è violenza anche negare il naturale diritto di integrazione nel tessuto sociale e professionale del gentil sesso che spesso è stata negata a causa di una comunicazione che parla per stereotipi. Pericolosi sono i valori imposti da un’educazione retrograda e ottusa di fronte alla dignità, alla potenza creativa e rivoluzionaria delle donne che in alcune parti del nostro paese e all’estero vengono negate. La nostra speranza è che non vengano disattese le promesse fatte durante il discorso di insediamento dal Presidente Monti che ha promesso incentivi per le donne, da lui giustamente definite una risorsa per il nostro Paese. La Lega c’è con le sue proposte, le donne ci sono con la loro tenace volontà. La nostra speranza è che, le altre forze in campo, siano esse sociali che politiche ci siano, al fine di assegnare al mondo femminile le giuste chance, facendo si che le donne da “sesso debole” nel mercato del lavoro, possano invece, costituire un importante momento di crescita, di ricchezza e di sviluppo per la nostra economia.
25 novembre 2011

mercoledì 23 novembre 2011

Spread al massimo storico: l'effetto Monti non poteva essere peggiore

“Purtroppo siamo costretti a constatare che non vi è nessun effetto Monti. Anzi, con il governo dei banchieri, siamo caduti dalla padella nella brace”. Lo dichiara in una nota il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni, in merito ai dati che vedono il rendimento dei Btp a due anni oltre il 7,2% e lo spread a 700 punti, massimo storico raggiunto dal 1990. “I dati di oggi – prosegue la nota – sconfessano quei politici che, improvvisatisi economisti, fino a tre settimane fa dicevano che il problema era nella credibilità del governo precedente. Se questo poi è l’effetto degli incontri europei fra il Presidente Monti e i suo colleghi direi che peggio di così non poteva andare”.

Rifiutare lo ius soli non è una follia

"Egregio Presidente Napolitano, leggo che Lei ha definito follia negare la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Ne deduco che chi, come me, non la pensa in questo mondo, è da lei considerato un folle. Le devo confessare che non mi sento affatto tale. Devo altresì dire che ritengo la sua esternazione al limite della costituzionalità, atteso che la Costituzione prevede precisi strumenti per comunicare con le Camere e non è previsto che il Capo dello Stato dia indicazioni di natura politica ai parlamentari. Aggiungo che la sua mi sembra una posizione anche anti libertaria nei confronti di quei bambini e di quei genitori stranieri a cui Lei fa riferimento, che si vedrebbero privati della libertà di una scelta. Onestamente, se io avessi dovuto vivere all'estero per esempio per lavoro e lì fossero nati i miei figli, non avrei assolutamente voluto che essi diventassero cittadini, che so, brasiliani o statunitensi. Ritengo pertanto, anche in nome della libertà individuale, che gli stranieri nati in Italia debbano avere il diritto di essere cittadini del loro Paese d'origine".

Lo dichiara il senatore della Lega Nord Roberto Castelli.

LEGA ALL'OPPOSIZIONE? - NECESSARIA E LEGITTIMA!

Non saranno certo le dichiarazioni di qualche transfuga del Pdl, oggi tra i più accaniti sostenitori di un governo Monti e tra i più restii a ridare la parola al popolo, a turbare i nostri sonni. Al contrario, più si fanno pressanti le richieste alla Lega Nord di non rimanere all’opposizione, maggiore è la nostra convinzione di essere dalla parte del giusto. Fanno poi sorridere i falsi benpensanti che si scandalizzano per la convocazione del Parlamento della Padania per il prossimo 4 dicembre. In primo luogo, perché il Carroccio non ha mai interrotto, né annacquato, la lotta per il raggiungimento dell’indipendenza della Padania. Obiettivo per raggiungere il quale abbiamo sempre continuato la nostra battaglia, pacifica e alla luce del sole, garantendo anzi che legittime aspettative di milioni di uomini e donne rimanessero sempre nell’alveo del dibattito e delle istituzioni democratiche. Inoltre, perché a scandalizzare davvero dovrebbe essere non il nostro Parlamento, che funge da cinghia di trasmissione tra la base e le rappresentanze parlamentari e amministrative, ma il governo di tecnici, scelto dai banchieri e dai partner europei, che potrebbe insediarsi a breve a Palazzo Chigi! Questo sì che costituisce uno scandalo e che ci fa vivere sentimenti contrastanti: sollievo, per la decisione della Lega Nord di collocarsi all’opposizione, ma preoccupazione, e tanta, per i popoli Padani. Quando a Roma si parla di sacrifici e di risanamento del debito pubblico, dove pensiate che li prendano i soldi se non dalle tasche di coloro che producono e lavorano senza nulla chiedere? Ecco perché la convocazione del Parlamento della Padania è quanto mai opportuna e necessaria, per far capire al “manovratore” che questa volta non si potrà contare sulle nostre imprese e sui nostri lavoratori per porre rimedio ai disastri fatti sia dai burocrati di Bruxelles, dall’introduzione dell’euro in poi, sia da una classe politica romanocentrica che non riesce proprio a vedere al di là del proprio naso. Non avevano detto, i vari Bersani, Di Pietro, Fini e Casini, che le dimissioni di Berlusconi si sarebbero tradotte nel ribasso immediato dello spread di qualche centinaio di punti? Dove sono adesso certi osservatori ed economisti da strapazzo che, anziché passare il loro tempo in televisione, farebbero bene a studiare ed approfondire le materie sulle quali pretenderebbero di dare lezioni? Costoro ci spieghino adesso perché, nonostante le dimissioni del premier, chieste a gran voce per mesi e mesi, le borse continuano ad essere ballerine? Anche alla luce di questi fatti riteniamo quindi legittimo, ma anche un nostro preciso dovere, diffidare di qualsiasi ipotesi di governo privo di legittimazione popolare e, quindi, senza titolo per chiedere alcunché ai cittadini.

MA QUALE GOVERNO TECNICO? SERVE SOLO A DIVIDERE!

Un movimento come la Lega Nord, che ha sempre dato voce e speranza ai popoli che non ne possono più di subire il centralismo romano, attraverso gli strumenti della democrazia e del libero dibattito politico e istituzionale, non poteva che stare all’opposizione di un governo tecnico insediatosi a Palazzo Chigi senza avere il voto dei cittadini ma con il piglio di chiederà, e tanto, al popolo senza poi doverne rendere conto. Non poteva andare diversamente, del resto, se si pensa al paradosso che stiamo vivendo: mentre ad un governo legittimato dal voto popolare, qual è stato quello presieduto dal premier Berlusconi, le forze politiche di opposizione e l’informazione schierata con la sinistra, davano addosso ad ogni semplice annuncio di decisioni, forse difficili ma necessarie per affrontare la crisi, a Monti invece, per il quale nessun cittadino ha dato una preferenza nell’urna elettorale, è tutto concesso. Aumento dell’Iva e dell’Ici, patrimoniale, abolizione delle pensioni di anzianità (non già allo scopo di mettere in sicurezza il sistema pensionistico, che anche grazie alla riforma Maroni, è già sicuro, ma per far cassa!), sono infatti solo alcune delle pietanze che i tecnici di Monti, e lui stesso, potrebbero servire molto presto sulla tavola dei cittadini. Niente di personale nei confronti del presidente del Consiglio, e dei suoi ministri, chiamati forse a fare un “lavoro sporco” per conto altrui, ma è innegabile come, al momento, le soluzioni proposte per uscire dalla crisi consistano solo nell’aumento della pressione fiscale. Ma c’è un altro aspetto paradossale di questo governo che va sottolineato. Nato, ufficialmente, per unire le forze politiche e i cittadini in uno sforzo comune per uscire da una situazione difficile, in realtà il governo Monti, a giudicare dalle sue prime mosse, più che unire a noi sembra che stia già contribuendo a dividere il Paese. Divide e non unisce l’approvazione del provvedimento su Roma capitale, perché arriva nei tempi e nei modi sbagliati, ma anche perché segue la soppressione del ministero delle Riforme e le scarne e poco rassicuranti dichiarazioni governative sul destino del federalismo fiscale; divide e non unisce la procedura seguita per la formazione del governo, sostenuto da forze politiche che, come si è visto già durante il voto di fiducia, fanno finta di essere accomunate dall’interesse supremo del Paese ma in realtà litigano per le poltrone, nel più classico stile Prima Repubblica (alla faccia della sobrietà!). Con queste premesse è probabile che le contraddizioni e le incongruenze che hanno portato alla nascita di questo governo verranno a galla molto presto. Un motivo in più per rimanerne all’opposizione ma sempre pronti, vigili e determinati, a fare di tutto per impedire che siano sempre i soliti, cittadini ed imprese del nord, a dover pagare per tutti.

(g.stucchi)

giovedì 10 novembre 2011

PAZZESCO, ERA TUTTO PREVISTO!!

Vietato tornare a votare! Vietato restituire la parola al popolo!


A decidere, INVECE, deve essere il Palazzo!! I vecchi democristiani, divisi nei vari schieramenti, frazionati in una moltitudine di partiti antitetici tra loro, tornano a remare tutti nella stessa direzione. E per la stessa barca. Quella della poltrona, o meglio del mantenimento della poltrona. Additando all’opinione pubblica uno spettro da scongiurare, quello delle elezioni anticipate.
E così - mentre il centrosinistra comincia a dover fare i conti con le prime lacerazioni, con la voglia di urne degli alleati già diventati scomodi, Italia dei Valori e Sel - nell’area del centro gli eredi della defunta Balena Bianca sono tornati ad aggregarsi e a muoversi compatti.


IN PRATICA ........ E'....



IL NUOVO CHE AVANZA!!!


CHE CORAGGIO AVERCI IMBROGLIATO,TUTTI, IN QUESTO MODO!!

mercoledì 9 novembre 2011

DOPO IL TRADIMENTO DI ESPONENTI DEL PDL LA LEGA DICE.....

NO AD UN GOVERNO TRUFFA


BOSSI RIBADISCE, CONVINTO CHE LA LEGA NORD E' PRONTA PER SCHIERARSI ALL’OPPOSIZIONE!!


Aumenterebbero le tasse, metterebbero mano alle pensioni di anzianità.


EL NOSTER SENATUR EL DìS : «Se sono così fessi, ci rifacciamo la verginità».


CALDEROLI e REGUZZONI SONO D'ACCORDO NEL DIRE CHE..." contro i pastrocchi, la parola và al popolo che ha eletto questa maggioranza!!"


10/11/2011

E' morto Marco Fabio Sartori, il cordoglio della Lega

Si è spento nella notte Marco Fabio Sartori, presidente dell'Inail. Cordoglio e vicinanza ai famigliari è stata espressa dai massimi rappresentanti della Lega Nord e da numerosi esponenti del mondo politico e sociale. Sartori era nato a Busto Arsizio il 31 maggio 1963. All'Inail era stato prima nominato presidente e commissario straordinario nel 2008; poi presidente dal 31 maggio 2010. Laureato in Scienze politiche, con tesi in Storia dei movimenti sindacali, Sartori è stato deputato nella XI e XII legislatura e ha svolto l'attività parlamentare nella XI Commissione Lavoro, di cui è diventato presidente durante la XII legislatura. E' stato relatore della legge di riforma delle pensioni (n.35/8 agosto 1995) e di altri importanti provvedimenti legislativi. Oltre ad essere stato capo segreteria del ministero del Welfare, Sartori è stato componente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale (dal 2002 al 2006) e vice commissario nella procedura di amministrazione straordinaria Volare-Air Europe Airlines (dal 2004 al 2005). Dal 2002 è stato consigliere di amministrazione di Italia Lavoro spa, di cui nel 2005 è diventato presidente.

(08/11/2011)

Dalla crisi si esce solo con le riforme

Il mostruoso debito pubblico che ci portiamo dietro non è opera del governo Berlusconi, così come il ritardo sulle riforme strutturali non è certo addebitabile ad un esecutivo che proprio sui grandi cambiamenti (a cominciare dal federalismo fiscale) ha improntato la sua azione di governo. Se non partiamo da questi punti fermi rischiamo davvero di non venirne più fuori. Tutti quanti i protagonisti dell'opposizione dai sindacati ai segretari di partito, dagli osservatori agli intellettuali, sembrano invece marciare nel senso opposto. Il crollo della borsa di martedì scorso, che non ha riguardato solo il nostro Paese ma il mondo intero, e che ha avuto come probabile causa determinante l'annuncio della Grecia di voler indire un referendum, la dice lunga su quanto siano strumentali le posizioni della sinistra. Anche i più distratti capiscono infatti che in una fase di estrema volatilità del sistema economico e finanziario planetario, che purtroppo dura ormai da mesi, qualsiasi parola o annuncio da parte dei governanti europei può determinare vere e proprie tempeste sui mercati di tutto il mondo. Ed è per questo che bisogna dimostrare coi fatti, e non solo a parole, come è solita fare l'opposizione, di volere approvare quelle riforme che sono indispensabili al Paese per tirarlo fuori dai guai.



2/11/2011

Maroni firma protocollo per legalità e sicurezza imprese

Prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione criminale nel tessuto economico e imprenditoriale, garanzie agli imprenditori contro la criminalità organizzata e la criminalità diffusa. Sono questi gli obiettivi del protocollo quadro per la legalità e la sicurezza, siglato oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e dalla Confcommercio-Imprese per l'Italia. "Un impegno forte e concreto sul piano sociale che fara' in modo che le imprese collaborino con noi per il contrasto dei patrimoni della criminalità organizzata", ha salutato l'accordo il ministro. Tra gli impegni previsti nel protocollo siglato oggi anche la promozione dell'etica della responsabilita' che consentira' la costituzione di parte civile nei processi legati alla criminalità organizzata e l'espulsione o la sospensione degli imprenditori condannati per reati ad essa connessi. "Finalità importante dell'accordo -ha evidenziato ancora il titolare del Viminale- sarà quella di consentire agli imprenditori di operare in sicurezza secondo principi etici".

Maroni firma protocollo per legalità e sicurezza imprese

Prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione criminale nel tessuto economico e imprenditoriale, garanzie agli imprenditori contro la criminalità organizzata e la criminalità diffusa. Sono questi gli obiettivi del protocollo quadro per la legalità e la sicurezza, siglato oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e dalla Confcommercio-Imprese per l'Italia. "Un impegno forte e concreto sul piano sociale che fara' in modo che le imprese collaborino con noi per il contrasto dei patrimoni della criminalità organizzata", ha salutato l'accordo il ministro. Tra gli impegni previsti nel protocollo siglato oggi anche la promozione dell'etica della responsabilita' che consentira' la costituzione di parte civile nei processi legati alla criminalità organizzata e l'espulsione o la sospensione degli imprenditori condannati per reati ad essa connessi. "Finalità importante dell'accordo -ha evidenziato ancora il titolare del Viminale- sarà quella di consentire agli imprenditori di operare in sicurezza secondo principi etici".

mercoledì 12 ottobre 2011

LA LEGA NORD TRA PRESENTE E FUTURO

Da un po' di tempo la Lega Nord è oggetto di critiche furiose da parte di chi si dice deluso dalle posizioni assunte dai nostri dirigenti, soprattutto dopo l'approvazione della manovra economica. Sono un leghista convinto ed orgoglioso di esserlo, quindi le mie opinioni non sono per nulla imparziali, ma voglio provare a parlare da cittadino apartitico. La Lega Nord, in base alla legge elettorale, ha scelto di allearsi al PDL con il quale ha sottoscritto un programma elettorale, nel quale erano contenuti vari obiettivi tra cui il federalismo fiscale, la lotta alla criminalità ed all'immigrazione clandestina. Il risultato elettorale leghista è stato dell'8%. A 3 anni dalle elezioni mancano solo pochissimi decreti attuativi per l'ultimazione della prima riforma federalista, sono stati ottenuti enormi risultati contro le criminalità organizzate, per la prima volta sono stati approvati tagli agli stipendi ed ai privilegi della politica a partire dalla prossima legislatura (che verranno parametrati alla media europea) ed alle pensioni d'oro, si sono iniziate ad affrontare questioni impopolari ma necessarie che si trascinavano da decenni. Non possiamo però nascondere che i poteri forti, i quali se ne fregano dell'interesse comune, e tutti coloro che campano grazie alle sconcezze di questo paese sono ben rappresentati da una parte trasversale del Parlamento, che lotta con le unghie e con i denti affinchè nulla cambi. Finora abbiamo scelto d 'ingoiare alcuni rospi schifosi, e l'alternativa sarebbe togliere l'appoggio al Governo per aprire le porte alle elezioni anticipate, o peggio a Governi incolori che vrebbero il solo obiettivo di far sbollire gli animi con l'uso di paroloni vecchi, e fermare la rivoluzione in atto per quanto lenta. I Parlamentari della Lega Nord, in caso di nuove elzioni, raccoglierebbero i voti di noi leghisti oltre a quelli di chi premierebbe lo sgambetto all'odiato Berlusconi, quindi avrebbero la "poltrona" quasi sicuramente confermata. Altrettanto quasi sicuramente il governo verrebbe consegnato al centro sinistra, rappresentato da una coalizione che ha già dato dimostrazioni di litigiosità ed incapacità, e da politicanti che in passato hanno creato sprechi e privilegi, che hanno consegnato intere regioni alle mafie favorendo il diffondersi di questi fenomeni anche nelle regioni Padane, hanno revocato il regime di carcere duro 41bis a centinaia di boss, hanno fatto entrare gli studi di settore ed una serie di balzelli, hanno combattuto le leggi contro l'immigrazione clandestina ed a favore della sicurezza, continuano a schierarsi dalla parte degli immigrati per ostacolare ogni tentativo d'affermare il principio secondo cui prima di tutto bisogna garantire i servizi ai cittadini italiani. Non ho in tasca risoluzioni soprannaturali, ma sono convinto che le riforme necessarie non verrebbero mai portate avanti da chi ha lasciato andare in cancrena i mali che hanno portato all’ indebolimento le nostre categorie produttive e rispettose delle regole. Sono anche convinto che i proclami dei sovversivi da bar o da angolo cottura, pronti a nascondersi dietro all'anonimato per paura di metterci la faccia, e decisi solo quando c'è da scegliere di godersi il tempo libero piuttosto che scendere in piazza, non debbano essere presi troppo sul serio nè tantomeno debbano farci paura o condizionarci. Come sostengo da parecchi anni, solo il tracollo economico delle proprie tasche potrà convincere molti parolai ad alzare il culo, ed a pretendere un vero cambiamento senza guardare in faccia nessuno.

“Voi non lavorate, siete dei cretini!"

A proposito di precari che non vogliono un lavoro, ma desiderano piegare la pubblica amministrazione a riserva di disoccupati e inoccupati.
Un ottimo ministro che si contrappone ad eserciti di giovani che aspettano che il lavoro cada dall'alto. In nessun paese europeo esiste una gioventù così disgraziata, così idiota e così compromessa con il proprio futuro. Rappresentano sicuramente l'italia peggiore, senza alcun dubbio, sono un peso impossibile da sostenere per il paese, mentre dovrebbero esserne il motore propulsivo. Brunetta è un grande ministro, incompreso ed incomprensibile alla massa di sciagurati nati e cresciuti come bamboccioni senza palle e senza un futuro che dovrebbero cercare e costruire e non attendere all'infinito.
I giovani sono la risorsa di un paese e non dovrebbero rappresentarne un gravissimo limite. Tranne nel caso italiano e in quello greco, dove erano tutti dipendenti pubblici ed andavano in pensione prima dei 50 anni. Ed ora, devono elemosinare il pane quotidiano da tutto il mondo. Volete fare quella fine? Siamo sulla strada giusta, siamo esattamente nel solco giusto.

L’OPPOSIZIONE SMETTA DI FARE STRATEGIA

Il Governo è andato sotto per un voto?
E chissenefrega!! Tremonti, Scajola? E chissenefrega!!
Nuova fiducia? VA BENE!!! NIENTE ALLARGAMENTI DELLA MAGGIORANZA E....
AVANTI CON LE RIFORME!!!
IN FRETTA!!!
Confessiamo la difficoltà a capire la strategia che sottintende alla richiesta di dimissioni del Governo da parte del Terzo Polo e del Pd con la complicità dell’Idv che è anche andata oltre avanzando la richiesta di elezioni anticipate. Come se queste forze politiche, che in passato non hanno certo brillato nelle loro performance al governo, sul piano dell’affidabilità, avessero la bacchetta magica per cambiare il difficile contesto nel quale ci troviamo ad operare. In realtà, la situazione economica negli Stati Uniti, con l’approvazione in extremis del piano anti-default, richiederebbero una maggiore coesione di tutte le forze politiche intorno al Governo.

Succede anche questo: Maroni li rimpatria, la sinistra lo denuncia

Che Maroni sia il miglior Ministro degli Interni da quando esiste lo Stato Repubblicano è fuor di dubbio ma che si arrivi a denunciarlo perche compie bene il suo dovere.. beh, c’è molta differenza. Sì! II ministro Maroni ha rim¬patriato gli immigrati e la sinistra lo ha denunciato. "Sequestro di persona" e "violazione dei diritti fondamentali": questi i reati ipotizzati in un esposto, alla Procura di Agrigento e in un ricor¬so alla Corte europea dei diritti dell'uomo an¬nunciati dall'Arci.
I legali dell'associa¬zione "ricreativa e cul¬turale" di estrema si¬nistra hanno ricevuto mandato di procedere per vie legali dopo aver raccolto la testimonian¬za di tre tunisini che, sbarcati illegalmente a Lampedusa, sono stati prima reclusi nel Cen¬tro di prima accoglienza e soccorso (Cpsa) sull'isola e poi ricondot¬ti in patria via mare. Le iniziative legali prendo¬no di mira proprio le operazioni di rimpatrio forzato, compiute secondo tale associazione su «navi-prigione» e in «condizioni disumane». Poco ci manca che il Viminale finisca accu¬sato di deportazioni pa¬ragonabili a quelle com¬piute da Stalin e dai nazisti. mI tre tunisini risultava¬no essere approdati a metà settembre a Lampedusa. Rinchiusi nel Cpsa sino agli scontri (provocati dagli stessi immigrati clandestini) che hanno provocato la distruzione del Centro, i nordafricani sono stati quindi trasferiti su na¬vi, come prevede la pro¬cedura seguita dal Vi¬minale dalla nomina di Maroni a ministro dell'Interno. Ma sulle navi che li riportavano in patria, accusa l’associazione, i tre migranti «sono stati sottoposti a trattamenti disumani e degradanti: stipati in cento per una settimana in un salone, costretti a dormire per terra. La possibilità di usufruire dei servizi igienici - prosegue l'Arci - veniva decisa dalle for¬ze dell'ordine che ac¬compagnavano i mi¬granti spintonandoli e minacciandoli con i manganelli. Trattati co¬me bestie, provocati e offesi da chi li sorve¬gliava, gli veniva dato da mangiare buttando il cibo a terra». Ma cari lettori che avete richiesto il mio parere, diciamocela tutta: le accuse mosse dall'Arci ci lasciano quanto meno perplessi. Al di là delle umiliazioni e delle sco¬modità del viaggio - tut¬te da accertare - stu¬pisce che questo sia du¬rato una settimana per coprire il breve tratto di mare che separa le co¬ste meridionali della Pe¬nisola dalla Tunisia. Mi sono informato presso organi del nostro Movimento e, l'impressione per tutti noi è che l'Arci si sia fatta por-tavoce delle accuse di alcuni migranti senza sottoporle ad alcuna ve¬rifica circa la loro fon¬datezza. Intanto il pol¬verone è già alzato. Cittadini di Peschiera, non c’è bisogno che ribadiamo certi concetti che con voi abbiamo già approfondito ai nostri gazebo o agli incontri periodici cui partecipate, e che affondiamo quindi il coltello nella piaga; è ben nota la simpatia dell'Arci e di altre associazioni o movimenti o partiti, per chi sceglie la strada dell'illegalità per entra¬re nel nostro Paese. Nel 2009 saltò fuori che al¬cuni clandestini, du¬rante la traversata del Mediterraneo verso la Sicilia, disponevano di telefoni satellitari e di numeri italiani da chiamare in caso di neces¬sità, fra i quali - guarda caso - il numero verde dell'Arci. Come mai? Chi aveva dato loro quel numero, e perché? Do¬mande che a due anni di distanza attendono ancora una risposta. Il mandato di Roberto Maroni è stato dal suo insediamento ad ora caratterizzato da un forte contrasto alla criminalità organizzata con leggi durissime (auspicate da Falcone, come ricordato anche dal Capo della Polizia Manganelli) e numerosissimi arresti e confische (con percentuali di crescita rispetto alla scorsa legislatura piuttosto imbarazzanti per il centrosinistra). Molti però, a prescindere che siano tra i sostenitori del centrosinistra in realtà pur se piccolo-borghesi come la nostra peschierese, dimostrano che al di là delle ideologie padane o di classe che siano, la lotta alla criminalità organizzata non deve avere colori e se un ministro agisce bene e in modo continuato contro le mafie, la criminalità che favorisce gli sbarchi clandestini va solo apprezzato (pur continuando a far notare gli errori o le incoerenze, come ad esempio alcuni aspetti della legge sulle intercettazioni). Lo capirà anche la sinistra che per fare opposizione a tutti i costi riuscì a votare no alle norme antimafia presenti nei decreti sicurezza, pur avendo la possibilità di astenersi? Chissà!

Inaccettabile divario sulle rette fra Nord e Sud

In merito alla ricerca effettuata da Federconsumatori sulle tasse universitarie, sono intervenuti il coordinatore del Movimento Universitario Padano (MUP) della Lombardia, Alberto Ribolla e il Presidente della I Commissione Bilancio in Regione, Fabrizio Cecchetti.

I dati resi noti da Federconsumatori nell’ambito del “Primo Rapporto Nazionale sui costi degli atenei italiani” dimostrano per l’ennesima volta che le preoccupazioni sollevate dalla Lega Nord e dal MUP sono concrete e necessitano di risposte reali. La ricerca evidenzia il grande divario esistente fra le rette delle università meridionali e quelle del Nord. Per citare qualche numero è possibile dire che gli atenei settentrionali sono più cari del 32% rispetto alla media nazionale; la percentuale può salire addirittura all’89% se rapportata con le tasse pagate al sud. L’importo medio delle rette pugliesi sulla fascia alta è infatti pari a 976,55 euro, mentre in Lombardia la cifra sale a 3.085,76 euro: una situazione di questo genere risulta insostenibile per gli studenti e le famiglie del Nord.
Oltre a tutto ciò non va scordato che le università meridionali, che certamente non brillano per efficienza, sono generalmente sovrafinanziate dallo Stato, mentre università come il Politecnico di Milano, riconosciute anche a livello europeo, sono costrette a forti tagli su servizi e attrezzature.
I parlamentari della Lega Nord, nonostante le resistenze di altri gruppi politici, hanno agito nella direzione di ridurre questo gap che penalizza e discrimina le regioni più produttive del Paese.

Purtroppo quanto evidenziato dal rapporto di Federconsumatori rappresenta solo una parte del problema. Gli studenti del Nord non soltanto sono costretti a pagare tasse universitarie nettamente più elevate rispetto a quelli del Sud, ma vengono anche discriminati per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi e l’attribuzione delle borse di studio. Queste sono le motivazioni per cui in Regione, nel Piano Regionale di Sviluppo approvato di recente, è stato fatto un richiamo esplicito al diritto allo studio per gli studenti lombardi. Attendiamo quindi la piena attuazione del federalismo fiscale e istituzionale che riteniamo essere gli unici strumenti capaci di mettere la parola fine alla disparità di trattamento che i nostri studenti sono costretti a subire.”

martedì 27 settembre 2011

Deputati a 18 anni, bene la nuova legge

Bene l’approvazione del ddl costituzionale che equipara l’età dell’elettorato attivo e passivo dando la possibilità di diventare deputati a 18 anni e senatori a 25. Ad oggi il nostro Paese si è dimostrato poco attivo e poco propenso a favorire i giovani in tutte le loro attività. E’ arrivato il tempo di cambiare”. A dichiararlo è il deputato Pierguido Vanalli che a nome del gruppo della Lega Nord è intervenuto oggi in aula per la dichiarazione di voto sul ddl costituzionale. “La norma - spiega Vanalli - afferma che quando con il tuo voto eleggi un senatore puoi anche essere eletto membro di Palazzo Madama e altrettanto a Montecitorio. Il nostro movimento – sottolinea il deputato della Lega - anche se politicamente è il più vecchio in questo Parlamento è anche quello che ha gli amministratori e rappresentanti più giovani perché noi crediamo nelle loro capacità”. Alle critiche di chi vede in questa modifica la paura di trovarsi un 18enne in Parlamento che non sia in grado di svolgere pienamente il suo operato Vanalli risponde ricordando “come pochi anni fa fosse un comportamento assai più riprovevole accompagnare in Aula persone quasi centenarie a votare per forza”. Sulla possibilità dei giovani di fare politica Il deputato leghista propone una ulteriore modifica “in considerazione del fatto che vi è la possibilità che un 25enne diventi anche Presidente del Senato e potrebbe capitare anche che faccia funzione di Presidente della Repubblica, perché non pensare che il Presidente della Repubblica possa avere meno di cinquant’anni?” Parole alle quali sono aggiunte quelle del deputato leghista e presidente del Movimento giovani padani, Paolo Grimoldi: "I mal di pancia provati vergognosamente da qualche deputato dopo la prima approvazione del ddl Meloni sono la dimostrazione che questo provvedimento è una prima risposta concreta contro la casta. I giovani sono il sale della democrazia, e la Lega ha sempre creduto in loro, esprimendo il più giovane gruppo parlamentare della storia repubblicana. Il Movimento giovani padani ringrazia il ministro Meloni per essersi spesa in prima persona in questa fondamentale battaglia".

martedì 13 settembre 2011

FINIAMOLA DI PROVOCARE! CI SONO ANCORA ALCUNE COSE DA PORTARE A CASA!

A chi, fratelli padani, o finti padani, o ex leghisti, o chicchessia, insiste nel dirmi "Domenico, meglio uscire che stare al Governo, sia centrale che locale", cioè qui, a Peschiera Borromeo, dove vivo e partecipo come posso all'attività politica, con tante, tante difficoltà e contraddizioni, dico che ancora qualche ns obbiettivo a livello parlamentare, ma anche locale, territoriale, da aggiungere, meglio forse da raggiungere, ancora c'è! Qualche grosso rospo ancora da ingoiare c'è e poi... si vedrà! Ovviamente è troppo facile essere leghisti in momenti di consenso generale. Il ns motto è da sempre "mai mulà, tegn dur!" ! Al resto bisogna contribuire attivamente, non con BLA, BLA BLA! Padania libera!

COMUNICATO PRESIDENTI DI PROVINCIA DOPO INCONTRO CON MINISTRI BOSSI E CALDEROLI

Alla presenza del Segretario Federale e Ministro per le Riforme per il Federalismo, on.Umberto Bossi, del Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e Ministro per la Semplificazione Normativa, sen. Roberto Calderoli, del sottosegretario agli Interni, on. Michelino Davico - e dei rappresentanti delle Regioni del Nord, Roberto Cota presidente della Regione Piemonte, Andrea Gibelli, vice presidente della Regione Lombardia, Roberto Ciambetti, Assessore al Bilancio ed enti locali della Regione Veneto si è tenuto un incontro con i 13 presidenti di Provincia della Lega Nord.
Durante la suddetta riunione è stato ribadito che per la Lega Nord è importante difendere e garantire l'identità e l'autonomia dei territori.
La Lega Nord vede nella riforma costituzionale una grande opportunità per rendere più efficienti gli enti locali, per definire le funzioni fondamentali e per dare un ulteriore input alla riforma federalista.
Infatti mai come in questo momento è necessario un ente di area vasta, disciplinato dalle Regioni, che abbia un limite di trecento mila abitanti e tre mila chilometri quadrati e che preveda l'elezione diretta del presidente.
Questo rappresenta un concreto esempio di Federalismo, che mira a riordinare ed accorpare anche tutti gli enti e organismi intermedi, con l'obiettivo di rafforzare i servizi per i cittadini.
I presidenti di Provincia ringraziano per la disponibilità i ministri Bossi e Calderoli ed attendono fiduciosi l'esame parlamentare del disegno di legge, auspicando che le future Province regionali possano avere dignità finanziaria.



Lo dichiarano i presidenti di Provincia della Lega Nord


sabato 23 luglio 2011

Scuola, "invasione" dal Sud. I prof di Roma chiedono aiuto alla Lega

Graduatorie degli insegnanti precari di Roma invase di docenti del Sud grazie ai superpunteggi, e gli insegnanti della Capitale chiedono aiuto alla Lega Nord. Una delegazione di docenti romani ha incontrato il senatore Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione al Senato, domandando di essere agevolati nell'accesso agli atti per individuare eventuali punteggi dubbi dei nuovi arrivati, così da poter presentare subito ricorso salvando il posto; inoltre i docenti di Roma chiedono garanzie sull'applicazione dell'articolo 9, comma 17, del decreto Sviluppo che dovrebbe consentire l'immissione in ruolo di un contingente di insegnanti attingendo dalle liste dell'anno scolastico 2010/2011. La risposta del senatore leghista non si è fatta attendere: «Alcune norme - spiega Pittoni - da noi fatte inserire nel decreto Sviluppo, come l'aggiornamento delle graduatorie ogni 3 anni invece che due e l'obbligo di permanenza una volta in ruolo di 5 anni invece che tre senza poter chiedere l'assegnazione provvisoria, hanno limitato i trasferimenti al Nord, ma non hanno potuto impedire l'invasione delle regioni del Centro e di Roma in particolare. La norma cui fanno riferimento gli insegnanti romani, pure questa suggerita da noi e concordata con il ministro Gelmini, apre comunque la strada all'utilizzo delle liste vecchie (prima dell’aggiornamento) per i prossimi inserimenti in ruolo e ci batteremo con tutti i mezzi affinché diventi operativa. Abbiamo inoltre subito segnalato alla Direzione generale per il personale le difficoltà nell'accesso ai dati di chi si sta spostando. Il risultato - conclude Pittoni - è una circolare del Miur già trasmessa a tutti gli Uffici scolastici regionali, con cui si invita ad agevolare la visione degli atti “in caso di richieste di accesso da parte di contro interessati...predisponendo, ove occorra, piani di supporto per l'espletamento delle attività necessarie"».


(22/07/2011)

Governo: approvato ddl di riforma della Costituzione.

Secondo quanto rende noto Palazzo Chigi, il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 22 luglio 2011, ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro per le riforme per il federalismo, un disegno di legge contenente una serie di modifiche per "modernizzare l'architettura costituzionale". Tra le principali modifiche il ddl prevede la riduzione del numero dei deputati e dei senatori per snellire e ridurre i costi della politica. La proposta stabilisce poi che l'indennità parlamentare venga commisurata alla effettiva partecipazione ai lavori parlamentari. Oltre alla trasformazione del Senato in senso federale, il disegno di legge prevede l'eliminazione del cd. "bicameralismo perfetto" con una forte semplificazione dei procedimenti legislativi per garantire la governabilità. Abbassamento dell'età per l'elettorato passivo sia per la Camera che per Senato e nuova ripartizione delle competenze legislative fra Stato e Regioni in materie molto delicate come l'energia e le infrastrutture strategiche. Per quanto riguarda il procedimento legislativo, solo per poche e delicate materie, la revisione della Costituzione, si procederà con il sistema bicamerale perfetto, mentre negli altri casi la competenza sarà distinta tra i due rami. Oltre certi tempi, inoltre, il Governo avrà potrà chiedere la conclusione dell'esame di disegni di legge, presso la Camera dei deputati. Rafforzamento dei poteri del Premier, che assumerà il nome di Primo Ministro che revocherà i Ministri ed i Viceministri e avrà il potere di richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento della Camera dei deputati. Secondo quanto prevede il ddl licenziato dal Cdm, un'eventuale approvazione della mozione di sfiducia non determinerà lo scioglimento necessario della Camera dei deputati. La legge elettorale, con l'indicazione del Primo Ministro, dovrà garantire la formazione di maggioranze solide e il Primo Ministro sarà nominato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati delle elezioni. Rimangono infine inalterate le istituzioni di garanzia dell'ordinamento costituzionale come la figura del Presidente della Repubblica "garante dell'equilibrio fra i poteri" come si legge dalla nota diffusa da Palazzo Chigi.

CALDEROLI – RIFORMA COSTITUZIONALE: “E' STATA APPROVATA IN VIA DEFINITIVA, PERTANTO NON CI SARANNO ULTERIORI PASSAGGI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI


"Il sottoscritto e tutta la Lega Nord esprimono grande soddisfazione per l’'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, questa mattina, della proposta di riforma costituzionale.

Questo via libera definitivo rappresenta un passaggio importantissimo, che conferma l’'impronta riformatrice dell'operato di questo governo che, dopo il federalismo fiscale, ha concretizzato un altro fondamentale tassello nell’'opera di cambiamento del Paese.

Ci tengo a sottolineare come, a questo punto, non sia previsto nessun altro passaggio in Consiglio dei Ministri in quanto, come ha precisato anche la nota diffusa da Palazzo Chigi, l'’approvazione della riforma costituzionale è stata definitiva, pertanto, lo ribadisco, non ci sarà la necessità di ulteriori passaggi in Consiglio dei Ministri, ma occorrerà attendere solamente il tempo per recepire le proposte di modifica presentate dai ministri, prima dell'’invio del testo al presidente della Repubblica per la sua firma."


Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, sen. Roberto Calderoli

venerdì 22 luglio 2011

COMUNICATO STAMPA- Ministro per la Semplificazione Normativa

CALDEROLI – PENSIONI D'ORO: “ECCO L'INTERPRETAZIONE AUTENTICA”


“La norma contenuta nell'’ultima manovra finanziaria, che prevede un contributo di solidarietà per le cosiddette pensioni d’'oro, ovvero quelle al di sopra dei 90mila euro, l'’ho pensata e l’'ho scritta io e pertanto ritengo di essere titolato per fornirne un'’interpretazione autentica.
Come giustamente affermato ieri dal ministro Tremonti il contributo in oggetto è di natura fiscale e del resto non avrebbe potuto essere diversamente perché altrimenti sarebbe risultato incostituzionale.
La natura fiscale fa' sì che il suddetto prelievo vada applicato obbligatoriamente anche agli organi costituzionali e quindi anche a deputati e senatori e ai dipendenti dei suddetti organi.
Sono quindi lieto che i presidenti di Camera e Senato abbiano manifestato la volontà di recepire la norma anche a livello di Camera e Senato ma del resto non avrebbe potuto essere altrimenti, perché è quello che prevede la legge…”





Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, sen. Roberto Calderoli

COMUNICATO STAMPA- Ministro per la Semplificazione Normativa

CALDEROLI – COSTI POLITICA: “FINI CHIEDE DI LEGARE LA DIARIA DEI PARLAMENTARI E NON L'INDENNITA' ALLE PRESENZE? MA MI FACCIA IL PIACERE...”


"Dissento profondamente con il pensiero del presidente Gianfranco Fini secondo il quale, leggo dalle agenzie: ‘Si può stabilire che la diaria sia legata alle presenze ma non l'indennità’.
Come avrebbe detto Totò: ma mi faccia il piacere...

Non sono d’'accordo semplicemente perché l'’indennità viene corrisposta in funzione del lavoro che uno svolge ed è ora di finirla di pensare, come fa il presidente Fini, che il solo fatto di essere eletti garantisca uno stipendio non legato ad un effettivo lavoro svolto

Lo stipendio il parlamentare lo prende se lavora, altrimenti se non lavora è ingiusto che lo percepisca ugualmente, come accade del resto in qualunque tipo di altra occupazione.

Riconfermo quindi la mia assoluta volontà di proporre che l'’indennità dei parlamentari sia correlata all’'entità del lavoro effettivamente svolto e in tal senso nulla c'’entra la diaria, che invece viene corrisposta in ragione delle spese conseguenti alla permanenza a Roma per svolgere l'’attività parlamentare.

Comunque Fini stia tranquillo e non si preoccupi, perché non ho parlato di indennità dei presidenti della Camera, cosa che invece avrebbe dovuto preoccuparlo, considerando i suoi non frequenti turni di presidente dell’assemblea…"



Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, sen. Roberto Calderoli .

domenica 17 luglio 2011

LA DITTATURA DELLE MINORANZE SQUADRISTE

Nelle ultime settimane, alcuni dei cosiddetti NO TAV hanno mandato all'ospedale oltre 200 rappresentanti delle forze dell'ordine. Non è la prima volta che dietro ai popoli dei NO (alla TAV, alla guerra, al razzismo, al fascismo, alle discariche, ecc) si nascondono barbari deliranti a volto coperto che pretendono d'imporre le proprie richieste con l'uso di bombe carta, spranghe, grosse pietre o altri micidiali ordigni. Chissà se i professionisti del giornalismo d'inchiesta, specializzati nello sguinzagliare i loro segugi alla caccia di mostri da creare e sbattere in prima pagina, per servire il politico di turno al quale leccano i piedi, ci faranno conoscere le immagini, i nomi e le telefonate dei mandanti e degli esecutori dei violenti disordini. In un paese civile e non distratto da scandali di comodo, chi aggredisce una persona e la ferisce in modo grave verrebbe condannato per tentato omicidio o tentata strage ed i cittadini sarebbero informati sulle indagini, sui processi e sulle condanne. Esprimo la massima solidarietà alle forze dell'ordine ed agli altri lavoratori bersaglio degli squadristi, ed il mio disprezzo per chi, come Beppe Grillo, chiede un Parlamento pulito ma poi difende una società sporcata da delinquenti che non accettano le regole democratiche, e fanno le prove per una dittatura delle minoranze.

OBIETTIVI DI PONTIDA: TABELLA DI MARCIA

Tratto dal quotidiano "La Padania" di sabato 2 luglio 2011.

1. MINISTERI DECENTRATI

Entro la fine di luglio apertura delle due sedi ministeriali a Monza Villa Reale

2. RIFORMA COSTITUZIONALE

Inviata all'esame del Preconsiglio dei Ministri la bozza di riforma costituzionale con dimezzamento del numero dei parlamentari e introduzione del Senato Federale

3. PATTO DI STABILITA'

Approvata la riforma del patto di stabilità interno di Comuni e Province, che prevede premi per gli Enti virtuosi e sanzioni per gli Enti non virtuosi. Esclusione dalla manovra finanziaria, appena varata, di tagli a carico di Enti locali e Regioni virtuosi

4. COSTI DELLA POLITICA

Approvato il taglio dei costi della politica:

- riduzione degli stipendi degli eletti e dei nominati con allineamento alla media degli altri stati europei
- riduzione del numero e del costo delle auto blu nonchè limitazione della cilindrata massima di 1600 cc
- limitazione dei voli di stato
- eliminazione dei benefici a vita dei nominati negli enti pubblici
- cancellazione della truffa dei rimborsi elettorali e loro riduzione

5. SPRECHI E COSTI STANDARD DELLO STATO

Approvati i tagli degli sprechi e definiti i Costi Standard per lo Stato come si è già fatto per gli Enti locali e le Regioni, per ridurre il costo dell'Amministrazione Pubblica e conseguentemente la pressione fiscale

6. QUOTE LATTE

Definitivamente risolta la questione delle quote latte e delle aziende agricole in crisi

7. T.P.L.

Finanziato per il 2011 il Trasporto Pubblico Locale

8. GANASCE FISCALI

Approvato il ridimensionamento delle ganasce fiscali e delle misure vessatorie di Equitalia

9. GIOVANI E IMPRESE

Approvato regime di agevolazioni fiscali per i giovani fino a 35 anni o per i cassintegrati con un regime forfettario di tassazione del 5%

10. RIFORMA FISCALE

Approvata la proposta di legge delega che porterà alla riduzione degli scaglioni da 5 a 3, con aliquote al 20% - 30% - 40%. Progressiva riduzione dell'Irap partendo dal costo del lavoro fino al suo azzeramento

11. RIFIUTI NAPOLI

Impedito il trasporto dei rifiuti dalla Campania alle regioni del Nord

12. MISSIONI MILITARI

Bloccato il tentativo d'inserimento in manovra finanziaria di incrementi per gli stanziamenti per missioni militari e a breve, nel decreto legge relativo, chiederemo la loro concreta riduzione

13. LIBIA

Definita la data certa della conclusione della missione in Libia (settembre 2011) e sottoscrizione bilaterale con il governo provvisorio per il riaccoglimento dei profughi sbarcati sulle nostre coste

14. PENSIONI DONNE

Rinviato l'avvio al 2020 dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne che si concluderà solo nel 2032

15. NO SOLDI A ROMA E PALERMO

Stoppati scandalosi e ingiustificati finanziamenti al Comune di Roma e al Comune di Palermo

Radio Padania Libera, odiata perchè dice verità scomode

Di solito si dice che discutendo di calcio e di politica si rischia di litigare perfino tra amici e parenti, quindi non mi stupisco se le trasmissioni di Roberto Ortelli, su Radio Padania Libera, scatenano le reazioni sconsiderate di persone accecate dall'odio nei confronti di noi leghisti e di chi considera sacra la propria fede sportiva, senza essere in grado di controbattere civilmente alle sue argomentazioni nè di accettare che il conduttore prenda posizione. Confesso che le prime volte in cui parlava di "calciopoli" non capivo cosa c'entrassero quei temi in una radio politica, ma oggi posso dire che ha fornito un buon servizio informativo e questa vicenda conferma il malfunzionamento del sistema e della società italiana, con molte analogie addirittura con tangentopoli. Infatti, la famosa inchiesta del '92 descrisse il sistema politico come un'associazione per delinquere e portò all'incriminazione di alcuni interi partiti, che vennero poi cancellati dalla scena, mentre il vecchio PCI ne uscì praticamente indenne e potè passare due decenni dando lezioni di legalità e giustizia al mondo intero. Pur di apparire più credibili, i dirigenti di quel partito candidarono il Magistrato simbolo di "Mani Pulite" Antonio Di Pietro nel collegio sicuro del Mugello, facendolo diventare Senatore della Repubblica apparentemente ripulita. In questi 20 anni abbiamo avuto notizie di varie indagini a carico degli esponenti della sinistra, che nel frattempo hanno cambiato varie sigle di partito, ma quasi tutte si sono arenate o sparite dalle cronache, ed anche gli sviluppi dell'inchiesta Enac di questi giorni faticano a riempire le prime pagine dei media, quasi che la loro presunta purezza seguita a tangentopoli li rendesse intoccabili. Da qui le analogie con una calciopoli che si sta rivelando sempre più una farsopoli. In ogni caso, secondo me, un giornalista è valido se ha la capacità e la forza delle idee per affrontare temi scomodi e scottanti, che inevitabilmente scontentano qualcuno ed attirano antipatie. Buon lavoro e complimenti a Roberto Ortelli ed a tutti gli altri professionisti o volontari che operano nella "nostra" radio, soprattutto quando causano acidità di stomaco ai nostri avversari politici.

mercoledì 29 giugno 2011

Rifiuti, appello della Cei irricevibile

Siccome scende in campo anche la Cei, è il caso che la Conferenza dei vescovi italiani sappia che da più di un decennio, a cadenza annuale, tanti soldi vengono dati alla Campania e in particolare a Napoli per far fronte all'emergenza rifiuti, soldi di tutti, in particolare dei cittadini del Nord. Ora, con tutto il rispetto per la dottrina sociale della Chiesa, il richiamo e l'appello della Cei, pur rientrando nella sua missione pastorale, sono irricevibili. Se è emergenza nazionale allora questa è una emergenza che dura da più di un decennio, è una emergenza che è stata gestita male, malissimo dagli enti locali, in primis dalle province. E se c'è un problema questo è nelle guerre interne dei partiti che hanno governato e governano la regione e il comune. Che poi la 'camorra' ci ha messo del suo, questo lo sanno anche i sassi... ma a forza di dire che la colpa è della camorra, vuol dire mettere la testa sotto la sabbia e non voler vedere la realtà. I cittadini di Napoli non meritano questo. Nello specifico sulla presa di posizione dei vescovi è troppo comodo che i porporati della Campania, in particolare quello di Acerra, si schierino con quelli che non vogliono i termovalorizzatori, per poi mandare i rifiuti al nord, mentre i vescovi del nord continuano a parlare di accoglienza, ma... l'accoglienza dei fratelli può anche passare, mentre quella dei rifiuti non è un dono di Dio. Se come dicono in Campania, i termodistruttori non fanno bene alla salute dei cittadini del sud, perchè dovrebbero, al contrario, far bene ai cittadini del nord? Un esempio tanto per chiarirci: si sappia che da oltre 50 anni gli oratori al nord praticano la raccolta differenziata! Ecco questa potrebbe essere un'altra delle missioni della Chiesa'.


(28/06/2011)

venerdì 24 giugno 2011

Governo, il premier riprenda il timone

''Per tutti i parlamentari e militanti della Lega Nord gli impegni assunti domenica a Pontida da Umberto Bossi sono la nostra bussola a cui ci atterremo e a cui faremo quotidianamente riferimento anche nelle aule parlamentari''. Inizia cosi' l'intervento in aula del vicepresidente dei senatori della Lega Sandro Mazzatorta in discussione generale dopo che e' intervenuto il presidente del Consiglio. ''La Lega Nord ha sempre, con determinazione - ha detto Mazzatorta - perseguito un obiettivo di riforma delle istituzioni per trasformare radicalmente l'assetto di questo Stato centralista ed inefficiente, per sostituire al centralismo statocentrico un federalismo che riesca a dare autodeterminazione e autonomia ai diversi territori e a colmare quella frattura profonda tra Nord e Sud che in 150 anni di storia unitaria non siamo riusciti come Paese a colmare''. Ma, ha aggiunto, ''mentre noi procediamo sulla strade della riforma federalista sono al lavoro le burocrazie parassitarie statali e parastatali per difendere i loro privilegi. Prodi, 15 anni fa, aveva inserito la proposta della capitale reticolare nel suo programma di governo letto alla Camera dei Deputati nel maggio 1996 in questi termini: "Il Governo intende promuovere il decentramento di strutture o di servizi dall'attuale sede di Roma ad altre grandi città italiane. Ci ispira l'idea di una capitale reticolare che è stata sperimentata con successo in altri Paesi". Mazzatorta ha poi parlato del patto di stabilita', essendo anche sindaco di Chiari, in provincia di Brescia: ''rivediamo questo patto - ha continuato Mazzatorta - che contiene norme stupide e rilanciamo l'economia; diamo la possibilità ai Comuni virtuosi di pagare i fornitori e di liberare la propria capacità di investimento che va intesa come motore di sviluppo e non come aumento dell'indebitamento visto che i soldi sono disponibili''. Ma per far questo, ricorda il vicepresidente dei senatori leghisti ''serve una leadership politica forte capace di dare risposte a questi problemi e serve un comandante di vascello che sappia tracciare la rotta e non navigare a vista, non limitarsi al piccolo cabotaggio''. Infine un appello a Berlusconi: ''riprenda il timone della nave, abbandoni il ponte di comando e torni in sala macchine a sporcarsi le mani nella morchia dei motori, riprenda la guida del Suo governo che deve navigare sulle grandi rotte delle riforme, quelle che abbiamo avviato insieme in questi anni difficili e dimostri che questo Governo, come ha fatto in questi tre anni, può cambiare davvero questo Paese e allora noi - ha concluso - saremo al suo fianco facendo la nostra parte sino in fondo''.

Governo, passare dalle parole ai fatti

Il presidente del Consiglio ha tenuto oggi in Aula un discorso chiaro su quanto ha fatto il Governo in questi tre anni e sulle cose da fare, ma la gente ci chiede di passare dalle parole ai fatti e di farlo in tempi veloci. Nonostante una crisi internazionale pesantissima il Governo e la maggioranza in questi tre anni hanno saputo garantire la stabilità e il rigore dei conti pubblici e fare riforme importanti in tanti settori, dall’università al processo civile, alla epocale riforma del federalismo fiscale, per non parlare dei risultati importantissimi che sono stati conseguiti in materia di immigrazione clandestina e in materia di lotta alle mafie. Tanto è stato fatto ma tanto ci resta da fare a partire dalla revisione del Patto di stabilità interno. E’ assurdo che i sindaci e i Comuni che oggi hanno la disponibilità di cassa non possano adottare iniziative in tema di opere pubbliche, iniziative nel sociale e nei servizi. Questo lo dobbiamo e lo vogliamo fare sin da subito, premiando i comuni virtuosi: è una priorità assoluta a cui il Governo deve dare risposta.” “Abbiamo poi l’assoluta necessità di fare la riforma fiscale, perché oggi le nostre imprese sono in difficoltà. C’è la possibilità di farla per far ripartire l’economia. Abbiamo approvato ieri il decreto sviluppo che già ha dato delle risposte importanti su Equitalia e sulla sburocratizzazione dei lavori pubblici e dell’edilizia privata; ora dobbiamo assolutamente accelerare. Andare avanti sulle riforme e farlo velocemente: questo ci hanno chiesto i nostri cittadini, le nostre imprese e i nostri pensionati a Pontida, ed è questo l’impegno che abbiamo preso con loro e che Umberto Bossi, il nostro leader unico e lungimirante, porterà a compimento.


(22/06/2011)

venerdì 3 giugno 2011

Federalismo: opportunità da non sprecare

''La proposta temporale per i lavori della Commissione per l'attuazione del Federalismo era di tre anni, anziché di due, che poi è quello che stiamo proponendo oggi e che il ministro Calderoli ha ribadito. La legge delega già al proprio interno prevede il periodo di verifica, controllo ed integrazione dell'efficacia dei decreti che vengono man mano approvati e diventano legge. Il provvedimento in esame proroga di un ulteriore anno il periodo per l'emanazione appunto dei decreti correttivi e di altri, portandolo a tre anni''. Lo ha ricordato in aula al Senato, il vicepresidente della Commissione per l'attuazione del Federalismo Fiscale, Paolo Franco, che, entrando nel merito del dibattito ha mosso una osservazione: ''Ribadisco che le proposte sono tutte positive e altrettanto è stato fatto all'interno dei lavori della Commissione bicamerale. Attenzione - ha avvertito il parlamentare della Lega - non si pensi che questa proroga possa diventare uno strumento per lenire, limitare o frenare il grande processo innovativo del federalismo fiscale in corso di ultimazione, sotto il profilo legislativo, anche se poi i tempi applicativi saranno ovviamente più ampi''. Dunque, è l'appello del senenatore Franco, ''Non pensiamo di fare una battaglia politica su un qualcosa che sindaci, presidenti di Provincia e di Regione vogliono. In alcune Regioni a Statuto speciale - ha ricordato - e in una in particolare, vedo ancora il tentativo di mantenere e di stringere questioni di privilegio che se, comunque, per il dettato costituzionale non possono essere toccate, non prescindono dal fatto che la spesa pubblica, anche a livello locale, anche da parte di alcune Regioni a Statuto speciale, deve assumere dei livelli e delle connotazioni totalmente diverse''. Quindi, ''non si perda questa occasione, cerchiamo di continuare come è stato fatto fino ad ora e poi, a fronte dei risultati che concretamente si realizzeranno nel momento in cui il processo davvero comincerà a realizzarsi e a calarsi sul territorio, potranno essere presi altri provvedimenti per integrarlo, per modificarlo e per renderlo più aderente alle realtà e alle necessità delle nostre amministrazioni locali''.


(03/06/2011)

mercoledì 1 giugno 2011

A Peschiera Borromeo il PD per l’Unità … divide

Affissioni cittadine sul 150° che cercano lo scontro e non la dialettica costruttiva

A una settimana ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia perfino le acque della politica peschierese continuano ad essere molto agitate. Anche da noi non mancano le polemiche politiche sul tricolore tanto che ieri leggendo l’articolo in proposito sul “peschiera inFolio” a cura del PD locale, mi sento di dare una pacata risposta senza cadere nelle provocazioni a cui certi personaggi sono avvezzi. Sì perché siamo alla farsa caro PD, perché abbiamo perso un’opportunità, quella di utilizzare questa ricorrenza per unire veramente il Paese, anche abolendo la storia a senso unico. Perché ad esempio alla serata che avete organizzato per il 12 marzo non si è pensato anche alla presenza di un relatore che si rifacesse all’anima federalista del Risorgimento, quella di Rosmini o di Carlo Cattaneo? Proprio così e.. ci dispiace. Davvero. È storia di questi giorni. Se è la Lega a contestare i festeggiamenti per i 150 anni della fondazione del Regno d’Italia le critiche non si contano. Se invece è Massimo Cac¬ciari, luminare docente di sinistra che tiene spesso le sue cattedratiche lezioni in lingua veneta, a dirci che l'Italia non è mai stata unita, allora tutto tace. Ecco quindi che io, segretario cittadino del Carroccio, dopo tutti i vostri manifesti affissi solo per creare confusione, odio, rissa locale, a una settimana dal 17 marzo, voglio offrire una let¬tura inedita dello scenario politico. L'ex sindaco di Venezia, che di car¬nevali se ne intende toglie la maschera ai festeggiamenti unitari per svelare la povertà d'idee della classe politica romano-centrica, che è anche la vostra, dove paradossalmente, ma non trop¬po, un post fascista come Fini cavalca le posizioni di Bersani e flirta con la catto-comunista Rosy Bindi.
Vedi caro PD locale, il professor Massimo Cacciari mette in luce un dato molto importante: in buona parte della politica italiana, ma io dico anche nostrana, c'è un vuoto progettuale e una incapacità di lettura degli eventi disarmante; le polemiche sull'unità d’Italia, come anche l’eccessiva enfasi posta su scandali e scaldaletti, sono un paravento dietro il quale rifugiarsi perché non si ha molto da dire nonostante le grandi sfide che il mondo contemporaneo po¬ne. Il 17 marzo, caro PD locale, non sarà un refe¬rendum contro la Lega, ma se anche lo fosse non verrebbero meno quei nodi che bisognerà affrontare, primo fra tut¬ti la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, la sburocraticizzazione, il superamento di uno stato centralizzato e di quella cultura codino-burocratica che lo ha ispirato. Caro PD locale, è proprio il prof. Massimo Cacciari a dire che l'Italia non è mai stata unita. Lui è convinto di ciò e, ne sono certo, sarebbe d’accordo se questa sua affermazione venisse letta assieme a questa mia ultima, umile riflessione sulla Co-stituzione italiana, che è e resta il vero cemento del¬la solidarietà nazionale.

Domenico Facchi
Segretario cittadino Lega Nord

La Cei commette uno sbaglio a minimizzare il pericolo islamico

Sono cattolico praticante, catechista, impegnato nel volontariato sociale da anni e mi sento di disapprovare affermazioni come quella di fonte CEI, che nega il pericolo d’islamizzazione a Milano e dintorni, dove qualcuno vorrebbe edificare il più grande complesso islamico d'Europa. Mi tornano alla memoria, ma tutti se lo ricorderanno, le parole profetiche della Fallaci. Viltà e tradimento: non vi sono altre parole per descrivere gli unici motivi che possono indurre chi ha tutti i mezzi per conoscere la reale situazione di espansione dell'Islam più pericoloso ad assumere atteggiamenti di negazionismo belante. Al contrario, è dovere di tutti i Cristiani avere il coraggio di proclamare ad alta voce la verità, anche quando ciò comporta dei rischi! Parliamo allora subito di reciprocità, di cristiani massacrati in paesi a fede musulmana e di chiese distrutte. Allora, nel giorno in cui il segretario della Cei a Milano dice sì alle moschee purché dentro le regole delle leggi e della Costituzione e i fratelli musulmani sanno che con Giuliano possono stare tranquilli, perché la loro Mecca sarebbe qui, la Lega Nord al Senato torna a chiedere, con uno specifico disegno di legge, di scrivere le regole per la costruzione di edifici di culto di confessioni religiose acattoliche. Regole che fino ad oggi non esistono e che tutti, a parole però, dicono di voler realizzare. Un vuoto che il Carroccio vuole colmare. (d.f.)

Ostruzionismo? L’unico disastro è l’opposizione senza idee e progetti.

La nota imbarazzata e in difensiva dei Pd, che ormai ripete ogni volta le stesse robe come un disco rotto, dimostra che anche loro si sono accorti che nessuna delle rovine che da due anni annunciano si sta realizzando. È addirittura imbarazzante quanto dice il Pd proprio a posteriori di un Consiglio Comunale in cui si è confermato un altro successo della Lega Nord con l’approvazione del Regolamento Asili Nido. È già! Emendamenti su emendamenti per il gusto di fare solo ostruzionismo. E pensare, sappiate, che in Commissione Consiliare l’Assessore Bellini e la Capo settore avevano sviscerato e spiegato a tutti i Commissari dell’opposizione ogni parte innovativa inserita nel Regolamento. Ci si domanda allora: “questi emendamenti a cosa servono? Dobbiamo credere al PD quando propone di lavorare nelle Commissioni per snellire i Consigli Comunali ed evitare il muro contro muro che ci permette di far passare comunque sempre tutto a colpi di Maggioranza? Che senso ha una tale proposta quando anche per il nuovo regolamento di Polizia Urbana, sempre a firma Lega Nord, sono stati inseriti una cinquantina di emendamenti?” Sociale e Sicurezza, i nostri Assessorati che il Pd cerca di fermare, di boicottare invece di collaborare al bene dei cittadini, arrivando a perdere tempo nei lavori del Consiglio Comunale con un ostruzionismo che lo vedrà sempre più isolato e perdente. Negli ultimi 2 anni, mentre l’opposizione diceva “no” a tutto e accusava l’Amministrazione di ogni nefandezza e incapacità e la Lega Nord di essere muta pur se motore trainante, la città, da grigia dormitorio e immobile che era quando governava il centrosinistra, è costantemente migliorata. Sta migliorando! Pur con tanta difficoltà dovuta al cambiamento radicale di rotta, con quasi tutti i settori che, abituati alla vecchia maniera non hanno certo aiutato per una rapida svolta risolutiva, di mese in mese, sono aumentati i servizi, si sono realizzate opere, è migliorata la qualità della vita. Nessuno vuole tornare alla città rassegnata del centrosinistra. Alla città del cemento e basta senza offrire per coerenza i servizi. È sotto gli occhi di tutti e tutti se la ricordano, anche tanti peschieresi di sinistra. Comprendiamo che questa evidenza sia dura da digerire, ma il tentativo del Pd e dei suoi fiancheggiatori di approfittare di una crisi generale per trarne vantaggio politico a danno della città ma, attenzione, anche della Nazione, è irresponsabile, oltre che destinato a fallire. Manifesti che irridono alla Lega, attacchi continui in ogni intercalare negli interventi in Consiglio Comunale, ostruzionismo, balle spaziali a raffica. Mentre però il Centrosinistra grida allo sfascio, irride, calunnia, fa finta di fare politica per la città e ricorre al muro contro muro per mettersi in evidenzia tentando di far perdere ai lavori tempo prezioso senza alternative, diserta lealtà e coerenza sia in Consiglio che nelle Commissioni. Ipocrisia sì, per fare, appunto, ostruzionismo cercando di spaventare i cittadini gridando “attenti alla Lega che ti frega”! L’Amministrazione però, soprattutto la Lega Nord ha lavorato duro e continua a lavorare per i cittadini! Dura da digerire per il “partito dello sfascio” da più anni ormai senza idee, progetti, proposte per la città tranne quelli di mattone e cemento senza però i servizi adeguati.

LA RICETTA ANTICRISI DEL PD? TRIPLICARE LE TASSE E INTANTO LANCIA BALLE SPAZIALI

Lega: se in bicamerale fossero passati gli emendamenti presentati dal centrosinistra la pressione fiscale dei comuni sui cittadini sarebbe aumentata da 11,5 a 38,5 miliardi di €. Eppure l’opposizione continua a parlare di “federalismo delle imposte”.

Ho cercato di convincere un sinistrino locale di poca memoria riguardo a fatti recenti di scontri alla Camera sulla pressione fiscale. Ebbene, pur di mandare a casa l'attuale Governo, c'è chi, come questo peschierese ma… chissà quanti la pensano così, vorrebbe gettare alle ortiche la riforma federalista. Che pure è l'ultimo strumento ancora in grado di tenere unito il Paese. Sì cari lettori perché il Federalismo non penalizza né il Sud né il Nord. Colpisce chi finora ha speso in modo irresponsabile e non lo potrà più fare. Il Federalismo municipale, in particolare, offre nuovi strumenti per la lotta all'evasione fiscale e senza zone franche pagheremo tutti di meno. Cose che interessano i cittadini, ma non una certa classe politica che ha come unico obiettivo di ritagliarsi uno spazio di potere. Tutto finisce strumentalizzato e il Federalismo diventa «la riforma che fa aumentare le tasse»; perciò «in coscienza» come si può appoggiare una proposta che va «contro gli interessi dei cittadini?». Peccato che poi chi manifesta le crisi di coscienza abbia comportamenti opposti. È stato Giuliano Amato (Pd) ad aver suggerito di risolvere il problema del debito pubblico, chiedendo a un terzo degli italiani di mettere a disposizione 3 mila € a testa. E il sistema dell'addizionale comunale Irpef è stato introdotto nel 1998 dal governo Prodi, il quale nel 2007 ne ha pure aumentata l'aliquota (nello stesso anno ha introdotto anche la tassa di scopo). Non basta. In commissione Bicamerale esponenti del Pd hanno presentato una serie di emendamenti al Federalismo municipale, fortunatamente respinti: cedolare secca al 23 (al 18%, pari a un maggiore carico fiscale di 578 milioni di € (on. Boccia); componenti aggiuntiva dell'lmu (Imposta municipale unica) da 20 a 150 € a contribuente, con un incremento di spesa per cittadini compreso fra 1,2 a 8,9 miliardi di € (sen.Stradiotto), rideterminazione degli estimi catastali, con un aumento di 2,2 miliardi di euro tra Irpef e lei (sen.Vitali); aliquota Imi all'8,5 per mille, pari a un miliardo in più (on.Misiani); e così via. In totale le proposte del Pd avrebbero comportato un incremento del carici fiscale valutabile fra gli 8,4 e i 23,8 miliardi di euro, da sommare ai circa 11 miliardi attualmente riscossi dai Comuni... Alla faccia della coscienza! Il federalismo fiscale comporta la responsabilità degli amministratori per avere meno sprechi e tasse ridotte. Ecco invece la verità: meno tasse sugli affitti con il federalismo municipale perché i soldi… restano sul territorio! L'approvazione del decreto sul Federalismo municipale manifesterà i suoi effetti già nei prossimi mesi. La tassa sugli affitti (che oggi supera anche il 40%) scenderà a un'aliquota fissa del 21% (19% a canone agevolato). A vantaggio di chi affitta, ma pure di inquilini e Comuni (questi ultimi beneficeranno degli introiti derivanti dal recupero degli affitti in nero). Chi afferma che col Federalismo cresceranno le tasse, dice il falso. La riforma serve proprio a ridurre spesa pubblica e imposte. E in ogni caso qualsiasi aumento è esplicitamente vietato dalla legge quadro. Con il Federalismo municipale i Comuni avranno libero accesso al catasto telematico e all'anagrafe tributaria per pizzicare gli evasori. Parte di quello che su scala locale sarà recuperato con la caccia ai furbetti, resterà nelle casse municipali per essere investito in servizi a favore della cittadinanza. Vuoi saperne di più sulla CEDOLARE SECCA o altri vantaggi ma comunicati solo in sincerità e obiettività come meno tasse sugli affitti con il federalismo municipale perché i soldi… restano sul territorio? Allora vieni a trovarci o fissa un appuntamento con noi!

La Lega salva gli insegnanti del Nord

Mi è stata rivolta da una docente di scuola media di Peschiera una richiesta di approfondimento intorno al decreto-legge sullo sviluppo appena emanato, che recepisce quattro delle otto richieste che la Lega Nord ha formulato al ministro dell’Istruzione Gelmini sulla questione degli insegnanti precari. Ebbene, questi al Centro-Nord, con la riapertura delle graduatorie, rischiano di perdere il posto in conseguenza dei punteggi elevatissimi maturati in alcune aree del Paese. Nel provvedimento, si sappia, su nostra indicazione, c’è un preciso riferimento alla possibilità di attingere alle liste attuali, e quindi a chi potrebbe perdere il posto, per gli inserimenti in ruolo. Un’altra nostra richiesta (punti per la permanenza), in base agli accordi, entrerà nel decreto in corso d’opera. C’è poi l’impegno del Ministro sugli altri tre punti, fra cui l’avvio del tavolo per la riforma del reclutamento, sulla base del progetto innovativo che ha già la disponibilità di alcune tra le principali forze sindacali. Questo noi leghisti commentiamo dopo il via libera del Capo dello Stato al decreto-legge recante disposizioni urgenti per l’economia. Si abbia cognizione che sugli insegnanti precari è in gioco la sopravvivenza stessa del corpo docente del Centro-Nord, che non può essere spazzato via da meccanismi perversi che poco hanno a che fare con il merito, oltre a fornire dati palesemente in contraddizione con le valutazioni internazionali. Non sarebbe corretto fare di tutta l’erba un fascio ma su otto voci che concorrono a fare punti, almeno cinque si prestano a giochi scorretti. C’è chi alimenta un vero e proprio “mercato” dei punti, che costringe a versare soldi, offrire lavoro a titolo gratuito o anche semplicemente “acquistare” punti per salire in graduatoria, anche persone che non si sarebbero mai sognate di scendere a certi compromessi. Questa è un'emergenza vera. A vivere il dramma del rischio di mancato rinnovo del contratto in seguito alla riapertura delle graduatorie, sono insegnanti già inseriti con la famiglia nel tessuto sociale locale, che hanno aperto mutui, si sono indebitati... ridotti ora alla disperazione.
Ennesima conferma che il sistema è ormai alla frutta. Cara collega, c'è un solo modo per uscirne ed è la riforma del reclutamento. Il progetto leghista, pur garantendo la libera scelta del territorio ove posizionarsi, consente finalmente di scalare le liste per merito, a parità di condizioni con i candidati del posto (le regole saranno le stesse per tutte le regioni). Cosa, peraltro, che è la norma nei Paesi dove il titolo di studio non ha valore legale. La nostra proposta ha già incassato la disponibilità dei sindacati della scuola (Cgil esclusa), ed è perfettamente in linea con Costituzione, legge nazionale e normativa europea. (d.f.)

Dichiarazione di voto dopo l’esposizione degli Assessori sul bilancio nel CC del 28 aprile 2011

Un anno fa l'assessore Maria Angela Bellini veniva additata come incapace e inetta, dalle stesse persone che oggi la lodano.

Sig. Presidente, Sig. Sindaco, Sig.ri Consiglieri, Sig.ri del pubblico, noto con piacere che l'assessore Bellini viene giustamente riconosciuta come un assessore efficiente che sta lavorando bene, facendo funzionare tutto il settore. Non più di un anno fa l'assessore Bellini veniva additata come incapace e inetta, dalle stesse persone che oggi la lodano. Questo la dice lunga sull'attendibilità delle critiche dell'opposizione e sulla faziosità delle stesse. (aggiungo ora n.d.r.: sono solo un po' preoccupato se penso che in due anni l'opposizione ha riconosciuto il valido operato dell'assessore Bellini, di questo passo ci vorranno 14 anni per completare la giunta...)
Per quanto riguarda l'esposizione dell'assessore Piromalli, che ringrazio insieme a tutti gli assessori che hanno parlato sull'argomento del consuntivo del bilancio comunale 2010, ho avuto modo di apprezzare, come sempre, alcuni punti astratti ma di grande spessore: infatti leggendo i freddi numeri, è possibile ricavarne interessanti interpretazioni sullo stato di salute dell'Ente. Mi sono infatti appuntato tre elementi del discorso dell'assessore Piromalli: il primo riguarda alcuni indici, come la rigidità della spesa corrente, che indica la capacità dell'ente di sostenere le spese correnti con le entrate: siamo passati dal 31% del 2009 al 27% del 2010, con evidente miglioramenti per quanto riguarda questo indice di sostenibilità della spesa corrente. Il secondo punto importante è quello relativo al patto di stabilità: è stato molto importante e difficile rispettarlo quest'anno, anche se di pochissimo. In un anno infatti di crisi economica, con conseguenti minori entrate, con minori trasferimenti da stato e regioni, e per i parametri del patto stesso che quest'anno erano particolarmente stringenti, è stato un successo poterlo rispettare (aumentando nel contempo la spesa per i servizi sociali). Infine ho favorevolmente annotato la sua apertura nell'esporre la tabella dei dieci parametri che indicano lo stato di salute dell'ente: su 10 ne sono stati rispettati 8. Mi è sembrato il suo, assessore, un atteggiamento professionale e non approssimativo e superficiale, non accontentarsi e cercare di indirizzare anche gli altri due parametri non rispettati. Certo, non sarà semplice, la riscossione dei crediti da parte delle imprese verso le pubbliche amministrazioni, ad esempio, è un annoso problema in Italia, sul quale sta lavorando anche il ministro Brunetta insieme a tutto il governo, ma ho particolarmente apprezzato assessore il suo atteggiamento verso questo problema. Secondo un aspetto prettamente leghista, per quanto riguarda il federalismo fiscale, citato dagli interventi che mi hanno preceduto, da poco si è finito di approvare i decreti attuativi, a inizio 2011. Pretendere di vederne gli effetti nel consuntivo del bilancio 2010 mi sembra un po' difficile. Infine la normalità, precedentemente citata dai consiglieri di opposizione circa gli interventi fatti finora di manutenzione: è vero Sig. sindaco, dovrebbe essere normalità fare manutenzione... in una città normale! Ma Peschiera Borromeo probabilmente non è normale. Si è iniziato ad asfaltare da Linate, non certo perché l'incuria estrema delle strade in quella frazione si era creata negli ultimi due anni, così come non si era creata l'incuria negli ultimi due anni del verde pubblico, che ha richiesto una potatura di gran parte delle piante del territorio comunale, così come non si è creata negli ultimi due anni l'incuria delle piste ciclabili, alcune delle quali transitabili a fatica con una moto da cross... tutte cose che hanno richiesto interventi di manutenzione. Così come il rifacimento di alcuni parchi giochi (San Bovio e Mezzate in primis), che erano quasi inutilizzabili non certo per l'incuria creatasi negli ultimi due anni. La normalità certo... assessore Piromalli, questo è il lungo viaggio della nostra città verso la normalità... Per questo il gruppo consigliare Lega Nord voterà a favore del consuntivo del bilancio 2010. Grazie. (l.g.)

MAMME IN DIFFICOLTÀ, DUE TERZI DEI FONDI DI SOSTEGNO VA A QUELLE STRANIERE

Le beneficiarie hanno ricevuto entro pochi giorni dalla segnalazione una carta prepagata messa a disposizione gratuitamente, grazie a un accordo di collaborazione con la Banca Popolare di Milano. Sulla carta sarà caricato mese per mese l'importo del contributo che le madri potranno spendere secondo le necessità concordate con il Consultorio o il CAV.

Creato nel settembre 2010 dalla Regione Lombardia e finanziato con 5 milioni di €. Il 68% è straniera, l'età media è di circa 30 anni. Ma i fondi finiranno entro giugno. In soli sei mesi sono state 802 le donne che si sono rivolte agli sportelli dei consultori o dei Cav (Centro aiuto alla vita) lombardi per chiedere un contributo al fondo "Nasko" creato nel settembre 2010 dalla Regione Lombardia e finanziato con 5 milioni di euro (per la ns città il Cav di riferimento è a San Giuliano M.se). Destinatarie del progetto sono le future mamme in difficoltà economica, che non sanno come arrivare a fine mese e che hanno valutato la possibilità di abortire proprio a causa della loro condizione economica. Per ciascuna di loro, il fondo "Nasko" prevede un contributo fino a 4.500 € per un massimo di 18 mesi (250 € al mese). Con i fondi che in questo momento sono a disposizione si potrà attivare un massimo di 1.000-1.100 progetti ed entro giugno, probabilmente i fondi termineranno. Il 68% delle donne che hanno usufruito del progetto sono straniere (più della metà delle quali sudamericane), contro un 32% di italiane. L'età media è di circa 30 anni. L'alto numero di domande pervenute è il segnale che la Regione Lombardia ha colto un bisogno che noi denunciamo da tempo. Secondo noi servirebbero però più politiche di sostegno alla maternità in genere. E non solo a chi si trova in grave disagio economico. Si sappia che l'erogazione del contributo economico è legata all'impegno della madre di rispettare gli impegni contenuti nel "progetto di aiuto personalizzato ", avviene tramite una carta prepagata ricaricata mensilmente e gestita dai consultori familiari pubblici e privati accreditati e dai Cav iscritti all'elenco regionale. Per accedere al fondo Nasko occorre essere residenti in Regione Lombardia, ottenere certificazione sanitaria che attesti una gravidanza entro il 90 giorno, sottoscrivere un progetto di aiuto concordato e dimostrare che la gravidanza comporti un effettivo disagio economico. Questi dati possono essere letti in due modi. Il primo è che a patire maggiori difficoltà di mantenimento sono le donne straniere. Ed è probabilmente quello "ufficiale". Quello politicamente scorretto, ma altrettanto realistico è che molte delle donne lombarde non sanno che esistono simili forme di sostegno alla natalità. Anche a Peschiera Borromeo tre donne sono state indirizzate al Cav di San Giuliano Milanese. Ecco perché l'informazione pubblica è importante... Noi lo stiamo ribadendo da tempo! Per saperne di più è possibile rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune, nei consultori familiari o al Centro Informazioni e Relazioni con il Pubblico ASL2 (848 800507 - 848 800507 ) o direttamente al Cav chiedendo di usufruire del Fondo Nasko attivo in Via Isonzo, 40 -20097 San Donato Milanese - 02 5276008 - 02 5276008.

LA SCOMPARSA DEI PACIFISTI

PURTROPPO LA COERENZA È UNA VIRTÙ CHE STA SCOMPARENDO DAL NOSTRO MONDO, NON SOLO POLITICO, QUESTO È IL GUAIO.


Sì, proprio loro! Abbiamo pedalato tra le ns frazioni, soffermandoci in alcuni cortili ma… niente! Una sola bandiera smunta dal sole ad un balcone che però appariva chiaro essere non calpestato da molto tempo, data l’incuria, le tapparelle rotte con fiori secchi nelle due fioriere. Una volta invece gremivano le piazze e coloravano i balconi. Ora davvero sono scomparsi, volatilizzati. Stiamo parlando dei pacifisti. I benpensanti muniti di bandiera arcobaleno. Gli scudieri dell'articolo 11 della Costituzione, gli alfieri dell'obiezione di coscienza effettiva e permanente. Li abbiamo visti gridare, danzare, "girotondare" un po' ovunque. Ma oggi sembrano estinti. Eppure, se proprio lo vogliamo ridire, una guerra c'è anche adesso. Anzi, un conflitto che vede l'esercito italiano impegnato in azioni di bombardamento. Loro - i pacifisti - sembrano però distratti, assenti, sordi, ciechi, disinteressati. Magari penseremo male, ma mi sembra che tanta "assenza" sia dovuta in gran parte dal fatto che questa è "una guerra giusta". "(...) Lo hanno detto giù al partito, noi ammazziamo solo per motivi giusti. Quando sono giusti sta a noi giudicare (...), Cantava Francesco Guccini in una vecchia composizione. E infatti "giù al partito" hanno stabilito che partecipare ad un conflitto senza garanzie sulle ripercussioni che questo potrà avere è cosa non solo lecita ma incontrovertibile. E dall'Europa i "compagni" d'oltreconfine sono parimenti d'accordo. Quindi via l'arcobaleno e le belle teorie e pronti ad imbracciare il fucile!! (df)

Sorpresa per i bossoli bene in vista sparsi a fianco del nostro gazebo!

NON SARANNO 8 BOSSOLI A FERMARE L’ATTIVITÀ AI GAZEBO DELLA LEGA NORD Considerazioni del segretario cittadino

Al di là di quanto ribadito durante il Consiglio Comunale del 2 maggio da più parti dell’opposizione, nel tentativo goffo di sdrammatizzare il fenomeno, negandolo, anche a Peschiera esiste la possibilità di infiltrazioni mafiose. La mafia in Lombardia è presente ma è altrettanto presente chi la mafia vuole respingerla. Senza essere eroi ma semplicemente restando al proprio posto e compiendo il proprio dovere, come fanno i leghisti e che poi vivono il loro “fare politica” allestendo i gazebo al sabato mattina, al mercato, in mezzo alla gente. Se credete possiamo intitolarla “storia di ordinaria Padania” la vicenda che ha avuto come protagonisti i militanti leghisti di Peschiera Borromeo al gazebo di sabato mattina 16 aprile all’alba. In poche parole, ignote mani hanno sistemato in bella vista 8 bossoli di pistola in fianco al tavolino con le bandiere, sistemato da un addetto della sezione cittadina del Carroccio, molto presto al mattino, in attesa che, all’arrivo di altri militanti si potesse poi montare il regolare gazebo. L’addetto, dopo aver occupato il suolo, previsto dalla regolare autorizzazione rilasciata dalla Polizia Locale, si allontanava dalla postazione per farvi ritorno poco più tardi e trovando, appunto, la sorpresa dei bossoli bene in vista sparsi a fianco della postazione. All’arrivo di altri militanti, sono stati avvisati i Carabinieri. Questi, intervenuti dalla Stazione di Peschiera e successivamente anche dal Comando di San Donato Milanese hanno dato il via alla prassi: misurazioni, fotografie, domande e tutto quanto compete il loro lavoro in simili casi. Da quando la Lega Nord è in coalizione dal 2009 al governo della città, sta lavorando tanto e bene e sostiene il sindaco Falletta nel suo lavoro collaborando attivamente con lui. È un episodio grave e preoccupante e, insieme ai soliti manifesti bugiardi, definiti di satira da parte del PD, che apparsi sui muri cittadini, irridono, ma accusano la Lega Nord di lasciare liberi i criminali per salvare Berlusconi! I bossoli, gli interventi su certa stampa, i manifesti che mettono solo fumo negli occhi alla gente, sono sintomo di un clima d’ avversione, alimentato da certa sinistra, che sta dilagando in tutto il Paese e che purtroppo non risparmia neppure Peschiera Borromeo. Questi episodi non devono assolutamente essere sottovalutati ma vanno considerati inquietanti campanelli d’allarme di chi conosce ed utilizza solo tali strumenti per fare la propria politica. In particolare i bossoli al gazebo, evidenziano il clima di tensione che si sta creando in città e che non contribuisce certamente ad infondere fiducia nei cittadini, ma anche al mondo imprenditoriale, già messo duramente alla prova dalla crisi economica che stiamo vivendo. Ci aspettiamo dunque che tutte le forze politiche e sociali peschieresi si impegnino sempre di più a non fomentare ma ad isolare questi cattivi alunni troppo spesso caricati da “cattivi maestri”. Inoltre è assurdo attaccare la Lega Nord. Chi in questo luogo è uomo di partito, e si limita agli slogan cari solo appunto alla sinistra utilizzando réclame di partito, ha sbagliato registro! Se c’è un movimento politico che tiene alta la guardia contro le mafie quello è la Lega e, se in meno di tre anni con il Ministro Maroni c’è stata un’azione forte senza precedenti nella storia italiana contro le mafie, non è un caso. Otto mafiosi arrestati al giorno, tutti i giorni, tra cui i 30 superlatitanti più pericolosi, non sono solo numeri, ma risultati concreti. I beni, prima sequestrati e poi confiscati sono pari a 1 o 2 finanziarie, e mirano a colpire al cuore (al portafoglio) la intricata organizzazione. A Peschiera Borromeo invece, da parte del centro-sinistra registriamo solo tante chiacchiere e manifesti affissi. Che sta facendo il Pd? A Peschiera, ad esempio, nessuna denuncia, a quanto è dato di sapere, sull’edilizia di quando amministrava fino al 2009. Ha chiesto a gran voce, con altri, un osservatorio permanente antimafia e contro la criminalità organizzata e sul controllo alle infiltrazioni. Ma… se si dovessero insinuare infiltrazioni mafiose a Peschiera sarebbe anche grazie all’omertà politica di chi ha amministrato e che poi cerca di utilizzare tutti gli strumenti possibili per gettare discredito sulla Lega. Noi abbiamo e manterremo gli occhi bene aperti. Abbiamo preferito aderire insieme all’altra parte della maggioranza al protocollo di legalità impegnando il Sindaco a compiere tutti gli atti e le azioni che si renderanno necessarie con tale adesione che già coinvolge oltre 20 Comuni dell’hinterland. Ricordo che recentemente nei Comuni di Segrate e Rodano, a noi vicini, oltre che a Peschiera già alcuni anni fa, sono stati sequestrati immobili e terreni alla mafia e che, con una cerimonia, sono stati consegnati ai Comuni dallo stesso Ministro Maroni appositamente intervenuto! Chi governa deve essere in prima fila e non nascosto. Usino pure un manifesto con la spada moscia del nostro Alberto da Giussano o anche un manifesto qualunque che certamente verrà dopo questo, per buttare fango sulla Lega Nord ma meglio sarebbe se costoro lo facessero da privati cittadini e non da consulenti antimafia. Speriamo che il PD la smetta e non venga ricompensato da alcuna campagna pubblicitaria sporca anti avversario politico, come avvenuto negli ultimi anni visto che lo percepiamo impegnato in queste robe politicanti, da agitatori, anziché in analisi serie. Per le gravi accuse gratuite proferite in tutte le occasioni vengano a lui offerte, valuteremo infine se ci saranno gli estremi per procedere in altre sedi. Se gli ex comunisti utilizzassero contro la ‘ndrangheta lo stesso zelo che impiegano nel cercare di denigrare la Lega Nord in Padania le cose sarebbero sicuramente andate diversamente per loro: avrebbero cioè avuto qualche punto in più per vincere le passate elezioni!