mercoledì 1 giugno 2011

La Cei commette uno sbaglio a minimizzare il pericolo islamico

Sono cattolico praticante, catechista, impegnato nel volontariato sociale da anni e mi sento di disapprovare affermazioni come quella di fonte CEI, che nega il pericolo d’islamizzazione a Milano e dintorni, dove qualcuno vorrebbe edificare il più grande complesso islamico d'Europa. Mi tornano alla memoria, ma tutti se lo ricorderanno, le parole profetiche della Fallaci. Viltà e tradimento: non vi sono altre parole per descrivere gli unici motivi che possono indurre chi ha tutti i mezzi per conoscere la reale situazione di espansione dell'Islam più pericoloso ad assumere atteggiamenti di negazionismo belante. Al contrario, è dovere di tutti i Cristiani avere il coraggio di proclamare ad alta voce la verità, anche quando ciò comporta dei rischi! Parliamo allora subito di reciprocità, di cristiani massacrati in paesi a fede musulmana e di chiese distrutte. Allora, nel giorno in cui il segretario della Cei a Milano dice sì alle moschee purché dentro le regole delle leggi e della Costituzione e i fratelli musulmani sanno che con Giuliano possono stare tranquilli, perché la loro Mecca sarebbe qui, la Lega Nord al Senato torna a chiedere, con uno specifico disegno di legge, di scrivere le regole per la costruzione di edifici di culto di confessioni religiose acattoliche. Regole che fino ad oggi non esistono e che tutti, a parole però, dicono di voler realizzare. Un vuoto che il Carroccio vuole colmare. (d.f.)

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