''Per tutti i parlamentari e militanti della Lega Nord gli impegni assunti domenica a Pontida da Umberto Bossi sono la nostra bussola a cui ci atterremo e a cui faremo quotidianamente riferimento anche nelle aule parlamentari''. Inizia cosi' l'intervento in aula del vicepresidente dei senatori della Lega Sandro Mazzatorta in discussione generale dopo che e' intervenuto il presidente del Consiglio. ''La Lega Nord ha sempre, con determinazione - ha detto Mazzatorta - perseguito un obiettivo di riforma delle istituzioni per trasformare radicalmente l'assetto di questo Stato centralista ed inefficiente, per sostituire al centralismo statocentrico un federalismo che riesca a dare autodeterminazione e autonomia ai diversi territori e a colmare quella frattura profonda tra Nord e Sud che in 150 anni di storia unitaria non siamo riusciti come Paese a colmare''. Ma, ha aggiunto, ''mentre noi procediamo sulla strade della riforma federalista sono al lavoro le burocrazie parassitarie statali e parastatali per difendere i loro privilegi. Prodi, 15 anni fa, aveva inserito la proposta della capitale reticolare nel suo programma di governo letto alla Camera dei Deputati nel maggio 1996 in questi termini: "Il Governo intende promuovere il decentramento di strutture o di servizi dall'attuale sede di Roma ad altre grandi città italiane. Ci ispira l'idea di una capitale reticolare che è stata sperimentata con successo in altri Paesi". Mazzatorta ha poi parlato del patto di stabilita', essendo anche sindaco di Chiari, in provincia di Brescia: ''rivediamo questo patto - ha continuato Mazzatorta - che contiene norme stupide e rilanciamo l'economia; diamo la possibilità ai Comuni virtuosi di pagare i fornitori e di liberare la propria capacità di investimento che va intesa come motore di sviluppo e non come aumento dell'indebitamento visto che i soldi sono disponibili''. Ma per far questo, ricorda il vicepresidente dei senatori leghisti ''serve una leadership politica forte capace di dare risposte a questi problemi e serve un comandante di vascello che sappia tracciare la rotta e non navigare a vista, non limitarsi al piccolo cabotaggio''. Infine un appello a Berlusconi: ''riprenda il timone della nave, abbandoni il ponte di comando e torni in sala macchine a sporcarsi le mani nella morchia dei motori, riprenda la guida del Suo governo che deve navigare sulle grandi rotte delle riforme, quelle che abbiamo avviato insieme in questi anni difficili e dimostri che questo Governo, come ha fatto in questi tre anni, può cambiare davvero questo Paese e allora noi - ha concluso - saremo al suo fianco facendo la nostra parte sino in fondo''.
venerdì 24 giugno 2011
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