mercoledì 1 giugno 2011

LA RICETTA ANTICRISI DEL PD? TRIPLICARE LE TASSE E INTANTO LANCIA BALLE SPAZIALI

Lega: se in bicamerale fossero passati gli emendamenti presentati dal centrosinistra la pressione fiscale dei comuni sui cittadini sarebbe aumentata da 11,5 a 38,5 miliardi di €. Eppure l’opposizione continua a parlare di “federalismo delle imposte”.

Ho cercato di convincere un sinistrino locale di poca memoria riguardo a fatti recenti di scontri alla Camera sulla pressione fiscale. Ebbene, pur di mandare a casa l'attuale Governo, c'è chi, come questo peschierese ma… chissà quanti la pensano così, vorrebbe gettare alle ortiche la riforma federalista. Che pure è l'ultimo strumento ancora in grado di tenere unito il Paese. Sì cari lettori perché il Federalismo non penalizza né il Sud né il Nord. Colpisce chi finora ha speso in modo irresponsabile e non lo potrà più fare. Il Federalismo municipale, in particolare, offre nuovi strumenti per la lotta all'evasione fiscale e senza zone franche pagheremo tutti di meno. Cose che interessano i cittadini, ma non una certa classe politica che ha come unico obiettivo di ritagliarsi uno spazio di potere. Tutto finisce strumentalizzato e il Federalismo diventa «la riforma che fa aumentare le tasse»; perciò «in coscienza» come si può appoggiare una proposta che va «contro gli interessi dei cittadini?». Peccato che poi chi manifesta le crisi di coscienza abbia comportamenti opposti. È stato Giuliano Amato (Pd) ad aver suggerito di risolvere il problema del debito pubblico, chiedendo a un terzo degli italiani di mettere a disposizione 3 mila € a testa. E il sistema dell'addizionale comunale Irpef è stato introdotto nel 1998 dal governo Prodi, il quale nel 2007 ne ha pure aumentata l'aliquota (nello stesso anno ha introdotto anche la tassa di scopo). Non basta. In commissione Bicamerale esponenti del Pd hanno presentato una serie di emendamenti al Federalismo municipale, fortunatamente respinti: cedolare secca al 23 (al 18%, pari a un maggiore carico fiscale di 578 milioni di € (on. Boccia); componenti aggiuntiva dell'lmu (Imposta municipale unica) da 20 a 150 € a contribuente, con un incremento di spesa per cittadini compreso fra 1,2 a 8,9 miliardi di € (sen.Stradiotto), rideterminazione degli estimi catastali, con un aumento di 2,2 miliardi di euro tra Irpef e lei (sen.Vitali); aliquota Imi all'8,5 per mille, pari a un miliardo in più (on.Misiani); e così via. In totale le proposte del Pd avrebbero comportato un incremento del carici fiscale valutabile fra gli 8,4 e i 23,8 miliardi di euro, da sommare ai circa 11 miliardi attualmente riscossi dai Comuni... Alla faccia della coscienza! Il federalismo fiscale comporta la responsabilità degli amministratori per avere meno sprechi e tasse ridotte. Ecco invece la verità: meno tasse sugli affitti con il federalismo municipale perché i soldi… restano sul territorio! L'approvazione del decreto sul Federalismo municipale manifesterà i suoi effetti già nei prossimi mesi. La tassa sugli affitti (che oggi supera anche il 40%) scenderà a un'aliquota fissa del 21% (19% a canone agevolato). A vantaggio di chi affitta, ma pure di inquilini e Comuni (questi ultimi beneficeranno degli introiti derivanti dal recupero degli affitti in nero). Chi afferma che col Federalismo cresceranno le tasse, dice il falso. La riforma serve proprio a ridurre spesa pubblica e imposte. E in ogni caso qualsiasi aumento è esplicitamente vietato dalla legge quadro. Con il Federalismo municipale i Comuni avranno libero accesso al catasto telematico e all'anagrafe tributaria per pizzicare gli evasori. Parte di quello che su scala locale sarà recuperato con la caccia ai furbetti, resterà nelle casse municipali per essere investito in servizi a favore della cittadinanza. Vuoi saperne di più sulla CEDOLARE SECCA o altri vantaggi ma comunicati solo in sincerità e obiettività come meno tasse sugli affitti con il federalismo municipale perché i soldi… restano sul territorio? Allora vieni a trovarci o fissa un appuntamento con noi!

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