martedì 8 febbraio 2011

20 anni fa iniziava la storia della Lega.Era l'8 febbraio 1991 e Bossi al 1° congresso a Pieve Emanuele lanciava il Federalismo.


Vent’anni fa iniziava la storia della Lega Nord. L’8 febbraio 1991 si apriva il primo congresso del carroccio al Centro Congressi dell’Hotel Ripamontidue di Pieve Emanuele (MI). In quell’occasione Bossi presentò ufficialmente la sua idea di “Federalismo su base socio-economica”, sosteneva che l’Italia era formata da tre macro-regioni: Nord, Centro e Sud. Il 16 giugno dello stesso anno a Pontida la Lega proclama la sua "Repubblica del Nord".

Alle elezioni politiche del 5 aprile 1992 la Lega ottiene il primo successo alle urne aggiudicandosi 25 senatori e 55 deputati. È la XI legislatura. In quell'anno durante un comizio in Piazza del Duomo Bossi dà inizio alla campagna di disobbedienza fiscale, contro l’ISI (Imposta Straordinaria sugli Immobili) che sarà trasformata in Ici, l'anno successivo. Ancora in quell'anno la Lega "imita" la Zecca e crea le "Leghe" coniate in due tagli da 1 e da 5.

Nel 1993 la Lega conquista Milano: il 20 giugno Marco Formentini viene eletto sindaco con il 57% dei voti. Nel mese di settembre la sede del partito si trasferisce in via Bellerio. Il 21 novembre, alle elezioni amministrative, la Lega ottiene la provincia di Varese con Massimo Ferrario.

Il 1994 è l'anno della nascita del Polo delle Libertà ma anche quello del matrimonio tra Umberto Bossi e Manuela Marrone che avviene il 21 gennaio a Milano. Le nozze sono celebrate da Formentini, i testimoni sono Giuseppe Leoni e Silvana Bazan.

Nel mese di marzo la Lega si allea con Silvio Berlusconi e il suo primo partito, Forza Italia e si presenta alle elezioni nella coalizione del Polo della libertà. Gli eletti del Carroccio alle politiche di marzo sono 180 tra Camera e Senato. Gli incarichi più importanti ottenuti nel primo governo Berlusconi sono assegnati a Irene Pivetti (Presidente della Camera dei Deputati), Roberto Maroni (Ministro degli Interni), Vito Gnutti (Ministro dell’Industria), Domenico Comino (Ministro delle Politiche Comunitarie), Francesco Enrico Speroni (Ministro delle Riforme Costituzionali), Giancarlo Pagliarini (Ministro del Bilancio).

L'alleanza però non dura. Il 21 dicembre, nel corso della seduta della Camera dei Deputati, il Segretario Federale Bossi, toglie la fiducia della Lega Nord al Governo Berlusconi, facendolo cadere.

Il 23 dicembre si incontra con Massimo D'Alema e Rocco Buttiglione per decidere un'alleanza che porterà all'appoggio del governo tecnico guidato da Lamberto Dini.

Per la Lega il 1995 inizia con la fiducia al Governo tecnico di Dini. Per la prima volta, al Parlamento, Umberto Bossi parla di "secessione". Il 23 aprile si va a elezioni e la Lega corre da sola. Conquista il 10,4 per cento dei voti e 87 parlamentari. Al governo salirà l'Ulivo con Romano Prodi. Il 9 luglio a Pontida, di fronte ad alcune migliaia di persone, il Senatur dichiara guerra al sistema dei partiti e annuncia la nascita del terzo Polo, quello del "Guerriero".

Ha il via in Parlamento l'iter della legge Bassanini, che introduce un nuovo criterio di attribuzione delle funzioni tra Regioni e Stato.

La nascita "ufficiale" della "Padania" per la Lega avviene nei giorni 13, 14 e 15 settembre 1996 durante la prima “Festa dell’autodeterminazione dei popoli padani”, il simbolo di questo avvenimento è il fiocco rosa. Al Pian del Re (CN), alle sorgenti del Po, Bossi dà inizio alla manifestazione riempiendo un’ampolla con l’acqua della sorgente, che verrà versata Venezia durante il discorso conclusivo.

Il 1996 è anche l'anno degli scontri di via Bellerio tra Polizia e militanti leghisti tra cui era presente anche Roberto Maroni.

8 gennaio 1997 esce il primo numero del quotidiano La Padania, diretto da Gianluca Marchi, mentre il 17 maggio inizia la riorganizzazione di Radio Varese che diventa "Radio Padania Libera" diffusa in Lombardia, in Veneto, Liguria, Piemonte ed Emilia. È anche l'anno delle fiaccolate: come quella del 9 novembre a Busto Arsizio per protestare contro le perquisizioni nelle case dei militanti.

Il 3 aprile 1998 si ha invece la prima elezione di Miss Padania a Cernobbio. Vince Sara Venturi, qualche mese più tardi nasce TelePadania e la scuola della Lega.

In quell'anno il progetto della "secessione" si affievolisce e si hanno anche i primi significativi "abbandoni" dalla lega se ne vanno alcuni importanti dirigenti.

1999: si fa più dura la battaglia sul tema dell'immigrazione e la Lega dichiara guerra alla legge Turco-Napolitano. Alle elezioni il partito raccoglie il 4,5 per cento dei consensi, un crollo rispetto ai risultati precedenti. In quell'anno Bossi si interessa alla situazione nei Balcani e incontra Milosevic. A Varese fonda la seconda Coop Padana. Nasce la Credieuronord, la banca della Lega, ma il progetto avrà un triste epilogo. Nel giugno del 2000 viene acquistato il parco di Pontida. Sono gli anni delle campagne all'immigrazione clandestina e controla costruzione delle moschee.

Il partito si riavvicina al centrodestra ed entra a far parte della nuova alleanza, la Casa delle Libertà che nel 2001 vince le elezioni e Berlusconi torna presidente del consiglio. La Lega può contare su nuovi ministri. Inizia la campagna per la revisione della Costituzione nel senso della "devolution", un progetto che mira ad aumentare il peso delle autonomie regionali attraverso l'attribuzione di competenze esclusive. Parte dal Consiglio dei Ministri anche il Ddl Bossi-Fini. L'11 agosto 2001 muore il professor Miglio, intellettuale che aveva accompagnato Bossi nei primi anni di vita del partito. L'attività di governo continua e le campagne della Lega si concentrano sulla devoluzione e sui temi economici: nel 2002, Bossi critica fortemente l'Euro definendolo "una scelta calata dall'alto", si aggiungono attacchi alla concorrenza internazionale e la proposta di introdurre i dazi sui prodotti provenienti dalla Cina.

L'11 marzo 2004 è una giornata nera per la storia della Lega. Umberto Bossi è colpito da un ictus cerebrale, viene ricoverato in ospedale e costretto a una lunga degenza in Svizzera. Sono mesi difficili per il Senatur che tornerà sulla scena politica solo il 19 settembre nella sua casa a Gemonio.

Storica è anche la giornata del 6 marzo: Bossi tiene il suo primo comizio dopo l'ictus nella casa dell'esilio di Carlo Cattaneo a Castagnola. Il 19 giugno 2005 Bossi è in uno dei tradizionali raduni di Pontida, ma solo dal 15 novembre ritornerà a far politica a Roma ripresentandosi al Senato.

Alla fine del 2005 il Parlamento dà il via libera alla modifica della Costituzione per introdurre la devolution, riforma fortemente voluta dalla Lega. L'approvazione del testo avviene con maggioranza semplice e questo implica la necessità di indire un referendum per confermare la riforma costituzionale. Ma i risultati di quest'ultimo non vanno nella direzione sperata dal Carroccio e il tentativo di riforma della Carta fallisce.

Il 2006 e il 2007 sono gli anni del governo Prodi, la Lega passa all'opposizione e critica duramente le scelte dell'esecutivo. Gli slogan di questi anni sono: basta tasse, rivolta fiscale e giù le mani dalla famiglia. Si accende una fortissima battaglia tra governo e opposizione sulle sorti di Malpensa. I problemi del governo e il caso Mastella finiscono con la sfiducia il 24 gennaio 2008, si torna al voto.

Alle elezioni politiche del 2008 la Lega si è presentata di nuovo in coalizione con Il Popolo della Libertà e il Movimento per l'Autonomia. Al voto ottiene l'8,30% alla Camera e l'8,06% al Senato, in netto rialzo rispetto alle precedenti votazioni. Contribuisce in modo significativo alla vittoria del centrodestra e torna al governo. Il consenso tende a salire ulteriormente: alle europee del 2009, la Lega acquista il 10,22 per cento e il 12,28 per cento alle regionali del 2010.
Grazie a tutti i militanti che sono passati per Peschiera Borromeo, che hanno contribuito alla nascita e alla crescita del Movimento qui. Grazie ai Segretari di Sezione che si sono avvicendati e a quello storico che con la sua tenacia e sagacia ha portato la Lega Nord, coalizzata con PdL a vincere le elezioni Amministrative del 2009. Grazie Donatello De Mercurio, grazie Ettorina.

domenica 6 febbraio 2011

Con il Federalismo che è stato approvato, cosa cambia davvero?

Dopo un pareggio in Commissione bicamerale un Consiglio dei ministri straordinario vara il decreto sul fisco municipale. Vediamo, punto per punto, cosa cambia davvero, tra cedolare sugli affitti, addizionali, tassa di soggiorno e Imu. Lotta all'evasione: gli enti locali potranno incamerare il 50% delle somme recuperate ai contribuenti infedeli.

Il federalismo fiscale municipa­le non si ferma. Lo stop imposto ieri dalla Bicamerale è stato solo parziale perché il Consiglio dei ministri, con­vocato in serata, ha riproposto nuova­mente il decreto attuativo in una nuo­va versione modificata rispetto a quella licenziata ad agosto, soprattut­to sulla base dei contributi dell’Anci. La confusione sulla materia, tuttavia, è tanta perché le strumentalizzazioni dell’opposizione hanno diffuso timo­ri ingiustificati nell’opinione pubbli­ca, soprattutto tra le imprese. Ecco perché è necessario comprendere be­ne quale sia la portata del provvedi­mento.

Il principio-guida
L’obiettivo è di spo­stare dallo Stato ai Comuni, a partire dal 2014, il 30% del gettito di alcuni tributi: imposta di registro, ipoteca­ria e catastale, Irpef su redditi fondia­ri non agrari ( cioè sulle rendite immo­biliari), imposta di registro sui cano­ni di locazione. Le entrate devolute si attestano a circa 15 miliardi di euro. L’autonomia finanziaria dei Comuni deve essere compatibile con gli impe­gni del Patto di stabilità. Il gettito per­ciò resterà sostanzialmente invariato e i cittadini, pertanto, non pagheran­no di più. Il provvedimento è fiscal­mente neutro.

La fase transitoria
Dal 2011 al 2013 sa­rà un attivo un Fondo sperimentale di riequilibrio (Fsr) per consentire so­prattutto ai Comuni più piccoli di non risentire degli effetti negativi del­la contestuale riduzione dei trasferi­menti statali. A questo proposito, bi­sogna ricordare che da quest’anno la compartecipazione Irpef dei Comu­ni salirà dallo 0,75% al 2. Il parere del­la commissione Bilancio del Senato di cui il governo ha tenuto conto invi­ta a una compartecipazione dell’Iva e non dell’Irpef per garantire una di­stribuzione più equilibrata. Dal 2014 in poi l’Fsr sarà sostituito dal Fondo di perequazione previsto dalla legge istitutiva del federalismo fiscale.

La cedolare sugli affitti
La cedolare su­gli affitti, previa opzione da parte del contribuente, sostituirà l’Irpef sulle locazioni e la relativa addizionale re­gionale e comunale. L’aliquota della cedolare viene fissata al 21% per i con­­tratti a canone libero ed al 19% per quelli a canone concordato. È previ­st­a inoltre la sospensione dell’aggior­namento del canone di locazione per tutta la durata di applicazione al con­tratto del regime cedolare. Ai Comu­ni andrà dal 2012 il 21,6% del gettito (il 21,7% nel 2011). Per molti contri­buenti si dovrebbe concretizzare un bel risparmio giacché agli affitti, at­tualmente, si applica l’aliquota mar­ginale Irpef più elevata. Una quota delle entrate dovrebbe essere desti­nata a provvedimenti in favore degli inquilini.Non è passata,invece,l’ipo­tesi di uno sgravio fiscale per gli affit­tuari. Il governo, in ogni caso, ha pro­messo di tener conto delle esigenze dei locatari di immobili.

L’Imu
Dal 2014 in poi al posto dell’Ici per immobili diversi dall’abitazione entrerà in vigore l’imposta municipa­le propria ( Imu), fissata al 7,6 per mil­le. Per i titolari di seconde case e altri immobili è previsto un risparmio, mentre l’aliquota del 7,6% è più alta rispetto alla media (6,4%) finora ap­plicata agli immobili strumentali co­me i capannoni.

L’imposta municipale facoltativa
I Co­muni potranno inoltre istituire un Imu secondaria per gli immobili a uso abitativo. L’imposta sostituisce alcune specifiche forme di prelievo dei Comuni come il canone per l’oc­cupazione di spazi pubblici e l’impo­sta comunale sulla pubblicità.

Nuove aliquote
Abbassate le aliquote di tassazione delle transazioni immo­biliari: al 2% nel caso di prima casa di abitazione e al 9% negli altri casi. Quelle attuali sono stabilite rispetti­vamente al 3 e al 10%.

Addizionali
I Comuni avranno la fa­coltà di aumentare l’addizionale Ir­pef. Tale possibilità riguarda quegli enti che finora non hanno fissato l’ad­dizionale oltre la percentuale del 4 per mille, che rappresenterà il limite massimo raggiungibile. I criteri sa­ranno definiti con un provvedimento amministrativo.

La lotta all’evasione
Incentivato il ruo­lo dei Comuni nell’attività di accerta­mento tributario. Il 50% del maggior gettito sarà attribuito all’ente locale anche in via provvisoria sulle somme riscosse, salvo conguaglio sugli im­porti definitivamente introitati. I Co­muni scenderanno in prima linea nel­la lotta all’evasione fiscale,soprattut­to sul versante immobiliare.

La tassa di soggiorno
Altri elementi previsti nella nuova versione del de­creto concernono l’introduzione del­l’imposta di soggiorno (fino a 5 euro per notte) e di un’imposta di scopo da destinare alla realizzazione di ope­re pubbliche.
(recensione da "il Giornale")

venerdì 4 febbraio 2011

La storia contribuisce a formare le idee

La ricerca storica è un argomento molto serio, come è serio tutto ciò che appartiene alla civiltà dei popoli. L’identità di un popolo è frutto di memoria e di tradizione. Tradizione non ripetitiva e chiusa in se stessa ma consapevole perché fondata sulla conoscenza critica delle realtà passate e sulla comprensione del presente. Un popolo che non ha un forte senso d’identità rischia di perdere il senso e le ragioni storiche della propria esistenza”. Lo ha detto in Aula la deputata della Lega Nord, Paola Goisis, durante le dichiarazioni di voto sulla legge per la concessione di contributi per il finanziamento di attività di ricerca sulla cultura latina del medioevo europeo. “Gli studi storici – ha spiegato l’esponente del Carroccio – contribuiscono a formare e sviluppare la forza delle idee e se c’è un movimento che per le sue vicende non sottovaluta tale forza, questo è proprio la Lega Nord”.

Napolitano ha ragione, i federalisti del Risorgimento sono stati censurati

"Come sempre colgono nel segno le parole del Presidente Napolitano sulla figura e la rilevanza storica di Carlo Cattaneo. Non sono tanti quelli che, in un clima diffuso di neocentralismo, si ricordano di Cattaneo, il quale, come tanti altri illustri federalisti, è stato cancellato dai libri di storia e quindi dalla memoria collettiva di questa nazione". Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Riconosciuto quel che è doveroso riconoscere al Presidente Napolitano non si tratta certo di una dimenticanza casuale - aggiunge l'esponente della Lega Nord - . Tutto il movimento federalista, da Cattaneo a Gioberti, fino ad arrivare ad Einaudi e Sturzo, non è stato solo dimenticato: il termine più adatto per definire questo processo di rimozione è "censura". Come molte altre cose avvenute in questo squarcio di storia italiana, anche l'emarginazione culturale del movimento federalista è figlio di una censura deliberata, il prodotto di quel pensiero unico che si è voluto instillare nelle scuole, nelle università, attraverso i libri e i manuali, fino a innestarsi nel sentire comune. Cosicché l'unico valore riconosciuto è diventato quello del centralismo, che ha ruvidamente tagliato fuori tutto ciò che non era incasellabile o riproducibile in questo schema. È arrivato il momento di far entrare aria nuova nelle stanze della storia e della cultura popolare - conclude il governatore - . È l'aria nuova del federalismo, del resto, già redatta dai padri costituenti e mai applicata in questi sessant'anni. Bisogna riscoprire il valore vivissimo di un pensiero che nell'autonomia e quindi in una struttura federale vedeva, giustamente, l'unica possibilità di libertà e di autentica unità per la nazione".

Federalismo municipale, la soddisfazione della Lega al Senato

E' un coro di apprezzamento e di gioia da parte dei senatori della Lega Nord all' approvazione defitiva ieri in Consiglio dei Ministri del federalismo municipale, ''grazie alla caparbietà e alla lotta di Umberto Bossi e del grande lavoro di Roberto Calderoli'', rilevano all' unisono i parlamentari del Carroccio a Palazzo Madama. Per il senatore Gianvittore Vaccari, sindaco di Feltre e componente della commissione Bilancio del Senato, che pure ha tanto lavorato per i contenuti del federalismo municipale, ''è un riscatto per i comuni di montagna, perchè sono proprio questi ad essere i primi beneficiari del provvedimento. Così possono ora gestire il nuovo sistema fiscale in modo equilibrato e a favore delal comunità. Un grande risultato - sottolinea Vaccari - grazie a Umberto Bossi che ha mantenuto la promessa, pur tra mille ostacoli''. ''Ci riteniamo soddisfatti dell'approvazione di questo decreto - ha invece sottolineato Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione Bilancio - che oltretutto va nell' interesse dell' Anci e quindi di tutti i sindaci d'Italia che sanno benissimo qual è la situazione. Penso che la Lega abbia fatto un bel favore anche al Pd''. Stessa sensazione da parte della senatrice Rossana Boldi, presidente della commissione Politiche dell' Ue del Senato: ''grande soddisfazione per il risultato raggiunto e per la decisione del governo di emanare immediatamente il decreto. Abbiamo fatto un grande passo avanti a dimostrazione che è troppo importante per il nostro Paese raggiungere finalmente questo obiettivo''. A parere del vicepresidente dei senatori, Lorenzo Bodega quella di ieri è una giornata storica, nonostante sia stata ad arte segnata da polemiche inutili e notizie marcatamente false su ciò che sarà il federalismo municipale. Era una bandiera della Lega, una promessa e ciò dimostra - rileva Bodega - come il nostro movimento è sul territorio e al governo per mantenere le cose che dice. Il passaggio fondamentale dalla spesa storica, introdotta dalla seconda metà degli anni '70, ai costi standard è una svolta epocale. Avremo meno sprechi, meno tasse e più responsabilità di chi amministra i nostri soldi a livello locale. Quindi le tre parole fondamentali: vedo, voto e pago, questi i concetti fondamentali del federalismo e chi sbaglia se ne sta a casa. Naturalmente trattandosi di riforma strutturale l'applicazione di questa svolta si rifletterà nell' arco del prossimo decennio''. Per l'altro vicepresidente del gruppo e sindaco di Chiari, Sandro Mazzatorta ''la Lega mantiene sempre la parola e l'obiettivo del riassetto in senso federale del sistema delle imposte e delle tasse a livello locale, possiamo ritenerlo ormai un obiettivo raggiunto. Questo grazie all'impegno dei nostri ministri e dei gruppi parlamentari del Senato e della Camera. Il prossimo passo - ricorda Mazzatorta - sarà il federalismo regionale, e con questo davvero potremo ritenere completata la riforma del federalismo fiscale''. ''E' una ripartenza per il nostro paese'', così il sen. Gianpaolo Vallardi, sindaco di Chiarano. ''Credo che per i territori virtuosi che hanno sempre saputo amministrare, queste giornate saranno di festa e contestualmente la possibilità, per i comuni amministrati male di voltare pagina e cambiare''. ''Si avvierà un graduale processo di lotta alle disfunzioni e agli sprechi, in particolare presenti in alcune aree e territori del centro-sud'', è il commento del senatore comasco Armando Valli che spiega come il federalismo municipale è ''l'unico strumento a disposizione dei comuni in una situazione di permanente spesa storica che andrà così via via a decadere. E' una opportunità di rilancio''. Va sul tecnico, il senatore Fabio Rizzi, sindaco di Besozzo: ''Al di là di tutte le polemiche sui numeri di cosa stiamo parlando! Il mio comune ha lo 0,86% del proprio gettito Irpef. Qualsiasi soluzione, anche quella di minima, ci triplicherà il bilancio e ci permettera' finalmente di dare risposte concrete ai nostri cittadini''. Ancora un sindaco, il sen. Roberto Mura, borgomastro di San Genesio ed Uniti in provincia di Pavia. Anche lui esprime ''grande soddisfazione del lavoro fatto e del grande impegno personale di Bossi per superare un'empasse che poteva esere di estrema gravità per il futuro di questo paese che ha bisogno del federalismo. Tutto ciò che sono stati gli atteggiamenti legati a utilizzare contro il federalismo per abbattere Berlusconi, non eravamo sicuramente intenzionati a condividerli. Grande, vittoria della Lega Nord''.


(04/02/2011)