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venerdì 28 dicembre 2012
Con Maroni la Lega parla una nuova lingua.
Il partito più antico, tra le principali formazioni in campo alle prossime elezioni, è la Lega Nord. E il nuovo leader, Roberto Maroni, ha voluto scegliere una strategia di comunicazione che strizzi l'occhio alle origini, quando quelli della Lega non se li filava nessuno. Per questo ha preferito auto-emarginarsi, puntando sulle realtà dove la comunicazione è disintermediata: e cioè la comunicazione diretta sul territorio e quella sui social network. «Solo in questo modo», spiega Patrizia Carrarini, a.d. dell'agenzia Pubblica amministrazione (gruppo Qubit) che cura la campagna di Maroni candidato presidente della regione Lombardia, «si riesce a parlare direttamente a un target forte e attivo, alle cosiddette truppe cammellate, ai militanti che poi traducono il tutto in voti nelle urne».
Strategia comprensibile per un movimento, la Lega, che ha bisogno di rinserrare le fila dopo anni bui e insuccessi di governo a ripetizione. «Ma Maroni non intende isolarsi, anzi, il suo motto è abbassare i ponti levatoi, e non rinnega neppure la Lega delle barbe e delle corna o dei trattori. Però sta spingendo per la valorizzazione di una classe dirigente più preparata, più vicina al mondo imprenditoriale (gli Stati generali a Torino, con 100 imprenditori non leghisti, sono stati una novità assoluta, ndr). Insomma, ha mutato linguaggio, con uno stile decisamente diverso da quello del padre fondatore Umberto Bossi. La Lega è l'unico partito che si è rinnovato tantissimo, che ha cacciato chi ha sbagliato, ma non ha cambiato né il nome né il logo. Si cambia la forma ma si tiene la sostanza: riscattare il territorio dal centralismo statale».
In effetti il cerchio magico sembra diventato un gioco in scatola da relegare in soffitta, il Trota se ne è andato nei campi, l'ex capogruppo alla camera, Marco Reguzzoni, si diverte ora con gli aerei come presidente del museo del volo Volandia Malpensa, e lo stesso senatur Bossi è poco più di uno stendardo da esibire di tanto in tanto. La Lega di Maroni, cioè, sta provando a superare il modello di partito con leadership carismatica. Cosa che, per esempio, non è riuscita al Pdl, che propina ancora la minestra di Silvio Berlusconi.
«La Lega è invece passata da una leadership carismatica come quella di Bossi a un leader molto diverso come Maroni, che condivide ogni passo e ogni scelta con la squadra, con la dirigenza, con il movimento. Per le elezioni regionali lombarde il primo flight della campagna di comunicazione ha come slogan «La Lombardia in testa». Prevale il colore blu, poiché promuove la lista civica che appoggia Maroni, e cha fa riferimento all'intera area del centro-destra, non solo alla Lega. Il media mix è molto vasto», aggiunge Carrarini, che fa da consulente della Lega da undici anni ed è pure responsabile comunicazione di Andrea Gibelli, vicepresidente di regione Lombardia e assessore alle attività produttive, «e va dalle affissioni agli spot su tv e radio locali, fino al web, alle vele su quattro ruote e agli eventi. Il 15 e 16 gennaio, per esempio, a Como ci sarà la chiusura del momento di ascolto iniziato con gli Stati generali di Torino, con una sintesi delle proposte arrivate dagli imprenditori».
C'è il territorio, e poi, come detto, ci sono i social network. Che, ovviamente, non vanno sopravvalutati quanto a capacità penetrativa né usati con troppa superficialità: «I politici, tutti, devono ricordarsi che i follwers di Twitter non sono i militanti, le truppe cammellate che poi vanno a votare e fanno campagna sul territorio. Quindi, per esempio, anche Mario Monti non deve illudersi che il buon seguito su Twitter sia sinonimo di successo. Altrimenti», sottolinea Carrarini, «il Papa potrebbe ambire a diventare il dittatore del mondo, visto il boom del suo account su Twitter. Il mio consiglio è che i social network vengano usati per quello che sono. Non c'è un mezzo che escluda gli altri, più il media mix è vasto, più si possono raggiungere potenziali elettori. La lezione del presidente Usa, Barack Obama, ci ha insegnato che il microtargeting è vincente: il politico deve parlare direttamente a tizio e caio, non a elettori indistinti. Su Twitter si parla, in prevalenza, a giornalisti e personaggi della comunicazione».
Certo, uno può dare consigli. Ma poi l'account di Maroni è personale, e quindi lui ne fa quello che vuole. «La cosa positiva del social è che comunque il packaging non nasconde mai la persona che c'è dietro. Qualcuno, magari, aveva forgiato un certo packaging social per Roberto Formigoni», commenta Carrarini, «ma poi è venuto fuori lui, di per sé, con la sua personalità (le interpretazioni di Formigoni sul web, e i suoi tweet più recenti sono veramente fenomenali, ndr). Lo stesso sta accadendo, per fare un altro esempio, con Monti: sono bastati tre tweet per identificarlo: elitario, distaccato, arrogante, lontano».
Maroni, in effetti, proprio su Twitter si è detto fiero di essere stato l'unico, tra i leader più importanti, cui Monti non ha telefonato per gli auguri di Natale. E ha spiegato che intende combattere sia Monti, sia i montini Albertini e Ambrosoli. Ma il Maroni musicista soul? «Maroni è una persona molto riservata», conclude Carrarini, «e ha deciso di non fare mai venire fuori il suo privato. Io stessa ho scoperto che ha tre figli solo un mese fa. Di certo è finito il momento di personalizzazione estrema nelle campagne elettorali».
Articolo on-line da "ItaliaOggi"
MARONI PRESIDENTE? Tutti i perchè!
Cinto d'assedio dai giornalisti ha rilasciato un'unica dichiarazione: «La decisione sull'alleanza tra Pdl e Lega non slitta, non bisogna continuare a prendere tempo e la data rimane quella di venerdì•. Parole di Roberto Maroni al Grand Hotel et de Milan, ospite ieri sera alla presentazione ufficiale della lista civica "Maroni Presidente• che lo affiancherà nella corsa al Pirellone. Lista capeggiata dal professar Stefano Bruno Galli che già ieri aveva anticipato a la Padania i contenuti sostanziali di un progetto proveniente dalla società civile. Ma la presentazione della lista, ieri, seguiva un altro appuntamento importante: il taglio del nastro virtuale di Lombardiaintesta.com e maronipresidente.com, i due siti web che testimonieranno su Internet il percorso della lista civica capeggiata da Galli. Ma, come detto, ieri sera, a Milano, l'incontro ufficiale tra gli aspiranti consiglieri regionali e lo stesso leader della Lega Nord per definire gli ultimi dettagli della collaborazione tra la lista civica e Maroni: ovviamente, la curiosità legata ai nomi era molto alta. Nomi che, negli ultimi giorni, sono circolati tra molte indiscrezioni e inesattezze e che, comunque, appartengono a candidati che il professar Galli, nell'intervista pubblicata ieri su La Padania, aveva definito «eterogenei».
Personaggi legati al mondo delle professioni, dell'impresa, molti giovani, qualche nome noto, tutti accomunati dalla voglia di far crescere la propria terra, la Lombardia. Una squadra composta di persone che ritengono Roberto Maroni – in tre concetti sintetici - credibile, affidabile e di grande capacità e che hanno, dunque, scelto di impegnarsi direttamente nell'affermazione di valori e principi dai quali è stato elaborato un vero e proprio manifesto in più punti. Tutti i perché di "Maroni Presidente" (è questo il nome della civica) sono contenuti in un documento del quale La Padania aveva dato ieri anticipazione. I "perché" più significativi sono presto elencati: «Perché la macroregione del Nord nella prospettiva dell'Europa delle Regioni rappresenta la soluzione più credibile alla Questione settentrionale e la risposta più concreta alla crisi economica che si è abbattuta sulle famiglie e sulle imprese del Nord»; «Perché il principio che le risorse debbano essere trattenute sul territorio lombardo che le ha generate è irrinunciabile»; «Perché la sicurezza e l'immigrazione controllata, nell'ambito della legalità, rappresentano dei valori in eludibili per le comunità territoriali»; «Perché bisogna erigere un muro contro la criminalità organizzata e le degenerazioni malavitose»; «Perché il futuro è dei giovani e deve essere facilitato il loro ingresso nel mondo del lavoro, arginando la disoccupazione». Più che un programma, quindi, la lista civica "Maroni Presidente", propone un manifesto di valori e principi ai quali Galli e la squadra credono con forza e determinazione per affrontare il problema storico della Questione Settentrionale e trovare soluzione alle istanze che giungono dai cittadini lombardi. Tra i motivi che hanno ispirato i promotori della civica, la creazione della macroregione del Nord, lo slancio verso un'autonomia sempre più spinta, la battaglia affinché le risorse rimangano sul territorio. «Maroni e nessun altro – sosteneva ieri il professar Galli – incarna i principi ai quali ci ispiriamo». Da qui l'appello: «Ci rivolgiamo a chiunque creda nell'autonomia, nella necessità di istituire al più presto la macroregione del Nord, a chi si trova d'accordo sul fatto che le risorse prodotte da un territorio debbano rimanere per larga parte nel territorio medesimo. Insomma, all'intera società civile, perché il futuro della Lombardia è solo della Lombardia». La corsa verso il successo è ancora lunga ma la strada, considerando l'entusiasmo di Galli e di chi condivide il progetto della civica, è sicuramente in discesa.
“Andrea Ballarin”
“La Padania 20.12.2012”
“La Padania 20.12.2012”
venerdì 14 dicembre 2012
Vogliono rubarci il S.Natale, le nostre tradizioni di sempre
Parlamento Europeo, nei biglietti di auguri scompare la Natività.
"È ormai sistematico il tentativo di scristianizzare l'Europa. Ma non ci arrenderemo mai! Burocrati e parlamentari atei vengano a lavorare il 25 dicembre!"
BRUXELLES, 14 DIC. -
"Il tentativo di scristianizzare
l'Europa è ormai sistematico; a questo punto, abbiamo anche finito le parole per
commentare questa sensazione di deriva, scaturita dall'abbandono e dalla
distruzione di ogni riferimento a quelle che sono le tradizioni, le basi, le
radici del Vecchio Continente. Ma non ci arrenderemo mai". Con queste parole,
Lorenzo Fontana - capo della delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo -
commenta amareggiato la caduta di stile di Bruxelles che, nella realizzazione
delle sei versioni cartacee dei biglietti per gli auguri natalizi, non ha
inserito nessuna raffigurazione della Natività; assenza di riferimenti anche per
quanto riguarda le varianti in formato elettronico, dieci in tutto. "Il motto
che l'Europa propugna - spiega l'On. Fontana - è «unita nella diversità»: è
veramente un peccato che siano soltanto parole al vento, visto che, neppure in
occasione di una Festività sentita e condivisa come quella natalizia, le
istituzioni comunitarie sono state in grado di riflettere la sensibilità dei
suoi cittadini, la cui stragrande maggioranza è di fede cristiana. Sembra quasi
che questo motto voglia far apparire diversi quanti si sentono ancora legati ad
un Natale con un significato profondamente religioso. Dispiace notare che,
nonostante le versioni per i biglietti di auguri siano molteplici, nessuna di
esse ricordi la Natività, trasmettendo l'idea della perdita di riferimenti e lo
svilimento delle coscienze". Fontana conclude affermando che "se per i burocrati
e gli europarlamentari atei il Natale rappresenta una ricorrenza che non ha
particolari significati religiosi, queste persone farebbero meglio a
presentarsi al lavoro la mattina del 25 dicembre".
Elezioni: Boldi, scandalosa intromissione elites europee
Speriamoo che i cittadini
italiani, tutti, reagiscano nelle urne, a questo tentativo ormai evidente di
colonizzazione da parte dell'Europa
ROMA, 14 DIC -
''Il tentativo di indirizzare le scelte dei cittadini alle
prossime elezioni da parte delle élites europee è scandaloso e insopportabile.Da
Merkel, a Holland, a Shultz, si è perso ogni pudore e abbandonato i valori su
cui dovrebbe essere fondata l'Unione Europea''. Lo afferma la presidente della
Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato, Rossana Boldi della Lega
Nord che, stigmatizzando tali intromissioni ricorda come ''mai visto nulla del
genere, nel corso della storia della costruzione europea''. ''Con atteggiamenti
di questo tipo - ribadisce la parlamentare della Lega Nord - aumenta il deficit
di democrazia, che è la vera malattia di questa Europa. Spero che i cittadini
italiani, tutti, reagiscano nelle urne, a questo tentativo ormai evidente di
colonizzazione''. Infine, riguardo le regioni del Nord, sottolinea come ''la
Lega parla per difendere soprattutto gli interessi del Nord, ma mi domando dove
sono finiti tutti quelli che per anni ci hanno assordato con la necessità di
salvaguardare l'interesse nazionale''.
L.Stabilità: Garavaglia, barricate Lega su emendamento Imu
Questo
Governo dei tecnici prima di andar via vuol fare terra bruciata del
Nord'.
ROMA, 14 DIC. -
'Siamo pronti a
salire sulle barricate per bloccare lo scandaloso emendamento presentato dal
Governo sull'Imu nella parte che penalizza aziende e comuni del Nord'. Lo
dichiara Massimo Garavaglia a proposito di un emendamento presentato dai
relatori alla legge di stabilita' all'esame della commissione Bilancio del
Senato.
'La proposta del Governo prevede
che l'Imu sui capannoni industriali sia destinata unicamente allo Stato. Questo
costringera' i comuni ad aumentare fino al 10,6 l'aliquota se vogliono
recuperare qualcosa dalle imposte e portera' quelle poche aziende che ancora
resistono al fallimento. E' chiaro che queste norme penalizzano soprattutto il
Nord perche' volente o nolente e' proprio da noi che c'e' la maggiore
concentrazione di aziende'.
'Se aggiungiamo a questo la voce che
gira in queste ore - dice il vicepresidente della commissione bilancio - sulla
intenzione del Governo di aumentare ancora l'aliquota Irpef regionale per
compensare i tagli fatti alla sanità allora il quadro è completo: questo
Governo dei tecnici prima di andar via vuol fare terra bruciata del
Nord'.
giovedì 13 dicembre 2012
Elezioni: Dozzo, Berlusconi faccia un passo indietro, attendiamo fino a lunedì
ROMA,13 DIC. -
"Berlusconi: faccia un passo indietro. Questa è la nostra proposta, poi si vedrà. Stiamo attendendo la risposta". Lo ha detto Gianpaolo Dozzo, ospite a 'Unomattina'. "Noi abbiamo fatto a Berlusconi una proposta seria, di non fare il candidato premier. Ieri ha fatto una affermazione contraddittoria rispetto alla riunione con noi della sera prima -ha aggiunto il capogruppo della Lega alla Camera-. Attendiamo una risposta: lunedi' abbiamo in Consiglio federale e decideremo cosa fare. Siamo in attesa". Dozzo ha chiarito: "Berlusconi deve rendersi conto che in questo momento, non solo dai militanti ma da molti cittadini al nord, non è che sia cosi' ben visto. Dal punto di vista politico, quindi, ognuno in questo momento deve fare la propria parte. Che poi Berlusconi candidi Monti a premier sapendo che noi da un anno siamo sempre stati all'opposizione...Mi sembra ci siano situazioni da chiarire in questi giorni.
Fino lunedi'".
Dozzo comunque non scommette su una discesa in campo del premier: "Monti non si candidera', ha l'obiettivo di diventare presidente della Repubblica e sa che deve avere i voti del centrosinistra e di parte del centrodestra. Ho la netta sensazione che se ne resti li' buono buono e termini il suo mandato".
Sviluppo: Fava, Con questo Governo Paese al collasso
I Miliardi di € si trovano solo per salvare il Monte dei Paschi di Siena.
La Tassa sulle transazioni finanziarie (Ttf), che secondo un ordine del giorno approvato alla Camera dovrebbe applicarsi proprio ad ogni transazione, secondo il progetto illustrato dall'esecutivo in Senato nelle riunioni di questi giorni, va corretta proprio per escludere i derivati.Tornano anche i 3,9 miliardi all'istituto senese
Vergogna!!
ROMA, 13 DIC -
''La fase uno di questo Governo era quella del rigore e ha colpito duramente famiglie e imprese. Se la fase due e' quella contenuta nel decreto Sviluppo, per il Paese ci sarebbero state poche speranze e avremmo rischiato il collasso. Ma per fortuna gli incubi hanno una fine e fra poco i cittadini torneranno alle urne. Non e'possibile che in questo decreto, spacciato come un provvedimento sulla crescita, non sia prevista alcuna soluzione al vero problema che attanaglia le imprese e le famiglie, ossia l'accesso al credito. La realta' e' che questo Esecutivo e' stato riconoscente solo con chi lo ha sostenuto ad occhi chiusi e lo ha dimostrato trovando quattro miliardi per salvare Mps, la banca cara al Partito Democratico.
Lo ha detto Gianni Fava, intervenendo in Aula sul decreto Sviluppo.
Fare chiarezza su utilizzo pneumatici da neve
Per noi che di neve ne abbiamo e ne avremo in abbondanza....
ROMA, 13 DIC -
Fare chiarezza, e subito, riguardo l'utilizzo di pneumatici da neve invece delle catene a bordo per gli automobilisti italiani. Non si puo' piu' tollerare una situazione d'incertezza che crea allarme fra i cittadini, pronti a sostenere nuove spese per adeguarsi alla normativa e ad acquistare pneumatici da neve, quando non risultano assolutamente necessari. Non e' sufficiente la precisazione del sottosegretario ai Trasporti Guido Improta, il Governo deve dire una volta per tutte che si possono montare gomme da neve o avere a bordo le catene, non c'e' nessuna differenza, in entrambi i casi sarebbero in regola con la normativa e non rischierebbero di incorrere in sanzioni. La presa di posizione della Lega Nord si e' resa necessaria a seguito delle modifiche apportate in Senato al decreto Sviluppo, che danno facolta' agli enti proprietari o gestori delle strade di imporre l'uso esclusivo di pneumatici da neve, rendendoli obbligatori per tutti gli automobilisti.
Lo chiedono i parlamentari Jonny Crosio,Gianpaolo Dozzo e Gianni Fava, che hanno presentato un ordine del giorno al decreto Sviluppo, accolto dal Governo.
Uniti si vince!
LEGA: MARONI, SE CONQUISTIAMO NORD CONDIZIONIAMO QUALSIASI GOVERNO
"Il Nord unito, le istituzioni del Nord, se riescono a fare un'azione comune, condizionano qualsiasi governo: di destra, di sinistra, di centro".
Lo ha detto il segretario della Lega, Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei cronisti sulla presenza del Carroccio alle prossime elezioni politiche.
Maroni a Bossi: Chiama Berlusconi e digli cosa deve fare
Siparietto alla Camera tra i due: Tu hai influenza su Silvio
"Tu che hai influenza su di lui, chiamalo e digli cosa deve fare".
Roberto Maroni si rivolge così, davanti ai giornalisti in Transatlantico alla Camera, a UmbertoBossi. Si parla, manco a dirlo, di Silvio Berlusconi. Il segretario della Lega non vuole aggiungere altro alle dichiarazioni fatte ieri sul Cavaliere mentre il Senatur non commenta "tutte le balle che ha detto ieri" l'ex premier: "E' un uomo saggio - si limita a sostenere - non avrebbe mai fatto quello che ha fatto Monti seguendo le direttive bancarie. Si sarebbe fermato".
mercoledì 12 dicembre 2012
E' provato: lo spread un imbroglio dei tedeschi.
Votate qualcuno che abbia un'idea diversa del senso dell'economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini.
All'origine dell'impennata dello spread ci fu Deutsche Bank, che nel luglio 2011 vendette una quantità ingente di Btp, Si parla anche di 7 miliardi. Un rilascio sul mercato di queste dimensioni avrebbe fatto innalzare perfino la temperatura delle calotte polari. Ora sappiamo anche perché: il 20 ottobre 2011 Deutsche Bank presenta un lungo lavoro al Governo tedesco e alla Troika (Fmi, Bce e Ue), intitolato "Guadagni, concorrenza e crescita", nel quale chiede esplicitamente che vengano privatizzati i sistemi welfare e i beni pubblici di Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Prima mettono nel mirino i Paesi da invadere, poi li mettono in crisi, aumentando artificialmente gli interessi sul debito pubblico, poi mandano la cura, presentandola coma la sola possibilità. La terza guerra mondiale è servita, senza spargimento di sangue: un bottino facile facile, ottenuto con la complicità dei servi schiocchi e mediante l'introduzione di un cavallo di Troia.
Il Governo dei nani e delle ballerine non fu certo un esempio nella storia di questa travagliata Repubblica, ma ciò non toglie che Berlusconi dica il vero quando indica nella Germania il braccio armato e l'utilizzatore finale di una crisi creata ad arte per rimpiazzare i vertici istituzionali con altri più compiacenti, chiamati a liquidare il nostro patrimonio. Di fronte a questi dati, chiunque difenda ancora la Germania come esempio di virtù e di buon governo non solo dice il falso, ma è contro gli interessi del suo Paese e deve assumersene la responsabilità.
Nell'era digitale, dove ogni cosa è ormai immateriale tranne la pagnotta a fine mese, le crisi le creano i tiranni dell'economia e della finanza. Le banche, soprattutto quelle centrali, sono una lobby che persegue unicamente il mantenimento dello status quo e congela ogni forma di progresso per il popolo. Parola di un ex banchiere centrale belga: Bernard A. Lietaer. I miliardi degli aiuti girano in tondo, facendo un lungo giro dell'Oca, vengono creati dal nulla e poi ritornano al punto di partenza, ma durante il percorso qualcuno si impoverisce e qualcun altro si arricchisce. E quelli che si arricchiscono non siamo noi.
Bisogna cambiare. Il voto è alle porte. Votate qualcuno che dica basta a questo scempio, che dica basta a questi signori, denunciati perfino all'Aia per crimini contro l'umanità, a partire da Christine Lagarde ad Angela Merkel, da Wolfgang Schäuble a José Barroso passando per Hermann Van Rompuy, nella lunghissima denuncia di una cittadina tedesca, Sarah Luzia Hassel-Reusing, che cita anche Mario Monti come persona informata sui fatti.
Votate qualcuno che abbia un'idea diversa del senso dell'economia, dei suoi obiettivi e delle sue ricadute sui cittadini. Qualcuno che non viva unicamente per spostare capitali finanziari di banca in banca, di fondo in fondo, con l'unico obiettivo di ingrossarli durante il loro movimento, come una slavina che rotola a valle e travolge tutto il paese. Qualcuno che sia ancora un essere umano, possibilmente.
Maroni: Monti si dimette, EVVIVA! Fine di un'anomalia democratica |
Monti si dimette, EVVIVA!!!
Fine dell'anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti cosí, fino in fondo''. Cosi'Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter
Fine dell'anomalia democratica. Bravo Alfano, avanti cosí, fino in fondo''. Cosi'Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, su Twitter
Legge di Stabilità: Lega, Governo difensore supercasta burocrati, alla faccia dei pensionati
'Il governo si conferma per quello che è: difensore della stracasta dei burocrati. L'emendamento dei relatori 1.201, infatti, toglie la piccola sforbiciata che era stata fatta ai trattamenti fine rapporto dei grandi burocrati della pubblica amministrazione con redditi superiori ai 90 mila euro e soprattutto superiori ai 150 mila euro''. Lo rende noto la Lega Nord con il senatore Massimo Garavaglia, responsabile fisco e finanze e vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato secondo cui questo è ''un colpo di spugna che costa 20 milioni di euro l'anno da qui all' eternità . Uno schiaffo ai pensionati che - ribadisce infine il sen. Garavaglia - si sono visti tagliare le già misere pensioni''.
martedì 11 dicembre 2012
ALLEANZA CON PDL RIPETIBILE A CERTE CONDIZIONI
MARONI, ALLEANZA CON PDL RIPETIBILE A CERTE CONDIZIONI
'La Lega non rinnega l'alleanza con il Pdl, insieme abbiamo fatto tante cose buone, si puo' ripetere ma a certe condizioni. E tra queste ce ne sono di irrinunciabili come l'Euroregione e fare restare al Nord almeno il 75% delle tasse' . Lo ha detto Roberto Maroni intervistato dal direttore de La Stampa Mario Calabresi.
Per il segretario federale del Carroccio, il Pdl 'dovrebbe seguire l'esempio della Lega e rinnovarsi. Abbiamo rinnovato l'offerta politica e investito sui giovani, il Pdl non ha fatto altrettanto, dovrebbe investire in questa direzione'.
Sarò senza paracadute!
Maroni: Se perdessi in Lombardia, no mi candido a politiche
Sarò senza paracadute
"Non mi candiderò alle politiche anche se dovessi perdere in Lombardia". Lo ha detto il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, questa sera a Torino, intervistato dal direttore de 'La Stampa' alla presentazione del suo libro. "Saro' senza paracadute - ha concluso -perchè è giusto che sia così".
"Mi guardo bene da valutazioni su Berlusconi ma serve ricambio"
Asiago (Vi), 11 dic. - "La Lega il suo travaglio lo ha già vissuto. Confermo la nostra corsa solitaria". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando le tensioni politiche in atto e il ritorno in campo di Silvio Berlusconi.
"Mi guardo bene dal fare valutazioni su Berlusconi come persona - ha proseguito Zaia - perchè non le ho mai fatte, ma viviamo in un contesto di ricambio, di giovani che si affacciano alla politica.
Renzi ne è un esempio, ma ce ne sono tanti altri".
Secondo il governatore leghista "il popolo vuole rinnovamento in tutti i partiti". Zaia mette un punto su presunte indiscrezioni che lo vorrebbero candidato premier della Lega Nord: "Io questi pensierini non li faccio: i veneti hanno votato un governatore a tempo pieno, perchè pensi 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, alla sanità, alle opere pubbliche". Per il presidente del Veneto, dunque, "ok Tosi, ok chi sceglierà il movimento, ok chi sceglierà Maroni. Le mie preoccupazioni sono altre, come i disoccupati", ha concluso.
SOLDI NOSTRI? .... ALMENO IL 75% RESTI IN LOMBARDIA
LOMBARDIA: MARONI "MAFIOSI, CAMORRISTI E 'NDRANGHETISTI FORA DI BALL"
"Al governo della Lombardia per realizzare finalmente, assieme a Zaia e Cota, l'EuroRegione Nord ideata da Gianfranco Miglio". Lo scrive su Twitter il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, che in altri due tweet aggiunge: "Al governo della Lombardia per tenerci le tasse pagate dai lombardi, SOLDI NOSTRI, e diventare finalmente PADRONI A CASA NOSTRA. Al governo della Lombardia per mandare mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti fora di ball!!! PRIMA IL NORD".
mercoledì 5 dicembre 2012
Una scelta diversa è possibile?
Sì, certo, non solo è possibile, è anche doverosa.
È una scelta di coraggio, di lucidità e di responsabilità.
Di coraggio, perché è una scelta eretica, che sfida l’ortodossia del pensiero economico dominante.
Di lucidità, perché è una scelta libera da pregiudizi e da scorie ideologiche, ma ancorata alla realtà fattuale.
Di responsabilità, perché si preoccupa seriamente del futuro dei nostri figli ai quali dobbiamo lasciare un patrimonio di opportunità.
Questa leva ci consentirebbe, una volta per tutte, di rilanciare gli investimenti che, in Italia, negli ultimi cinque anni, sono crollati del 20%.
Minori investimenti significano minore sviluppo interno e minore competitività sui mercati internazionali.
Mai come in questa fase storica gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori (dei produttori, appunto) coincidono.
Nulla impedirebbe di pensare ad un meccanismo per adeguare i salari dei lavoratori produttivi e dei pensionati a un tasso in linea con una eventuale inflazione.
È una scelta di coraggio, di lucidità e di responsabilità.
Di coraggio, perché è una scelta eretica, che sfida l’ortodossia del pensiero economico dominante.
Di lucidità, perché è una scelta libera da pregiudizi e da scorie ideologiche, ma ancorata alla realtà fattuale.
Di responsabilità, perché si preoccupa seriamente del futuro dei nostri figli ai quali dobbiamo lasciare un patrimonio di opportunità.
Fare una scelta diversa significa dire basta a una politica economica fatta di aumento sistematico delle imposte e di tagli alla spesa sociale: questi interventi costituiscono infatti una spinta inesorabile verso la depressione. Fare una scelta diversa significa invece dare nuovo impulso al sistema economico dell’Italia e dell’Europa.
Oggi abbiamo un solo strumento per portare il Paese fuori dalla crisi economica: creare moneta per lo sviluppo.
Dobbiamo consentire alla Banca Centrale Europea di fare quello che è concesso (e che è richiesto) alle grandi banche centrali del mondo nei periodi di recessione economica: stampare moneta e immetterla nel sistema produttivo.
Questa leva ci consentirebbe, una volta per tutte, di rilanciare gli investimenti che, in Italia, negli ultimi cinque anni, sono crollati del 20%.
Minori investimenti significano minore sviluppo interno e minore competitività sui mercati internazionali.
Ecco perché la parola d’ordine oggi non dovrebbe essere ridurre il deficit pubblico ad ogni costo, ma far ripartire gli investimenti e questi non torneranno a crescere fino a quando a ripartire non saranno i consumi. Ecco perché l’unica strada per rimettere in moto l’economia sarebbe immettere denaro sul mercato in forti quantità, come sta avvenendo negli Stati Uniti, grazie agli interventi della Federal Reserve.
Mai come in questa fase storica gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori (dei produttori, appunto) coincidono.
Nulla impedirebbe di pensare ad un meccanismo per adeguare i salari dei lavoratori produttivi e dei pensionati a un tasso in linea con una eventuale inflazione.
Smettiamola di credere che la crisi si possa superare attraverso manovre “lacrime e sangue”: non c’è manovra economica che oggi ci possa consentire di ripagare un debito pubblico che per l’Italia sfiora i 2mila miliardi di Euro. Tutto quello che è stato fatto fino ad oggi dimostra che la politica “lacrime e sangue” deprime ancora di più l’economia e peggiora la situazione debitoria del Paese.
L’unica strada – e non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi d’Europa che oggi attraversano la crisi – è puntare su un ritorno alla crescita del prodotto interno lordo, non su un taglio del debito.
Vogliamo capire perchè si debbano distruggere le intercettazioni di Napolitano
CORTE COSTITUZIONALE, DISTRUGGERE LE INTERCETTAZIONI DI RE GIORGIO
Si sta parlando di quello che si son detti, in segreto, quegli EX MINISTRI degli Interni di SINISTRA che rispondono ai Mancino e ai Napolitano?
NON è stato durante il mandato di uno di loro, che la Polizia invece di andare ad arrestare i Mafiosi e a sequestrare i loro Beni, è stata mandata a perquisire Bellerio: la sede di un Partito presente democraticamente in Parlamento?
Se penso che in quella incursione di stampo prettamente fascista, si è cercato di mettere nei guai giudiziari, proprio quel Politico che alcuni anni più tardi, PER LA PRIMA VOLTA IN 60 anni della Repubblica, ha dimostrato che i Mafiosi non solo si possono anche arrestare ma, si possono anche sequestrare i loro Beni, invece che andare a patti... beh, io qualche domanda me la faccio a differenza degli i-tagliotti di sinistra!
Ragazzi, vogliamo cercare di capire?
PRIMA IL NORD vuol dire bloccare la Legge di Stabilità del governo MontiQUESTI SONO I SEGANLI CHE PIACCIONO AL NS SEGRETARIO BOBO MARONI
Abbiamo un Segretario al passo con i tempi e con l'evoluzione tecnologica: Bravissimo Maroni!!!
BASTA TASSE!!!!
Questi sono i "segnali" che mi piacciono ... La continua evoluzione del movimento: il cambiamento che passa attraverso i militanti nelle piazze, ai gazebo, alle riunioni, alle nostre feste e .... l'utilizzo delle tecnologie !!! PRIMA IL NORD!
Giovedì 6 dicembre, il primo hangout del Carroccio in diretta su Youtube, Radio Padania Libera con Matteo Salvini.
Per la prima volta una video-chat verrà trasmessa in contemporanea sulle frequenze di Radio Padania Libera, sul canale Lega Nord Padania di Youtube e sul sito streamit.it.
Chiunque, collegandosi dalla proprio pc o tablet, potrà vedere e ascoltare il segretario nazionale della Lega Lombarda intervistato sui più attuali temi del dibattito politico da cinque giornalisti: Federica Valenti (AGI), Marco D'Auria (TMNews), Alessandro Franzi (ANSA), Davide Vecchi (il Fatto) e Aurora Lussana (laPadania).
Restate CONNESSI al MOVIMENTO!
E... certamente lo faremo!!! grazie Segretario
martedì 4 dicembre 2012
E' entrato in servizio nelle scorse settimane il cane Xeno, la nuova unità cinofila della Polizia Locale di Peschiera Borromeo.
Xeno, il pastore tedesco grigio ( agli scettici dico che, per quanto riguarda i criteri di purezza della razza, tra i colori ammessi, si annovera anche il grigio), è il nuovo "agente" antidroga della Provincia di Milano (città di Milano esclusa) e del Lodigiano,... è, appartiene, alla Polizia Locale del Comune di Peschiera Borromeo. E' bravissimo: ha già contribuito all'arresto di due spacciatori e ci aspettiamo che contribuisca alla grande alla cattura di tutta la feccia che professa questa attività!! Fantastica, bravissima, la sua accompagnatrice, la guardia municipale Antonella Cirlicione che svolge questo ruolo con impegno e, soprattutto, ....amore per gli animali!
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Maroni riaccende la Lega: "E' come nel'94 da Genova la spallata per far cadere il governo"
Per definire il governo Monti usa una crasi grillina: il “fallimonti”. Berlusconi? “Lo vedo bene sulla panchina. Del Milan”. Il ministro Grilli? “Ci ha imbrogliati, presenteremo una mozione per mandarla casa”. Arrivano cinquanta bus da tutto il nord più auto private e diversi pullman: così la Lega Nord
si riprende Genova per qualche ora —invadendo il Porto Antico—mentre per buona parte della mattinata la polizia fa da cuscino tra un centinaio di anarchici, fermati alla fine di Via San Lorenzo, e un gruppo di leghisti, alcuni dotati anche di vistose corna nibelunghe, contenuti invece ai Magazzini del Cotone. Dentro, è un Maroni-show era il 6 novembre del 1994 quando Bossi al Porto Antico genovese fece cadere il primo governo Berlusconi, ora che sono passati quasi vent’anni prova— inutilmente — Maroni a far lo stesso col governo Monti. C’è un tentativo evidente di collegarsi ad Alfano (“Angelino, approvate la legge di stabilità e poi staccate la spina a Monti e andiamo tutti al voto il 10 febbraio, cosi risparmiamo cento milioni’) e una gran voglia di prendersi la Lombardia, dopo il Piemonte e il Veneto. Circa mille i militanti presenti, in prima fila c’è Umberto Bossi che, salito sul palco, definisce Monti”un bauscia senza coraggio” e riceve in cambio valanghe di applausi.
Il pubblico rumoreggia: “Secessione, secessione”. Il nome di Belsito neanche viene citato: la segretaria della Lega Nord Liguria Sonia Viale ricorda che “anche nella nostra regione qualcuno ha pensato di toglierci dignità ma noi abbiamo dimostrato che la non è fatta di persone, è fatta di idee, di progetti, che non moriranno mai. Conta il progetto, come ci ha insegnato Umberto Bossi: siamo persone che non hanno paura e non saranno certo quattro scalzacani dei centri sociali a farci paura”. I “quattro scalzacani”, in realtà, sono un paio di centinaia di militanti che urlano ‘Centro storico libero dal razzismo” ma vengono accolti da fittissimi cordoni di agenti in assetto da guerra.
Dentro i Magazzini del Cotone il presidente della Regione Piemonte Cota rincara la dose: “Tutti gli Stati centralisti quando stanno per tramontare fanno vedere il volto più duro, aumentando le tasse, Monti vuole spremere il Nord come un limone, fino a farlo morire. Ma ora basta”.
A Genova per scaricare Monti, intervista al Segretario Federale Roberto Maroni - La Padania Domenica 2-12
«Si è aperta una nuova va fase politica Il mondo sta cambiando. Quello che conoscevamo prima non esiste ormai più. Non passa giorno che decine di imprese non chiudano i battenti; i dati sulla disoccupazione sono devastanti, soprattutto tra i giovani. Ora è il momento del coraggio.
Di capire e agire che se non si dimezzano le tasse alle nostre aziende per almeno due anni, qui fallisce tutto. E i soldi ci sono. Basterebbe lasciare sul territorio il 75 per cento delle tasse». li leader della Lega Roberto Maroni arriva- puntuale alle 18 al Palazzo del Parco, nel cuore di Bordighera, per l’incontro col mondo imprenditoriale femminile ligure organizzato dall’ex sottosegretario Sonia Viale. Una puntualità “svizzera”. Come ci ricordano alcune signore: anche perchè sorridono - «le donne non si fanno mai aspettare..» , Una battuta apprezzata da Maroni che proprio qui, l’anno scorso, da ex ministro deill’Interno, usò il pugno di ferro commissariando il Comune di Bordighera per presunte infiltrazioni con la n’drangheta («ln fondo non ho fatto altro che il mio dovere spiegherà poco dopo). E non mancherà il tempo per parlare di legalità in una terra, la Liguria, che in quel 2011 si sveglio improvvisamente sotto i riflettori di cronache fino ad allora sconosciute. Prima però c’è da tirare qualche legnata al governo Monti «bravo solo a tassare le imprese»; a «creare disoccupati» e a «deprimere i consumi». Maroni ha le idee chiare: due le priorità per il Nord. Si chiamano fisco e accesso al credito. Il primo «troppo pesante da sostenere», il secondo odore ormai di sogni. «L’Europa scelse di dare alle banche migliaia di euro perché venissero investiti nell’economia locale. Non è successo nulla di tutto questo. Quelle risorse — annota con amarezza il leader del Carroccio - sono state investite per acquistare i titoli di Stato. Non un euro e andato alle famiglie o alle imprese. Con un governo che continua a guardare senza mai intervenire» Poi si scopre che il Monte dei Paschi di Siena riceve da Roma 4 miliardi di euro in prestito a tasso zero «senza in cambio fare il proprio mestiere» Tradotto. «prestare i soldi». Maroni sottolinea più volte la parola “prestare”. «Nessuna impresa chiede regali, tanto meno aiuti di Stato. Chiede un accesso al credito oggi diventano impossibile Lo pretende come pretende che si abbassi la pressione fiscale». I numeri di Confartigianato danno ragione all’ex ministro del Welfare: 122 miliardi di euro investiti dalle banche per l’acquisto di Bot e cct. Di contro 48 miliardi di euro in meno di finanziamenti a imprese e famiglie. E questo solo nell’ultimo anno. Cifre drammatiche di un governo e di banche che «hanno chiuso i rubinetti al mondo produttivo e stanno facendo morire il Nord». Non è un caso che “Bobo”, come lo chiamano gli amici più vicini, torni più volte su un numero ben preciso 75. «La percentuale di tasse che deve restare su ogni territorio» Da qui si può e si deve ripartire. Dal «blocco del Nord: Lombardia, Piemonte, Veneto governate da tre leghisti ( io corro per vincere») e anche la Liguria». Perche «la gente è stanca di pagare per tappare i buchi degli altri. E se riusciremo a rattenere il 75 per cento delle tasse allora si che si potranno aiutare quelle piccole e medie imprese vero cuor pulsante del Paese». Quelle imprese a cui Maroni, da ministro del Welfare, attribuì un forte ruolo sociale «Non danno solo uno stipendio a una famiglia. Hanno una funzione educativa e formativa straordinaria. Oggi invece assistiamo alla loro umiliazione» Troppe tasse, zero accesso al credito. E giù le saracinesche. quando invece bisognerebbe puntare tutto «sulla valorizzazione del territorio. Anche con l’idea di appalti a km zero Basta aziende che arrivano da fuori che prendono i soldi e per poi fallire il giorno dopo». Le idee ci sono. i progetti pure. «Ora andiamo a vincere in Lombardia e cela faremo. Stiamo chiudendo le ultime liste. Poi si parte col programma definitivo», E Berlusconi? «Lo vedo bene sulla panchina del Milan», scherza Maroni che si dice poco interessato alle eventuali primarie nel centrodestra, meno ancora a quelle del Pd: «Meglio Renzi o Bersani? Guardate che non vado a votare...». sorride ancora. C’è spazio per parlare dei sindaci baluardi a difesa del territorio alle prese con pesanti tagli e un «patto di stabilità mortificante». Poi, poco prima delle 20, i saluti a una sala stracolma dove si riconoscono i volti di alcuni parlamentari donne della Lega da Maria Piera Pastore a Laura Molteni fino a Emanuela Munerato. C’è solo il tempo per ricordare la grande manifestazione di domenica 2-12 a Genova (ore 11.30 ai magazzini del Cotone antico porto): «Dalla Liguria si era aperta una brutta pagina per il nostro movimento. Da qui, da Genova, si volta definitivamente pagina per fare della Lega il primo partito del Nord».
lunedì 3 dicembre 2012
IL 15 e 16 dicembre gazebata per Maroni Presidente
Il 15 e 16 dicembre la Lega Nord lancerà la campagna per 'Maroni presidente' con una serie di gazebo nelle piazze in tutta la Lombardia. Ad annunciarlo è stato il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini.
''Ormai - ha scritto sul suo profilo Facebook - è chiaro che la battaglia per guidare la Regione Lombardia sarà fra Maroni e Ambrosoli.
Il 15 dicembre la sinistra lombarda farà le sue 'primarie', il 15 e 16 dicembre la Lega sarà in piazza coi gazebo per lanciare la campagna per Maroni presidente''.
Secondo Salvini, sarà un fine settimana ''politico importantissimo'', per cui sta cercando volontari che passino qualche ora nei ''tantissimi gazebo'' che saranno allestiti. ________________________
Noi, qui a Peschiera Borromeo, allestiremo il nostro gazebo sabato 15 al mercato settimanale di via Matteotti, dalle 8 alle 13!
Se non condividi alcunchè con la sinistra.... passa da noi! Sarai in buona compagnia con il nostro gruppo Consiliare e tanti militanti e sostenitori per parlare di alternativa a questa politica sinistra che ci sta affamando mentre noi stiamo lottando per mantenere il Lombardia il 75% delle nostre tasse!
TI ASPETTIAMO
MARONI O MAI PIU' !!
Permettetemi di fare un po' di propaganda seria per questioni che ci riguardano da vicino... le prossime regionali rappresenteranno un vero e proprio referendum per noi lombardi!... la domanda referendaria alla quale noi risponderemo con una X, sarà: vuoi trattenere il 75% delle tue tasse in Lombardia? Vota Roberto Maroni!!
Ad oggi Regione Lombardia gestisce per il proprio territorio un bilancio annuo pari a circa 20 miliardi, regalando allo Stato (leggasi cassa del mezzogiorno), sottoforma di contributi vari, circa 60 miliardi di euro all'anno di nostre tasse...
Trattenere il 75% delle risorse che la nostra Regione incassa dalle nostre tasse significherebbe che la Lombardia si troverebbe in cassa circa 60 miliardi annui, cioè triplicherebbe i miliardi che fino ad ora aveva a disposizione... .. a questo punto scatta la considerazione... se Regione Lombardia è, in fattore di servizi erogati alla cittadinanza, la più virtuosa d'Italia, quella in cui si vive meglio, triplicando il bilancio a disposizione, quindi trovandosi in cassa 60 miliardi da gestire, che cosa potrà fare? Beh, potrebbe decidere di dimezzare le tasse ai lombardi perchè avrebbe bisogno solamente della metà per gestire e sviluppare i già ottimi servizi che offre? Potrebbe investire sulle nostre imprese? potrebbe investire in maniera considerevole nel sociale? potrebbe quindi migliorare la qualità del nostro stile di vita? io credo proprio di si!
Per cui... al di la di quello che accade a Roma, perchè a noi lombardi non cambia comunque nulla se non solo l'entità della continua penetrazione nel nostro deretano, iniziamo a considerare le opportunità che la politica nostrana ci offre! sfiliamocelo quel cazzo di bastone e iniziamo a volerci bene!... La lega ha sempre detto queste cose?... Si ma non ha mai avuto i numeri per poter "fare"... quindi lombardi! alle prossime regionali, con il vostro consenso, con il vostro voto, date a Maroni l'opportunità di realizzare ciò che ha sempre detto e ciò che avrebbe sempre voluto fare!
INSOMMA...VOTIAMO E FACCIAMO VOTARE MARONI PRESIDENTE !!
Il metodo Maroni applicato all’università
Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dal Mup – Movimento universitario padano di Bergamo nell’ultima tornata elettorale. I voti ottenuti confermano che anche in ambito universitario la Lega c’è, è più che mai viva, e un numero sempre maggiore di giovani si riconosce nel Movimento». Lo dichiara Andrea Zanchi, coordinatore del Mup di Bergamo, all’indomani delle elezioni universitarie che hanno visto la lista Universitari Bergamaschi conquistare il 45 per cento dei voti, con l’elezione di 10 candidati in quasi tutte le facoltà: da Economia e Giurisprudenza, da Ingegneria a Lingue e letterature straniere. L’ottimo risultato ottenuto consente alla lista di avere rappresentanti nei principali organi centrali: Cda, Senato e Cus – Centro universitario sportivo. «Inoltre – rileva Andrea Zanchi –, la candidatura di alcuni eletti in più ruoli attuata dalle altre liste e la conseguente incompatibilità delle cariche, potrebbe portare ad accrescere ulteriormente il numero dei rappresentanti della lista Universitari Bergamaschi, permettendoci di essere ancora più protagonisti in università».
I risultati ottenuti vanno oltre le nostre aspettative e ci rendono particolarmente soddisfatti, considerando anche il fatto che la scuola è da sempre uno straordinario termometro politico per il futuro – dichiara Simone Parigi, coordinatore del Movimento Giovani Padani di Bergamo -. Un ringraziamento va a tutti i giovani che sono impegnati e che hanno permesso di ottenere questo ottimo risultato. A loro va anche il mio in bocca al lupo: il lavoro da fare è tanto ma so che anche in questo caso si impegneranno al massimo per essere degli ottimi rappresentati del Nord».
Se qualcuno sognava una Lega in fin di vita, questa è la nostra risposta - aggiunge il bergamasco Lucio Brignoli, coordinatore federale del Movimento giovani padani -. I risultati nelle elezioni universitarie danno atto alla Lega e ai Giovani padani della bontà dell’operazione di rinnovamnto e continua formazione. Anche in questi ambienti storicamente lontani dalla Lega, dimostriamo che la parola “Prima il Nord” è la condizione necessaria per migliorare le nostre comunità,a partire dalle università».
NO AL PACTE FISCAL, INDEPENDENCIA
LA LIBERTA’ NON SI ARRESTA, ADESSO TOCCA AL VENETO
Si è tenuta la più importante consultazione elettorale europea, da Maastricht ad oggi. Non mi riferisco alle primarie del Partito Democratico italiano, il cui esito, per molti scontato, dipende dalla capacità dei burocrati, vecchi e nuovi, e delle lobby economico- finanziarie, collegati ai diversi contendenti, di convogliare al seggio militanti e cittadini, sulla cui buona fede non discuto. Parlo delle elezioni di Catalogna: condivisa da numerosi osservatori internazionali, nonché dallo stesso primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, questa opinione non “buca” gli schermi delle televisioni italiane. Il perché è noto. Con il voto di domenica la Spagna e l’Europa intera, così come l’hanno costruita i burocrati di Bruxelles, rischiano di perdere un pezzo pregiato. Troppo perché se ne parli. E, quel che è peggio per chi intreccia e dispone i destini di tutti noi, manovrando le politiche di stati cosiddetti sovrani, costretti dalla crisi a cedere sovranità senza passare per le urne, la vittoria degli indipendentisti potrebbe innescare un processo a catena. Al di là delle legittime aspirazioni di libertà e indipendenza del popolo catalano, infatti, la consultazione mette radicalmente in discussione l’ideologia dello stato nazione, dell’assoggettamento dei popoli a patrie che esistono solo nelle prebende degli impiegati di governo e nelle clientele che coltivano per assicurarsi anni di pacifica sottomissione dei contribuenti. L’ordine innaturale dei confini fra stati, che hanno più tratti in comune con l’esterno piuttosto che con l’interno, potrebbe mutare. La libera circolazione delle merci e delle persone, dopo 150 anni di segregazione, potrebbe compiersi davvero, e non solo nelle visioni solidaristiche di politici che hanno fatto dell’assistenza del cosiddetto diverso il loro 'core business'. Soprattutto, e questo è fondamentale per il Veneto e per i veneti, troppo spesso offesi nella loro specificità culturale e linguistica dai “vicini” italiani, si libererebbero le identità dei popoli e delle comunità europee, tenute in naftalina da costituzioni e leggi centraliste, più preoccupate di non perdere qualche pezzo, che non di garantire la libertà. In Catalogna la componente indipendentista è riuscita a conquistare ben 87 seggi su 135. Forte di una maggioranza assoluta, potrebbe addirittura anticipare la convocazione di un referendum sull’indipendenza della Regione addirittura al 2014. Referendum che, con quello Scozzese, costituirebbe un ulteriore precedente da prendere a modello anche in Veneto. Sì, perché il Veneto e la Catalogna, più che la Scozia, hanno tratti comuni; in primis il fatto di subire, in quanto periferia produttiva, un trattamento fiscale predatorio da parte dello Stato centrale. Ogni anno ciascun catalano versa al governo di Rajoy 2000 euro di tasse che non torneranno indietro. La cifra, se paragonata al residuo fiscale Veneto, è comunque bassa: ogni nostro concittadino paga a Roma tre volte tanto. Sulla scorta di quanto accaduto in Catalogna, è ora che i veneti, rivelata queste ed altre ingiustizie, lavorino perché l’estorsione fiscale tenda allo zero e l’autodeterminazione diventi realtà".
sabato 1 dicembre 2012
SINTESI SUL GOVERNO MONTI!
Scusatemi se mi ritengo all'altezza di giudicare l'operato del governo Monti ma credo che non occorra troppa scienza per capire e distinguere il bene dal male. E voler fare una sintesi sul governo Monti :
1 ) - MALE ha fatto male il napoletano a nominare un governo tecnico sapendo che lo stesso non ha potere di legiferare se non con l'approvazione del parlamento dove siedono tuttòra gli stessi pa rlamentari di ieri;
2 ) - Monti ha tartassato i meno abbienti lasciando incolumi i ricchi ( PATRIMONIALE ECC.. ), anzi, continuando a finanziare chi non avrebbe dovuto e facendo leggi che aggravano la situazione dei lavoratori; tanto che abbonDano gli scioperi di tutte le categorie di lavoratori;
3 - ha poca importanza che Monti, a livello diplomatico, abbia salvato la faccia dell'ItaGlia quando, a causa delle sue leggi, non si intravede minimamente la ripresa economica finanziaria;
4 ) - se la tiri troppo LA CORDA si rompe e se si rompe vengono travolti anche i cosiddetti ( FURBI-RICCHI );
5 ) - la ripresa economica potrà riprendersi soltanto se i lavoratori, che sono la stragrande maggioranza del popolo, saranno messi nella condizione di spendere;
6 ) - lo stato deve imporre le tasse eque per tutti sufficientemente per sopperire soltanto a tutte le esigenze di carattere pubblico, ripeto : soltanto esigenze di carattere pubblico e smetterla di finanziare chi non dovrebbe, cioè: ( QUALSIASI ENTE DI CARATTERE PRIVATO );
7 ) - non è difficile capire perchè si verifica nello stato una crisi economica: sono due le cause: o siamo stati governati da incompetenti o da ladri, PROPENDO NEL PENSARE CHE SIANO QUESTE 2 CAUSE;
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