Siccome scende in campo anche la Cei, è il caso che la Conferenza dei vescovi italiani sappia che da più di un decennio, a cadenza annuale, tanti soldi vengono dati alla Campania e in particolare a Napoli per far fronte all'emergenza rifiuti, soldi di tutti, in particolare dei cittadini del Nord. Ora, con tutto il rispetto per la dottrina sociale della Chiesa, il richiamo e l'appello della Cei, pur rientrando nella sua missione pastorale, sono irricevibili. Se è emergenza nazionale allora questa è una emergenza che dura da più di un decennio, è una emergenza che è stata gestita male, malissimo dagli enti locali, in primis dalle province. E se c'è un problema questo è nelle guerre interne dei partiti che hanno governato e governano la regione e il comune. Che poi la 'camorra' ci ha messo del suo, questo lo sanno anche i sassi... ma a forza di dire che la colpa è della camorra, vuol dire mettere la testa sotto la sabbia e non voler vedere la realtà. I cittadini di Napoli non meritano questo. Nello specifico sulla presa di posizione dei vescovi è troppo comodo che i porporati della Campania, in particolare quello di Acerra, si schierino con quelli che non vogliono i termovalorizzatori, per poi mandare i rifiuti al nord, mentre i vescovi del nord continuano a parlare di accoglienza, ma... l'accoglienza dei fratelli può anche passare, mentre quella dei rifiuti non è un dono di Dio. Se come dicono in Campania, i termodistruttori non fanno bene alla salute dei cittadini del sud, perchè dovrebbero, al contrario, far bene ai cittadini del nord? Un esempio tanto per chiarirci: si sappia che da oltre 50 anni gli oratori al nord praticano la raccolta differenziata! Ecco questa potrebbe essere un'altra delle missioni della Chiesa'.
(28/06/2011)
(28/06/2011)

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