PII BELLARIA: annullamento parziale
Che dire.... anche per noi il secondo lotto, il 40%, del Piano integrato di intervento di Bellaria
non deve essere edificato. Siamo qui in Consiglio Comunale, e con questa delibera
di annullamento si è riaperto nuovamente, in realtà mai chiuso, il caso delle
costruzioni nella nostra frazione di Bellaria al confine con la Mapei, e,
nuovamente, così come lo abbiamo
ascoltato dal nostro Sindaco, anche noi ribadiamo la nostra ostilità a
tale progetto. Il Piano integrato di intervento, ormai tutti lo sanno, è un
gigantesco insediamento che comprende oltre 500 abitazioni - che avrebbero
dovuto essere mitigate ma la Mapei
questo non lo sapeva,.... e opere di pubblica utilità, come una scuola materna
e un parco pubblico cittadino proprio a ridosso
del confine dell’azienda chimica, vogliamo ricordarcelo, classificata a
rischio Seveso 2. Ma... signori questo anche a noi non sembra normale
perchè..... Bisognava intervenire prima di iniziare a costruire A volere, a
trasformare con sollecitudine la
destinazione dell'area che ha avuto una notevole rivalutazione in quattrini, e
ad iniziare le costruzioni è stata ce lo
siamo detto e ridetto, la passata giunta di centro sinistra. Ecco, noi consiglieri siamo
chiamati, ci si chiede di votare per l’annullamento parziale del PII di
Bellaria: un passo dovuto per la tutela di chi ormai già ci abita e ivi
abiterà, verso l’annullamento del progetto del parco e della grande scuola
materna, due strutture, lo ripeto, che
pongono un rilevantissimo problema di salute pubblica. I tecnici e il responsabile di settore, hanno fatto una analisi
dettagliata, minuziosa e le loro conclusioni sono svincolate da qualsiasi
valutazione politica: hanno valutato che in quell’area non ci sono gli
elementi perché sorgano una scuola materna e un parco pubblico. E pur
se qualcuno sostiene di avere tutte le carte in regola, tanto dal punto di
vista delle garanzie sulla soglia di inquinamento acustico, quanto da quello
della sicurezza nel caso di un incidente alla Mapei, lo abbiamo sentito…non è
così!! Per quel che riguarda la soglia
di rumore, abbiamo tutti letto nella relazione, nel 2007, quando tutto è
cominciato i risultati dei rilievi acustici erano ben già sopra la media consentita: 55 decibel
invece di 45. Sembra poi, dico sembra perché non ce n’è traccia, che ci fosse
un accordo verbale tra i costruttori e la società Mapei affinché l’azienda
chimica si impegnasse a schermare alcune cabine così da abbassare la soglia di
rumore. Ripeto, … sarebbe stato, …. se c’è stato, un accordo verbale. Ma…. chiediamocelo,
ponetevi la domanda persone del pubblico in sala e a casa per chi ci sta
seguendo… voi avreste cominciato a costruire quel numero di appartamenti solo
sulla base di un accordo verbale? Non avreste pensato che si sarebbe dovuti
intervenire prima, con un piano di mitigazione! Inoltre ce lo siamo domandati
tutti….spero… in caso di incidenti rilevanti, ci sono delle garanzie? Ebbene
pare proprio di NO!! Perché, secondo i rilievi del CTR, il Comitato tecnico
regionale se ci dovesse essere un’esplosione, questo scoppio
coinvolgerebbe il parco. E non solo: è
già stato detto, che nel 1997 la Regione aveva stabilito che quel terreno fosse
agricolo e non residenziale, e neppure commerciale. Poi, nel 2004, la giunta e
il sindaco di allora (era la Giunta Malinverno),
la rese edificabile per un volume di 85mila metri quadri quindi, nel 2007, la
giunta successiva, la rese ulteriormente edificabile per un volume di 126mila
metri quadri. L’operatore (IdeAFimit), nei suoi ricorsi al Tar, parla di
«palese capovolgimento logico» e accusa l’Amministrazione di voler mettere in
cattiva luce la precedente Giunta accanendosi contro chi subisce
l’inquinamento, cioè contro gli edificatori, invece che contro chi lo produce,
ossia Mapei. E il Tar pare ne abbia accolto in parte le ragioni non ostacolando
di fatto la ripresa dei lavori. Ma siamo
d’accordo con il Sindaco perché il Tar non dà torto al Comune ma gli impone di
pronunciarsi in maniera definitiva sulla sospensione dei lavori entro 90
giorni. E così siamo qui oggi e sarà. Stiamo parlando di un problema serio,
pertanto si sta procedendo, nei termini richiesti all’annullamento dei permessi
sul parco e sulla scuola materna perché in quel posto lì non ci possono stare,
per la sicurezza, per la tutela di chi avrebbe dovuto frequentare l’uno e
l’altro. L'ho già detto ma lo ripeto, i costruttori devono capire
e realizzare opere di mitigazione perché ne va della salute e della qualità di
vita di chi vi risiederà, di chi già ci abita. Nessuno pero, tranne un mio
accenno nel passato Consiglio ha accennato alla speculazione legata alla
realizzazione dei box sotterranei (mi riferisco alla legge regionale Tognoli (I Parcheggi Tognoli sono quelli regolati dall’omonima legge del 1989 nella quale si impone un legame tra il posto auto o box
e l’appartamento. Per capirci meglio, sono tutti quei box che possono essere
costruiti all’interno del cortile, o interrati, del condominio, e pare invece che in quel luogo
li si conceda in diritto
di proprietà perpetua, con grave danno erariale per le finanze dell’
amministrazione pubblica.)
Questi sono solo alcuni esempi. Recentemente è arrivata in Comune anche
una lettera anonima – ci è stato detto - molto, molto inquietante e
circostanziata, che se i fatti riportati fossero veri, aprirebbe nuovi scenari
su questa vicenda di Bellaria. Anche stamattina ci è pervenuta urgente inviata
via telefax e a firma presidente dell’assemblea dei quotisti del fondo Atlantic
6, che mette fortemente a disagio perché tenta di intimidire questo consiglio
volendo interferire con le attività della stessa Amministrazione. A questo
punto, una classe politica seria e responsabile non deve fare altro che aspettare
il risultato di queste indagini della Procura e le decisioni del Tar. Smettendo
di sollevare disordini che avrebbero come risultato quello di confondere i
cittadini e ostacolare l’accertamento della verità!
Non si può tollerare! Inoltre, lo abbiamo sentito, o letto, il Tar ha respinto la richiesta di risarcimento danni di 20
milioni di € avanzata dai costruttori ma attenzione qui si mette in discussione
anche la lievitazione delle volumetrie che tale progetto ha subito nel corso di pochi anni: ce lo ricordiamo o no che le
palazzine avrebbero dovute essere di 5 piani? E poi, grazie all’approvazione
dell’esecutivo della Giunta precedente, si è arrivati a 7 piani, nessuno, pur
se qualcuno ha tentato di spiegarcelo in maniera confusa, riesce a farcelo
capire, nessuno ce lo dice, concedendo agli operatori un bonus volumetrico per
arrivare fino a 8 piani! I cittadini, quelli semplici, vogliono saperlo. E.. il tutto approvato in Giunta senza alcun
passaggio in Consiglio Comunale. Vedremo cosa risponderà la Procura della
Repubblica a seguito dell’esposto proprio in merito a questo ultimo aspetto. Il
Politecnico intanto su incarico del Comune ha redatto uno studio
particolareggiato sulla criticità di tale area a partire dall’inquinamento acustico
sul lato Paullese che abbiamo potuto valutare nei risultati poco fa’.
DICHIARAZIONE DI VOTO
Grazie presidente.
Concordo con l’onestà del collega Brunet:
interpellati i cittadini, di qualunque estrazione o orientamento politico,
hanno definito obbrobrio e speculazione quell’insediamento.
Ringrazio e non condivido l’ordinaria lezione di
geometria della consigliera Colombo circa
i volumi in quella lievitazione ma… sono ben altre le motivazioni e spiegazione
che vorremmo!!
Della lettera anonima, io non l’ho letta, ma leggo
i giornali locali quando intravedo qualcosa che non sia spazzatura, se pur
satinata e …. qui l’ho sentito come tutti noi questa sera!
Tutto quanto gira intorno al Pii di Bellaria sta
mostrando in modo inequivocabile, che su
questo Piano d’intervento (ma ci viene il dubbio, forse, anche in altri)
la passata amministrazione non certo ideologicamente vicina alla nostra, ha
dato il massimo di se stessa nell’ organizzare e approvare tutta una serie di
atti amministrativi, quasi tutti da chiarire e dei quali si stanno interessando
il Tar e la Procura della Repubblica.
L’ho anticipato ma comunque, ci tengo a ribadirlo, a
rimarcarlo: il sindaco Falletta non sta
prendendo posizione contro la passata giunta prendendo come capro
espiatorio l’operatore per una sua rivincita, per mera battaglia politica; il
sindaco è l’istituzione, crede che i suoi cittadini debbano essere tutelati e
protetti.
Un'area agricola mai dismessa la si è trasformata
in residenziale, accanto a una azienda ad alto rischio rilevante. Forse per
questo motivo, prima di approvare il Pii, non è stata fatta neppure la VAS;
magari, si sarebbe capito subito che quell'area non poteva essere trasformata
da agricola in residenziale.
Questa è l’unica cosa che conta per noi che voteremo a favore di
questo annullamento parziale. (d.facchi)

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