mercoledì 4 luglio 2012

INTERVENTO SU MOZIONE DI SFIDUCIA AL MINISTRO

Signor Presidente, Onorevoli Colleghi!


A guardare i numeri iniziali, l’esito di questa votazione sembra scontato.

La mozione di sfiducia individuale che abbiamo presentato nei confronti del ministro Fornero porta la firma dell’intero gruppo parlamentare della Lega Nord, dei deputati dell’Italia dei valori e di 2 deputati del Popolo delle Libertà: in tutto 78 firme.

78 deputati che chiedono di sfiduciare un ministro che noi riteniamo non all’altezza del suo compito, di fronte ai restanti 552 che invece, evidentemente, la ritengono capace e meritevole di essere alla guida di un dicastero così strategico come quello del welfare, importante specie in questo momento di gravissima crisi economica e sociale.

E allora, Onorevoli colleghi, di fronte a questa sproporzione di forze in campo, mi sono chiesto quali fossero gli argomenti più opportuni per convincervi della necessità di approvare la nostra mozione di sfiducia.

Del resto le nostre motivazioni le conoscete bene: le ha espresse brillantemente ieri, in discussione generale, il collega Massimiliano Fedriga.

Mi sono chiesto, dunque, quali parole adoperare per essere così persuasivo da farvi cambiare idea.

E alla fine, onorevoli colleghi, le ho trovate! E non avrei potuto trovarne di migliori.

Non avrei potuto trovare parole e ragionamenti più idonei per voi perché, colleghi, sono le vostre parole e i vostri ragionamenti che avete usato dentro e fuori di quest’Aula nei confronti del ministro Fornero e del suo operato.

Quindi non vi chiedo di dare ragione a noi della Lega, perché non vorremmo sembrare troppo presuntuosi, ma vi chiediamo semplicemente di ascoltare voi stessi, ciò che avete detto e che pensate nei riguardi della Fornero e della sua riforma del Lavoro.


• Onorevole Renato Brunetta, responsabile dei dipartimenti del Pdl

“Io voterò quattro volte no alla fiducia sulla riforma Fornero perchè è una cattiva riforma, un cattivo compromesso, una riforma che non serve al nostro mercato del lavoro e che non serve a dare un segnale all’Europa. E’ un pasticcio inaccettabile e non serve a nessuno. Io voto in dissenso dal mio gruppo, però da vecchio professore di economia del lavoro le ho detto: “No Elsa, questa riforma non te la voto perchè è una cattiva riforma”.

• Onorevole Fabio Granata, vice coordinatore di Fututo e Libertà.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro ... Ma la Fornero non conosce la Costituzione Italiana? E su cosa ha giurato?”

Dichiarazione fatta in risposta dell’affermazione fatta dal ministro “che il lavoro non è un diritto”.


• Onorevole Giorgio Merlo, PD, vicepresidente della Commissione di Vigilanza della Rai.

Sulla vicenda degli esodati è grave il comportamento del Ministro Fornero. Non si può non condividere la vibrata protesta contro il Ministro per come ha gestito la vicenda degli esodati.

Se è vero, com’è vero, che la stragrande maggioranza degli esodati risiede nel Nord, e in particolare in Piemonte, è indispensabile attivare subito un’iniziativa concertata tra le istituzioni per evitare che questa brutta vicenda, gestita in modo pessimo dal Ministro Fornero, abbia dei risvolti gravi e drammatici”.

• Onorevole Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Fli.

“Sugli esodati in un paese normale non va a casa il vertice dell’Inps ma la Fornero, andrebbe esodata lei”.

• Onorevole Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera.

“Dato che il governo dei tecnici è stato costretto a chiamare altri tecnici in soccorso di alcuni ministri, non sarebbe inopportuno se Monti prendesse in considerazione la nomina di un nuovo consulente da affiancare questa volta al ministro Fornero, la aiuterebbe a trovare finalmente una soluzione al problema degli esodati.

Ancora più grave è che la Fornero, in costante contrasto con l’Inps, non conosca ancora il numero preciso degli esodati.

A questo punto è tutto da decidere chi andrebbe sfiduciato, se i vertici dell’Inps, come sollecitato dal ministro, o non piuttosto il ministro stesso”.


° Onorevole Cesare Damiano, Pd, ex ministro del Lavoro.

“Le scelte della Fornero sugli esodati e sulla riforma del lavoro sono profondamente sbagliate e vanno modificate. Il ministro deve cambiare direzione.

Il guaio è che il ministro non ha ascoltato abbastanza le parti sociali, tanto è vero che la sua riforma del lavoro non piace nè a Confindustria, nè ai sindacati e ha finito per lasciare nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori.

Noi chiediamo solo la verità sui numeri, l’abolizione dell’anzianità si sta traducendo in un gigantesco pasticcio e in una inaccettabile ingiustizia per moltissime persone.


• Onorevole Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl.

“Esistono alcune questioni aperte che noi chiediamo vengano risolte, non formalizzandoci sullo strumento legislativo da utilizzare: prima qustione l’esistenza di limiti inaccettabili alla flessibilità in entrata per ciò che riguarda il mercato del lavoro, seconda la questione dei cosiddetti esodati.

Per superare questi vincoli abbiamo consegnato al Ministro Fornero precise proposte da cui ci aspettiamo precise risposte.

Ci aspettiamo che nella giornata di domani il Governo trovi il modo di dare risposte positive ai problemi da noi posti”.

Onorevole Cicchitto, ha pronunciato questa parole il 19 giugno, oggi siamo al 4 di luglio e non mi pare che le vostre richieste perentorie alla Fornero abbiano sortito buon esito. Diciamo pure che la Fornero non vi ha tenuto minimamente in considerazione e siete stati costretti a votare la riforma così com’era. E che fate oggi, le date ancora fiducia?


• Onorevole Beppe Fioroni, ex Ministro, deputato del Pd

“Gli interventi sulla questione esodati e le critiche delle parti sociali, impongono al governo e al ministro Fornero una profonda riflessione su come modificare sostanzialmente alcuni indirizzi ed interventi oppure di trarne le conseguenze.

La responsabilità impone fatti e non parole”.

Onorevole Fioroni non mi pare che la Fornero abbia modificato alcunché e abbia tratto alcuna conseguenza.


° Onorevole Pierluigi Bersani, segretario del Pd.

“Noi siamo disposti ad accelerare l’approvazione della legge ma siamo determinati a ottenere risposte concrete.

Dal ministro Fornero sul ddl lavoro si sono sentite parole chiare.

Vediamo nelle prossime ore quali sono i fatti”.


Beato lei che si accontenta delle parole, onorevole Bersani, ma vada a chiedere agli esodati se anche a loro bastano le parole, visto che non hanno né stipendio né pensione.

Lei si aspettava risposte in poche ore, ma forse l’hanno presa in giro visto che questo suo ultimatum alla Fornero è datato 20 giugno.


Stendiamo un velo pietoso sulle dichiarazione dell’on. Pezzota, una persona che è stata a capo di un sindacato dei lavoratori e che ora sostiene un Ministro che messo sulla strada migliaia di persone.


Mi fermo qui, per ragioni di tempo e chiedo scusa per tutte quelle critiche dei deputati della maggioranza contro la Fornero che non sono riuscito a citare, non vorrei che qualche collega se ne abbia a male.


Ministro Fornero, prenda atto che in quest’Aula, così come nel Paese, Lei non gode di alcuna stima, considerazione e fiducia.

E’ un ministro che ha solo record negativi, non è un ministro del lavoro ma della disoccupazione.

E’ stata arrogante con i sindacati, superficiale con il Parlamento, contraddittoria con l’Inps e colpevolmente indifferente verso i lavoratori.


Lei forse non più fare a meno della sua poltrona ma, mi creda, il Paese può fare benissimo a meno di Lei.


Quanto ai colleghi della maggioranza, le loro critiche che ho citato pocanzi sono eloquenti.

Chiediamo loro solo di essere consequenziali, null’altro, e di votare secondo quello che pensano.

Altrimenti abbiano almeno la dignità e il buongusto di tacere, perché è inammissibile che ci siano tanti deputati che sfiduciano la Fornero sui giornali, e poi le votano la fiducia in Parlamento.

O l’una o l’altra cosa: non è possibile farle entrambe.

In conclusione, onorevoli colleghi, sul piatto della bilancia davanti a noi ci sono da una parte i lavoratori e dall’altra i professori, da una parte la Fornero e dall’altra gli esodati.

Noi già sappiamo con chi stare.

Voi non lo so.

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