lunedì 23 agosto 2010

''Bossi trafficante in banche e quote latte''. Si fa duro lo scontro tra Lega e Udc

Sale la tensione tra i due partiti dopo il veto del Senatur e il ''trafficone'' all'indirizzo di Casini. I centristi intervengono con una nota: ''Gli insulti fanno capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere". Casini: ''Non corriamo il rischio di trovarci insieme''. Berlusconi: ''Prepariamoci al voto'' e, deciso, dice ai finiani: ''Non negoziabili i 5 punti programmatici''. Ed ha confermato le tesi che sottendono all'azione del suo governo a proposito della giustizia e della costituzione «materiale» che non deve permettere alcun tipo di ribaltone in Parlamento. In sintesi: o i punti programmatici avranno una congrua maggioranza, oppure sarà necessario andare alle urne.
Ma vediamoli questi 5 punti programmatici, punti chiave del programma di rilancio dell'azione di governo «da realizzare nei restanti tre anni della legislatura», sul quale «verrà chiesta la fiducia in Parlamento», elencati in un lungo documento di dieci pagine lette dal premier:

1- federalismo
2- riforma fiscale con riduzione della pressione fiscale complessiva e revisione delle imposte che «progressivamente diminuiranno»
3- piano per il Sud: rilancio dei lavori pubblici con il ponte sullo Stretto e il completamento della Salerno-Reggio Calabria; banca del Sud per il finanziamento delle piccole realtà imprenditoriali
4- giustizia: riforma complessiva della giustizia civile e penale con il "giusto processo", processi più veloci e separazione delle carriere dei magistrati; tutela giudiziaria per le alte cariche dello Stato; riforma costituzionale del Consiglio superiore della magistratura; approvazione «al più presto» del ddl intercettazioni, anche se, ha detto Berlusconi, «con questa legge il problema delle intercettazioni non si risolve affatto»
5-sicurezza: lotta «senza tregua» alla criminalità organizzata, proseguimento del dispiegamento dei militari nelle grandi città; respingimento degli immigrati illegali.

VOTO - Se su questo programma, «sul quale non accetteremo trattative come avvenuto in passato», il governo non otterrà la fiducia, Berlusconi ha detto di «essere pronto alle elezioni, anche a dicembre». Il presidente del Consiglio ha detto di attendersi «una maggioranza non risicata» sul documento e comunque di non temere le urne: «Se ci fossero le elezioni, l'alleanza Pdl-Lega otterrebbe un grande risultato con percentuali oltre il 50%». Se non c'è la maggioranza si può votare entro dicembre? gli è stato chiesto. «Assolutamente sì - ha risposto Berlusconi - . Ogni tempo in più sarebbe tempo perso, negativo per il Paese».

Certo i costi saranno notevoli ma non ci sarà altra scelta!!

Secondo noi però si arriverà a marzo 2011!

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