
E' approdata all'Istituto Comprensivo "F. De Andrè" di Bettola con sezione staccata a San Bovio, la preside Marina De Marco. Insegnante di lettere per tanti anni ha acquisito esperienza dirigenziale in scuole del territorio del sud est-Milano e della Brianza. Ho avuto il piacere di lavorare con lei, quando insegnavo al Centro Territoriale di educazione degli adulti a Pioltello e, posso garantirlo, la stoffa dirigenziale c'è! Marina De Marco prende il posto di Giuseppe Facciorusso, collocato in pensione. Un feudo tenuto così stretto per tanti anni ..... sarà il nuovo territorio di lavoro della neo preside alla quale auguriamo buon lavoro e garantiamo tutta la nostra disponibilità e collaborazione.
Ma veniamo alla nostra proposta parlamentare perchè per noi i nuovi presidi devono, dovranno, essere scelti dai direttori regionali e vogliamo, data la nostra esperienza nel contesto fornire alcune informazioni, alcuni dati su come funziona la macchina dell'Ufficio Regionale, del Provveditorato agli studi, come fino a qualche anno fa si chiamava. I direttori generali degli uffici scolastici regionali possono conferire, limitatamente al prossimo anno scolastico, incarichi di direzione per la copertura del 50 per cento delle istituzioni scolastiche prive di dirigente scolastico. L’incarico può essere affidato a docenti di ruolo della stessa o di altra istituzione scolastica che, in relazione alle specifiche competenze professionali possedute, diano affidamento per l’espletamento dell’incarico. L’incarico di direzione può essere confermato per un successivo anno scolastico. Questa, in sintesi, la proposta formulata da noi della Lega Nord al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, per scongiurare il rischio di paralisi dell’organizzazione della scuola in seguito alla mancanza di presidi. Dal prossimo anno scolastico le scuole prive di dirigente scolastico saranno circa 1.300 su un totale di 10.397 istituzioni scolastiche autonome, una percentuale che, anche a causa delle istanze di pensionamento presentate, supera il 12% a livello nazionale, con percentuali più che doppie al Nord. I posti vacanti sono ricoperti provvisoriamente affidando ad altri dirigenti scolastici la reggenza. Ma una reggenza prolungata manda in crisi sia la scuola di titolarità (tra l’altro spesso articolata su più sedi), che quella di reggenza: diventa impossibile presiedere scrutini, curare il funzionamento generale; si finisce necessariamente per affidarsi a collaboratori. Il concorso ordinario, che finalmente (con gli aggiustamenti da noi richiesti per limitare la sproporzione di idonei registrata in passato a favore del Sud, in attesa della regionalizzazione sulla base del meccanismo – per ora riservato - che abbiamo messo a punto per i docenti) sarà bandito in autunno, non potrà essere completato prima dell’anno scolastico 2013/2014, con la conseguenza che nei prossimi due anni ci saranno presidenze vacanti in numero ben oltre le 1.300 attuali. In attesa dell’espletamento del concorso, l’intervento da noi proposto consentirebbe di nominare, in qualità di dirigenti scolastici, docenti con un adeguato curriculum individuati nel territorio. La procedura potrebbe essere la stessa con la quale sono stati nominati i dirigenti di II fascia negli uffici scolastici territoriali o regionali, in applicazione dell’articolo 19, comma 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001, vale a dire affidando l’incarico di direzione a docenti di ruolo in base al curriculum professionale, investendo di responsabilità dirigenziali docenti (anche giovani) individuati per esperienza e capacità e radicati nel territorio. L’obiettivo è garantire stabilità e conduzione in continuità delle scuole, creando altresì una classe dirigente scolastica selezionata per competenze e non per procedure burocratiche.

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