mercoledì 17 dicembre 2008

LE IDEE DELLA LEGA NORD

Le idee della Lega
Di seguito compaiono alcuni documenti che contengono le posizioni politiche della Lega Nord su alcune tematiche d'attualità. Per ogni tematica vengono trattati, nello specifico, vari argomenti così da consentire al lettore una visione più ampia della linea politica del nostro Movimento. Il contenuto di questa sezione va ad aggiungersi alle cinque risoluzioni approvate nella seduta del Parlamento del Nord del 2 marzo 2008,
e rafforzando e completando il programma elettorale della Lega Nord
A PROPOSITO DI..... PROVINCE
Confusione anche tra alcuni nostri simpatizzanti intervenuti recentemente in Sezione sugli aspetti riguardanti il nostro pensiero a proposito di Province.
Riportiamo il testo tratto da: "LEGA NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA SEGRETERIA POLITICA FEDERALE"
La discussione sulle Province si innesta nel più ampio dibattito che riguarda:
a) il progetto di legge riguardante la cosiddetta “Carta o Codice delle Autonomie” ora decaduto e che mirava ad individuare le funzioni fondamentali (ai sensi dell’articolo 117 della costituzione) e le funzioni proprie (ai sensi dell’articolo 118 della costituzione) di comuni, province e città metropolitane;
b) lo schema di disegno di legge per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione sul federalismo fiscale approvato dal Governo Prodi il 28 giugno 2007 ora decaduto;
c) i cosiddetti “costi della politica”.
A ciò si aggiunge, da un lato, l’attribuzione esplicita di pari dignità costituzionale prevista dall’articolo 114 della costituzione: “la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”; dall’altro, la possibile realizzazione di un neo centralismo regionale che gli enti locali avvertono come pericoloso e poco rispettoso dei principi di
autonomia e di sussidiarietà.
Dato che le Città metropolitane non sono ancora state istituite, tra gli enti di rilievo costituzionale la Provincia costituisce l’anello più debole e quindi l’ente colpito dalle maggiori critiche e che si minaccia di abolire. Debolezza che deriva dal numero delle Province (104) in confronto al numero
dei Comuni e che consente a questi ultimi, anche dal punto di vista mediatico, una difesa più efficace delle loro prerogative. Del resto anche la non ancora istituita Città metropolitana ha numerosi sostenitori mentre, così come ipotizzata nei vari disegni di legge, potrebbe essere il vero ente non necessario.
Innanzitutto, la Lega Nord ha sempre difeso l’esistenza e il ruolo delle Province. Tanto che, già nel luglio del 1998, era stato depositato presso la Corte di Cassazione un progetto di legge di iniziativa popolare diretto a riconoscere alla provincia di Bergamo lo status di Provincia autonoma sul modello di Trento e Bolzano.
L’esistenza delle Province ha profonde ragioni storiche e, nel corso degli anni, le Province hanno acquisito numerose funzioni e competenze che andrebbero ulteriormente rafforzate. Tra l’altro, non bisogna sottovalutarne il ruolo, quel ruolo di coordinamento che è previsto dal Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs 267/2000), quel ruolo di governo di area vasta che le Province hanno saputo guadagnarsi nel corso degli anni e, soprattutto, quella naturale funzione di ente intermedio tra Regione e Comuni. Infatti, non sarebbe possibile creare un collegamento diretto tra Regione e Comuni basato su criteri di equità. E, soprattutto, come si è tentato più volte di inserire in numerosi disegni di legge, senza la Provincia si andrebbe a istituire un rapporto diretto, non tra Regione e Comuni, ma tra Stato e Comuni creando un collegamento che allontanerebbe la realizzazione di un serio federalismo istituzionale. Non bisogna poi sottovalutare le materie che attualmente sono di competenza provinciale e, soprattutto, l’entità delle risorse che le Province investono nell’edilizia scolastica, nella viabilità, nelle infrastrutture, nella formazione professionale, solo per fare alcuni esempi. La Provincia è l’ente intermedio che meglio può gestire la programmazione territoriale con una visione più ampia rispetto a quella dei singoli Comuni. In passato, è spesso mancata una seria legislazione regionale che affidasse alle Province competenze e risorse, e non come invece è accaduto, semplici deleghe legate a limitati trasferimenti regionali. A tale proposito si condividono le richieste volte ad ottenere che alle Province siano attribuite funzioni e competenze “uniformi” sul territorio nazionale. Nel senso che si chiede che alle Province siano attribuite le competenze che complessivamente le singole regioni già attribuiscono a tali enti. E, in funzione di tali competenze, devono essere riconosciute alle Province le risorse necessarie. Si condividono anche le proposte relative all’eliminazione degli organismi quali Ato, Bacini, Agenzie (anche regionali), consorzi, ecc., al fine di riportare alle Province i compiti di coordinamento che la legge già attribuisce loro. Sarebbe inoltre opportuno attribuire alle Province il ruolo di coordinamento dei comuni montani
che, parallelamente ad un intervento legislativo di riordino delle comunità montane, dovrebbe ridisegnare l’intera materia. In questo modo si interverrebbe anche sui costi della politica (di cui tanto si discute) attraverso l’eliminazione di cda, direttori, consulenti, ecc. Su questo ultimo tema, le proposte relative alla diminuzione del numero di consiglieri o di assessori provinciali o riguardanti un taglio delle indennità non risolvono la questione. Innanzitutto, perché sono ben altri i costi della politica e poi perché una seria riflessione sui costi dovrebbe partire da una seria comparazione riguardante, per ogni Comune e Provincia, non solo il quadro demografico e territoriale, ma anche il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo, le somme investite, il numero dei dipendenti, la quantità e la qualità delle competenze esercitate. Inoltre, il legislatore dovrebbe finalmente premiare gli enti virtuosi evitando, ad esempio di modificare ogni anno le regole relative al patto di stabilità e le conseguenze derivanti dalla mancata osservanza del patto.
Riteniamo perciò che le Province, così come riconosciuto dalla Costituzione, non possano essere eliminate ma siano necessarie per potere applicare in maniera corretta ed efficace il principio di sussidiarietà. E’ bene sottolineare che, nel nostro ordinamento istituzionale, le Province possono essere paragonate ai Cantoni Svizzeri, sia per le caratteristiche demografiche sia per le peculiarità socio – economiche che esprimono. E, in questo senso, rappresentano uno degli elementi su cui costruire le corrette relazioni in una realtà federale.
Febbraio 2008

A cura della Segreteria Politica Federale della Lega Nord Padania

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