Signori Cittadini, Consiglieri, Signori Vicepresidente e Sindaco, colleghi Assessori;
devo prima di tutto ringraziare il Cittadino che ha sollevato un problema che al presente sta accentrando tutta la mia attenzione e che mi sta molto a cuore.
La risposta che ho da dare richiede la Vostra pazienza nell’ascolto essendo la tematica piuttosto complessa e per inquadrare la quale sono basilari alcune premesse.
Gli immobili insistenti sul territorio della nostra città -frazione di Linate- sono di proprietà dell’Azienda Servizi alla Persona (in sigla ASP) Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio.
Tale denominazione risale al 2003 ed infatti l’azienda e sottoposta alla disciplina del titolo 2° della Legge Regionale 13/02/2003 n.1 e del Regolamento Regionale 04/06/2003 n. 11.
Inciso:
• Il Pio Albergo Trivulzio fu volontà testamentaria nel 1771 del principe Trivulzio,
• I “martinitt” sono del 1528 ad opera di San Gerolamo Emiliani,
• E le “stelline” furono fondate nel 1575 dal nostro Santo Patrono San Carlo Borromeo.
Statutariamente l’azienda non avrebbe scopi di lucro e prioritariamente indirizzerebbe i suoi interventi verso i residenti nel Comune di Milano per il mezzo di un patrimonio costituitosi con lasciti a destinazione vincolata o a titolo incrementativo o anche tramite acquisti.
Credo si deduca da quanto, con sufficiente chiarezza, che il Comune di Peschiera Borromeo è estraneo sia alla proprietà che alla gestione di tale patrimonio ancorché tale patrimonio sia insistente sul proprio territorio e che la statutariamente dichiarata assenza di finalità lucrative da parte di questa azienda di servizi alla persona, non può in nessun caso consentire confusioni tra essa azienda e il patrimonio comunale di alloggi ERP (cioè di Edilizia Residenziale Pubblica).
Ho sottolineato come statutariamente l’azienda non avrebbe fini di lucro ma osservo che già nel 2008 ….”l’azienda annunciava al SUNIA di Milano che il suo patrimonio non sarebbe stato piu’ affittato a canone sociale….”
e successivamente:
…..”l’intenzione di convertire 1400 alloggi da un canone concordato a canone libero…..” (con il significato concreto di raddoppiare e talvolta triplicare i canoni).
Quanto risale al 2008
Cosa è poi accaduto si evince dai numeri.
Numeri sciorinati al Sindaco di Milano ed all’Assessore mio omologo (da una interrogazione che, rimasta senza risposta della Giunta milanese, si è trasferita alla Commissione parlamentare sulle politiche sociali relativamente alla gestione aziendale*- *ed al capogruppo della quale Commissione parlamentare ho già chiesto di tenermi informata- ).
Tali numeri evidenziano che l’annunciata intenzione del 2008 di non affittare più a canone sociale è stata ampiamente perseguita dall’azienda che nel 2008 inscriveva una perdita di ben 3.920.376 euro (tremilioni-novecentoventi/376) e di colpo nel 2009 raggiungeva l’equilibrio economico con un risultato positivo di 33.233 euro.
E’ facilmente intuibile la sofferenza di migliaia di inquilini ch c’è dietro a questi numeri, giacchè l’utente tipo di tali alloggi è difficilmente ascrivibile tra coloro i quali godono di situazioni socio-economiche floride, ma piuttosto di situazioni di disgio, malattia, disabilità, età avanzata marginalizzazione sociale, ecc. ecc.
Ma passiamo ad esaminare ancor più nel concreto sia la filosofia delle assegnazioni degli immobili liberi, sia quella delle dismissioni immobiliari; così come la ammette già nel 2007 lo stesso presidente dell’azienda (con parole sue):
“…… sono avvantaggiati soprattutto coloro che hanno un ricco conto in banca (in sostanza vengono preferiti i redditi piu’ alti perché danno maggiori garanzie di pagamento degli affitti………”)
e prosegue lagnandosi il Presidente:
“……….non che la cosa mi piaccia molto, ma questa è la regola che ho trovato già scritta; ed in questo modo tagliamo fuori tutti i giovani e le giovani coppie…….”
e successivamente:
…….”stiamo pensando di vendere una fetta del patrimonio…… Senza contare che potremmo fare un po’ di cassa per le nostre attività di sostegno agli anziani….
ed infine la rivelazione aziendale su questo ultimo punto:
…….” bisogna garantire l’assistenza a 1000 anziani ed il lavoro a 1700 dipendenti.
(si evince che per ogni anziano ci sono 1,7 dipendenti).
E difatti si ha notizia di bandi ed aste sprint di immobili di pregio, in pieno centro a Milano, avvenute in due settimane tra lo scorso luglio ed agosto (lo sprint impresso al bando, nota bene, è dovuto alla formula eccezionale della procedura d’asta negoziata, nella quale l’ente aggiudicatario negozia le condizioni d’appalto).
In conclusione il bisogno di casa, sia in caso di locazione che di vendita, la nuova azienda ASP lo soddisfa soprattutto a coloro che potrebbero cavarsela benissimo rivolgendosi al mercato.
La riserva dichiarata del 25% agli sfrattati normalmente è in condizioni tali da non essere accettata ed essere restituita dai Comuni (per la serie di reati che l’assegnazione in utilizzo “tal quale” comporterebbe e la necessità di rendere gli alloggi a norma ed abitabili, sopportandovi ingenti spese, che gli attuali bilanci comunali raramente consentono).
e, sul nostro territorio, quali le intenzioni di vendita?
Ovviamente non è dato sapere.
Certo che il 5 agosto scorso l’ASP ha messo in rete una procedura comparativa per la ricerca di un consulente ad alta specializzazione volta alla “valorizzazione” (tra virgolette) di mq. 12.328.540 di aree nelle quali è ricompresa Peschiera Borromeo.
Nonostante queste premesse,
impavidamente il Sig. Sindaco nello scorso marzo convocò comunque i vertici ASP per tentare un protocollo di intesa per la presa in carico di fino ad un massimo di 15 unità abitative traendone una bozza delle loro proposte IRRICEVIBILE ma anche estranea a qualsiasi coerenza con la vigente normativa sia di edilizia privata che pubblica. Oserei dire, a questo punto, fortunatamente irricevibile.
L’ultimatum dell’azienda giunse alla mia scrivania dopo lo scorso Ferragosto e mi consentì di valorizzare il voluminoso dossier costruito con le documentazioni e le lagnanze delle 75 famiglie residenti nella frazione di Linate, negli alloggi di proprietà ASP assediate:
• Da scarafaggi, topi, insetti ed escrementi di piccioni in decomposizione,
• Privi di fognatura e con i pozzi neri spesso esalanti miasmi dalle caditoie,
• Con infiltrazioni di umidità risalente i muri che provoca il distacco degli intonaci e la proliferazione dei muschi,
• Con una pericolosa voragine nel terreno, in corrispondenza della centrale termica, abitata da topi e semplicemente occultata con un asse di legno,
• Con l’affioramento delle armature all’intradosso dei balconi,
• Con tutti gli impianti elettrici non a norma (salvo sia intervenuto l’inquilino),
• Nella quasi totalità delle abitazioni senza la messa a terra e l’interruttore differenziale,
• Senza prese di sicurezza (cioè quelle chiuse da alveoli che si aprono solo inserendo la spina) e con tutti i cavi rigidi e non antifiamma autoestinguenti,
• Con le prese elettriche di molti bagni ricadenti nelle zone 1 e 2 (cioè o sopra la vasca da bagno o non lontano dal bordo della medesima),
• Nella quasi totalità dei casi senza le aperture permanenti nelle cucine per l’afflusso d’aria,
• Con gli infissi in legno esterni (salvo interventi dell’inquilino) in stati manutentivi precari ed armati con vetri da 3 -4 mm. (si capisce con quale dispendio energetico e conseguente aumento dell’inquinamento ambientale),
• Con la centrale termica al servizio dei civici 2, 4, 6, 8 allagata ed aperta, quindi accessibile a tutti,
• Con una porta a vetri di una scala di collegamento al 3/1 pericolosamente riparata all’altezza della maniglia con del nastro adesivo (ed il rischio quindi di amputarsi un dito),
Posso dire che quanto, a seguito di mio sopralluogo assistita dall’Ufficio Tecnico Comunale, dal Responsabile del Servizio Casa e relativa unità operativa, ha dato luogo ad una relazione tecnica che molto conforta la risposta che diedi in agosto alla sorta di ultimatum ricevuto, e cioè che:
come assessore alla Sanità ed alle politiche della casa e della famiglia ero intenzionata a dichiarare inabitabili per motivi sanitari quegli alloggi ai sensi di un regio decreto del 1934 (n. 1265 tutt’ora vigente), nel mentre non intendevo divenire correa per quanto riguarda gli aspetti penali correlati alla mancanza delle norme di sicurezza in caso di incidente.
Deve comunque essere ben chiaro che non ho intenzione di abbandonare a se stessi ed al degrado gli attuali residenti e con essi la storica, e per me bellissima, frazione di Linate, prova ne sia che tutto il Settore comunale di mia competenza si decentra in questo luogo ogni lunedì per mettersi a disposizione, ed intendo battermi per il ripristino delle norme di sicurezza e sanitarie e della regolarità contrattuale.
Questa ultima passa per il rinnovo dei contratti scaduti, il controllo delle spese esposte, spesso sproporzionate rispetto ai servizi ricevuti e che sono argomenti sui quali il Sindacato Milanese si sta battendo già da due anni.
Non mi mancano né coraggio né determinazione per dare battaglia ma certamente non posso garantire di riuscire a vincerla.
Sono invece sicura di avere bisogno del sostegno di tutti Voi.
Quello del mio Sindaco ce l’ho già.
Grazie per l’attenzione.
Maria Angela Norma Bellini
devo prima di tutto ringraziare il Cittadino che ha sollevato un problema che al presente sta accentrando tutta la mia attenzione e che mi sta molto a cuore.
La risposta che ho da dare richiede la Vostra pazienza nell’ascolto essendo la tematica piuttosto complessa e per inquadrare la quale sono basilari alcune premesse.
Gli immobili insistenti sul territorio della nostra città -frazione di Linate- sono di proprietà dell’Azienda Servizi alla Persona (in sigla ASP) Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio.
Tale denominazione risale al 2003 ed infatti l’azienda e sottoposta alla disciplina del titolo 2° della Legge Regionale 13/02/2003 n.1 e del Regolamento Regionale 04/06/2003 n. 11.
Inciso:
• Il Pio Albergo Trivulzio fu volontà testamentaria nel 1771 del principe Trivulzio,
• I “martinitt” sono del 1528 ad opera di San Gerolamo Emiliani,
• E le “stelline” furono fondate nel 1575 dal nostro Santo Patrono San Carlo Borromeo.
Statutariamente l’azienda non avrebbe scopi di lucro e prioritariamente indirizzerebbe i suoi interventi verso i residenti nel Comune di Milano per il mezzo di un patrimonio costituitosi con lasciti a destinazione vincolata o a titolo incrementativo o anche tramite acquisti.
Credo si deduca da quanto, con sufficiente chiarezza, che il Comune di Peschiera Borromeo è estraneo sia alla proprietà che alla gestione di tale patrimonio ancorché tale patrimonio sia insistente sul proprio territorio e che la statutariamente dichiarata assenza di finalità lucrative da parte di questa azienda di servizi alla persona, non può in nessun caso consentire confusioni tra essa azienda e il patrimonio comunale di alloggi ERP (cioè di Edilizia Residenziale Pubblica).
Ho sottolineato come statutariamente l’azienda non avrebbe fini di lucro ma osservo che già nel 2008 ….”l’azienda annunciava al SUNIA di Milano che il suo patrimonio non sarebbe stato piu’ affittato a canone sociale….”
e successivamente:
…..”l’intenzione di convertire 1400 alloggi da un canone concordato a canone libero…..” (con il significato concreto di raddoppiare e talvolta triplicare i canoni).
Quanto risale al 2008
Cosa è poi accaduto si evince dai numeri.
Numeri sciorinati al Sindaco di Milano ed all’Assessore mio omologo (da una interrogazione che, rimasta senza risposta della Giunta milanese, si è trasferita alla Commissione parlamentare sulle politiche sociali relativamente alla gestione aziendale*- *ed al capogruppo della quale Commissione parlamentare ho già chiesto di tenermi informata- ).
Tali numeri evidenziano che l’annunciata intenzione del 2008 di non affittare più a canone sociale è stata ampiamente perseguita dall’azienda che nel 2008 inscriveva una perdita di ben 3.920.376 euro (tremilioni-novecentoventi/376) e di colpo nel 2009 raggiungeva l’equilibrio economico con un risultato positivo di 33.233 euro.
E’ facilmente intuibile la sofferenza di migliaia di inquilini ch c’è dietro a questi numeri, giacchè l’utente tipo di tali alloggi è difficilmente ascrivibile tra coloro i quali godono di situazioni socio-economiche floride, ma piuttosto di situazioni di disgio, malattia, disabilità, età avanzata marginalizzazione sociale, ecc. ecc.
Ma passiamo ad esaminare ancor più nel concreto sia la filosofia delle assegnazioni degli immobili liberi, sia quella delle dismissioni immobiliari; così come la ammette già nel 2007 lo stesso presidente dell’azienda (con parole sue):
“…… sono avvantaggiati soprattutto coloro che hanno un ricco conto in banca (in sostanza vengono preferiti i redditi piu’ alti perché danno maggiori garanzie di pagamento degli affitti………”)
e prosegue lagnandosi il Presidente:
“……….non che la cosa mi piaccia molto, ma questa è la regola che ho trovato già scritta; ed in questo modo tagliamo fuori tutti i giovani e le giovani coppie…….”
e successivamente:
…….”stiamo pensando di vendere una fetta del patrimonio…… Senza contare che potremmo fare un po’ di cassa per le nostre attività di sostegno agli anziani….
ed infine la rivelazione aziendale su questo ultimo punto:
…….” bisogna garantire l’assistenza a 1000 anziani ed il lavoro a 1700 dipendenti.
(si evince che per ogni anziano ci sono 1,7 dipendenti).
E difatti si ha notizia di bandi ed aste sprint di immobili di pregio, in pieno centro a Milano, avvenute in due settimane tra lo scorso luglio ed agosto (lo sprint impresso al bando, nota bene, è dovuto alla formula eccezionale della procedura d’asta negoziata, nella quale l’ente aggiudicatario negozia le condizioni d’appalto).
In conclusione il bisogno di casa, sia in caso di locazione che di vendita, la nuova azienda ASP lo soddisfa soprattutto a coloro che potrebbero cavarsela benissimo rivolgendosi al mercato.
La riserva dichiarata del 25% agli sfrattati normalmente è in condizioni tali da non essere accettata ed essere restituita dai Comuni (per la serie di reati che l’assegnazione in utilizzo “tal quale” comporterebbe e la necessità di rendere gli alloggi a norma ed abitabili, sopportandovi ingenti spese, che gli attuali bilanci comunali raramente consentono).
e, sul nostro territorio, quali le intenzioni di vendita?
Ovviamente non è dato sapere.
Certo che il 5 agosto scorso l’ASP ha messo in rete una procedura comparativa per la ricerca di un consulente ad alta specializzazione volta alla “valorizzazione” (tra virgolette) di mq. 12.328.540 di aree nelle quali è ricompresa Peschiera Borromeo.
Nonostante queste premesse,
impavidamente il Sig. Sindaco nello scorso marzo convocò comunque i vertici ASP per tentare un protocollo di intesa per la presa in carico di fino ad un massimo di 15 unità abitative traendone una bozza delle loro proposte IRRICEVIBILE ma anche estranea a qualsiasi coerenza con la vigente normativa sia di edilizia privata che pubblica. Oserei dire, a questo punto, fortunatamente irricevibile.
L’ultimatum dell’azienda giunse alla mia scrivania dopo lo scorso Ferragosto e mi consentì di valorizzare il voluminoso dossier costruito con le documentazioni e le lagnanze delle 75 famiglie residenti nella frazione di Linate, negli alloggi di proprietà ASP assediate:
• Da scarafaggi, topi, insetti ed escrementi di piccioni in decomposizione,
• Privi di fognatura e con i pozzi neri spesso esalanti miasmi dalle caditoie,
• Con infiltrazioni di umidità risalente i muri che provoca il distacco degli intonaci e la proliferazione dei muschi,
• Con una pericolosa voragine nel terreno, in corrispondenza della centrale termica, abitata da topi e semplicemente occultata con un asse di legno,
• Con l’affioramento delle armature all’intradosso dei balconi,
• Con tutti gli impianti elettrici non a norma (salvo sia intervenuto l’inquilino),
• Nella quasi totalità delle abitazioni senza la messa a terra e l’interruttore differenziale,
• Senza prese di sicurezza (cioè quelle chiuse da alveoli che si aprono solo inserendo la spina) e con tutti i cavi rigidi e non antifiamma autoestinguenti,
• Con le prese elettriche di molti bagni ricadenti nelle zone 1 e 2 (cioè o sopra la vasca da bagno o non lontano dal bordo della medesima),
• Nella quasi totalità dei casi senza le aperture permanenti nelle cucine per l’afflusso d’aria,
• Con gli infissi in legno esterni (salvo interventi dell’inquilino) in stati manutentivi precari ed armati con vetri da 3 -4 mm. (si capisce con quale dispendio energetico e conseguente aumento dell’inquinamento ambientale),
• Con la centrale termica al servizio dei civici 2, 4, 6, 8 allagata ed aperta, quindi accessibile a tutti,
• Con una porta a vetri di una scala di collegamento al 3/1 pericolosamente riparata all’altezza della maniglia con del nastro adesivo (ed il rischio quindi di amputarsi un dito),
Posso dire che quanto, a seguito di mio sopralluogo assistita dall’Ufficio Tecnico Comunale, dal Responsabile del Servizio Casa e relativa unità operativa, ha dato luogo ad una relazione tecnica che molto conforta la risposta che diedi in agosto alla sorta di ultimatum ricevuto, e cioè che:
come assessore alla Sanità ed alle politiche della casa e della famiglia ero intenzionata a dichiarare inabitabili per motivi sanitari quegli alloggi ai sensi di un regio decreto del 1934 (n. 1265 tutt’ora vigente), nel mentre non intendevo divenire correa per quanto riguarda gli aspetti penali correlati alla mancanza delle norme di sicurezza in caso di incidente.
Deve comunque essere ben chiaro che non ho intenzione di abbandonare a se stessi ed al degrado gli attuali residenti e con essi la storica, e per me bellissima, frazione di Linate, prova ne sia che tutto il Settore comunale di mia competenza si decentra in questo luogo ogni lunedì per mettersi a disposizione, ed intendo battermi per il ripristino delle norme di sicurezza e sanitarie e della regolarità contrattuale.
Questa ultima passa per il rinnovo dei contratti scaduti, il controllo delle spese esposte, spesso sproporzionate rispetto ai servizi ricevuti e che sono argomenti sui quali il Sindacato Milanese si sta battendo già da due anni.
Non mi mancano né coraggio né determinazione per dare battaglia ma certamente non posso garantire di riuscire a vincerla.
Sono invece sicura di avere bisogno del sostegno di tutti Voi.
Quello del mio Sindaco ce l’ho già.
Grazie per l’attenzione.
Maria Angela Norma Bellini

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