..... un altro 40enne peschierese che mi ha contattato, è tornato da mamma e papà perché ha perso il lavoro…art. 18 sì …art. 18 no…
Quello che serve è una riduzione del costo del lavoro, che in Italia è troppo elevato. Secondo le analisi del Centro Nazionale dei Consulenti del Lavoro, un dipendente che riceve in busta paga un assegno netto di 1.200-1.300 euro al mese, pesa sul bilancio dell’azienda per più del doppio, cioè per almeno 2.600... euro. All’estero però non è così…
Se si guardano i dati dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), si scopre che gli stipendi netti italiani sono soltanto al 22° posto tra quelli dei paesi industrializzati. Se si prendono in esame le retribuzioni lorde, invece, il nostro paese è al terzo posto. La parola d’ordine allora qual è…? Beh, ridurre il costo del lavoro per far salire le buste paga nette e scendere gli oneri per le retribuzioni lorde.
Tradotto: meno costi per le ditte per favorire le assunzioni più soldi in tasca a chi lavora se vogliamo rilanciare l’economia e i consumi!
23/2/2012

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