''Ci aspettiamo che Napolitano sia coerente con quello che affermo' nel febbraio 2011 e rinvii alle camere il provvedimento sui proroga termini che e' una accozzaglia disomogenea di norme''. Lo afferma il vicepresidente dei senatori della Lega Nord, Sandro Mazzatorta che riporta quanto scrisse il Capo dello Stato il 22 febbraio dello scorso anno in una lettera ai presidente delle Camere e al Presidente del Consiglio nel quale richiamava l'attenzione ''sull' ampiezza e sulal eterogeneita' delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto legge cosiddetto 'milleproroghe''. Napolitano, ricorda ancora Mazzatorta ''metteva in evidenza che la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto - cosi' si esprimeva il Capo dello Stato - con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al Capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge''. ''Ecco - aggiunge Mazzatorta - abbiamo voluto riportare quanto sopra per chiedere al presidente Napolitano di dare seguito a quanto affermato in quella lettera''.
(14/02/2012)
ABBIAMO I NUOVI POVERI DI MONTI SENZA PENSIONE E SENZA STIPENDIO
Il decreto Milleproroghe non dà copertura a più di 70mila lavoratori andati in pensione
con i requisiti oggi negati dal ministro Fornero.
Un dramma per migliaia di famiglie!!
Asilo contro Baggina. Monti è riuscito nella non semplice impresa di scatenare una nuova guerra tra poveri, uno scontro generazionale, anzi, extragenerazionale, diciamo da extraterrestri: tra giovani disoccupati, precari e nuovi pensionati, quelli che, pur avendo maturato i requisiti, dal 1° gennaio grazie alle regole Fornero, si trovano improvvisamente senza copertura previdenziale. Ma che Stato è quello che garantisce la pensione ai mafiosi e la nega ai lavoratori veri, alle Famiglie vere? Ma d’altra parte in quale Paese normale si devono aspettare anche 6 anni per incassare la pensione, non potersi definire disoccupati e non avere diritto ad un ammortizzatore sociale? Quale Bibbia racconta un esodo che condanni alla fame e alla lotta per la ricerca del lavoro un quasi sessantenne in lizza con un ventenne? Assistiamo invece alla compiacenza del silenzio, anzi, alla idolatria del governo tecnico non politico che ha commissariato il diritto di vivere. In alternativa chiediamo sia liberalizzato il furto, il lavoro nero, che sia depenalizzata la mafia!!

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