martedì 13 marzo 2012

No alla cittadinanza facile

Ogni tanto qualcuno parla di voler concedere la cittadinanza italiana agli immigrati dopo solo 5 anni. Io voglio mettere in evidenza un paio di aspetti che dimostrano quanto sia sbagliata questa proposta.Il primo aspetto è che, secondo le stime, gli immigrati che otterrebbero la cittadinanza sarebbero più di un milione. Considerando che i figli minorenni di un immigrato che ottiene la cittadinanza la otterrebbero a loro volta automaticamente, e che ci sono i ricongiungimenti familiari, si potrebbe arrivare ad un incremento della popolazione di qualche milione di persone, senza poter garantire i servizi nè i posti di lavoro.Il secondo aspetto secondo me ancora più grave, che sembra essere totalmente ignorato, è legato alla situazione previdenziale in italia. Per spiegarmi meglio voglio fare un esempio. Un cittadino straniero entra in italia a 40 anni di età e, fortunatissimo, trova subito un posto di lavoro regolarmente assunto. Dopo 5 anni presenta la richiesta di cittadinanza e dopo un paio di anni la ottiene e diventa cittadino italiano. Nel frattempo continua a lavorare e, essendo ancora fortunatissimo, la sua salute gli permette di lavorare fino a 70 anni. A questo punto non essendo più in grado di lavorare vorrà andare in pensione ma, avendo versato solo 30 anni di contributi si accorgerà di non avere i requisiti per ottenere la pensione o, quantomeno, di averne una dignitosa. Avremo così un nuovo cittadino che non riuscirà a far fronte alle sue basilari necessità quotidiane e, quale cittadino italiano, chiederà al suo paese d'adozione d'essere aiutato. L'esempio da me proposto parla di una persona "fortunata" che riesce a versare 30 anni di contributi, ma sappiamo che per la maggior parte degli immigrati le cose non vanno così, infatti moltissimi lavorano per brevi periodi o fanno lavori senza versare contributi. Quasi certamente in un futuro neanche troppo lontano avremo un gravissimo problema sociale, rappresentato da un numero enorme di nuovi italiani che si aggiungeranno agli italiani di nascita, che purtroppo dovranno fare i conti con gli stessi problemi. Lo scopo di queste mie riflessioni è quello di ribadire quanto sarebbe sbagliato ridurre i tempi per ottenere la cittadinanza, ma già con le normative attuali e con le recenti riforme pensionistiche la situazione può essere definita una bomba ad orologeria.

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