giovedì 26 gennaio 2012

Opera blasfema a Milano, la protesta della Lega: volgare attacco ai cattolici

A poche ore dalla prima milanese, continuano le polemiche legate all'opera "Sul concetto di volto nel Figlio di Dio", che il regista Romeo Castellucci metterà in scena al teatro Parenti da oggi fino al 28 gennaio prossimo. A scatenare le contestazioni, la palese cristianofobia dell'opera; nella versione francese della rappresentazione, vi è addirittura il discutibile atto finale in occasione del quale, utilizzando materiale fecale, si imbratta il volto di Cristo, raffigurato dal Salvator Mundi di Antonello da Messina. Interviene a riguardo Lorenzo Fontana, europarlamentare della Lega Nord: "A prescindere dal fatto, non secondario, che il codice penale punisce chi deteriora o imbratta cose che formino oggetto di culto, risulta difficile trovare anche solo le parole per commentare un simile oltraggio. Ci troviamo di fronte ad una provocazione volgare ed ingiustificata che, pretendendo di assurgere ad opera d'arte, colpisce un simbolo particolarmente caro ai Cattolici". Secondo Fontana, lo "spettacolo" di Castellucci si colloca nella scia dell'ideologia anticristiana che progressivamente si sta facendo largo: "Dalle polemiche legate all'esposizione del crocefisso in luoghi pubblici alle persecuzioni sistematiche di cui sono vittime i fedeli cristiani - vedasi la dolorosa situazione che si sta manifestando in Nigeria - assistiamo quotidianamente ad una crescente cristianofobia. Credo sarà importante che la società civile faccia sentire la propria voce, evitando che una simile oscenità possa essere rappresentata tra il remissivo disinteresse generale. Per questo, desidero portare un messaggio di solidarietà alle persone che manifesteranno in occasione della prima". La Societas Raffaello Sanzio, compagnia d'arte attraverso la quale il regista opera, è destinataria di sovvenzioni pubbliche: nel 2004, un'interrogazione presentata da Franca Chiaromonte ed altri deputati degli allora Democratici di Sinistra, denunciò “lesiva della libertà di espressione” una modesta riduzione dei fondi concessi alla compagnia stessa. A riguardo, Fontana conclude rimarcando l'inopportunità di "finanziare, utilizzando il denaro della collettività, chi promuove spettacoli di questo genere, specialmente considerando il periodo di ristrettezze che stiamo vivendo". (25/01/2012)

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